audio 1 terza lezione
May 04, 2026 08:17
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Speaker 1 (audio 1 terza lezione )
tutti i farmaci che escono uno specifico target. Ovviamente si tratta di corcini di farmacologia, quindi facciamo solo una caratterata generale, con dei richiami e delle opzioni che ovviamente vi servono, almeno per il cambio di meccanismo, la opzione è in base di questi farmaci. Tratteremo principalmente i farmaci che riguardano il sistema nervoso centrale, quindi una delle farmaci del pacco, diciamo dell'epidemia, dell'alzheimer e poi facciamo una...
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Speaker 2 (audio 1 terza lezione )
non accendono sui fatti di chiamatori. Quindi come vi dicevo, sui fans e sui fatti di chiamatori.
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Speaker 1 (audio 1 terza lezione )
La prima classe di farmaci che trattiamo sono i farmaci che aggiscono sul sistema nervoso centrale. Vi ripeto, non sono tutte, perché sono una mirilade, ma sono alcuni che possono essere utili successivamente. Ovviamente per parlare di farmaci che aggiscono a livello sistemico, possiamo parlare della modalità di comunicazione delle cellule. Ci siamo detto nelle scorse lezioni che le cellule comunicano mediante i messaggeri. Alcune tipologie di messaggeri che possono essere utili sono proprio i neurodiamenti.
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Speaker 1 (audio 1 terza lezione )
I neurotrasmettitori si propagano attraverso lo spazio più inter-sinaptico e in particolare attraverso le strutture che comunicano tra di loro una struttura presinattica e una struttura post-sinaptica. Sto studiando fisiologia, quindi lo sapete meglio di me. Sapete benissimo suppongo come sono costituite le sinapti. E quindi tutta questa parte è il gruppo, ma nella quale dovremmo...
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Speaker 1 (audio 1 terza lezione )
capire meglio come sono fatte le sinapsi non la tratteremo ma ci concentreremo principalmente sui farmaci quindi i neurotrasmettitori che cosa sono? sono delle sostanze che veicolano cosa? veicolano delle informazioni attraverso abbiamo detto le sinapsi e ovviamente possono mantenere il loro effetto fin tanto sono legati ai rispettivi recettori
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Speaker 1 (audio 1 terza lezione )
Abbiamo anche parlato nella scorsa lezione di recettori, quindi abbiamo parlato di recettori di trasmembrana, di recettori a coppia di proteine in G. A seconda della tipologia di neurotrasmettitore ci saranno diverse tipologie di recettori che si potranno andare a legare. Anche nell'ambito di uno stesso neurotrasmettitore dovete pensare che ci sono diverse famiglie recettoriali. Quindi ad esempio non è detto che la dopamina, che è un neurotrasmettitore, si riesi sempre ad un recettore trasmembrana.
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Speaker 1 (audio 1 terza lezione )
a seconda della funzione che deve essere rispettata può legare diverse sottografie. Quindi nel momento in cui lo spazio presinaptico, quindi la prima sinaptica rilascia il neurotrasmettitore, è fondamentale che il neurotrasmettitore sia rimosso, quindi sia eliminato, affinché appunto le sinapti continuino a comunicare in modo funzionale.
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Speaker 1 (audio 1 terza lezione )
Quindi che cosa succede a questione dei neurotrasmettitori? Alcuni diffondono fuori dalla fessura sinaptica e quindi perdono il loro effetto. Il focus fondamentale è sempre quello che nel momento in cui la sinapsi primaria rilascia il neurotrasmettitore, questo neurotrasmettitore deve interpretare la sinapsi secondaria, quindi la sinapsi post-sinaptica, e le caccia ad un recettore.
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Speaker 1 (audio 1 terza lezione )
Alcuni quindi possono essere, si disperdono anche in questo spazio intersinaptico, altri vengono distrutti all'opera dei bimbi ed altri ancora vengono riassunti nuovamente dal neurone e ovviamente i sinapti si trovano a cavallo di spazi neuronali e quindi...
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Speaker 1 (audio 1 terza lezione )
Quello che succede è che nel momento in cui vengono riassorbiti possono essere o rinviati per un nuovo stimolo oppure vengono, si dice, ricattati attraverso un fenomeno di reatti e tutti poi successivamente vengono eliminati.
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Speaker 1 (audio 1 terza lezione )
Prima di farvi la distinzione tra le varie tipologie dei neurotrasmettitori, volevo però farvi vedere, ecco questa immagine, di come sono improntate le sinapsi. Quindi vedete che avete un primo spazio, che è lo spazio presinaptico, e poi c'è una seconda sinapsi, che è quella post-sinaptica. Voi dovete pensare che i neurotrasmettitori sono...
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Speaker 1 (audio 1 terza lezione )
sono incapsulati all'interno di queste vescicole, nel momento in cui in seguito ad determinati stimoli di natura fisica queste sinapsi si rompono, quindi si aprono, rilassano il neurotrasmettitore. Il neurotrasmettitore arriva in questo spazio intersinaptico ed è qui che dicevamo che può disperdersi, che può essere riassorbito, può essere eliminato da specifici enzimi. Quello che però a noi interessa non è l'eliminazione ovviamente del neurotrasmettitore, ma a noi interessa
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Speaker 1 (audio 1 terza lezione )
che il neurotrasmettitore sia adattato dai recettori che sono presenti sulla membrana post-sinaptica. Questo è lo schema che vi vedete sempre telegramente, state facendo fisiologia, quindi sapete che ovviamente tutti i messaggi che vengono codificati di apertura, di fissurato un segnale, sono legati a dei...
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Speaker 1 (audio 1 terza lezione )
ha degli squilibri di elettroliti, ha degli squilibri di sodio, di potassio e di calcio, quindi arriva un input, uno di questi segnali dice, tra virgolette, alla cellula di rilasciare il neurotrasmettitore, in questo caso il segnale è veicolato dal calcio, quindi dai livelli di calcio, ma questo vale per tutte le neurotrasmissioni, quindi in generale il...
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Speaker 1 (audio 1 terza lezione )
L'oione che è coinvolto principalmente a livello neuronale, a livello di sistema nervoso centrale è quasi sempre il calcio. Ai livelli di calcio può essere associato un incremento o un decremento dei livelli di potassio, ma in questo caso specifico quello che non interessa è il calcio, tant'è vero che si parla in questo caso di canali del calcio coltaggio dipendenti.
