audio 2 seconda lezione
May 03, 2026 13:52
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Speaker 1 (audio 2 seconda lezione)
Le proteine sappiamo che hanno le proteine possibili dagli mattoni, i mattoni che possibiscono le proteine sono gli amminoacidi. A seconda della carina amminoacidica che è presente, noi dividiamo non solo la famiglia, non solo la superfamiglia, ma andremo a dare delle specifiche subfamiglie. Attualmente nell'uomo conosciamo 18 famiglie dell'acidocromo P450.
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Speaker 1 (audio 2 seconda lezione)
42 sottofamiglie e queste sottofamiglie sono codificate da 57 genitori, ovviamente non li dobbiamo conoscere, li dobbiamo solo conoscere, tanto per tramite che ci dovranno più 450.
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Speaker 1 (audio 2 seconda lezione)
Le diverse isoforme, quindi le forme differenti con struttura simile ma con delle piccole variazioni e quindi con una reazione metabolica diversa possiedono una certa specificità per il substrato. Qual è il substrato? Ovviamente il substrato in questo caso c'è il farmaco o meglio il metabolita che arriva all'acidocromo e il metabolita uniprimare e il secondario che verrà trasformato.
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Speaker 2 (audio 2 seconda lezione)
I codi sono state identificate tre famiglie dell'acidocromo P450, CP3, CP2 e CP1.
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Speaker 1 (audio 2 seconda lezione)
Ma solo alcuni membri di queste famiglie sono considerati degli ingestini non fatti che soggiassano queste reazioni di metabolizzazione. Quindi CYB indica il citopromo, il numero quindi 3, 2, 1 indica la famiglia, a questo numero di solito segue un D1, D2 e D3 dove la lettera indica la subfamiglia associata e il numero che segue questa cifra
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Speaker 1 (audio 2 seconda lezione)
indica il gene che codifica per quell'entima. Ovviamente non si devono conoscere a memoria, dovete solo sapere che quell'acronimo indica famiglia, subfamiglia e forma isoentimatico, un'intima simile ma che esplica un'azione diversa perché è codificato da un diverso gene. La nomenclatura è dettata dal gene che codifica per quella proteica perché sono di natura proteica.
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Speaker 1 (audio 2 seconda lezione)
Quindi abbiamo l'acidocromo 3 a 4, abbiamo detto che il CIP indica la superfamiglia, il 3 indica la categoria, la subfamiglia, la subfamiglia A indica la sottofamiglia e non la subfamiglia e il 4 che cosa indicherà? L'icioforma, quindi il 4 ci dirà anche qual è il gene che ha codificato per quel enzima.
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Speaker 1 (audio 2 seconda lezione)
La citocromo, quindi il citocromo G3A4, è la principale forma che è presente a livello epatico, che è presente a livello del peccato e contribuisce alla piotrasformazione di quasi tutte le sostanze che passano del peccato. La invece 2G6 è associata al metabolismo ossidativo di molti farmaci come gli antidepressivi trichini.
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Speaker 1 (audio 2 seconda lezione)
Invece l'acidocromo 1A2 è coinvolta nel metabolismo di farmaci come la triofillina, il paracetamolo, l'onda citrone e ovviamente tutti i clavonoidi. Quindi a diverse famiglie l'acidocromo più a 150 corrispondono diversi cicli metabolici e quindi corrisponderanno diversi farmaci. Vedete che la maggior parte dei farmaci sono codificati dall'acidocromo 3A4.
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Speaker 1 (audio 2 seconda lezione)
Questi sono altri esempi di farmaci che vengono codificati da altri citocroni, per esempio l'albrazo, prima parlavamo delle vendite alzevine, è codificato dalla citocrona 3 a 3 classiuali. Sono veramente viaggi le ideologie di citocroni.
