Lezione LFR2 10_03_25

May 05, 2026 07:02 · 54:23 · Italian · Whisper Turbo · 2 speakers
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0:04
S… Speaker 2 (Lezione LFR2 10_03_25)
Allora, la semaine dernière, vi ricordo un po' cosa stiamo facendo, abbiamo iniziato parlando delle variazioni, del fenomeno della variazione del francese, e ci stiamo dedicando soprattutto alla variazione legata allo scritto e all'orale, quindi stiamo vedendo soprattutto questo.
0:27
S… Speaker 2 (Lezione LFR2 10_03_25)
La settimana scorsa abbiamo visto le caratteristiche dell'orale, quelle vere e quelle presunte, abbiamo visto il fatto che ci sono questi pregiudizi secondo cui la lingua parlata sarebbe una lingua fottiva, quindi una lingua caratterizzata da molti errori. Ma abbiamo visto la volta scorsa che cosa si intende per errore, quindi alcune cose che vengono classificate a errori.
0:54
S… Speaker 2 (Lezione LFR2 10_03_25)
in realtà in alcuni casi sono delle caratteristiche normali della lingua parlata, che a volte esistono già da secoli. Vi dicevo che addirittura Luigi XIII non usava il noio della negazione, quindi persino quando parlava lui ormai 400 anni fa. Quindi vedete che alcuni fenomeni non sono proprio così nuovi come sembrano. Ci sono però le foto di Ponte, se vi ricordate.
1:18
S… Speaker 2 (Lezione LFR2 10_03_25)
Quelle invece sono considerate una cattiva lingua e se voi le praticate si viene etichettati come persone ignoranti e quindi c'è uno stigma sociale, possiamo dire così, verso chi parla, si esprime in un certo modo.
1:38
S… Speaker 2 (Lezione LFR2 10_03_25)
E poi abbiamo visto invece i regionalismi, che in certe regioni sono modi del tutto normali, insomma, di esprimersi, ma da fuori verrebbero visti come invece degli errori. Poi abbiamo visto la questione dell'inascermont.
1:54
S… Speaker 2 (Lezione LFR2 10_03_25)
Quindi il fatto che la lingua parlata viene considerata come intanto più povera, anche dal punto di vista sintattico, cosa in realtà non vera, perché vi ho detto che ci sono anche estratte di conversazioni molto complesse, con tantissime subordinate, quindi in realtà il fatto che la lingua parlata sia più semplice non è vero, sono tutti pregiudizi, sono delle idee reissue, non delle pregiudizie.
2:19
S… Speaker 1 (Lezione LFR2 10_03_25)
E la dernière fois, nous avons parlé aussi des registres, voilà, parce que dire oral c'est très imprecis, il faudrait dire qu'il y a plusieurs registres, plusieurs genres d'oral. Quindi abbiamo visto che se ne possono classificare 6, almeno, 6 generi, quindi andando dalla conversazione fino al discorso.
2:43
S… Speaker 1 (Lezione LFR2 10_03_25)
strutturato, insomma, e abbiamo visto che ci sono anche delle caratteristiche linguistiche che variano a seconda del registro, a seconda del genere di orale. Avevo già parlato del futuro, ecco, avevo già parlato della questione future simple, future perifrastique, o future proche, nel senso che...
3:06
S… Speaker 1 (Lezione LFR2 10_03_25)
In un orale informel, avete una quantità di futuri proi superiori. Quindi, i futuri simpoli sono più rari, i futuri proi sono più frequenti. Al contrario, se avete dei geni un po' più elevati, dei discursi, per esempio, planificati, avete più di futuri simpoli e meno di futuri proi.
3:30
S… Speaker 2 (Lezione LFR2 10_03_25)
Quindi questo è uno dei parametri che appunto cambia. Ora ve ne dico degli altri. Ecco, poi vi dicevo che parlavo anche del fatto l'altra volta che i parlanti sono in grado di modulare il loro registro. Quindi sanno quando introdurre delle forme più prestigiose. Per esempio quando introdurre delle interrogative con inversione, che sono percepite come... Persino i bambini sanno che...
3:57
S… Speaker 2 (Lezione LFR2 10_03_25)
Le interrogative con l'inversione sono considerate un esempio di bella lingua, sono considerate una cosa che eleva il discorso, o anche appunto abbiamo visto come la questione anche psicologica del fatto che questa donna che raccontava il suo matrimonio usando il pastis simple.
4:14
S… Speaker 1 (Lezione LFR2 10_03_25)
perché si sentiva intimorita, si sentiva che il contesto fosse molto ufficiale, in realtà poi, dopo qualche minuto, si è sciolta e quindi è passata ad usare il passé composé. Quindi vedete che c'è anche una dimensione psicologica liata alla grammaire, liata al fatto di variare il registro, la maniera di parlare.
4:49
S… Speaker 1 (Lezione LFR2 10_03_25)
Quindi, quando si parla di orale, dire che c'è l'orale e c'è lo scritto purtroppo è una banalizzazione eccessiva.
5:00
S… Speaker 1 (Lezione LFR2 10_03_25)
dire che ci sono molti generi di orale. E quindi, per ogni genere, avete delle particolarità linguistiche. Abbiamo parlato del futuro, ma possiamo parlare anche del passivo. Allora, già, in francese, per rapporto all'italiano, il passivo è meno utilizzato. Come vedremo quando faremo il corso sulla traduzione l'anno prossimo, vedremo che il francese tende a usare meno il passivo.
5:30
S… Speaker 2 (Lezione LFR2 10_03_25)
rispetto all'italiano. In particolare nell'orale il passivo si trova anche qui in base al genere di orale. Quindi se avete un discurso planificato, avrete una quantità superiore del verbo o passivo, altrimenti nelle conversazioni non troviamo molto di verbo o passivo.