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Speaker 1 (audio 1 terza lezione )
cioè canali che si aprono e si chiudono a seconda dei livelli di questa sostanza che è presente a livello sinaptico. Quindi ovviamente in questo caso stiamo parlando di sinapti di natura chimica, questo perché sappiamo che ci sono sinapti di varia natura. Nel caso specifico di neurotrasmettitori parliamo sinapti chimiche. Quindi nelle sinapti chimiche il terminale presinaptico, quindi quello che troviamo nello spazio superiore,
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Speaker 1 (audio 1 terza lezione )
contiene i neurotrasmettitori incappciolati in piccole sfere chiamate vescicole sinaptiche ed include la membrana presinaptica dotata di canali proprio ioni calcio. Quindi, a livello della membrana di queste vescicole saranno presenti dei canali e questi canali sono permeabili al calcio. Una volta che arriva l'impulso nervoso, sappiamo che l'impulso nervoso può camminare in vario modo, ma che semplicemente cammina seguendo un percorso definito nei nodi di Gambier,
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Speaker 1 (audio 1 terza lezione )
Sappiamo che è un percorso che può essere altalenato, può essere diretto. Una volta che è arrivato nel bus al bottone sinaptico, dall'assone presinaptico, che cosa procede? Concede una depolarizzazione di membrana che cosa innesca? Innesca l'apertura nei canali del calcio portaggio dipendenti. Questi ultimi sono presenti su queste membrane e i pioni calcio penetrano nei bottoni sinaptici attraverso questi canali che solo in questa fase sono aperti.
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Speaker 1 (audio 1 terza lezione )
E questo che cosa determina? Determina l'aumento della loro concentrazione all'interno del bottone presinattico e stimola l'esocitosi di queste vescicole. Quindi sostanzialmente quello che succede è che la membrana che contiene il neurotrasmettitore va incontro a questo meccanismo di esocitosi, quindi letteralmente si disgrega e rilascia il neurotrasmettitore, dove va questo neurotrasmettitore nello spazio intersinattico. Se siamo fortunati e se le neurotrasmissime funzionano come dovrebbero,
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Speaker 1 (audio 1 terza lezione )
Il neurotrasmettitore a questo punto intercetta il recettore che è presente a livello del bottone post-sinaptico. In caso contrario abbiamo detto che può essere riassorbito mediante un fenomeno di reakti, può essere eliminato da specifici enzumi o può semplicemente disperdersi. Dovete considerare che sì.
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Speaker 1 (audio 1 terza lezione )
Il neurotrasmettitore deve arrivare a livello dello spazio post-sinaptico, ma si deve arrivare in una certa concentrazione. Se è sottodosato, tra virgolette, il neurotrasmettitore, è a questo punto che quest'ultimo vuole risperderci. Quindi arriva sì al bottone post-sinaptico, ma per agire deve arrivarsi in una certa concentrazione.
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Speaker 1 (audio 1 terza lezione )
che ovviamente è funzione di quanto la vescicola si rompe. Più la vescicola si rompe, se si disgrega integralmente tutti i neurotrasmettitori che sono presenti all'interno della vescicola fuoriescono e quindi intercettano lo specifico recettore. Quindi i neurotrasmettitori diffondono in tutto lo spazio sinaptico e si legano ai recettori presenti sulla membrana crasmatica del neurone post-sinaptico.
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Speaker 1 (audio 1 terza lezione )
Il legame neurotrasmettitore-recettore apre i canali ionici che permettono il passaggio attraverso la membrana di determinati ioni, quindi l'apertura di un primo canale del calcio determina l'esercitosi. Successivamente, quando interagiscono neurotrasmettitore e recettore, si attivano altri canali che ovviamente saranno funzione della tipologia di sinapsi sulla quale il microvo e della tipologia di neurotrasmettitore.
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Speaker 1 (audio 1 terza lezione )
Ci sono dei neurotrasmettitori come l'acetircolina che ad esempio innescano una variazione dei livelli di sodio, ci sono i neurotrasmettitori per la dopamina che innescano una variazione di potasso, eccetera, ma li vedremo tra poco.
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S…
Speaker 1 (audio 1 terza lezione )
Questo cambiamento può essere depolarizzante o iperpolarizzante. Noi sappiamo che le cellule comunicano mediante questi segnali a seconda della tipologia di canale che si apre, quindi che sia un canale permeabile al calcio io avrò un'iperpolarizzazione, se un canale invece permeabile al potassio io avrò una depolarizzazione e questo è sostanzialmente funzione del segno dell'unione che permea attraverso questi canali.
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Speaker 2 (audio 1 terza lezione )
Quindi la decolarizzazione o l'ipercolarizzazione della membrana codifina messaggi diversi, non solo così che hanno messaggi diversi, ma sono funzioni di diversi neuroprosmettitori e quindi di diversi canali.
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S…
Speaker 1 (audio 1 terza lezione )
Se si verifica la depolarizzazione nell'ionore posto sinaptico e si verifica il valore soglia, che cosa succede? Si ha l'impulsione in posto, quindi affinché l'impulsione in posto sia propagato, noi non dobbiamo trovare una condizione di iperpolarizzazione, ma si dobbiamo trovare una condizione di depolarizzazione.
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S…
Speaker 1 (audio 1 terza lezione )
Adesso vediamo un attimo quali sono le tipologie di neurotrasmettitori con i quali poi ci troveremo ad avere a che fare. Abbiamo neurotrasmettitori che sono di natura amminoacidica, quindi sostanzialmente abbiamo la glicina, sappiamo che la glicina è un amminoacido, ma la glicina non è solo un amminoacido ma funziona anche da neurotrasmettitore e in particolare la glicina ha una funzione di inibizione sul sistema nervoso centrale.
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Speaker 1 (audio 1 terza lezione )
L'acido glutamico e l'acido aspatico, che sono altri due amminoacidi, hanno invece un effetto eccitatorio sul sistema nervoso centrale, da cui già si deve accedere una lampadina. Se uno è eccitatorio e l'altro è libitorio, significa che il primo avrà un effetto depolarizzante e gli altri due avranno un effetto invece iperpolarizzante di membrana.
