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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
Ben trovati a questa prima lezione, nella quale tengo particolarmente ad introdurre alcuni concetti, alcune linee fondamentali, che si pongono sullo sfondo delle nostre osservazioni, che saranno necessariamente anche più tecniche.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
più cliniche e più operative. E vi dicevo, intendo qui fare un riferimento al rapporto tra l'infanzia nella società di oggi e la crisi sociale, la crisi della nostra società. Cioè è diventato quasi un luogo comune sostenere che la nostra società è in crisi, no? Però andrebbe spiegato per bene il perché.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
Si parla ad esempio di globalizzazione, si parla dell'incremento di nuove povertà, si parla di disuguaglianze sociali, si parla di crisi ambientale e climatica. Questi sono tutti aspetti che sono saliti alla ribalta negli ultimi anni, ma che lavoravano nel profondo già da diversi decenni.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
Nella prospettiva che a me preme mettere in luce, possiamo dire che il Novecento è stato il secolo del bambino, il secolo nel quale è emersa l'importanza della gratificazione dei bisogni autentici del bambino al centro dell'educazione e al centro della vita sociale.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
Voi che appartenete a questo corso di studi vi riconoscete con il fatto che in qualche modo l'infanzia gode di un riconoscimento e di un'importanza notevolissime e si deve al contributo di diverse discipline l'aver messo in luce l'importanza dell'infanzia
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
nella vita dell'uomo e nella nostra società. In primis la psicoanalisi, laddove Freud descrisse il bambino come il genitore dell'adulto e sostenne con forza, in seno alla prospettiva psicoanalitica, il fatto che il carattere del bambino si forma nei primi cinque anni di vita.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
nelle primarie relazioni del bambino con i suoi agenti di cura. Questo è un concetto che poi è stato un leitmotiv in tutta la psicoanalisi, basti pensare ai riferimenti ad autori come Melanie Klein, Winnicott, Bowlby, no? Il concetto che i primi anni di vita del bambino sono fondamentali. E paradossalmente...
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
c'è una contraddizione, cioè il fatto che le prime esperienze del bambino plasmano la personalità, in una fase dello sviluppo in cui il bambino ancora non è in grado di metabolizzare, elaborare e pensare adeguatamente le esperienze. Quello che uno psicanalista, Christopher Bollas, ha chiamato
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
psicoanalisi del conosciuto non pensato, no? Cioè di qualcosa che è stato conosciuto dal bambino nei primi mesi e anni di vita a uno stadio di sviluppo in cui non aveva ancora la capacità raggiunta pienamente di poterla pensare, cioè di poter elaborare tutto questo attraverso il pensiero.
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S… Speaker 2 (metodologie modulo 1)
dell'evolvere.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
della nostra società, non vi è dubbio che la società di oggi è una società in forte crisi, e questo si riflette sull'allevamento della prole, quindi sui disturbi nel corso dell'infanzia e anche su quelle che saranno le generazioni future, che pongono le basi nell'infanzia di oggi, in un certo qual modo.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
Diamo un'occhiata a perché la nostra società è in crisi. Io mi permetto di dire che la crisi è cominciata fortemente negli ultimi 40 anni, a partire dalla fine degli anni 70, quando sono cominciate di nuovo a crescere le disuguaglianze sociali. Prima, nel periodo dei primi decenni del dopoguerra,
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
le disuguaglianze erano contenute entro una certa soglia e c'era in qualche modo lo spazio per una maggiore democrazia. Invece la società di oggi si contraddistingue per delle caratteristiche precise, cioè c'è un 1% della popolazione di persone super ricche,
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
che hanno in mano le redini dell'economia globale e anche dell'informazione. Poi c'è una grandissima classe media, che tuttavia sembra avvizzire in uno stato affetto da nuove patologie sociali basate sul conformismo, il consumismo e l'edonismo, che a poco a poco si sta...