5:53
S… Speaker 1 (Lezione LFR2 10_03_25)
E soprattutto, non ne troviamo mai, presque mai, il passivo scolare della gramma. Ci sono quelle frasi che quando si imparano il passivo si fanno queste frasi un po' ridicole che sono, la souris è mangata dal chat. Sono delle frasi che in realtà non si direbbero mai nella vita reale, si trovano nelle grammatiche scolastiche. Non ne troviamo mai questo tipo di passivo scolare.
6:24
S… Speaker 1 (Lezione LFR2 10_03_25)
dei passif o passé composé, per esempio. Il passé composé che esprime l'accompli, quindi il compiuto. Quindi non troviamo verbi al passivo al presente o all'imperfetto che esprimono l'incompiuto, ma troviamo verbi al passivo, al passé composé. Ça a été fait par les italiens. Des informations qui ont été transmises. Donc vous voyez toujours des verbes passé composés.
6:52
S… Speaker 1 (Lezione LFR2 10_03_25)
Chi esprime l'accompli? Questo si chiama il valore aspettuale in gergo, il valore aspettuale del passé composé. Quindi il passé composé esprime, tutti i tempi composti esprimono qualcosa di compiuto. Invece i tempi non composti, come il presente e l'imperfetto, esprimono azioni non compiute. Quindi ecco, nelle conversazioni troveremo dei passivi di azioni compiute e non di azioni incompiute.
7:20
S… Speaker 1 (Lezione LFR2 10_03_25)
E quindi, se, al contrario, avete, in un testo, in un discorso, molto passifo di tipo scolare, quindi il tipo la sourire è mangata per il chat, ciò donna l'idea di qualcosa di artificiale, qualcosa di non naturale. Quindi, la subordination.
7:45
S… Speaker 2 (Lezione LFR2 10_03_25)
Là la question c'est qu'on dit toujours, dans la langue orale, il n'y a pas de subordonnés. Il n'y a que de coordonnés. Ce n'est pas vrai, je l'ai déjà dit. Parfois, au contraire, il y a beaucoup de subordonnés quand il faut donner des explications ou des justifications. Ecco qui, c'est un esempio di una...
8:10
S… Speaker 2 (Lezione LFR2 10_03_25)
Questi sono tutti esempi autentici, ripeto, sono tutti esempi reali. Vedete che, provate a contare quante subordinate. C'è vero che, per le persone che passano epistodicamente nel servizio di informazione, non è che non vogliono le donne, perché non hanno tenuto le donne, ma se non hanno preso questo servizio, questo potrebbe penalizzare il domandante per aver domandato alla stessa persona.
8:39
S… Speaker 1 (Lezione LFR2 10_03_25)
in questo passaggio. Questo è un discorso, una vera conversazione, e quindi vedete che non è vero che dall'oral non avete parlato di subordonnato. Parfois avete anche molto di subordonnato e anche di strutture molto complesse, quando soprattutto bisogna dare delle spiegazioni. Ecco, un'altra cosa che invece non troviamo molto nel parlato più informale sono
9:08
S… Speaker 1 (Lezione LFR2 10_03_25)
i participi passati, o comunque i participi in generale, all'inizio della frase, quelli che si chiamano le participi detachés. Ecco, questo all'orale, diciamo che all'oral, noi abbiamo la tendenza a raccontare gli episodi nell'ordine.
9:30
S… Speaker 1 (Lezione LFR2 10_03_25)
Questo che si fa dall'oral, d'habitude, in una conversazione, racconta un'istoria dall'ordine e per ogni episodio avete un verbo, conjuguer. Al contrario, pensate al giornalismo. Sì, adesso lo ripeto meglio. Questi partecipi sono quelli che si usano nel giornalismo. Nel giornalismo bisogna risumere in una frase.
10:00
S… Speaker 1 (Lezione LFR2 10_03_25)
tante azioni che si sono svolte in momenti diversi. Quindi qua avete la frase principale e poi avete invece le azioni precedenti vengono messe con dei participi da soli.
10:25
S… Speaker 1 (Lezione LFR2 10_03_25)
Quello che si fa anche in italiano, che so, vista la situazione, oppure svoltosi il congresso il 6 marzo, si sono riuniti il 9 marzo. Si fa anche nel giornalismo italiano, quindi di condensare tutto in una frase unica. Quindi all'orale invece cosa facciamo solitamente? Noi non usiamo participi messi all'inizio della frase solitamente, ma...
10:55
S… Speaker 1 (Lezione LFR2 10_03_25)
esprimiamo ogni azione una per una con un verbo coniugato, quindi con dei verbi coniugati, non con dei participi. In questo uso del participio come qualcosa di separato, un participio per conto suo non si fa, insomma, all'orale, non si fa nel giornalismo. Quindi questa è un'altra caratteristica dell'orale.
11:22
S… Speaker 2 (Lezione LFR2 10_03_25)
C'est-à-dire mise au début della frase. Questo lo fa nella lingua del giornalismo, per esempio, perché ciò permette di avere una concisione, quindi di esprimere tutti gli eventi in una sola frase. Ma a l'ora, abbiamo fatto una frase per ogni evento, per ogni episodio. Questa è una caratteristica, ancora una volta, di l'ora.
11:52
S… Speaker 2 (Lezione LFR2 10_03_25)
Sauf se avete dei discursi planificati, potete utilizzare questa tecnica del participe dettagli, ma altrimenti, non lo facciamo. Un'altra caratteristica è la nominalizzazione.
12:09
S… Speaker 1 (Lezione LFR2 10_03_25)
Allora io posso, anche questo è un argomento rilevante per la traduzione, il fatto che spesso abbiamo in italiano dei verbi che invece diventano dei nomi in francese. Quindi la tendenza del francese è a dare più peso ai nomi anziché ai verbi. Pensate per esempio, per esempio,
12:50
S… Speaker 1 (Lezione LFR2 10_03_25)
Quindi esiste una tendenza molto forte del francese a svuotare i verbi del loro peso semantico e a spostare tutto sui nomi.