11:11
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Speaker 1 (audio 1 terza lezione )
Abbiamo poi le angine biogene che sono sicuramente le più famose, quindi abbiamo la serotonina che è coinvolta nel fenomeno di appetito. Pensate che la maggior parte dell'assenza di sazietà che noi percepiamo è legata all'attivazione dei recettori serotoninergici. Nell'ambito della serotonina pensate che i recettori serotoninergici sono quelli numericamente maggiori, ci sono i recettori serotoninergici più comuni,
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Speaker 1 (audio 1 terza lezione )
ognuno media uno specifico effetto, perché se la serotonina è coinvolta nella percezione sensoriale, nella regolazione dell'appetito, nel controllo del rumore, nella regolazione della temperatura, capite che regola non solo funzioni molto diverse l'una rispetto all'altra, ma soprattutto regola funzioni che coinvolgono sistemi molto disparati.
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S…
Speaker 2 (audio 1 terza lezione )
dal sistema vigerente al sistema nervoso, alla regolazione della temperatura, quindi anche i depositi di grasso che sono presenti.
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S…
Speaker 1 (audio 1 terza lezione )
Abbiamo poi la dopamina, la dopamina è coinvolta in tutte quelle che sono le risposte emotive, quindi gli stimoli esterni del nostro organismo, l'adrenalina e la noradrenalina, che sono quelle che ci fanno andare in simpatico tono o in parasimpatico tono, quindi sistema scappo e fuggi, coinvolte quindi nella risposta che noi abbiamo a forti stress.
12:38
S…
Speaker 1 (audio 1 terza lezione )
Quindi quando si avvicina un pericolo, quando avvertiamo una situazione allarmante, e poi se succede abbiamo la scarica adrenalinica, quindi si incrementano i livelli di adrenalina, si abbassano i livelli di noradrenalina. Differentemente al riposo, siamo in una condizione di parasinfatico tono in cui la situazione è completamente in brutta.
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S…
Speaker 1 (audio 1 terza lezione )
Abbiamo poi l'acetilcolina, l'acetilcolina è un neurotrasmettitore che ha un'azione equivalente perché a differenza dell'acina che ha un'azione inibitoria e dell'acido diutammico che ha un'azione eccitatoria, l'acetilcolina a seconda delle concentrazioni che raggiunge e a seconda della psicologia di interazione che avrà con il suo recettore può avere un'azione eccitatoria o un'azione inibitoria.
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S…
Speaker 1 (audio 1 terza lezione )
In particolare ha un'azione eccitatoria a livello delle giunture neuromiscolari, perché l'acidiscolina è quella che è coinvolta nel movimento, azione inibitoria nei neuroni parasimpatici che rallentano il ritmo cardiaco. Tant'è vero che tutti i farmaci che agiscono con i recettori per l'acidiscolina sono quelli che si chiamano ad esempio beta-bloccanti, quindi la maggior parte dei farmaci cardiaci che vengono utilizzati. Poi abbiamo i neuropeptidi. I neuropeptidi sono i meno abbondanti.
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S…
Speaker 1 (audio 1 terza lezione )
rispetto a quelli che abbiamo elencato prima. E quindi le encefaline, le endorfine, sono quelle proteine che si fanno provare piacere, il senso di appagamento. Dovete ricordare che sostanzialmente nel processo di innamoramento, che chimicamente dura da 1 alle 3 settimane, il livello di endorfine è un livello altissimo. Poi nel tempo ovviamente tende proprio ad abbassarsi.
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S…
Speaker 1 (audio 1 terza lezione )
Questi neuropeptidi vengono definiti neuropeptidi proprio perché vengono autoprodotti dal nostro organismo ma possono essere prodotti a livelli diversi a seconda delle condizioni nelle quali ci troviamo. Sono prodotti da speciali cellule presenti in organi come cuore, pancreas e intestino e non solo intervengono nelle situazioni di piacere ma intervengono anche nei momenti di grande dolore.
14:46
S…
Speaker 1 (audio 1 terza lezione )
Questo si può in una certa misura destabilizzare, perché la sensazione di piacere e la sensazione di dolore sono due sensazioni estremamente diverse, quindi potremmo in un primo momento non sperarci il perché.
15:00
S…
Speaker 1 (audio 1 terza lezione )
messi di forte dolore vengono rilasciati questi neurofettivi è sufficiente per tratare quel dolore, quindi hanno un'azione inibitoria sui centri del dolore. E poi abbiamo i neurotrasmettitori versosi ed in particolare l'ossido nitrico.
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S…
Speaker 1 (audio 1 terza lezione )
che agisce partecipanti ai processi di apprendimento in memoria. Dovete pensare che tutte queste funzioni che sono qui elencate sono le funzioni principali di un numero di questi neurotrasmettitori, ma così come l'aciprostito nitrico è implicato nelle funzioni della memoria, anche la serotonina, anche se in maniera minore, è correlata, è legata ai meccanismi della memoria.
15:40
S…
Speaker 1 (audio 1 terza lezione )
Il problema con i farmaci che ha riscontrato il sistema di coso centrale è che spesso noi pensiamo che un'unica neurotrasmissione abbia un singolo effetto. Spesso capita che una neurotrasmissione si inapta sull'altra. I livelli di acido glutammico abbassino i livelli di dopamina e che adesso poi i livelli di dopamina abbassano i livelli di acidircolina.
16:03
S…
Speaker 1 (audio 1 terza lezione )
Quindi voi lo dovete sempre immaginare non come un sistema statico, ma come un sistema nel quale una neurotrasmissione incide sull'altra. Ecco perché i farmaci del sistema nervoso centrale hanno molte funzioni, quindi possono agire parallelamente sulle endorfine, ma anche sulla cericolina. Quindi a differenza dei farmaci che hanno un unico target, che abbiamo detto essere i segni del dolore, quindi le coxono, le ciclo estigenaci, in questo caso i target possono essere molti.
16:31
S…
Speaker 1 (audio 1 terza lezione )
e di conseguenza gli effetti sono ancora molteplici. Medicinali, droghe e tossine, o comunque tutte le sostanze che agiscono su questi neurotrasmettitori, sono quelle che mediano l'effetto genocchio. La cocaina, ad esempio, produce euforia inibendo la riassunzione della dopamina.
16:53
S…
Speaker 1 (audio 1 terza lezione )
La reazione permette alla dopamina di sussare più a lungo negli spazi finati, producendo un'iperstimolazione. Quindi quello che fa la cocaina è sostanzialmente intercettare il recettore che di solito è adibito al legame della dopamina, spiazzare la dopamina, fare in modo che quella dopamina che non si lega rimani in circolo e quindi genera questa sensazione dopante, genera questa sensazione di oforia prolungata. Il problema qual è? Che alla successiva dose...