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
indebolendo e impoverendo sempre di più, laddove una sua parte, quella più povera e indebolita, sta scivolando sotto la soglia della povertà. Quindi questi sono fattori importanti. Quindi noi nella società di oggi abbiamo una gigantesca classe media che si caratterizza tuttavia per, diciamo, un'incapacità
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
di mettere mano a una situazione globale, collettiva, complessa, che è caratterizzata dall'incremento di nuove povertà. E da questo punto di vista che cosa possiamo intendere noi per globalizzazione? Possiamo intendere l'estensione a fasce sempre più ampie della popolazione mondiale
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
di un insieme di patologie sociali predominanti. Queste patologie sociali vertono sull'incremento dell'edonismo, del consumismo, in una parola del narcisismo patologico. Cioè la società di oggi è la società del narcisismo, come l'aveva definita già Christopher Lash alla fine degli anni 70.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
A partire dai primi anni Ottanta non molto è cambiato nei caratteri della nostra situazione collettiva. Semplicemente questi caratteri si sono accentuati e incrementati sempre di più. Che cosa intendo io per narcisismo patologico? Intendo una sindrome collettiva
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
che è caratterizzata da un essenziale bisogno di ammirazione, cioè c'è una tendenza generale a ricercare l'ammirazione degli altri, da un essenziale egoismo, e quindi da una progressiva perdita di solidarietà sociale, e anche da una forte ricerca di un mondo riservato agli svaghi,
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S… Speaker 2 (metodologie modulo 1)
è caratterizzata questa società narcisistica da una forte competizione sociale. Quindi c'è un contrasto tra
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
un conformismo di fondo e invece quello che noi possiamo intendere nei termini di un forte individualismo. Cioè conformismo e individualismo sembrano due tendenze opposte della nostra società ma che in realtà nel tempo attuale vanno di pari passo e tutto ciò produce
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
in qualche modo ha un costo nella vita delle persone, nei termini di dolore psichico che viene evacuato e non mentalizzato, laddove la patologia narcisistica si incarda nel piacere di indurre negli altri l'esperienza dell'umiliazione, per non essere all'altezza delle aspettative ipertrofiche del proprio io, in qualche modo.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
E tutto questo ha delle ripercussioni importanti nelle relazioni familiari. Cioè i bambini di oggi in qualche modo crescono già nell'età infantile in un bagno di relazioni narcisistiche. E che cosa comporta questo bagno di relazioni narcisistiche? Comporta il fatto che i bambini tendono molto di più ad essere ammirati e idealizzati dai propri genitori,
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
anziché essere capiti nei loro bisogni e nelle loro esigenze affettive a livello profondo. C'è un autore, Massimo Recalcati, che oggi va per la maggiore, che parla a proposito di due tendenze dei genitori nelle famiglie di oggi. Una è quella da parte dei genitori di ricercare l'approvazione dei propri figli. Questa è una preoccupazione importante.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
per eludere i propri sensi di colpa di non essere genitori in realtà all'altezza del proprio ruolo. E un altro aspetto invece è dato dalla volontà che i propri figli ottengano e ricerchino livelli sempre maggiori di visibilità sociale. Cioè in qualche modo il fatto che i propri figli abbiano successo nella vita.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
raggiungano dei traguardi di tipo narcisistico e i bambini che impaiono dall'infanzia a respirare questo clima sono in realtà bambini molto precoci i bambini di oggi bruciano le tappe questo lo vediamo anche nei giochi nei giocattoli dei nostri bambini che sono molto più precoci rispetto alle generazioni di un tempo
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
Molto più precoci, però in realtà molto meno compresi nei loro bisogni di amore e di comprensione sincera e autentica. Quindi c'è una forte tendenza dei nostri bambini a ricercare l'ammirazione da parte degli adulti. Adulti che molto spesso non offrono questo soddisfacimento sostitutivo perché sono impegnati invece
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
in tutt'altre faccende. I genitori di oggi lavorano a un ritmo frenetico, sono attenti alla carriera, oppure sono afflitti dalle difficoltà economiche. E quindi i figli, in questa modalità di relazione narcisistica, sono molto più facilmente frustrati.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
Interessante il riferimento a un concetto che è quello di spoiled children, di spoiled child. Cosa significa spoiled child? Significa bambino viziato ma affettivamente deprivato. Cioè possiamo ipotizzare che i nostri figli di oggi siano bambini in realtà viziasi e abituati ad ottenere gratificazioni sostitutive.
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S… Speaker 2 (metodologie modulo 1)
ma in realtà nel profondo sono deprivati, sono deprivati del bisogno di amore autentico.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
l'individuo che è stato uno spoiled children nell'infanzia nell'età adulta rischia di essere un individuo molto vulnerabile molto incline come dirò poi allo scompenso psichico e molto diciamo alla ricerca di soddisfacimenti narcisistici sostitutivi e questo lo vediamo anche
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
in alcuni problemi che si verificano nelle generazioni di oggi e nella relazione tra l'adulto e il bambino all'interno della famiglia di oggi. C'è per esempio una tendenza a non fare più valere il concetto di autorità genitoriale. Perché questo? Perché il bambino narcisista in qualche modo non riconosce
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
L'autorità del genitore. C'è un appiattimento della differenza generazionale. Un appiattimento della differenza generazionale. Per cui genitore e adulto sono sempre più alla pari e lo stesso adulto in qualche modo tende a non appropriarsi più del ruolo genitoriale nel senso profondo e autentico del termine.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
Poi c'è una mancanza di un senso del limite, una riduzione del senso del limite. Perché questo? Perché i bambini in circostanze normali avrebbero una capacità naturale di tollerare la frustrazione del limite. Senso del limite si chiama tolleranza della frustrazione.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
Però laddove il bambino si sente troppo frustrato nelle sue esigenze affettive profonde, ecco che il senso del limite viene meno e il bambino non lo sollera più. E questo lo vediamo per esempio a scuola in comportamenti del bambino che vanno sopra le righe, no? Cioè i bambini non hanno più quel senso dell'autorità genitoriale che era incarnato simbolicamente dal superiore di Freudiana memoria.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
a obbedire alle regole che rendono conto dell'umana convivenza sociale. Per cui si tratta di bambini, da questo punto di vista, scombinati, che non obbediscono più alle regole di convivenza civile e diventa anche molto difficile prenderli perché...