13:02
S… Speaker 1 (Lezione LFR2 10_03_25)
Questa è una tendenza del francese in generale, infatti si nota quando si deve tradurre da una lingua all'altra, molto spesso ci sono questi passaggi, in italiano abbiamo un verbo, invece in francese il senso di questo verbo viene reso da un nome. E dunque la nominalizzazione può apparire sia l'oral, ma solo da un certo registro, da un certo genre un po' più sofistiché.
13:38
S… Speaker 1 (Lezione LFR2 10_03_25)
Ecco, questa è proprio la lingua delle imprese, insomma, usare questi nomi molto pomposi, questi sostantivi molto lunghi, in certi ambiti professionali lo si fa.
13:50
S… Speaker 1 (Lezione LFR2 10_03_25)
E quindi a volte le persone trasportano nella loro lingua, nelle loro conversazioni anche non lavorative, certe abitudini linguistiche, insomma. Infatti, appunto, ci sono persone, io posso dire, per esempio, posso dire questo. Il ha parlé e il ha été applaudi. Allora, là, j'ai exprimé deux actions.
14:22
S… Speaker 2 (Lezione LFR2 10_03_25)
con dei verbi, con dei formi verbali. Ma posso dire la stessa cosa sotto una forma nominalizzata. Quindi posso dire che gli applausi hanno seguito la presa di parole. Vi vedo che ho detto la stessa cosa, ma ho detto con una nominalizzazione. Le nominalizzazione sono associata a un livello elevato.
15:00
S… Speaker 1 (Lezione LFR2 10_03_25)
a un genre più elevato. In le conversazioni, le nominalisation sono vista come artificie, e magari anche difficili a comprendere. In effetti, lì avete un esempio di una persona che utilizza le nominalisation, ma poi si rende conto che deve formularlo con un verbo, perché si rende conto che l'interlocutore potrebbe essere un po' perplexe.
15:28
S… Speaker 1 (Lezione LFR2 10_03_25)
E questa domanda è studiata in commissione e è trattata sia in regete, cioè la commission regete la domanda finanziaria, sia si accorde un prêt finanziario.
15:41
S… Speaker 1 (Lezione LFR2 10_03_25)
Quindi vedete questa persona che lavora in un ufficio, abituata a usare queste nominalizzazioni, solo che magari il pubblico le può ricevere in maniera un po' negativa, magari possono essere percepite come un modo di parlare troppo artificiale, troppo innaturale. E infatti vedete che questa persona traduce Roger con Roger, quindi...
16:05
S… Speaker 1 (Lezione LFR2 10_03_25)
mette poi, sì qua è tra parentesi, ma ovviamente parlando non c'è una parentesi, quindi riformula appunto con un verbo. Donc vous voyez che la nominalisation appartiene a certains registres, surtout professionnels, surtout dans certaines entreprises, e on evite de le faire dans le conversation informelle, parce que cela è vu come quelque chose d'artificiel,
16:35
S… Speaker 2 (Lezione LFR2 10_03_25)
Di naturel.
17:03
S… Speaker 1 (Lezione LFR2 10_03_25)
In realtà questa è una cosa che fanno un po' tutti quando parlano, ma solo con alcuni verbi. Col verbo se souvenir, être content, avoir besoin. Quindi in realtà fino a un certo punto è un fenomeno che in realtà potremmo dire un faute che non è più. Quindi potremmo dire un errore che non è più considerato tale. Però...
17:25
S… Speaker 1 (Lezione LFR2 10_03_25)
Oltre a un certo livello viene visto come una forma di ignoranza, quindi si va nella foto di ponte in qualche modo. Quindi vedete che c'è una soglia fino alla quale è tutta accettabile. Poi però se uno va oltre, ora vi dico infatti quali sono le cose che vengono accettate. Per esempio appunto il fatto di usare il que con questi verbi, parler, avoir besoin, se servir, se souvenir.
17:54
S… Speaker 1 (Lezione LFR2 10_03_25)
Anche l'italiano lo facciamo, che so, la cosa di cui mi ricordo. Capita anche che sia anche persone che magari hanno studiato, magari persone che hanno una cultura, però in certi contesti potrebbero utilizzare il che al posto di altri pronomi relativi che sarebbero più appropriati. Per esempio, la chose que je me souviens.
18:21
S… Speaker 1 (Lezione LFR2 10_03_25)
Ecco, se voi questo lo scrivete in una produzione scritta, è un errore che ricerchiamo in rosso, ve lo cerchio anche più volte, però all'orale invece lo si fa, insomma, è una cosa che si può sentire. La chose connaîtelle plus content. Ovviamente bisognava usare don, però appunto vedete che in questi casi nessuno si sconvolge se voi lo fate. Però ci sono altre cose che invece vengono considerate come più sconvolgenti.
18:50
S… Speaker 1 (Lezione LFR2 10_03_25)
Per esempio, quello che viene chiamato il decumul. Quindi il fatto che, per esempio, che so, anziché usare il chi, ecco, sapete che il chi ha valore di soggetto. Quindi se io uso il che, dovrò poi aggiungere, recuperare poi il senso di soggetto, aggiungendo un soggetto, appunto, un pronome soggetto. Questo è visto come una forma abbastanza troppo popolare, insomma.
19:20
S… Speaker 1 (Lezione LFR2 10_03_25)
E questo lo trovo anche in alcune chansons che imitano la lingua popolare. Per esempio, una chansona di Renaud, c'è quella che io sono con. Quindi, ho utilizzato il che e ho recuperato il che, a la fine. C'è quello che dovrebbe dire? C'è quella che io sono con.