17:20
S…
Speaker 1 (audio 1 terza lezione )
Per avere lo stesso effetto terapeutico, lo stesso effetto non terapeutico, ma lo stesso effetto eccitante, io dovrò incrementare la dose che ho assunto in prima distancia. E quindi una prima problematica della cocaina è quella che crea dipendenza fisica e psichica, ma soprattutto che per avere lo stesso effetto io dovrò sempre incrementare la dose. Man mano, man mano io dovrò avere una dose sempre maggiore.
17:48
S…
Speaker 1 (audio 1 terza lezione )
Quindi abbiamo detto come agiscono i neurotrasmettitori e agiscono a livello delle snazzi. Adesso vediamo, facilitando i farmaci per la patologia, quali sono i migliori meccanici dell'azione.
18:01
S…
Speaker 1 (audio 1 terza lezione )
L'epilessia è un disturbo ovviamente a carico del sistema nervoso centrale e caratterizzato da fenomeni che vengono definite crisi, ricorrenti e transitorie, oppure fenomeni di convulsioni, quindi fenomeni di iper-eccitamento a livello motorio.
18:22
S…
Speaker 1 (audio 1 terza lezione )
Questa condizione non è una condizione raccoltata quindi solo a una crisi neuronale ma anche a una crisi motoria e soprattutto sensoriale, vegetativa o stupica.
18:36
S…
Speaker 1 (audio 1 terza lezione )
Il palesarsi così complesso di queste crisi rende difficile la diagnosi di epilessia. Tant'è vero che una delle problematiche principali dell'epilessia, delle quali ad oggi non si conoscono in toto le cause, è proprio che la malattia si palesa in un momento nel quale non è possibile più fare prevenzione. Si rende conto che si ha quella determinata patologia nel momento in cui si inizia a palesare queste crisi. Se siamo fortunati saranno crisi parziali, comunque crisi...
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S…
Speaker 1 (audio 1 terza lezione )
che non portano ad un'assenza totale, ma nei casi più problematici l'assenza è totale. Gli accessi epileptici, quindi le crisi epileptiche, sono associate a delle scariche anomali che hanno un'ampiezza eccessiva e sono spesso associate alla perdita di coscienza. Quando la perdita di coscienza è totale parliamo di assenza. La forma più grave di assenza viene definita sul nome del grande male.
19:34
S…
Speaker 1 (audio 1 terza lezione )
Si stima che l'epilessia, perché ovviamente abbiamo varie tipologie di epilessia, a seconda di dove questa scarica normale avviene, quindi a seconda di dove si focalizza il focus epilettogeno. Il problema dell'epilessia qual è? È riuscire a capire dove si paleserà quel focus. Si stima che l'epilessia e non l'epilessia, perché ce ne sono di varia natura, affliggono circa l'1% della popolazione a livello mondiale.
20:00
S…
Speaker 1 (audio 1 terza lezione )
come una percentuale che ci può sembrare così bassa, in realtà tra tutte i numeri è una percentuale molto elevata. Esistono tre principali modalità di azione che caratterizzano questa classe di farmaci, quindi come agiscono i farmaci di cui noi disponiamo per spegnere queste scaliche elettriche, modulando i canali fionici voltaggio dipendenti con particolare riferimento ai canali del calcio.
20:26
S…
Speaker 1 (audio 1 terza lezione )
potenziando i sistemi inibitori, perché se noi abbiamo detto che l'epilessia, ecco perché voi per parlare di farmaci dovete sempre conoscere come si paresa la malattia, ancora prima come funziona l'apparato che si ottenga quella patologia. Quindi se noi abbiamo detto che sono scariche di esitamento, quello che possiamo fare è andare a potenziare tutti quei sistemi inibitori, quindi tutti quei neurotrasmettitori di natura inibitoria che quindi abbassano.
20:53
S…
Speaker 1 (audio 1 terza lezione )
la percentuale di queste scariche elettriche e in modo particolare il recettore o meglio il neurotrasmettitore sul quale noi andiamo ad agire è il neurotrasmettitore GABA-ergico quindi il neurotrasmettitore GABA quindi o moduliamo l'apertura dei canali omici e impediamo allo stimolo di iperstimolare quindi azione sui canali del calcio o potenziamo l'azione di dipende sui GABA oppure andiamo ad antagonizzare tutti
21:21
S…
Speaker 1 (audio 1 terza lezione )
quei neurotrasmettitori che sono di natura insidatoria. Quindi noi agiamo sempre o per analogia o per contrapposto.
21:32
S…
Speaker 1 (audio 1 terza lezione )
Quindi o iperstimulando e quindi antagonizzando i sistemi eccitatori come quelli del glutammato oppure potenziando tutti quei sistemi che sono di natura iniquitori. Ovviamente come abbiamo messo prima esistono varie tipologie di neurotrasmettitori iniquitori e varie di neurotrasmettitori eccitatori ma quelli che ci interessano a noi per quanto riguarda quelli che sono di nostro studio sono quelli del GABA e quelli del glutammato nel caso dell'epidessia.
22:00
S…
Speaker 1 (audio 1 terza lezione )
Quali sono i farmaci che ne andiamo a utilizzare? L'acido valproico, che viene utilizzato in tutte le tipologie di crisi ed è impiegato prevalentemente nelle epilepsie generalizzate. Questo è il motivo per il quale l'acido valproico è quello che viene utilizzato maggioremente. Se ne abbiamo detto che è difficile individuare il focus e il metodeno, sicuramente l'acido valproico è quello ad altri aspetto. Le benzodiazepine, che dopo vedremo con attenzione, che non sono i farmaci antirilettici in senso stretto.
22:30
S…
Speaker 1 (audio 1 terza lezione )
mentre l'acido valproico è un antiepilettico, il benzo di azepino sono dei farmaci che vengono definiti ipnotico-sedativi, ipnotico perché inducono sonno, sedativi perché hanno un'azione di sedazione che può agire anche a livello delle crisi epilettiche. Sono efficaci in tutte le tipologie di crisi, in particolare vengono utilizzate come arma forte quando ci troviamo di fronte alla sindrome del grande male, che abbiamo detto essere la forma più grave.