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Speaker 1 (audio 2 seconda lezione)
dobbiamo anche pensare che se da un lato abbiamo gli ultimi e da base aggiunate che sono responsabili di quella che è la struttura del nostro DNA. Circa ogni mille basi di DNA individuale esiste la possibilità che ci sia una usazione o una variazione
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Speaker 1 (audio 2 seconda lezione)
e quell'elemento determina dei polimorfismi, cioè determina delle varie azioni legate al DNA. Se ci hanno delle mutazioni legate al DNA, quindi delle varie azioni di DNA, va da sé che i geni che letteralmente scrivono proteine, ibridi, amminoacini che costituiscono il nostro organismo faranno sì che ci saranno diverse tipologie di enzibi, soprattutto enzibi che avranno una funzionalità diversa.
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Speaker 1 (audio 2 seconda lezione)
Il 99.9 del nostro genoma è identico per tutti ma c'è un residuo dello 0,1% che sembra una quota irrisoria ma in realtà è una quota molto elevata se pensate alle miriadi di isoforme di questi enzimi che esistono risulta essere rilevante nell'ottica.
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Speaker 1 (audio 2 seconda lezione)
della metabolizzazione dei farmaci. Quindi lo 0,1% è responsabile di queste varie azioni che si ripercuotono sulla sintesi di questi citocromi. Questi polimorfismi hanno ruono nell'indurre una iperstimolazione al gene e quindi una maggiore suscettibilità specifica delle risposte.
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Speaker 1 (audio 2 seconda lezione)
all'organismo nei confronti di stimoli interni, quindi stimoli che ne definiamo endogeni, e stimoli esterni, quindi esogeni. Questo è il motivo per il quale se noi conosciamo il polimorfismo specifico possiamo calibrare, possiamo sintetizzare dei farmaci che magari agiscono su una specifica classe di citocromo.
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Speaker 1 (audio 2 seconda lezione)
non su un'altra perché sappiamo che nel 80 per cento della popolazione poi il suo forma del citocromo espresso ma la specifiche sua forma che è funzione del barbaco magari non sarà presente perché l'80% della popolazione quel citocromo non è codificato per conoscere questo polinorfismo noi possiamo
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Speaker 1 (audio 2 seconda lezione)
conoscere quella quota di farmaco che non andrà ad interagire, che non può interagire con quella modifica strutturale e quindi di conseguenza non può interagire con quello specifico citodromo e quindi di conseguenza sintetizzo un farmaco che con quel citodromo non interagisce, quindi banalmente senza parlare del farmaco che io vado a sintetizzare potrò somministrare al mio paciente un farmaco che non è metabolizzato
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Speaker 1 (audio 2 seconda lezione)
citocromo 3a2b, mandò a somministrare il farmaco che è metabolizzato da citocromo 1a3, ad esempio. La famiglia di citocromo è sempre la stessa, citocromo più 450, le isoforme sono diverse, poi abbiamo detto che ci sono dei polimorfismi, ci sono delle mutazioni genetiche, silenti.
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Speaker 1 (audio 2 seconda lezione)
che non hanno degli effetti gravi, ma che ci portano ad avere il citocromo, ma non avere quella specifica isoforma, se io conosco il polimorfismo e so che colpisce un tot della popolazione, io eviterò di somministrare quel farmaco a quella popolazione, oppure trovo un'alternativa terapeutica, quindi studio un farmaco che non è metabolizzato per quell'isoforma specifica, ma per un'altra isoforma.
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Speaker 1 (audio 2 seconda lezione)
Ovviamente se io ho una mutazione che mi rende non funzionale tutta la famiglia, tutta la sua famiglia del citocromo P450 sarà un problema perché il mio organismo non attiva nessuna tipologia di sofforma e quindi là il problema non è trovare l'alternativa terapeutica ma sostanzialmente che io non ho la possibilità di detossificarmi e quindi di trasformare un farmaco. Quindi là il problema diventa molto più grande.
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Speaker 1 (audio 2 seconda lezione)
Esistono polimorfismi genici per enzimi che metabolizzano molti farmaci, quindi oltre al caso specifico dell'acido cromo più 450 si può avere un danno metabolico per il quale io non ho quell'enzima specifico.