19:57
S… Speaker 1 (Lezione LFR2 10_03_25)
con i nomi di persone potete dire
20:00
S… Speaker 1 (Lezione LFR2 10_03_25)
Qui potete dire «avec laquelle» o anche «avec chi». Quindi potete usare anche non il pronome composto, ma il pronome semplice «chi». «Se sel», «avec chi je suis». E ça se la considerate come una forma popolare. O ancora, presque vulgaire, je dirais. Par exemple, «Se ma femme, qu'elle s'occupe un peu de ça».
20:28
S… Speaker 1 (Lezione LFR2 10_03_25)
Donc là aussi, j'ai remplacé qui par que, et après j'ai ajouté le sujet. C'est ma femme qu'elle s'occupe un peu de ça. C'est moi que je leur dis. Et encore plus vulgaire, le fait de pratiquer ce décumul, donc remplacer qui par que plus sujet, et même éliminer le elle. Donc à la place de dire qui, dire par exemple qu'il...
20:59
S… Speaker 1 (Lezione LFR2 10_03_25)
E in più, senza dire le L. Quindi, come vedete, è veramente il comble della vulgarità. Per esempio, «Cela, qu'ils étaient per Hitler?». «Qu'ils…», vedete, abbiamo fatto la liazione, quindi non dice le L. «Cela, qu'ils étaient?», quindi questo sarebbe considerato un errore, perché dovrebbe essere «qui?».
21:26
S… Speaker 1 (Lezione LFR2 10_03_25)
Quindi non soltanto mettiamo che più soggetto, ma addirittura non pronunciamo neanche la L, questo è proprio il top della vulgarità. Quindi vous voyez qu'il y a delle maniere di parler che sono vues come vulgare, che sono vues come veramente stigmatizzate. Autre cosa, on ha parlato della nominalizzazione, un sugetto un po' semblabile, c'è la forma dei sugetti.
21:56
S… Speaker 2 (Lezione LFR2 10_03_25)
Tous les éléments qu'on est en train de voir ce sont donc des variations linguistiques d'un genre à l'autre, di tutte cose che contraddistinguono un genre da un altro. Abbiamo visto il passivo, il futuro, i pronominalativi, vediamo anche la forma dei soggetti. Abbiamo visto le nominalizzazioni. Cosa vuol dire la forma dei sujets? Ma possiamo sapere che un sujet può essere pronominal?
22:21
S… Speaker 1 (Lezione LFR2 10_03_25)
o nominale. Io posso avere, per esempio, «les étudiants travaillent» oppure posso dire «ils travaillent». Dal primo caso, vous avez un sintagme nominal, un gruppo nominal, avec un articolo e un sustantivo. Parfois, vous avez aussi un adjectif.
22:47
S… Speaker 1 (Lezione LFR2 10_03_25)
Le deuxième è un sujet pronominal. Qu'est-ce che si passa? Allora, più il niveau è basso, più il genre è informel, più vous avez dei sujets pronominali. Quindi la percentuale di soggetti pronominali aumenta più il livello è basso. Quindi più il livello si abbassa, più avrete soggetti pronominali, anziché nominali. Quindi qua si va da...
23:14
S… Speaker 2 (Lezione LFR2 10_03_25)
Quindi che so, in certi testi scritti, che so, di carattere anche teorico, possiamo avere il 100% di soggetti nominali. Invece nel parlato veramente informale si va al contrario, quindi abbiamo praticamente soltanto soggetti pronominali. Quindi come è possibile? Quindi vuol dire che nel parlato non usano l'esitidio, non usano sostantivi.
23:39
S… Speaker 1 (Lezione LFR2 10_03_25)
li usano, però poi cosa mettono? Mettono un pronome. Les étudiants, il travail. In realtà il soggetto diventa pronominale. Non è che nel parlato non si usino più i sostantivi, li si usa, ma non come soggetti. Perché appunto poi il soggetto diventa il. Donc vous voyez que dans les conversations orales presque tous les sujets sont pronominants. Donc il y a cette tendance. Et donc vous avez, par exemple,
24:08
S… Speaker 1 (Lezione LFR2 10_03_25)
Les poissons, il. Là, vous avez un esempio d'un enfant qui explique, qui parle de la pollution. Les poissons, ils sont de plus en plus morts. Là, vous avez les poissons, mais n'est pas le sujet, parce qu'après, il met le pronom il. Et si on mange du poisson, vous avez on, vous avez ça.
24:31
S… Speaker 2 (Lezione LFR2 10_03_25)
Quindi tutti questi soggetti diventano O, SA, tutti i pronomi, insomma. Questo è tipico appunto di registri più informali. Invece, più passiamo a un registro più formale, più aumentano invece i soggetti nominali. Quindi ecco, vedete che ci sono queste variazioni, queste gradazioni, potremmo dire, tra l'informale e l'informale.
25:01
S… Speaker 1 (Lezione LFR2 10_03_25)
E poi ecco un'altra cosa, il fatto che, come vedremo tra poco, c'è la tendenza a non mettere, che so, l'orale, non usare dei soggetti con l'articolo indefinito.
25:40
S… Speaker 1 (Lezione LFR2 10_03_25)
Ecco, infatti ora parliamo della sintassi, di alcune caratteristiche sintattiche. Ecco la cosa che vi dico subito, ecco che comunque ne parleremo.
25:50
S… Speaker 1 (Lezione LFR2 10_03_25)
è che in realtà diciamo che l'orale non è che inventa niente, non è che fa delle cose che non esistono anche allo scritto, ma le fa in maniera più ampia, quindi estende gli usi di certe strutture. Per esempio, per esempio, nella lingua standard, avete la possibilità di formare delle frasi come
26:31
S… Speaker 1 (Lezione LFR2 10_03_25)
Quindi avete la possibilità di usare aggettivi col verbo être e poi col que. Quindi questa struttura esiste perfettamente in francese. Che cosa succede invece nel parlato? Succede che questa struttura viene ampliata fino a includere anche elementi che in teoria non sono neanche aggettivi.