22:57
S…
Speaker 1 (audio 1 terza lezione )
di epilessia o quando le crisi sono ricorrenti. Abbiamo poi le carba margetine che sono efficaci sì nelle crisi generalizzate ma in particolare nelle faciali e nelle crisi che vengono definite di natura tonico-clonica.
23:14
S…
Speaker 1 (audio 1 terza lezione )
Poi abbiamo l'ethosuccinite, che invece è il farmacodefezione delle assenze, e il felbamato, che è efficace in tutte le tipologie di crisi ed è impiegato in una particolare tipologia di epilessia che è la sindrome di Lennon-Gaston.
23:30
S…
Speaker 1 (audio 1 terza lezione )
che è resistente ad altre tipologie di farmaci, quindi va da sé che mentre l'acido valcroico è più utilizzato, è quello che noi utilizziamo in una prima fase di terapia, il ferbamato è quello che utilizziamo solo quando ci troviamo di fronte ad un paziente che è resistente ad altre tipologie di trattamento, tanto è vero che si utilizza in una specifica tipologia di crisi epilettica, che è questa che prende il nome da Lennon-Gastaut.
23:55
S…
Speaker 1 (audio 1 terza lezione )
Abbiamo poi la fenitolina che è efficace sia nelle crisi parciali che in quelle generalizzate ed è impiegata prevalentemente in quelle parciali, quindi non è un farmaco di prima scena.
24:12
S…
Speaker 2 (audio 1 terza lezione )
approcciando dobbiamo sempre agire per gravi. Prima ci prova con un farmaco che è ben tollerato e che ha azione su un ampio, su tutte le dilinazioni di quella patologia e poi man mano si scende a livelli sempre più specifici a seconda della nostra necessità.
24:29
S…
Speaker 2 (audio 1 terza lezione )
il fenobarbital, il fenobarbital fa parte del barbiturici, sicuramente una cosa che dovete ricordare è che una delle più grandi rivoluzioni in campo farmacologico è stata la scoperta delle benzodiazepine, questo perché barbiturici e benzodiazepine, il fenobarbital abiturico, agiscono sullo stesso recettore, agiscono su recettore GABA con A, nell'ambito del neurotransmettitore GABA e GABA lega varie tipologie di recettore. Una specifica tipologia di recettore
25:00
S…
Speaker 1 (audio 1 terza lezione )
Il recettore gabagonà ha varie simbolità, a seconda di dove il farmaco lega il gabagonà sulla simbolità alfa, sulla simbolità gamma, sulla simbolità beta, media un effetto diverso.
25:14
S…
Speaker 1 (audio 1 terza lezione )
Il fenobarbital, in particolare i barbiturici, legano il gabagon A, ma legano il gabagon A che è presente a livello di una specifica area del nostro corpo, che è la zona bulbale. Dovete considerare che la zona bulbale è quella che regola i centri del respiro, quindi se il fenobarbital rimane legato per troppo tempo e il legame è un legame che è tempo indipendente, quindi una volta che si è legato, continua a dover assimilare il recettore.
25:42
S…
Speaker 1 (audio 1 terza lezione )
determina il blocco a livello respiratorio, quindi nel momento in cui chimicamente sono state costituite le benzidiazettine si è risolto un grandissimo problema, perché mentre i barbiturici legano questo gabba con A a livello bulbare, le benzidiazettine non legano il gabba con A a livello bulbare e questo determina una minore mortalità.
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S…
Speaker 1 (audio 1 terza lezione )
fino agli anni sessanta si moriva per assunzione di fenobarbita di tutti i barbiturici grazie alle benzidazie quindi noi possiamo avere un effetto ipnotico sedativo innanzitutto che non ci dà un solo rascoltimento cosa che invece succede con i barbiturici e in secondo modo non ci dà l'effetto collaterale principale dei barbiturici ovvero la morte per depressione respiratoria e questa è una cosa fondamentale
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S…
Speaker 2 (audio 1 terza lezione )
Poi abbiamo il gabapentin. Il gabapentin è efficace sia nelle crisi parziali che nelle crisi parziali con ipocloniche. Dovete pensare che anche questo farmaco però non viene utilizzato in tutte le tipologie di crisi. Ed infine la lamotrigina. La lamotrigina viene utilizzata ma viene sconciliata perché ha degli importanti effetti collaterali.
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S…
Speaker 2 (audio 1 terza lezione )
alcuni farmaci che abbiamo anche il neuro, vengono utilizzati per il trattamento delle flessive che sono difficili da combattere, in particolare i levetracetam che è efficace nelle crisi facciali e sono raramente delle flessive generalizzate ed è utilizzato come terapia aggiuntiva, quindi mentre i farmaci che abbiamo nominato fino ad ora sono dei farmaci di prima scelta,
27:24
S…
Speaker 2 (audio 1 terza lezione )
di farmaci che vengono anche di solo in un secondo momento, a compensazione si dice. Poi abbiamo l'oxacarbagelina, efficace nelle crisi parziali e nelle crisi generalizzate, il primidone, efficace in tutte le tipologie di crisi e la giacarbina, efficace nelle crisi parziali e nella terapia aggiuntiva, quindi tutti questi sono tutti i farmaci che vengono finiti di seconda scelta.
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S…
Speaker 2 (audio 1 terza lezione )
Topinamato, Vibagatrin e Zonitamide sono efficaci nelle parziali e nelle crisi resistenti ad altri farmaci. Quindi questi tre farmaci sono i farmaci che utilizzo quando sostanzialmente non ho altre alternative terapeutiche. Sono i farmaci di attacco e soprattutto la scelta di utilizzarli solo quando non ci hanno aggiuntati con altre terapie anche funzionano effettivamente.
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S…
Speaker 2 (audio 1 terza lezione )
Come scelto quindi quale farmaco utilizzare a seconda della mia medicina? Innanzitutto devo avere una diagnosi precisa, quindi devo sapere se si tratta di una crisi totale, se si tratta di una crisi parziale, se la crisi è totale, se è una sindrome del grande male o una sindrome del piccolo male, o se ho delle specifiche tipologie di epilepsia, quindi devo verificare che la diagnosi sia corretta e che il rapporto rischio-beneficio sia a favore ovviamente di ristaurazione di una terapia farmacologica, questo perché quando questo limite non sono gli antipiletti.