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Speaker 1 (audio 2 seconda lezione)
e quindi proprio per questo motivo noi abbiamo delle reazioni che noi definiamo idiosincrasiche, cioè sono delle reazioni ai farmaci imprevedibili, io non lo so prima che assumo il farmaco, magari io non ho quell'enzima specifico che mi serve per modificare il farmaco, solo quando io lo assumo e ci si aspetta, ci si attende che ci sia un'enzima che modifichi il farmaco e questo non succede, ci si rende conto che si tratta di una reazione improvvisa, di una reazione che non si poteva prevedere.
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Speaker 1 (audio 2 seconda lezione)
e quindi una reazione definita idiosincrasica, che è diversa dalle reazioni avverse dagli effetti collaterali, perché in quel caso c'è il mio foglio illustrativo per il quale è stato comprovato che quel farmaco determina quell'effetto collaterale.
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Speaker 1 (audio 2 seconda lezione)
Quindi questa qui è una reazione allergica? Le reazioni allergiche fanno parte delle reazioni idiosincrasiche, ma non tutte le reazioni allergiche sono in attesa e imprevedibili. Ci sono delle reazioni allergiche che io in una certa misura posso prevedere. Ad esempio, nella maggior parte dei casi, se si è allergici al certo di axone, quindi al roccio, quindi molto probabilmente si sarà allergici anche...
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Speaker 1 (audio 2 seconda lezione)
alle altre molecole del gruppo o si sarà allergici a molecole diverse che non appartengono a quella famiglia ma hanno delle similitudini quindi l'esempio delle reazioni allergiche è borderline perché possono essere definite idiosincrasiche ma non tutte rientrano sotto l'ombrello delle reazioni imprevedibili perché alcune appunto sono prevedibili sulla base di altre reazioni
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Speaker 1 (audio 2 seconda lezione)
Ovviamente come ci si può proteggere da queste reazioni imprevedibili? Se io so che nella mia famiglia c'è un caso di mio padre che è allergico agli antibiotici, molto probabilmente non avrà gli enzimi, non avrà il pathway, non avrà qualche problema metabolico che fa in modo che quel farmaco non esplicare la proiezione come dovrebbe.
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Speaker 1 (audio 2 seconda lezione)
Conoscendo la storia familiare di un paziente si possono evitare queste reazioni, non c'è altro modo, ovviamente non tutte le reazioni idiosincrasiche hanno una base familiare, esistono anche reazioni che si palesano, c'è sempre un paziente zero, magari noi siamo sfortunati, io sono la prima della mia famiglia ad avere quella mutazione e quindi quando lo scoprirò...
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Speaker 1 (audio 2 seconda lezione)
o facendo degli esami di laboratorio super specifici che però non posso orientare perché non lo so materialmente oppure magari assumo una sostanza o delle reazioni che sono rare o delle reazioni che non si palestano mai quindi il medico mi mette in allerta e mi fa fare tutte le indagini del caso
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Speaker 1 (audio 2 seconda lezione)
Una volta che il farmaco è stato modificato, quindi il farmaco, abbiamo detto, si è inattivo, continua a essere attivo oppure viene inattivato, quindi una volta che è esplicato la sua azione, quello che succede è che il farmaco deve essere espresso. Così come il farmaco l'abbiamo assunto, dobbiamo eliminare quel farmaco.
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Speaker 1 (audio 2 seconda lezione)
L'eliminazione del farmaco viene definita clearance e avviene attraverso i reni, che elimina il farmaco tramite urina, il fegato, che elimina il farmaco tramite la bile e le fece. E una coda di farmaco viene eliminata anche tramite i polmoni, quindi tramite l'area che noi andiamo ad espirare nel momento in cui noi...
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Speaker 1 (audio 2 seconda lezione)
respiriamo, inventiamo dei movimenti che fanno entrare delle sostanze ma faranno uscire tutti i metaboli tossici di altre sostanze ancora. Ed in più i farmaci vengono anche escreti per altre vie che qui non sono annoverate, quindi possiamo eliminare una quota di farmaco tramite il sudore, possiamo eliminare una quota di farmaco addirittura tramite le lacrime. Tutto il segreto del nostro organismo può racchiudere una quota di farmaco. Spesso si dice che il ciclo mesturale
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S…
Speaker 1 (audio 2 seconda lezione)
in una determinata fase follicolo specifica, eliminatossine e eliminerà tossine come eliminatossine sicuramente saranno anche presenti dei prodotti di strato metabolico derivati dalla funzione di un farmaco.