26:53
S… Speaker 2 (Lezione LFR2 10_03_25)
So, on était ok, qu'il sait encore une fois. Vous voyez que j'ai appliqué la même structure, mais avec un élément. J'ai un peu élargi le domaine d'application de la règle. Est-ce que ok est un adjectif? Je ne suis pas sûr que ce soit un adjectif. Ou même être d'accord qu'on était d'accord qu'il passe ce soir.
27:31
S… Speaker 2 (Lezione LFR2 10_03_25)
Qu'est-ce que je fais a l'oral? Effectivement, j'utilise des structures qui existent dans le français normais, disons, mais j'étends le domaine d'application de ces structures. Ou encore, ne pas être choqueux.
27:58
S… Speaker 2 (Lezione LFR2 10_03_25)
Ne pas être choqueux significa non essere entusiasta di qualcosa. Elle n'était pas très chaude che io viena l'aider. Donc, elle n'était pas entusiasta. Elle n'était pas heureuse a l'idée che io viena l'aider. Donc, vous voyez, ne pas être choqueux, c'est ancora un'altra applicazione della même règle. Donc, vous voyez qu'ici, je n'ai pas créé une nouvelle règle, mais j'ai élargi la règle qui existe déjà.
28:25
S… Speaker 1 (Lezione LFR2 10_03_25)
Quindi le innovazioni dell'orale non sono in realtà scollegate dalle regole, si tratta soltanto di estendere un po' l'uso delle regole in qualche modo. Così come un'altra struttura, cosiddetta struttura a nexus, le costruzioni a nexus. Qu'est-ce che ça veut dire? Ce sont des expressions comme avoir le nec cool.
28:53
S… Speaker 1 (Lezione LFR2 10_03_25)
Ce sono delle espressioni che riguardano le parti del corpo. Per esempio, avere la tête che torna. Per cui ho il verbo avere, poi ho il nome di una parte del corpo e poi ho un verbo. Questa struttura viene chiamata construzione a nexus. Quindi io la posso applicare con tutte le varie parti del corpo. Che sono, ho il piede che fa male.
29:31
S… Speaker 1 (Lezione LFR2 10_03_25)
Quindi cosa succede però nel parlato? Che si applica questa struttura anche per cose che non riguardano il corpo.
29:53
S… Speaker 2 (Lezione LFR2 10_03_25)
Qui abbiamo fatto? Abbiamo applicato la stessa regola, la stessa stessa che abbiamo applicato.
30:00
S… Speaker 1 (Lezione LFR2 10_03_25)
a qualcosa che ne viene a voir avec le parti du corps humain. Quindi vedete che, di nuovo, non ci siamo inventati niente, ma stiamo soltanto estendendo gli usi di qualcosa. Come appunto vi dicevo, il caso di ilia. Allora, ilia vuole con sé, se vuol dire c'è, ci sono. On peut l'utiliser comme structure impersonnelle.
30:26
S… Speaker 2 (Lezione LFR2 10_03_25)
per esprimare che c'è qualcosa o qualcuno. Poi, si può usare come valore di preposizione. Per esempio, il y a due anni. Il y a due anni significa che può avere la valore di dopo, dopo due anni. Il y a due anni che non ho incontrato. Dopo due anni, non ho non ho incontrato.
30:58
S… Speaker 2 (Lezione LFR2 10_03_25)
Quindi vedete che può anche avere questa funzione di preposizione, ma in orale c'è una nuova funzione che è quella di, come abbiamo visto tutto a l'ora, evitare il fatto di cominciare una frase con un o con dei, che sono, dei gens s'enrichiscono.
31:25
S… Speaker 1 (Lezione LFR2 10_03_25)
Questa è una frase normalissima, ma in realtà all'orale saremmo più tentati di dire «il y a des gens qui s'enrichissent». Appunto si evita di usare il pronome indefinito, l'articolo indefinito, perché appunto queste strutture con un nome e un trait, sono delle strutture che sono considerate come peu naturelle, e quindi alla place de ça on dit «il y a un homme qui est entré».
31:53
S… Speaker 2 (Lezione LFR2 10_03_25)
Il encadre le verbe, il encadre la frase entiera. Il y a un qui... Donc, vous voyez, il y a, encore une fois, une autre valeur d'il y a qui s'est ajoutée aux valeurs qui existent déjà.
32:09
S… Speaker 1 (Lezione LFR2 10_03_25)
Ecco, dire il y a deux ans è francese standard, quindi è una cosa che imparerete insomma anche voi, usi normalissimi insomma, invece l'uso di il y a, in questo senso, per, diciamo così, inquadrare dei soggetti, encadrer dei sujets, c'è qualcosa di tipico della lingua parlée. Il y a aussi notre tendance a dire il y en a qui, qui signifie certains.
32:41
S… Speaker 1 (Lezione LFR2 10_03_25)
Per esempio, c'è nessuno che se ne sbattono, alcuni se ne vorrebbe dire, certi s'enfutano o s'enfichano.
32:54
S… Speaker 1 (Lezione LFR2 10_03_25)
Il senso è vulguero, là, évidemment. Ecco, infatti qua c'è un esempio di un bambino che si corregge, un bambino di 11 anni. Ecco, vi dicevo che anche i bambini sono consapevoli del fatto che ci sono dei registri, dei livelli di prestigio. Infatti, questo bambino comincia dicendo «il y en a qui», poi però si corregge dicendo «sertain».
33:21
S… Speaker 1 (Lezione LFR2 10_03_25)
si è renduto conto che dire il yaki è très informel, et donc il s'est corrigé il y a des certains. Quindi vedete che c'è anche una consapevolezza del fatto che certe forme sono orali e sono considerate meno prestigiose. E poi c'è anche il y a senza il chi, esiste anche questo, significa quindi il y en a, quindi c'è anche la versione senza il chi.