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S…
Speaker 3 (audio 1 terza lezione )
ma qualsiasi tipologia di farmaco voi ovviamente non potete prendere un farmaco che sia eccessivamente cancerogeno perché curate l'epilessia ma in famiglia che cambiano quindi in generale qualsiasi terapia che state facendo la valutazione che fa il farmaco
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S…
Speaker 3 (audio 1 terza lezione )
È sempre una valutazione effetto tossico, effetto terapeutico. Laddove c'è un effetto tossico, quanto questo effetto è irreversibile, per quanto tempo io effetto la mia terapia. Se io devo prendere un farmaco sporadicamente, l'effetto è transitorio, posso assumerlo, ma se l'effetto sarà un effetto cronico e soprattutto se la terapia è una terapia cronica, è impensabile assumere un farmaco che sia eccessivamente cancerogeno. Questo è quello che succede quando vengono fatte le chemoterapie, ad esempio.
29:41
S…
Speaker 3 (audio 1 terza lezione )
Prima di fare la chemioterapia, mi passi parli a fare altre tipologie di chemioterapia, la chemioterapia con i farmaci, con i farmaci assunti al tempo anche per via orale, questo perché prima di cui io assumo un anticonorale per via sistemica, l'effetto collaterale è una portata molto più importante.
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S…
Speaker 1 (audio 1 terza lezione )
tutte le patologie messe legate all'effetto collaterale poi mi porteranno a delle terapie aggiuntive, tanto è vero che i pazienti sono depressi, i pazienti che fanno la terapia poi si trovano a combattere non solo contro il cancro ma contro tutto il patto e gli effetti collaterali che sono associati a quella specifica somministrazione.
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S…
Speaker 1 (audio 1 terza lezione )
Si deve poi spiegare al paziente le potenziali che ce ne ha messo di fantasi perché il paziente deve essere un paziente consapevole di quello che sta assumendo e soprattutto consapevole dei rischi che comportano la mia funzione.
30:37
S…
Speaker 1 (audio 1 terza lezione )
Iniziare la terapia con un solo farmaco, è impecciabile proporre ad un paziente con crisi epilettiche di fare una multiterapia, questo perché in assoluto io non riesco a capire qual è il farmaco che in un senso stretto vi dà l'effetto terapeutico e soprattutto non riesco a capire, non riesco a fare dei confronti tra l'uno piuttosto che l'altro. Se io do acido valproico e contemporaneamente un abbenzo di acetina, io non so quali dei due mi hanno portato mazzo di più. Quindi si diciamo l'uno, si interrompe e si procede con l'altro.
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S…
Speaker 1 (audio 1 terza lezione )
anche perché spesso i farmaci hanno un'azione opposta. Abbiamo detto che alcuni hanno un'azione inibitoria, altri hanno un'azione eccitatoria. Non tutti i farmaci hanno un'azione sinergica, cioè non tutti i farmaci si potenziano l'un l'altro. L'effetto di uno potrebbe annullare l'altro, quindi innanzitutto devo vagliare le mie interazioni tra gli stessi farmaci che io assumo, ma poi devo anche vagliare le interazioni rispetto ai farmaci che il mio paciente assume precedentemente.
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S…
Speaker 1 (audio 1 terza lezione )
Ormai la maggior parte del mercato dell'epilessia, perché l'epilessia è una patologia con insergenza anche molto rapida, ci sono tantissimi casi di epilessia in giovani o addirittura in bambini, però ci sono patologie che invece come le patologie croniche che hanno un'insergenza in talità, quindi i sostenti angene più solito assumono molti farmaci, farmaci del sistema cardiocircolatorio, farmaci che regolano la funzione di analità renale, molti farmaci non possono essere offrimostrati.
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S…
Speaker 2 (audio 1 terza lezione )
Un'altra cosa che si deve fare è aumentare gradualmente la dose fino al raggiungimento di una dose che sia di mantenimento e se necessario puoi fare tutti gli accorgimenti terapeutici e se le crisi necessitano riparutare la correttezza della diagnosi, questo perché sì, siamo nell'ambito di un'eclessia, ma di che tipologia di un'eclessia stiamo parlando?
32:32
S…
Speaker 2 (audio 1 terza lezione )
Se il paciente non è rispondente alla terapia, probabilmente è stato fatto a monte un errore. Non è il farmaco che non funziona, ma è la bianca. L'obiettivo della terapia deve essere il miglioramento della qualità di vita del paziente. Questo perché fino agli anni 80 si poteva anche morire di prese epilettiche. Ad oggi ci si convive tranquillamente.
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S…
Speaker 1 (audio 1 terza lezione )
non curano la patologia ma che ne arginano il sintomo, in questo caso è la crisi. Solo in alcuni casi noi riusciamo a spegnere completamente la crisi però l'obiettivo è facile che un bambino possa avere una vita quanto più normale possibile.
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S…
Speaker 2 (audio 1 terza lezione )
e fare in modo che nel momento una dose di mantenimento col tempo si si possa anche allontanare dal farmaco e quindi arrivare a non assumerlo quantità e dopo un periodo di tempo di almeno due anni senza c'è crisi può essere sempre in considerazione della possibilità di sospendere una terapia.
33:30
S…
Speaker 1 (audio 1 terza lezione )
Questo perché quando parliamo di epilastia, quando le crisi sono ripetute, quando avremo un certo numero di crisi ripetute, 3-4 crisi nell'arco di 6 mesi per una durata di 2 anni. Se io ho una crisi nel 2025 e un'altra crisi nel 2027, io non posso essere considerato un malato epilettico, perché magari quella crisi non è legata all'epilastia, potrebbe essere una crisi da shock da farmaco, tantissimi farmaci portano le convolzioni o semplicemente...
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S…
Speaker 1 (audio 1 terza lezione )
Quella convulsione non è da farmaco, non è da epilessia, ma è da sovrandosaggio, è legata ad un'altra protezione. Quindi è importante fare un quadro clinico preciso del paziente, una diagnosi precisa e soprattutto fare una diagnosi chiara di epilessia. Adesso vediamo come agiscono alcuni dei farmaci. Prima abbiamo detto quale tipologia di epilessia agiscono. Adesso vediamo un po' qual è la farmacocinetica, la farmacodinamica, il meccanismo d'azione dei farmaci che abbiamo trattato prima.