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S…
Speaker 1 (audio 2 seconda lezione)
Altre farmaci ancora possono essere estreti tramite il latte materno, questo è il motivo per il quale la grande maggioranza di farmaci non solo non possono essere assunti in bravidanza, ma non possono essere assunti anche durante l'allattamento, perché il latte è un estretto e nel latte ci possono essere prodotti proprio di strato metabolico, che possono essere inerti, quindi non dare nessun effetto collaterale, però possono anche essere metaboliti ancora attivi e quindi determinare un effetto che poi viene trasmesso nel bambino.
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S…
Speaker 1 (audio 2 seconda lezione)
Qual è l'unità filtrativa principale del nostro organismo? Sicuramente il rene. Il rene e l'unità funzionale del rene è il nefrone, che è una struttura che agisce seguendo tre diversi meccanismi, questo richiamo alla fisiologia, tramite filtrazione biomeurale, tramite secrezione e riassorbimento tubolare e tramite diffusione passiva tubolare. Quindi che cosa succede? Che farmaci?
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Speaker 1 (audio 2 seconda lezione)
entrano nel rene tramite le arterie specifiche, quindi tramite le arterie renali e la coda di farmaco non legata, perché abbiamo detto che qual è la coda di farmaco attiva? La coda di farmaco libera, quindi la coda di farmaco non legata alle proteine plasmatiche, quindi quelle di piccole dimensioni a basso peso molecolare, passano attraverso i pori capillari.
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Speaker 1 (audio 2 seconda lezione)
e arrivano al glomerulo, quindi l'unità pulciante del rene. A questo punto la liposolubilità e il pH non influenzeranno il passaggio, quindi a differenza dell'assorbimento e della distribuzione dove c'erano parametri come la liposolubilità che influenciavano l'assorbimento e distribuzione rispettivamente,
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Speaker 1 (audio 2 seconda lezione)
In questo caso, una volta che il farmaco è arrivato all'unità glomerulare, questi parametri non li intracciano più con l'espressione o meglio, non li influenzano più. Successivamente, quindi dopo la soltrazione glomerulare, ci sarà la selezione e il riassorbimento, perché una quota di quello che noi andiamo ad eliminare viene sempre rifiltrata e riassorbita.
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Speaker 1 (audio 2 seconda lezione)
e avviene a livello di una zona che viene definita tubulo contorto prossimale. Infine abbiamo il processo di diffusione passiva tubolare che trasporta la sostanza dai capillari che hanno un vero e proprio uroviglio che vada a volgere il dromerulo al lume tubolare.
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Speaker 1 (audio 2 seconda lezione)
Questo avviene per opera quindi di due sistemi di trasporto che richiedono energia, dovete sempre ricordare che la molecola di scambio in termini energetici della cellula ATP, senza ATP nessun meccanismo che richieda dei trasportatori, nessun meccanismo che richiede la compartecipazione di pompe può attivarsi.
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S…
Speaker 1 (audio 2 seconda lezione)
Questo sistema di trasporto è un sistema di trasporto indipendente e non selettivo. Non selettivo significa che può filtrare qualsiasi sostanza che arriva in quel sito. Ovviamente l'escrizione sarà diversa.
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S…
Speaker 1 (audio 2 seconda lezione)
a seconda del pH della molecola che assumo, quindi a seconda che il farmaco sia un farmaco di natura acida o il farmaco sia di natura basica, perché nel momento in cui il farmaco arriva a livello del glumerulo si attivano i sistemi di filtraggio diversi.