33:52
S… Speaker 1 (Lezione LFR2 10_03_25)
Il mangent rien du tout, il y en a. Certains, vuol dire sempre certains. Qui n'existent anche senza il chi. Ma sono anche alla fine della frase, come vedete. Il mangent rien du tout, il y en a. Certains ne mangent rien du tout, ça veut dire. Il y en a, les maris sont docteurs. Ça veut dire que certaines femmes ont des maris docteurs. Vous voyez que là c'est une manière de...
34:26
S… Speaker 1 (Lezione LFR2 10_03_25)
Ecco, avevo parlato anche delle pronunce del chi, avevo detto che all'orale il chi si può pronunciare in tanti modi, quindi si può, che so, dire chi, dire che, quindi insomma la i che è instabile, al posto di dire chi è, dire che.
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S… Speaker 1 (Lezione LFR2 10_03_25)
Quindi si può dire chi è in due sillabe, chi è in una sillaba sola oppure chi è addirittura. Ci sono tanti modi per rendere...
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S… Speaker 1 (Lezione LFR2 10_03_25)
questa espressione. Ecco però quello che si può osservare è che nel parlato ci sono in realtà due chi diversi. Quindi in uno la i può essere sacrificata, nell'altro no. Ecco perché in realtà chi che cosa potrebbe essere? Sì, è il pronome relativo, ma è anche per esempio, quindi quando è soggetto, quindi vedete in questo caso, il chi soggetto, la i può essere anche
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S… Speaker 1 (Lezione LFR2 10_03_25)
Non pronunciata. Perché il soggetto in questi casi cosa potrebbe essere? Potrebbe essere un soggetto umano oppure non umano. Invece ci sono dei casi in cui il chi può designare soltanto un soggetto umano. Pensiamo per esempio al chi interrogativo. Chi è venuto? Quindi qui il soggetto è per forza un umano. Ecco, vedete, uso il più o il meno per dire presente o assente.
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S… Speaker 2 (Lezione LFR2 10_03_25)
Quindi, il qui interrogativo è sempre referito a un essere umano. E quindi, l'EI resta sempre. Non ne dice mai che è venuto, ma che è venuto. È impossibile di non pronunciare l'EI. O anche l'altro usaggio, è il qui con una preposizione. Ce a qui.
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S… Speaker 1 (Lezione LFR2 10_03_25)
In realtà il parlato ha in qualche modo ufficializzato il fatto che esistono due chi.
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S… Speaker 1 (Lezione LFR2 10_03_25)
In cui uno la i si può anche non dire, nell'altro si dice sempre e comunque. Quindi quando appunto il chi è un umano necessariamente. Invece quando il chi è un soggetto pronome relativo, vedete che può riferirsi anche a soggetti non umani. Questo può essere le chat, chi è arrivé, oppure la plante che si trova dal jardin.
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S… Speaker 1 (Lezione LFR2 10_03_25)
Ecco, vedete che il chi soggetto può essere anche riferito a dei non umani. In questo caso la i viene detta instabile, perché appunto può essere anche, che so, chi è, posso dire che, oppure posso dire chi è con la semivocale. Invece qui dirò sempre chi. Quindi qua il chi rimane stabile, perché viene percepito come umano.
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S… Speaker 1 (Lezione LFR2 10_03_25)
Quindi vedete che ci sono appunto delle particolarità, quindi la pronuncia nell'orale in realtà ha delle sue logiche. Ci sono delle regole in qualche modo che vengono ampliate, quindi non è che non ci sono regole, ma ci sono regole che vengono estese in qualche modo. E addirittura questo uso del chi, queste pronunce del chi, ci mostra una logica a cui magari non penseremmo, perché se noi appunto...
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S… Speaker 1 (Lezione LFR2 10_03_25)
studiamo la lingua scritta, noi ci sembra che questo key sia sempre uguale. Questi tre key sono tutti uguali. In realtà se noi facciamo attenzione, vediamo anche la pronuncia, vediamo che sono percepiti in modo diverso, subiscono un trattamento diverso. Ecco adesso ancora una cosa e poi leggiamo. Sempre riguardo alla sintassi, delle strutture che troviamo nel parlato.
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S… Speaker 2 (Lezione LFR2 10_03_25)
Abbiamo le famose strutture che ci sono che servono per mettere la misa in relief. Ci sono strutture che hanno la funzione di mettere in relief. Abbiamo due strutture differenti. Nella prima, avete una focalizzazione al cuore della frase. Nella seconda, avete una focalizzazione alla fine della frase.
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S… Speaker 1 (Lezione LFR2 10_03_25)
Quindi, in una struttura, l'elemento importante lo troviamo subito all'inizio. Invece, nell'altra struttura che vedremo, l'elemento centrale ce lo fanno un po' aspettare. In qualche modo c'è una suspense, un effet de suspense, on peut dire. E donc, je vais vous parler de cette strutture. La première est la construction clivée. Exemple, c'est l'Europe...
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S… Speaker 2 (Lezione LFR2 10_03_25)
Chi negocie? Quella è l'informazione importante? Ce n'est pas che c'è qualcuno che negocie, ma che c'è l'Europa.
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S… Speaker 2 (Lezione LFR2 10_03_25)
Qui si vous avez une focalisation au début. L'élément important se trouve au début. Et donc, j'utilise cette structure pour donner une information nouvelle. Ici, l'information nouvelle, ce n'est pas qu'il y a quelqu'un qui négocie, mais que c'est l'Europe. Et donc, la partie suivante, la partie importante, se trouve ici.
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S… Speaker 1 (Lezione LFR2 10_03_25)
L'autre partie est secondaire, parce que c'est une information que nous avons déjà. Quindi è un'informazione che possiamo dare un po' per scontata. Ecco, cosa posso fare con questa struttura clivée? È una struttura molto flessibile, quindi la posso persino inserire in questa struttura un'intera subordinata, per esempio, che inizia con parce que.