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S…
Speaker 1 (audio 1 terza lezione )
Abbiamo detto che il farmaco che oggi è il depalin, è quello che è ampiamente consumato da dei pacienti in terapia, questo perché innanzitutto è una funzione che è più importante, i farmaci che sono in compresa e in carcere, sono quelli che incontrano la miglior comprensione, il miglior piacere del paciente, perché devono stare lì ad andare in ospedale o a farci le cliniche, eccetera. E soprattutto è quello più utilizzato, il meccanismo d'azione ad oggi non è ancora compreso del paciente.
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S…
Speaker 1 (audio 1 terza lezione )
ma tra gli effetti descritti possiamo avere un incremento dell'inibizione del GABA, quindi io vado ad incrementare l'inibizione del GABA che è un neurotrasmettutore di natura eccitatoria. Qual è il focus dell'edilesia? Scariche elettriche, quindi ipereccitazione. Come spengo l'ipereccitazione o aumentando i livelli dei neurotrasmettutori
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S…
Speaker 1 (audio 1 terza lezione )
Aumento gli inibenti oppure a bassi livelli dei neurotrasmettitori che invece sono di natura eccitatoria. Se io aumento l'inibizione del lab, avrò proprio questo effetto.
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S…
Speaker 1 (audio 1 terza lezione )
E poi la facilitazione delle reatti, quindi dell'assorbimento del glutammato. Perché è fondamentale riassorbire il glutammato? Perché il glutammato ha un'azione eccitatoria. Quindi io da un lato riduco l'eccitazione, dall'altro aumento l'inibizione. È sempre un equilibrio nell'epilessia, così come nella maggior parte.
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S…
Speaker 2 (audio 1 terza lezione )
Nelle patologie a carriolissima di gruppo centrale io posso agire a vari livelli, o spengo l'ecitazione o abbasso la lipestruma.
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S…
Speaker 1 (audio 1 terza lezione )
Qual è la farmacocinetica? Quindi questa è la farmacodinamica, come agisce il mio farmaco, cosa fa il mio farmaco. Poi abbiamo tutta la parte di farmacocinetica, quindi abbiamo detto che la farmacocinetica di cosa si compone? Assorbimento, metabolismo, espressione e poi gli effetti tossici. Quindi voi tendenzialmente, quando vi viene chiesto che cosa fa un determinato farmaco, prima vi dobbiamo fare l'inquadramento farmacodinamico, quindi come agisce il farmaco, qual è il meccanico d'azione del farmaco.
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S…
Speaker 1 (audio 1 terza lezione )
Per riconoscere il meccanico nazionale del farmaco devo conoscere la patologia e poi tutto quello che viene dopo, quindi come viene assorbito, come viene metabolizzato, come viene distribuito ai tessuti e poi come viene eliminato ed eventualmente poi gli effetti tossici.
36:58
S…
Speaker 1 (audio 1 terza lezione )
Quindi è completamente assorbito nel tratto gastrointestinale ma in caso di formulazione di gastroprotette l'assorbimento può essere ritardato di molte ore, questo perché ovviamente gli enzimi gastrici impiegano tempo a disgregare il film esterno che ricopre la mia compressa che volta a proteggerlo dal lume gastro. La presenza di formulazione di tasso prolungato permette la riduzione delle risultazioni dei livelli plasmatici tra una somministrazione e l'altra.
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S…
Speaker 1 (audio 1 terza lezione )
Un concetto fondamentale che ci siamo detto l'altra volta è il concetto di emilita, quindi per quanto tempo permane a livello plasmatico il mio farmaco. Se io non so queste crisi quando si palesano, vada a sé che io devo avere una copertura quantomeno giornaliera. Non posso stare ad assumere la mia compressa ogni due o tre ore, ma devo far sì che la compressa che io vado a soddisfare mi copra per il maggior numero d'ore possibile.
37:51
S…
Speaker 1 (audio 1 terza lezione )
Questo come è possibile? Perché ci sono delle formulazioni a rifasso prolungato. Il farmaco è legato per il 90% alle proteine pragmatiche e l'emidita è un'emidita di circa 15 ore. Quindi se gli viene chiesto per quanto tempo permane in circolo questo farmaco, subito voi dovete pensare al concetto di emidita, in questo caso l'emidita è di 15 ore.
38:14
S…
Speaker 1 (audio 1 terza lezione )
Viene metabolizzata attraverso meccanismi di ossidazione e comunicazione dall'acido glucuronico. Ci siamo detti che i meccanismi di metabolizzazione sono metabolizzazione di tipo 1, metabolizzazione di tipo 2. L'una è polma a rendere il farmaco più volare, la seconda a rendere il farmaco più eliminabile. Quali sono le indicazioni dell'acido valproico? Ovviamente la maggior parte delle ficepirette, quindi efficace in tutti i tipi.
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S…
Speaker 1 (audio 1 terza lezione )
e viene attualmente considerato il farmaco di elezione, il farmaco di prima scelta nei pacienti che sono affetti da epilepsie generalizzate. Quindi quando voi alla peggio non ricordate il felvamato, non ricordate il topiramato, sicuramente non potete non ricordare l'aceto valproico perché è la prima arma, il farmaco tra il più efficace e più privilegiato per le epilepsie.
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S…
Speaker 1 (audio 1 terza lezione )
Quali sono le reazioni avverse? Tra le reazioni avverse più comuni abbiamo quelle generalizzate, luminacea, vomito, diarrea, inapperenza e sintomi di natura neurologica, quindi trevore, affaticamento, sedazione e vertigini. Perché hanno questi effetti collaterali? Perché come vi dicevo, queste neurotrasmissioni regolano una migliaia di funzioni, ad esempio la neurotrasmissione GABA-eggica, sinactos, di livelli, se non è niente.
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S…
Speaker 1 (audio 1 terza lezione )
si inatta, si impianta sulla neurotrasmissione legata alla serotonina. La serotonina è presente a livello gastrico, la serotonina a livello gastrico regola il senso di fama, quindi l'inapprenza è un effetto collaterale in giro del meccanismo d'azione del farmacocè, così come il conto, così come la nausea regola praticamente l'ecitazione, sono relativi al fatto che noi iniziamo la neurotrasmissione.