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
Non è che si può semplicemente educarli attraverso la somministrazione di punizioni. E questo è un'arma che non paga, che fa solo male al bambino. Il bambino che si è abituato in qualche modo ad avere un senso del limite più labile, non tollera poi la proibizione improvvisa. E quindi c'è tutto un lavoro da fare a monte.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
Perché il bambino venga gratificato in quei bisogni affettivi di fondo, di amore, di cura, di socialità, di accoglienza, per cui spontaneamente possa ritrovare da solo il senso di un limite. E poi c'è un problema che ha a che fare con una scarsa mentalizzazione.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
mentalizza di meno. Il bambino tende ad agire, tende ad agire attraverso bizze furibonde, attraverso richieste continue e questo comporta un peso ulteriore. Ne deriva che il bambino quando esce dalle mura di casa e viene accolto in strutture come il nido e la scuola dell'infanzia,
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
già un bambino che potenzialmente manifesta i segni precoci di una particolare forma di deprivazione affettiva. Una deprivazione affettiva attraverso la quale si dice che è stato molto ammirato dai genitori, ma poco amato nel senso di essere compreso nelle
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S… Speaker 2 (metodologie modulo 1)
sue esigenze affettive profonde. Ben trovati a questa nuova video lezione nella quale cercherò di introdurre un concetto molto importante, interessante e che chiama in causa anche una dinamica a livello psicologico molto dedicata. È un concetto a me molto caro che introduce
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S… Speaker 2 (metodologie modulo 1)
Quello di contenitore contenuto, secondo lo psicanalista Wilfred Bion, che egli poi denominò anche in un altro modo, con un termine francese che prende il nome di reverie. Reverie per inciso in francese significa tanto l'attività del sognare e del fantasticare, quanto nell'accezione di Bion,
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
la capacità di accogliere, di ricevere, di sostenere e di contenere. Prima di spiegare da un punto di vista teorico, storico e concettuale la natura di questa nozione, entro subito nel merito di un esempio concreto. Immaginate il caso di un bambino appena nato che piange. La madre si trova nelle condizioni
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
di dover dare un nome a questo pianto, cioè di doverne interpretare il significato. E solo in tal modo la madre potrà essere in grado di trovare il modo giusto di consolare il bambino e di contenerne la sua angoscia. Cioè il modello in pratica è quello di un bambino che proietta un'angoscia nella mente della madre,
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
la quale, intuendo la verità riguardo a questa angoscia, ne restituisce al bambino una versione modulata, mitigata e alleggerita. Il prototipo di questo modello di relazione può essere proficuamente applicato a tutte le relazioni di cura.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
e in modo particolare nel nostro caso alla relazione tra l'educatore al nido o alla scuola dell'infanzia e i bambini con cui si trova a interagire. Comunque andiamo per ordine, per spiegare più nel dettaglio questo concetto possiamo fare un passo indietro e fare un accenno all'opera di una grande psicoanalista che è stata Melanie Klein.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
Melanie Klein è nota per essere stata la più importante e influente psicoanalista dopo Freud e anche colei che ha inventato la psicoterapia infantile attraverso alcune interessanti applicazioni del gioco nella psicoterapia infantile sulle quali tornerò in successivi momenti. Qui basti poter dire che Melanie Klein
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
postulava nel bambino l'esistenza di due fondamentali stadi di sviluppo, che lei chiamava posizioni, in riferimento al fatto che queste posizioni si ripetevano per tutto l'arco dell'esistenza e l'individuo poteva oscillare tra l'una e l'altra a seconda degli stati mentali che attraversava.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
Melanie Klein parlava di posizione schizoparanoide e di posizione depressiva. La posizione schizoparanoide è uno stato mentale in pratica, nel quale il bambino si trova, che è caratterizzato dalla presenza di aggressività nel bambino e di timore di attacco da parte di un oggetto esterno.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
Cioè, il concetto di fondo è che quando ci si sente perseguitati, in qualche modo ciò dipende dalla proiezione della nostra aggressività. E ciò riflette un'angoscia fondamentale, cioè la paura che un oggetto esterno possa arrecare...
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
danno al proprio sé. Cioè quindi persecuzione come una disposizione emotiva di attacco-fuga nei confronti di un oggetto esterno in rapporto al quale il sé si dispone in un assetto difensivo contraattaccando. Questa è la base di spiegazione di tutti gli stati mentali persecutori.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
quando una persona si dice in paranoia, si sente perseguitata. Si sente in realtà perseguitata dalla propria angoscia che la proietta sull'immagine di un oggetto esterno, dal quale si sente perseguitata. Ora, la geniale intuizione di Melanie Klein fu che questo stato mentale persecutorio può evolvere in un altro stato mentale opposizione.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
che lei chiamò posizione depressiva. Nell'accezione di Melanie Lyne la posizione depressiva non implica tanto un riferimento alla depressione clinica, come stato di abbattimento emotivo, ma implica un riferimento a quella che lei chiamò sentimenti depressivi. I sentimenti depressivi sono quei sentimenti di amore, struggimento, lutto e perdita,
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
che derivano da un'elaborazione dei propri sensi di colpa per aver arrecato un danno nei confronti dell'oggetto d'amore. Quindi la mente in circostanze normale oscilla costantemente tra stati mentali persecutori e stati mentali depressivi. E gli stati mentali depressivi, a differenza di quelli persecutori, contengono una potenzialità di crescita per la personalità.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
Perché lo stato mentale depressivo può evolvere in uno stato mentale riparativo, cioè di volontà di riparare l'oggetto amato a cui si è inferto un'aggressività, no? E questo ha un profondo significato evolutivo per la crescita del bambino, no? Con, diciamo, l'evolvere di sentimenti di amore sempre più profondi. Ora però Marilyn Klein faceva notare anche...