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S… Speaker 2 (Lezione LFR2 10_03_25)
C'est pas parce que tu feras une maison individuelle qui coûtera 2 milioni de francs qu'elle sera plus belle qu'une maison qui en vaut 500.000. Vous voyez que je peux même inserir ici une phrase entière introduite par parce que. Quindi posso inserir qui un'intera subordinata col parce que. Ma per esempio non posso farlo con puisque.
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S… Speaker 1 (Lezione LFR2 10_03_25)
Quindi non posso prendere una frase che inizia con Quisk e inserirla qui in questa struttura cosiddetta clivet. Quindi è una struttura che posso utilizzare, quindi posso usarla per mettere in rilievo anche intere frasi, anche intere subordinate, ma non tutte. Per esempio con Quisk non si riesce a usare una frase clivet.
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S… Speaker 1 (Lezione LFR2 10_03_25)
Infatti questa è una frase inventata, infatti c'è un asterisco perché è una frase teorica che non può esistere. Quindi con Quisco non possiamo usare la struttura Clivet. Possiamo con Pasquot invece. E soprattutto possiamo con Pursa. Addirittura Pursa è sempre Clivet. Non lo possiamo mettere per conto suo, quindi non possiamo dire, per esempio,
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S… Speaker 2 (Lezione LFR2 10_03_25)
Diciamo sempre, c'è per ça che, quindi per ça, obbligatoriamente lo mettiamo in questa struttura. C'è per ça che, o chi, in questo caso che, c'è per ça che je le dis. Quindi per ça è sempre clivé. Questa struttura si può applicare in molti modi. E la tendenza è a rendere, lasciare invariabile il se.
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S… Speaker 2 (Lezione LFR2 10_03_25)
Quindi anche se il soggetto è plurale, anche se parliamo al passato, al futuro, è sempre se. Questo però l'avevo già anche detto. Quindi ha una tendanza a ne pas conjuguer le se, ce son. C'è l'eux che lo disaient. Quindi ha una tendanza a rendere le se invariable. Vous voyez qu'ici, j'ai un sujet pluriel. Là, il faudrait dire c'è l'eux che lo disaient.
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S… Speaker 1 (Lezione LFR2 10_03_25)
Quindi avrei dovuto metterlo intanto al plurale e poi avrei dovuto metterlo anche all'imperfetto. Però tende a rimanere sempre uguale. Praticamente è diventato invariabile, almeno nel parlato. E poi invece dobbiamo coniugare poi il verbo che segue, ovviamente, altrimenti è lì che poi si vede se è un futuro o un passato.
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S… Speaker 1 (Lezione LFR2 10_03_25)
E con l'altra struttura invece, al contrario, quella in cui l'elemento clou, diciamo, viene fatto aspettare. O meglio, ci fanno aspettare noi per sapere qual è l'elemento clou. Per esempio, io posso dirvi, c'è le chocolà che j'aime. Ma, je peux dire aussi, ce que j'aime c'est le chocolà.
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S… Speaker 1 (Lezione LFR2 10_03_25)
Donc, vous voyez que là, avant de vous dire que l'element è important, je vous ai fait attendre un peu. Donc là, j'ai introduit cette formule, une formule pré-assertée, vuol dire che ho fatto precedere l'asserzione da qualcosa. Quindi ho fatto precedere, prima di darvi l'asserzione, vi ho dato una pré-asserzione.
44:53
S… Speaker 1 (Lezione LFR2 10_03_25)
Quindi posso creare anche questo, vedete, posso dire la stessa cosa in due modi diversi. Questo si chiama...
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S… Speaker 2 (Lezione LFR2 10_03_25)
La prima si chiama la construction clivet Questa si chiama pseudo clivet. Donc, ici, vous savez, avant c'était une focalisation au début de la phrase. Ici, la focalisation se trouve à la fin de la phrase. Focalisation, ça veut dire l'élément sur lequel je me focalise. L'élément important. Donc, ici, vous voyez que l'élément important se trouve à la fin. Ici, il se trouvait au début. Donc là, je peux varier un peu la structure.
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S… Speaker 2 (Lezione LFR2 10_03_25)
La suture pseudo-clivée può essere utilizzata con, per esempio, le verbe del sentimento, come il verbe plaire, interesser. Per esempio, lo che mi interessa, la parte pre-assertata, lo che mi interessa, non è di volare il treno. Ecco qua, la noma è solo negativo, la noma è qualcosa che non mi interessa.
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S… Speaker 2 (Lezione LFR2 10_03_25)
oppure con le verbe vouloir e falloir. Ce que je voudrais, c'est recommencer a travailler. Ce qu'il aurait voulu, c'est de faire de la musique. Donc, vous voyez qu'avec le verbe vouloir, falloir, par exemple, ce qu'il faudrait faire, c'est appeler la police. Voilà, donc vous voyez que ce qu'il faut, c'est avoir quelques papillotes.
46:29
S… Speaker 2 (Lezione LFR2 10_03_25)
Ma, ovviamente, on può utilizzare anche il IA, on può anche inserire il IA nella parte che precede, per esempio.
46:53
S… Speaker 1 (Lezione LFR2 10_03_25)
Quello che caratterizza il tennis è che gli arbitri non sono professionisti come nel calcio. Su chi gli ha o tennis, io un po' utilizzo il dia, anche questo, vedete, è un uso di il dia che non è proprio quello standard. Quindi su chi caratterizza il tennis, su chi gli ha o tennis, se che ho l'eserbitro non sono un po' professionale. Quindi ecco, vedete, che posso usare questa formula molto con i verbi di sentimento, con i verbi vouloare e falloare, anche con il dia.