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S…
Speaker 1 (audio 2 seconda lezione)
Quello che io otterrò sarà un filtrato del glomerulo e questo filtrato sostanzialmente è la porzione che deve essere riassorbita, perché la prima filtrazione è una filtrazione grossolana, la seconda filtrazione è un passaggio aggiuntivo che fa in modo che alcune sostanze, ad esempio gli elettroniti, i minerali, possono essere reintegrati.
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S…
Speaker 1 (audio 2 seconda lezione)
a livello organico, quindi il riassorbimento tubolare attraverso la diffusione passiva avviene a livello del tubulo contorno distale, dove la concentrazione dei farmaci aumenta a causa dell'assorbimento dell'acqua, perché il tubulo distale è quello che è deputato al riassorbimento dell'acqua, ecco perché prima vi parlavo di sani minerali e vi parlavo di elettroliti.
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Speaker 1 (audio 2 seconda lezione)
perché l'acqua di sale minerale dell'elettrolita non arriverà in quel punto da solo, cioè arriverà sempre veicolato da una coda a cosa. I farmaci per diffondere attraverso questa membrana devono trovarsi in una forma non ionizzata e una forma permeabile. Non ionizzata significa che il farmaco non deve essere carico, il farmaco deve essere privo della sua carica.
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S…
Speaker 1 (audio 2 seconda lezione)
e cioè legato al loro pk con a. Il pk con a è un parametro che indica l'acidità o la basicità di una sostanza in rapporto alla scala che noi abbiamo. Qual è la nostra scala? È il pH.
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S…
Speaker 1 (audio 2 seconda lezione)
E quindi anche in base al nostro P.A. culinario. Tanto è vero che in molti casi quando non si riesce ad eliminare il farmaco, quando noi abbiamo una reazione in attesa, una reazione in attesa o attesa al mio farmaco, ora ho una reazione addesta, la prima cosa che si fa se il farmaco viene somministrato per via orale è fare una lavanda gastrica, in modo tale che il farmaco venga iscritto più rapidamente.
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Speaker 1 (audio 2 seconda lezione)
Un'altra operazione che può essere fatta a seconda della natura del farmaco, idrofilo, olipofilo, acido o basico, è fare cosa? Acidificare o basificare le urine. Se io assumo un farmaco acido, che cosa devo fare? Le urine le devo basificare.
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S…
Speaker 1 (audio 2 seconda lezione)
Perché? Perché l'interazione è sempre acido-base, io so che assunto un farmaco acido, basifico le urine, favorisco l'espressione. Viceversa, se ho un farmaco basico, acidifico le urine e lo faccio in modo che venga espulso. Perché poi a seconda della fase in cui io mi trovo, quindi se mi trovo nella fase di assorbimento, nella fase di distribuzione, nella fase di metabolismo o nella fase di espressione,
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S…
Speaker 1 (audio 2 seconda lezione)
A seconda del livello nel quale io mi trovo, se il paziente ha già avuto una reazione inattesa o un effetto collaterale, a seconda dello step nel quale io mi trovo posso agire. È ovvio che se io mi trovo nella fase di assorbimento, quindi il farmaco non è ancora andato in circolo, il farmaco non è andato in circolo, quindi perché anche se è un farmaco acido io dovrei basificare l'ulina? Non avrebbe senso. Ovviamente io lo faccio quando il farmaco già...
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Speaker 2 (audio 2 seconda lezione)
e a un determinato punto nella storia di rapporto verso l'organismo.
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S…
Speaker 1 (audio 2 seconda lezione)
Abbiamo detto che l'istruzione noi la definiamo clearance e un parametro raccontato alla clearance è l'emimita plasmatica di un farmaco. Questi due parametri, quindi l'eliminazione e l'emimita plasmatica, sono due parametri farmacocinetici molto importanti che ci permettono di fare una valutazione del tempo di permanenza del farmaco nel nostro organismo e ci permettono quindi di dosare
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Speaker 1 (audio 2 seconda lezione)
l'intervallo di dosaggio più opportuno per stabilire uno schema terapeutico, quindi sostanzialmente tramite l'emidità plasmatica quello che io posso fare è calcolarmi la posologia di un farmaco e quindi gli intervalli terapeutici.