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S…
Speaker 1 (audio 1 terza lezione )
sembrano, quando io studiavo le reazioni a vecchia mi sembrava molto uguali e mi sembrava male un senso. In realtà se voi non potete scegliere il carico al centro del farmaco, soprattutto su quale biologia di recettore agisce,
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S…
Speaker 1 (audio 1 terza lezione )
Risulta chiaro perché ci sono questi effetti collaterali. Durante il geoclonico una delle reazioni di maggiore rilievo può essere costituita da un aumento di peso, questo perché regolando gli ormoni della fama, gli ormoni della sacietà, da un lato io posso avere inappedenza, dall'altro lato però io però trovo anche a sviluppare un appetito molto importante, che poi è quello che succede con la maggior parte dei farmaci.
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S…
Speaker 1 (audio 1 terza lezione )
con la maggior parte degli antipsicotici. Spesso quando si fa l'uso di psicofarmaci, quello che succede è che il paziente inevitabilmente ingrassa. Ed ecco perché alcune tipologie di psicofarmaci, per non utilizzare alcune psicosi utilizzate all'amoressia, non possono essere somministrate, sarebbero dei farmaci effetti da utilizzare nell'amoressia, ma non possono essere utilizzati proprio perché l'amoressia rientra dalla psicosi, perché è un disturbo del pensiero.
41:09
S…
Speaker 1 (audio 1 terza lezione )
tra le nevrosi, la differenza tra psicosi e nevrosi e la psicosi è un disturbo della personalità, quindi l'alterazione della percezione delle nevrosi sono dei disturbi del pensiero e dei disturbi del tumore, quindi io non posso somministrare farmaci che sarebbero farmacologicamente eccellenti su un paciente anoressico perché lo porterebbe ad avere una farmacia moderata che anziché guarirlo incrementa ancora di più la mattina.
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S…
Speaker 1 (audio 1 terza lezione )
Quali sono le interazioni che fa l'acido valproico? Farmaci come tarbomagetine, fenitorina, barbiturici abbassano i livelli plasmatici di acido valproico. Noi abbiamo detto presentemente che una grande evoluzione è in uno stato del barbiturico. Ma comunque il barbiturico in alcuni casi è una natura digitale. Se io dovessi pensare di coassumere, quindi di prendere un paziente di picciola quindi l'acido valproico e il barbiturico, io sto annullando i due effetti perché?
42:07
S…
Speaker 1 (audio 1 terza lezione )
Perché l'acido valproico che cosa fa? I barbiturici abbassano i livelli di acido valproico, quindi l'effetto di un farmaco sta abbassando l'effetto di un altro. Vengono invece aumentati dal felbamato, quindi se io comprimo invece acido valproico e felbamato, i livelli di acido valproico e i livelli di lepachin si incrementano. Così incremento può avvenire a vari livelli perché si incrementa la metabolizzazione, perché si aumenta l'assorbimento, perché si riduce l'eliminazione.
42:37
S…
Speaker 1 (audio 1 terza lezione )
Essendo un potenziale individuo e metabolico, può aumentare la concentrazione plasmatica, ad esempio, del diacervan. Quali sono i problemi?
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S…
Speaker 2 (audio 1 terza lezione )
Allora, i livelli di barbiturico abbassano i livelli di acidoparploico, invece il di arzepam li incrementa. Questa è la più semplice che potete ricordare perché barbiturico e benzodiazepine vanno sempre di pari passo. Ricordatevi sempre che se il barbiturico fa una cosa, non a livello di meccanismo d'azione, ma a livello di contraindicazione di effetto secondario, sicuramente la benzodiazepina farà l'opposto.
43:17
S…
Speaker 2 (audio 1 terza lezione )
Ricordate un'altra cosa, controindicazione e effetto collaterale sono due concetti diversi, perché abbiamo detto che l'effetto collaterale è un effetto che quasi sicuramente si paleserà, che sono degli effetti studiati. Le controindicazioni invece sono legate all'utilizzo che io faccio di quel farmaco.
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S…
Speaker 2 (audio 1 terza lezione )
L'effetto collaterale principale della tachiprina è una ossa, vomito, di arreo. La contraindicazione della tachiprina è in funzione della concentrazione che vi assumete del farmaco. Se voi assumete più di 3-4 mg, avete l'effetto epatotossico.
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S…
Speaker 1 (audio 1 terza lezione )
non è un effetto collaterale, è una controindicazione legata all'utilizzo. Quindi la maggior parte di farmaci che è infiega dell'organo di deduzione del quale noi disponiamo, dovete sempre pensare che la maggior parte dei farmaci hanno quasi sempre in forma più acuta o in forma più ridotta un effetto epatotossico. Ci va a detossinare da tutte le sostanze che noi assumiamo. Quindi qual è la controindicazione? Epatotossicità. Deve essere utilizzata un'estrema fase dell'anepatotossicità.
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S…
Speaker 2 (audio 1 terza lezione )
Ma mi verrebbe da dire nei quali senti sotto i due anni tutti i farmaci di cui disponiamo devono essere utilizzati con grande cautela. A causa di eventi teratogeni, quindi questo è un farmaco che non può essere assunto in gravidanza, che cosa è la teratogenicità di un farmaco? È l'incidenza in nascita di un bambino con malformazioni o di morte di feto.
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S…
Speaker 1 (audio 1 terza lezione )
Nel momento in cui io assumo un determinato farmaco. Quindi causa eteratogeno e quindi l'utilizzo in donne in età fertile deve essere valutato alla luce del rischio rapporto beneficio. Se queste crisi che io ho sono talmente forti che mi possono indurre la morte è ovvio che si dice alla paziente guarda altre crisi non sappiamo come gestirle.
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S…
Speaker 1 (audio 1 terza lezione )
Possiamo ipoteggiare che tu hai un litio, però o prendi questo farmaco, cioè in questo caso il rischio e il rapporto beneficio è sbilanciato verso la parte del beneficio, perché è vero che tu potenzialmente non puoi avere i liti, però tu potenzialmente puoi morire. E quindi è ovvio che è consigliato il farmaco.
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S…
Speaker 1 (audio 1 terza lezione )
Ovviamente nel momento in cui si può optare per altre classi antiepilettici, magari ci valga un'altra tecnologia di antiepilettico, però la maggior parte degli effetti collaterali sono qui. Grazie mille.
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Тиздән
Бу терминның берничә мәгънәсе бар: Транссибирь тимер юлының Транссибирь бүлекчәсе
Тиздән...
Бу транскрипция турында АА-дан сорагыз
Бу ысулның төп өстенлеге — ул җөмләнең эчтәлеген һәм аның эчтәлеген аңлатучы җөмләләрне аерып күрсәтә.