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
Che quando lo stato mentale persecutorio è stato troppo intenso, l'acquisizione della posizione depressiva è inevitabilmente difficoltosa. E la mente, per negare l'angoscia depressiva di aver arrecato un danno all'oggetto amato, ricorrerà alle cosiddette difese maniacali.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
cioè difese basate sull'accitazione, sull'onnipotenza, il trionfo, la svalutazione dell'oggetto. I bambini con deficit dell'attenzione e con imperatività tipicamente vanno incontro a difese maniacali, a difese in cui si sentono molto eccitati. Questo per non entrare in contatto con la perdita,
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
con il dolore, con il senso di colpa per la propria aggressività, ma anche con il dispiacere di non sentirsi sufficientemente amati dai propri genitori. Ora, veniamo all'opera e al contributo fondamentale di un altro psicoanalista, che come vi accennavo è stato Wilfred Bion, che è forse lo psicoanalista...
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
più influente dopo Freud nella psicoanalisi contemporanea, colui che ha gettato una luce importantissima non solo sulla relazione madre-bambino, ma soprattutto sulla psicosi e sul funzionamento dei gruppi. Wilfred Bion parte da un concetto fondamentale, e cioè che la mente del bambino alla nascita funziona come un muscolo.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
Che spelle angosce, che spelle oggetti cattivi. Funziona in pratica come un dominato dal meccanismo della proiezione. Cioè gli oggetti cattivi, le parti di sé cattive vengono proiettate all'esterno. E questo tipicamente in quella che per Melanie Klein era la posizione schizoparanoide. Ora qui entra in gioco l'importante funzione della madre.
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S… Speaker 2 (metodologie modulo 1)
Cioè se la madre ha una capacità di, in qualche modo,
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
in modo cogliere la verità delle angosce del bambino, è in grado di prendere su di sé questi oggetti cattivi, quelle che Melanithine chiama identificazioni proiettive. Cioè l'identificazione proiettiva è un meccanismo attraverso parti sgradite di sé, vengono proiettate su un'altra persona,
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
attraverso un meccanismo ausiliario che è il controllo onnipotente, attraverso il quale il sé induce l'altra persona a identificarsi con questi aspetti disturbati. Quindi se la madre è capace di accogliere queste proiezioni, mentalizzarle dentro di sé, può restituirle al bambino in una veste alleggerita e mitigata.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
La ripetizione di questo processo infinite volte porterà all'insediarsi di quella che Bion chiamava funzione alfa nel bambino, cioè la capacità di pensare. Cioè le proiezioni erano intese, secondo Bion, come elementi beta, lui li chiamava. E questi elementi beta, attraverso la funzione alfa della madre,
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
vengono metabolizzati e trasformati in elementi alfa che il bambino potrà utilizzare come base dell'apprendimento e del pensiero e della capacità di immaginare. Ora è inutile dire che questa capacità di contenimento empatico deve essere ad appannaggio di ogni educatore, cioè rientra in ogni dinamica della relazione d'aiuto.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
Questo può valere per la relazione genitore-bambino, ma può valere anche per la relazione educatore-bambino al nido alla scuola dell'infanzia, o può valere anche per la relazione insegnante-allievo a scuola, e vale più in generale per la relazione analista-paziente nella psicoterapia psicoanalitica. Capito? Quindi si tratta di una funzione ad ampio spettro.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
Diciamo se un educatore non possiede questa funzione mi spingo a dire che non può svolgere proficamente il proprio lavoro con il bambino al nido alla scuola dell'infanzia. Questa funzione si esplica in una capacità innata di calmare il bambino e in qualche modo di metterlo nelle condizioni di esprimersi, di giocare e di...
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
e lasciare emergere dei mostri di vitalità, se la reverie è funzionante. Viceversa, se la reverie non funziona, il bambino andrà incontro a un blocco emotivo con degli stati di angoscia che lo porteranno ad esempio a piangere. Quando un bambino non è ben contenuto, tipicamente emerge il pianto, no?