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S…
Speaker 1 (audio 2 seconda lezione)
La clearance plasmatica totale è la capacità complessiva dell'organismo di eliminare un farmaco, quindi clearance uguale eliminazione. Clearance totale è la capacità di eliminare un farmaco dal nostro organismo. Rappresenta il volume di plasma contenente una quantità di farmaco che viene eliminata nell'organismo nell'intervallo di tempo.
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Speaker 1 (audio 2 seconda lezione)
Ovviamente l'eliminazione del farmaco sarà sempre funzione del tempo nel quale io elimino il farmaco. Quindi, eliminazione del farmaco è uguale a creare ansiplasmata. Cos'è la creare ansiplasmatica? È la capacità di eliminare quel determinato farmaco. In più rappresenta il volume di plasma all'interno del quale c'è una quota di farmaco che deve essere...
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Speaker 1 (audio 2 seconda lezione)
Che cos'è l'emivita del farmaco? Questo è uno dei concetti più importanti quando parliamo di un piera, perché l'emivita o tempo di dimeggiamento di un farmaco è il tempo necessario affinché la concentrazione plasmatica di farmaco, quindi la quota di farmaco nel plasma, raggiunga un equilibrio di distribuzione sotto il 50%.
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Speaker 1 (audio 2 seconda lezione)
Quindi nella quota di farmaco è il tempo necessario affinché la concentrazione di farmaco dove? Nel sangue raggiungo l'equilibrio pari a meno del 50%, quindi si deve ridurre del 50%. Nella pratica clinica quindi una singola dose di farmaco può essere sufficiente a determinare la mia terapia, quindi i parametri che io vado a vagliare nel momento in cui devo cominciare un farmaco sono tutti, saranno...
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S…
Speaker 1 (audio 2 seconda lezione)
il tempo rapportato alla biodisponibilità nel quale il farmaco raggiunge il circolo e l'emibilità del farmaco, perché devo sapere per quanto tempo il mio farmaco permane nel mio organismo, non ha senso di amministrare un farmaco che raggiunge il circolo a tempo T, cioè arriva assando a tempo zero ma che ha una chiaranza di 5 minuti. Io che ci faccio con un farmaco che ha una chiaranza così irrisoria.
21:19
S…
Speaker 1 (audio 2 seconda lezione)
Quindi in base alla tempistica di permanenza del farmaco nel mio organismo io certo il dosaggio terapeutico perché si dice l'antibiotico lo devi prendere ogni 6 ore. Quelle 6 ore sono funzione, quindi la posologia che il medico vi prescrive è funzione dell'emilità del farmaco.
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S…
Speaker 1 (audio 2 seconda lezione)
Quindi quando un farmaco viene somministrato più volte e ad intervalli regolari, che è quello che è speciale per la grande maggioranza delle terapie, non la terapia sintomatica, ma le terapie che vengono fatte per un certo intervallo di tempo, la concentrazione plasmatica aumenta finché non si rende più...
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S…
Speaker 1 (audio 2 seconda lezione)
che viene definito steady state, è il punto di equilibrio tra l'assorbimento e l'espressione del farmaco, cioè io continuo a somministrare il mio farmaco fin quando non raggiungo un equilibrio, cioè c'è la stessa percentuale di farmaco in assorbimento e la stessa percentuale di farmaco in espulsione, quindi l'input e l'output si equiparano.
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S…
Speaker 2 (audio 2 seconda lezione)
Esce escono 50 mg di farmaco e 50 mg di farmaco. Questo che cosa mi dà? Mi dà costituità terapeutica.
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S…
Speaker 1 (audio 2 seconda lezione)
Quindi mi copre per un intervallo di tempo e questo è fondamentale in alcune terapie, pensate alle terapie che vengono fatte per i pacienti diabetici. Il paciente diabetico deve avere una copertura di insulina anche durante la notte. Esistono insuline a lunghe vita, insuline a breve vita. Breve vita significa che il farmaco viene assunto.