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S… Speaker 1 (Lezione LFR2 10_03_25)
E anche con i verbi di parola, questo lo fanno molti parlanti, si trovano anche che so. E in realtà ci sono anche delle frasi, diciamo che come prima, prima vi ho detto che con pour ça siete quasi obbligati a utilizzare questa struttura.
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S… Speaker 1 (Lezione LFR2 10_03_25)
In realtà, anche con l'absodoclivet ci sono delle frasi che non riusciremo a dire altrimenti. Se noi provassimo a esprimere certi concetti senza usare questa struttura, sarebbe molto complicato. Per esempio, ce che rischia di se passer, c'è chi lo rifusa. Essayons di dire la même chose sans utiliser cette strutture. C'est presque impossible, effettivamente. Chi le rifusa rischia de se passer.
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S… Speaker 1 (Lezione LFR2 10_03_25)
Quindi, diciamo, ci sono dei casi in cui questa struttura è l'unica possibile, effettivamente. E quindi, ripeto, struttura pseudo-clivée, vous avez une première partie, disons, il y a une sorte d'effet de suspense, parce que, avant de vous dire la chose importante,
48:55
S… Speaker 1 (Lezione LFR2 10_03_25)
Le strutture correlative. Ecco, queste strutture sono basate su le parole plus, moins, autant. Praticamente gli avverbi che usiamo per formare i comparativi.
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S… Speaker 1 (Lezione LFR2 10_03_25)
Quindi queste strutture uniscono due frasi che iniziano con plus, moins, oppure autant. Ecco qui, diciamo che i linguisti sono stati molto messi alla prova da queste strutture, perché sono strutture che non è facile spiegare dal punto di vista teorico. Perché avete due frasi, ma che non sono né subordinate né coordinate.
49:46
S… Speaker 1 (Lezione LFR2 10_03_25)
Sono due frasi che cominciano con plus, con moins, ma apparentemente fra di loro non sono collegate. Sono delle strutture che hanno creato molti dubbi per quanto riguarda la descrizione della lingua.
50:00
S… Speaker 1 (Lezione LFR2 10_03_25)
Ecco, per esempio, «Moi on mange, moi on a faim». Questa è un'opinione un po' discutibile, ma insomma. «Moi on mange, moi on a faim». Disons que, là vous voyez deux phrases qui commencent par «moi». E vous voyez, elles ne sono pas subordonnées, elles ne sono pas coordonnées, mais elles vont ensemble quand même. Il y a une dépendance syntaxique.
50:31
S… Speaker 2 (Lezione LFR2 10_03_25)
Quindi sono dipendenti l'una dall'altra, però vedete non c'è nessuna congiunzione che le unisce. Quindi ecco, sono strutture che hanno creato un po' di perplessità in qualche modo. E quindi si basano su delle quantità. Ecco, poi quantità può essere in tante forme, quindi possono riguardare dei verbi. Ecco, questa invece è una frase su cui sono d'accordo. Plus elle mange, plus elle grossit. Questa invece mi pare verosimile.
51:06
S… Speaker 1 (Lezione LFR2 10_03_25)
Ma anche su dei compliments. Più il acheta dei libri, meno il li li. Anche su questo mi trovo abbastanza. Più il acheta dei libri, meno il li li. La quantità si basa su dei compliments, quindi dei libri. O ancora dei adverbi. On può anche utilizzare dei adverbi. Più il va loin, più il parla di bonheur.
51:47
S… Speaker 1 (Lezione LFR2 10_03_25)
Il fa toujours esprimere in quantità. C'è una quantità che può concerne dei verbi, una quantità che può concerne dei complémenti o dei adverbi. Anche qui ci sono alcune...
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S… Speaker 2 (Lezione LFR2 10_03_25)
In alcuni casi usare questo tipo di strutture non è proprio possibile, ci sono dei verbi che non si prestano a usare questo tipo di strutture, per esempio dei verbi come netto, morire, plus elle ne, ci sono alcuni verbi che questo tipo di strutture non sono concepibili. Quindi ecco, ci vuole l'idea di quantità o di intensità.
52:27
S… Speaker 1 (Lezione LFR2 10_03_25)
E a volte basta avere un futuro, un plurale, scusate. Plus la bacca è facile, plus il y a de bachelier. Ma forse è suffi di avere un sostantivo plurielo per formare questo tipo di frase. Si fa una frase, c'è plutôt una struttura che unisce due frasi, o même trois. E a volte può essere anche più complessa di così. Che so, plus il fait beau, plus il fait chaud, plus ça va.
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S… Speaker 2 (Lezione LFR2 10_03_25)
Vedete che il primo contiene due elementi, la prima parte contiene due elementi, più il febò, più il fechò, più il savà. Vedete che può essere, a sua volta può diventare ancora più complessa di così. Quindi ecco vedete che quest'altra struttura, ripeto, è molto controversa in qualche modo, diciamo, dal punto di vista teorico, ma sono strutture che si trovano appunto molto comunemente nella lingua parlata.
53:25
S… Speaker 2 (Lezione LFR2 10_03_25)
Quindi avete visto oggi, per riassumere, abbiamo parlato del fatto che la lingua parlata estende delle possibilità che sono già presenti nella lingua e le applica a...
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S… Speaker 2 (Lezione LFR2 10_03_25)
a situazioni che magari non erano previste originariamente. Oppure, appunto, avete queste strutture che servono per, quindi, clivet, pseudo-clivet, strutture correlative. Quindi, come se avete possibilità sintaxique particoliera.
53:57
S… Speaker 2 (Lezione LFR2 10_03_25)
Ecco, la prossima volta parleremo invece della macrosintassi. Ecco, la macrosintassi, quindi va oltre la sintassi e si occupa in realtà della melodia, dell'intonazione, di come organizziamo il discorso anche dal punto di vista melodico. E quindi vedremo come funziona la volta prossima. Quindi parleremo appunto di questo altro aspetto, della macrosintassi.

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