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
e il bambino inarca la schiena, tipicamente, si irrigidisce. Questo, nei termini della teoria dell'attaccamento, coincide con quello che Mary Hemsworth, Bowlby e Patricia Rittenden chiamano modalità di attaccamento insicuro. Mentre una modalità di attaccamento sicuro è una modalità, per dirla con Bion,
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
nella quale il bambino ha beneficiato di momenti di reverie che faciliteranno in questo modo dentro di sé una transizione da stati mentali persecutori a stati mentali depressivi.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
cioè nei quali predomina un senso di separatezza nei confronti dell'altro, una capacità di preoccupazione responsabile, una capacità di pensare nel senso di immaginare e soprattutto un sentimento prevalente di amore nei confronti dell'odio. Ora andiamo a vedere quali precursori l'educatore deve possedere per mettere in atto
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S… Speaker 2 (metodologie modulo 1)
per mettere in atto una disposizione di referee. Anzitutto l'amore deve predominare sull'odio. Se una madre non nutre sentimenti
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
di amore nei confronti del bambino è un pasticcio tremendo, perché il bambino inevitabilmente se ne accorge anche se non riesce ancora a mentalizzare questa angoscia. Il bambino se ne accorge. Ed ecco che il bambino reagisce con il pianto. Quindi l'amore deve predominare sull'odio fondamentalmente. Però non basta questo, ci vuole anche un senso di separatezza psicologica.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
E in più ci vuole una capacità di comprensione, cioè di capire il vero significato del perché ad esempio in un dato momento un bambino sta piangendo. E il pianto del nonato da questo punto di vista andrà interpretato, no? Perché il bambino piange, perché ha fame, perché ha freddo, perché non sta comodo in quella data posizione.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
o semplicemente perché non si sente amato e compreso dalla madre, non si sente ben accolto e contenuto. Questo è molto importante. E mi riallaccio qui a un altro concetto di Bion. Bion faceva notare tre situazioni diverse, quelle in cui il bambino prova una frustrazione, ad esempio la fame, il senso della fame,
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
e incontra una realizzazione, quindi un alleggerimento di questa frustrazione, attraverso il seno della madre. In questo modo, però, Bion dice che il pensiero non si sviluppa, perché il pensiero in qualche modo è estigato dall'assenza. Cosa significa questo? Che in circostanze normali il bambino deve poter sperimentare una frustrazione
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
nei confronti della quale la madre risponde non già con una gratificazione, ma attraverso un'attività di comprensione. Quindi il bambino in quel momento piange perché si sente imposente di fronte all'urto della realtà esterna, la madre non gli dà una consolazione immediata come il latte dal seno, ma gli offre una comprensione.
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S… Speaker 2 (metodologie modulo 1)
C'è uno stato attraverso il quale la madre comprende questa angoscia e sa consolare il bambino attraverso un modo di senerezza. Capite quindi i concetti di fondo. La reverie, da questo punto di vista, è un meccanismo che devono possedere tutte le persone che operano nel campo delle relazioni d'aiuto.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
non solo all'asilo e alla scuola dell'infanzia e a scuola, ma anche nel sociale. La relazione d'aiuto si nutre di capacità di comprensione della mente dell'altro. Verrà un momento, ad esempio, quando il bambino è in età scolare, che il bambino non proverà delle angosce così intense, ma potrà provare comunque l'esperienza di non sentirsi contenuto.
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S… Speaker 2 (metodologie modulo 1)
Per esempio, un disturbo come quello da deficit dell'attenzione non imperattività, che porta a una sovraecitazione del bambino, in realtà è tipico di un bambino, secondo me, non contenuto, che non è adeguatamente compreso dagli adulti che interagiscono con lui. Oppure, per esempio, prendiamo il caso di un bambino autistico. Se vuoi questo bambino autistico di 3-4 anni,
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S… Speaker 2 (metodologie modulo 1)
l'ho abbandonata a se stesso in un materasso, il bambino facilmente regredirà a uno stato di confusione e di angoscia nei confronti del quale reagirà con aggressività in maniera tale che comincerà a buttare tutti gli oggetti in terra. Mentre invece il bambino, per sentirsi contenuto, deve vivere l'esperienza di rapporto con un educatore
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S… Speaker 2 (metodologie modulo 1)
che sa in qualche modo cogliere i suoi bisogni, in una maniera per cui il bambino smette subito di agire questa propria aggressività. E si dispone invece di un atteggiamento più calmo, più ricettivo, più riflessivo, che lascia intravedere i germi della nascita.
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S… Speaker 2 (metodologie modulo 1)
il pensiero. Questo processo ripetuto più e più volte porta a un meccanismo salutare di formazione della capacità di pensare nel bambino e a quella che sarà una mente che crescerà nella condizione, nell'ottica della salute mentale e non della patologia. Quindi a conclusione di questa parte io ribadisco il concetto
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S… Speaker 2 (metodologie modulo 1)
secondo cui un bravo educatore deve disporre di dosi di contenimento, che possiamo definire anche come dosi di contenimento empatico, anche se secondo me c'è una differenza tra il concetto di contenitore contenuto o reverie e il concetto di empatia. Per empatia intendiamo la capacità
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S… Speaker 2 (metodologie modulo 1)
di condividere i sentimenti dell'altro, che deriva dalla capacità di mettersi nei panni dell'altro. Anche il contenimento richiede questo. Tuttavia il contenimento, o reverie, aggiunge un tassello ulteriore. Immaginiamoci per esempio di trovarci di fronte a una personalità molto disturbata che parlando emette, tira fuori dei pensieri molto disturbati e persecutori, ad esempio perversi.