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S…
Speaker 1 (audio 2 seconda lezione)
Quindi assumo un'insulina a breve emilita e devo avere la copertura nell'arco delle 24 ore e cosa succede? Che le somministrazioni devono essere ripetute. Se io assumo invece un'insulina a lunga emilita, perché l'insulina permane per più tempo in circolo, la somministrazione sarà unica. Quindi riduco il numero di somministrazioni.
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S…
Speaker 1 (audio 2 seconda lezione)
come le riduco conoscendo le limiti del farmaco. Che cos'è quindi lo steady state? È il punto di equilibrio tra la quota di farmaco assorbita e la quota di farmaco esterna. Quando queste due quote si equiparano io raggiungo un punto. Qual è questo punto? È il punto di steady state. E si ottiene quindi quando la velocità di assorbimento, quindi il tempo nel quale il farmaco raggiunge
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S…
Speaker 1 (audio 2 seconda lezione)
il circolo si equipara alla velocità di eliminazione. Così che la concentrazione plasmatica del farmaco nell'organismo rimane costante. Io devo avere una adeguata copertura terapeutica di farmaco e l'arco del tempo. Questo punto di equilibrio si raggiunge dopo un numero di somministrazioni. Quindi quando vi chiederò quando si raggiunge lo steady state? Dopo 4-5 somministrazioni. Dopo 4-5 somministrazioni del farmaco io che cosa ottengo? Che la velocità del sordimento.
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S…
Speaker 1 (audio 2 seconda lezione)
Sarà uguale alla velocità di espressione, quindi alla velocità con la quale il farmaco raggiunge il circolo sarà uguale alla velocità con la quale il farmaco viene espresso dall'organismo. Qual è un esempio calzante in questo senso? L'insulina. Perché se io assumo l'insulina a breve minuta, io dovrò assumere più volte l'insulina per avere la copertura totale e per raggiungere l'ostimistetta la dovrò assumere 4-5 volte.
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S…
Speaker 1 (audio 2 seconda lezione)
Se invece assumo l'insulina a lunga durata l'azione, il numero delle somministrazioni si riduce. Quindi che cosa fa lo steady state, ma in particolare che cosa determina il concetto di emilita? La posologia di un farmaco, sulla base dell'emilita, che sia lunga, che sia breve, che sia rapido.
25:00
S…
Speaker 1 (audio 2 seconda lezione)
io calibro il numero di volte che devo soddisfare il farmaco e quindi la posologia. Le posologie ovviamente non sono casuali, sono frutto di questo concetto. Chiaro?
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S…
Speaker 1 (audio 2 seconda lezione)
Quindi la selezione dei farmaci dagli epatociti e dai canali beniali, come dicevamo prima, può avvenire tramite due modalità.
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S…
Speaker 1 (audio 2 seconda lezione)
la diffusione passiva, il trasporto attivo, il trasporto attivo è attraverso il dottobiliare, quindi viene eliminato attraverso le fesi, si eliminano le sostanze di protile, e viene assorbito tramite il circolo intervatico. Le sostanze che di solito vengono riassorbite sono nelle sostanze di natura di protila.
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S…
Speaker 1 (audio 2 seconda lezione)
Nel circolo enteroepatico, o quindi il circolo che coinvolge il tratto gastrointestinale e il fegano, un farmaco segreto con la bile viene ovviamente riassorbito dall'intestino, quindi sarà sempre una cosa di farmaco che viene eliminato e poi verrà riassorbito e quindi rifiltrato.
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S…
Speaker 1 (audio 2 seconda lezione)
La permanenza del farmaco quindi risulta prolungata perché l'organismo viene esposto due volte a quel farmaco e i farmaci collegati con i metaboliti della bile possono venire idrolizzati dagli MCB batterici intestinali e quindi il farmaco può entrare in circolo nuovamente. Gli antibiotici ad ampio aspetto che provocano l'eliminazione della flora intestinale interrompono questo ciclo enterepatico e quindi interrompono il riassorbimento. Vogliamo fare una pausa?
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S…
Speaker 2 (audio 2 seconda lezione)
Facciamo l'ultima parte.
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