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S… Speaker 2 (metodologie modulo 1)
Come si fa a dire che proviamo empatia per quei desideri? È chiaro che noi non siamo d'accordo, però possiamo provare a contenere le angosce che ci sono dietro quei desideri disturbati, in modo che contenendo queste angosce, piano piano, la persona si sentirà compresa ed evolverà verso modalità di pensiero meno disturbate.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
In questa video lezione alcuni elementi fondamentali sui quali torneremo del concetto di contenimento e di reverie. Ho ben trovati a questa nuova lezione nella quale introdurrò alcuni concetti sullo sviluppo affettivo del bambino nella prima infanzia che chiamano in causa
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
Il contributo di un grande psicologo e anche psicoanalista, che è stato Daniel Sterne, che pubblicò un libro importantissimo nel 1985, ormai 40 anni fa, che era Il mondo interpersonale del bambino. Daniel Sterne, che poi ha...
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
ha scritto molto altro apportando contributi preziosi nell'ambito delle psicoterapie madre-bambino e nella comprensione della mente infantile da un punto di vista dei processi affettivi, cognitivi e intersoggettivi. Io dicevo Daniel Stern è forse il più importante autore
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
di quella scuola, di quel filone di ricerca che prende il nome di Infant Research. Per Infant Research si intende uno studio empirico della prima infanzia, essenzialmente attraverso l'osservazione in situazioni controllate del bambino, alle quali però
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
vengono aggiunte, intersecate, esplorazioni di tipo psicoanalitico. Quindi si tratta di una impostazione che, come diceva Daniel Stern, si pone a metà strada tra il bambino clinico e il bambino osservato. Il bambino clinico era il bambino che Stern intendeva
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
come ricostruito dalle classiche teorie psicoanalitiche dello sviluppo infantile, come quella di Freud, di Melanie Klein, di Winnicott, ma anche di Erickson, della Mahler e così via, che avevano una caratteristica essenzialmente retrospettiva, cioè erano teorie della mente infantile e dello sviluppo affettivo,
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
costruite attraverso le esplorazioni cliniche nella psicoterapia di bambini più grandi oppure dell'adulto e avevano il merito queste teorie di gettare una luce interessante molto stimolante e creativa sullo sviluppo infantile ma che tuttavia erano imprecise
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
da certi punti di vista che solo l'osservazione diretta su base sperimentale del bambino poteva in qualche modo corroborare. Per bambino osservato invece Stern intende appunto il bambino oggetto di osservazione nella prima infanzia in situazioni controllate in cui lo psicologo sperimentatore costruisce
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
particolari scenari in cui il bambino interagisce e poi in questo modo rilevare alcuni importanti indici del bambino. Stern diceva che queste prospettive hanno entrambe l'una bisogno dell'altra, cioè il bambino osservato ha bisogno del bambino clinico, perché se noi non abbiamo delle congetture sulla mente infantile
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
nella fase soprattutto preverbale dello sviluppo, non possiamo elaborare teorie. Cioè l'osservazione da questo punto di vista diventa un'osservazione miope, che non dice molto. Il bambino clinico tuttavia ha bisogno però dell'apporto del bambino osservato per avere degli agganci alla realtà che forniscono importanti informazioni.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
E questo consente ad esempio di confusare importanti assunti delle teorie classiche da un punto di vista psicoanalitico sullo sviluppo infantile come ad esempio il narcisismo primario oppure la fase simbiosica di cui parlava Margaret Mahler.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
La teoria del narcisismo di Freud, primario di Freud, ad esempio postulava che il bambino nel primo mese di vita era sostanzialmente isolato dalla realtà perché la libido, come la chiamava Freud, era deflessa sull'io. Cioè era una situazione di autoerosismo che rendeva conto di uno stato di...
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
autismo, narcisismo, mancanza di contatto con la realtà del bambino e questo è stato smentito invece dall'osservazione diretta sull'infante che ha dimostrato quanto il bambino è invece in interazione con l'ambiente, con i suoi caregiver, i suoi agenti di cura già dai primi stadi dello sviluppo infantile.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
Quindi questa impostazione di Sterne assume una prospettiva che è anterograda piuttosto che retrospettiva. Non si tratta di studiare l'adulto e di ricostruire gli stadi evolutivi del bambino a partire dalla esplorazione del mondo interno dell'adulto.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
ma viceversa si tratta invece di osservare il bambino fin dai tempi più precoci dell'infanzia e proseguire in avanti fino a un periodo successivo. La teoria di Stern per inciso tocca tutta la prima infanzia fino all'emergere del linguaggio e del pensiero simbolico, nonché...
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
C'è un riferimento ulteriore al pensiero narrativo che si forma intorno ai 3-4 anni. E Stern individua un elemento fondante della sua teoria dell'esperienza soggettiva dell'infante nella fase preverbale dello sviluppo in quello che lui denomina come una teoria dei sensi del sé.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
Che cos'è il senso del sé? Stern dice che quando parla di senso del sé non si riferisce principalmente né alla consapevolezza né al concetto, ma si riferisce in qualche modo a qualcosa di molto più globale, che equivale alla sensazione. Stern sostiene che i bambini hanno un senso del sé fin dalla nascita.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
Stern individua una progressione nei sensi del sé che lui chiama senso del sé emergente, nucleare, soggettivo e verbale, ciascuno dei quali segna una tappa importante nello sviluppo del bambino e non si sostituisce a quello precedente, bensì lo ingloba. E, dando uno sguardo così più tecnico a questa datazione, Stern sostiene che
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
Il bambino ha un senso di un sé emergente fin dalla nascita e fino ai due mesi di vita, momento in cui comparirà il senso di un sé nucleare, che ripeto però non annulla il senso di un sé emergente.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
Il concetto di fondo è questo, che Stern sostiene che alla nascita il bambino non dispone ancora di un senso di un sé corporeo, però il processo è già avviato e il bambino è in qualche modo già immerso dalla nascita nei cosiddetti affetti vitali, che definiscono i correlati emotivi delle percezioni.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
Cioè il bambino è immerso in un mondo di sensazioni, sensazione di caldo, freddo, ma anche la luce, il buio, oppure il modo con cui il bambino viene soccato e manipolato dalla madre affettivamente, oppure il modo con cui viene allattato al seno, donano al bambino fin dalla nascita e fin dai primi settimane di vita,
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
una sensazione corrispondente a questi aspetti fondamentali della sua presa in carico. E Esther ne parla anche di un concetto che li chiama percezione amodale, cioè la capacità che il bambino ha di trasferire un'informazione da una modalità sensoriale a un'altra modalità sensoriale. Cioè il bambino in questo modo...
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
coglie il fatto che ciò che ode e ciò che vede provengono ad esempio dalla stessa persona. E questo ci sono degli studi sperimentali che lo dimostrano. Per esempio se voi proiettate anche a un bambino molto piccolo l'immagine per esempio di un cartone animato di Walt Disney in cui c'è un pupazzo che balla,
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
e poi li fate sentire due musiche, una che riflette lo stesso profilo di tempo e intensità dell'immagine e una che non lo riflette, il bambino presta attenzione alla musica che si attaglia a quel tipo di immagine.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
oppure quel tipo d'immagine tra due immagini distinte che meglio si attaglia a quel tipo di musica quindi il bambino possiede già un senso di un sé emergente fin dalla nascita dai due ai sei mesi si forma il senso di un sé nucleare nucleare significa legato al corpo gestern sostiene che al di fuori della consapevolezza autoriflessiva
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S… Speaker 2 (metodologie modulo 1)
cioè prima che il bambino abbia la capacità di dire io sono, il bambino però possiede già un certo grado di consapevolezza di sé a livello corporeo. Ad esempio ha la capacità di distinguere quello che appartiene a sé e quello che appartiene a un altro.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
i primi psicoanalisti che il bambino fa confusione tra sé e l'altro. Non è vero. Il bambino ha una capacità di discernere, di distinguere ciò che appartiene al proprio corpo da ciò che appartiene al corpo di un'altra persona. Questo periodo tra i due e sei mesi è anche un periodo secondo Stern e si caratterizza per un'intensa socialità del bambino.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
E questo è legato, si riflette, nello sviluppo di un meccanismo fondamentale, che è la memoria. Cioè il bambino, a questo periodo dello sviluppo, è già in grado di formarsi un'immagine prototipica della realtà, che è data per esempio dall'aspettativa del seno. Cioè il bambino sa...
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
sa già che a una data ora, a un dato momento, quando ha fame, riceverà il latte che aveva ricevuto già qualche ora prima o il giorno prima. Inoltre il bambino ha un senso di sé dosato di intenzionalità, cioè il bambino già a quest'età è consapevole del fatto che un'azione in qualche modo è intenzionale, produce un effetto.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
Cioè per esempio muove la mano per toccarsi una gamba, per esempio. Veniamo a un periodo successivo dello sviluppo, agli 8-15 mesi, che coincide con l'emergere di un senso del sesso oggettivo, che sarà poi la base dell'empatia nel bambino. Cosa si intende per senso di un sesso oggettivo?
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
S'intende il fatto che a partire dai 7-9 mesi fino ai 15 mesi, il bambino acquisisce, plasma e forma dentro di sé, la capacità di compartecipare all'esperienza soggettiva dell'adulto sia pure a un livello preverbale. Questo significa che il bambino a quest'età ha, anche se non è ancora dosato del linguaggio,
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
possiede già una forte capacità di comunicare e ha una capacità in qualche modo di condividere l'esperienza soggettiva dell'adulto a livello preverbale. E ci sono delle prove da un punto di vista empirico che dimostrano queste. Ad esempio il riferimento sociale, che è il cosiddetto fenomeno del puntare il dito. Cioè il bambino voi vedete a nove mesi,
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
che punta il dito verso un oggetto per indicare alla madre il fatto che è interessato a quell'oggetto, che vuole quell'oggetto, oppure la capacità di interpretare una situazione ambigua osservando l'espressione sul volto della madre. Se l'espressione sul volto della madre è giocosa, la situazione ambigua viene interpretata positivamente. Se invece l'espressione della madre
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
induce un certo grado di negatività, di attenzione e di allerta, il bambino si dispone invece in un altro stato mentale nei confronti di questa situazione. Quindi il senso di un stesso oggettivo è sancito da una capacità di compartecipare all'esperienza, sicuro a livello preverbale,
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
e da un fenomeno molto interessante che Stern chiama sintonizzazione degli affetti. Con questo fenomeno, che Stern documenta in osservazioni videoregistrate le interazioni giocose tra madre e bambino in una particolare stanza di osservazione, si vede in qualche modo che le madri hanno la capacità
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S… Speaker 2 (metodologie modulo 1)
di sintonizzarsi con il bambino, sia pure only...
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
preverbale emettendo con un comportamento diverso da quello del bambino degli indici dei profili di intensità di e di ritmo che sono in qualche modo coerenti con quello del bambino cosa significa questo significa ad esempio mentre il bambino sbatte giocosamente un giocattolo sbatte giocosamente un giocattolo la madre alla capacità
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
di accompagnare questo gesto in una maniera coerente, che riflette gli stessi profili di ritmo e di intensità. Per esempio il bambino sbatte l'oggetto in questi termini e la madre tocca la schiena del bambino allo stesso profilo di ritmo e intensità.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
Per esempio dice la madre, kabum, kabum, prima in maniera lenta e poi veloce, allo stesso ritmo e intensità di come il bambino sbatte quel giocattolo. Quindi da ciò Stern deduce il concetto fondamentale che i bambini già a partire dai 7-9 mesi
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
hanno una capacità di compartecipare l'esperienza soggettiva della madre a un livello preverbale. E questo è molto importante da sapere anche per un educatore al nido, per esempio, che già a quest'età, a partire dagli 8-9 mesi, il bambino sarà in grado di compartecipare l'esperienza dell'educatore. L'educatore sarà in grado di comunicare a livello preverbale.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
Stern arriva a questo punto a ipotizzare, a partire dai 15-18 mesi, l'esistenza del bambino di un senso del sé verbale. Questo senso non esclude gli altri, bensì l'ingloba a un livello di sviluppo più evoluto. E c'è un passaggio molto importante.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
Perché con l'avvento del pensiero verbale che si forma a partire dai 15-18 mesi circa, o anche più tardi in altri bambini, il bambino diventa in grado di parlare e di documentare la propria esperienza soggettiva con le parole. E questo si accompagna all'emergere del pensiero simbolico.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
Che cosa si intende per pensiero simbolico? Si intende la capacità di attribuire senso a qualcosa che sta per qualcos'altro. Cioè per esempio giocare con un pezzettino di legno come se fosse una pistola, per esempio. Questo è un bambino più grande, no?
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
Capite il concetto di pensiero simbolico? Il simbolo è qualcosa che sta per qualcos'altro. E' però sterno e critico qui nei confronti del senso di un sé verbale, perché dice che il senso del sé verbale apre una divaricazione tra l'esperienza vissuta e quella rappresentata. Cioè, mentre il senso di un sé preverbale era immediato,
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
Il senso di un se verbale, in qualche modo, aprendo la strada all'uso delle parole, introduce un elemento interiore che è quello della finzione. Cioè Stern fa questo esempio dove persone si incontrano per strada e si salutano. Che cosa si saranno dette? Un sacco di cose in realtà, con questo saluto.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
Quindi nel senso di un sé verbale c'è un implicito molto ampio, laddove il senso di un sé preverbale era molto più istantaneo, molto più immediato, c'era un'immediatezza nella natura dell'esperienza soggettiva a livello preverbale. Stern poi parla anche di un senso del sé narrativo,
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S… Speaker 2 (metodologie modulo 1)
che si forma a partire dai 3-4 anni, quando il bambino diventa capace di narrare la propria vita.
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S… Speaker 2 (metodologie modulo 1)
e dice anche che il senso di un suo verbale a 15 mesi è dato da un'esperienza molto interessante che è il riconoscimento allo specchio cioè se voi disegnate nel bambino di 15 mesi una macchia rossa sul naso prima di questo periodo il bambino toccava e lo ponete davanti a uno specchio
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S… Speaker 2 (metodologie modulo 1)
Prima di questo periodo il bambino toccava la macchia disegnata nello specchio, ora invece tocca la macchia sul proprio naso. Quindi il bambino è diventato capace di autoconsapevolezza riflessiva, cioè un'autoconsapevolezza che riflette una capacità di oggettivare il sé.
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S… Speaker 2 (metodologie modulo 1)
Ma attenzione, non è che il bambino a livello preverbale, a livello degli altri sensi del sé emergente, nucleare e soggettivo, non abbia una consapevolezza di sé. Ha una consapevolezza di sé. Per quanto non ha una consapevolezza di sé così sviluppata da garantire la capacità di oggettivazione. Capacità di oggettivazione che aprirà un...
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S… Speaker 2 (metodologie modulo 1)
le premesse, le basi per un salto nella maturazione e nello sviluppo del bambino, ma che saranno non foriera dei problemi per il bambino. E i meccanismi di difesa in senso psicoanalitico, secondo Stern, incominciano a formarsi a partire da questo periodo dello sviluppo, quando il bambino acquisisce il linguaggio verbale. Quindi, a conclusione,
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S… Speaker 2 (metodologie modulo 1)
Mi è sembrato interessante in questa lezione fornirvi un ragguaglio di alcuni concetti insuperati, che sono ancora attualissimi, per quanto riguarda lo sviluppo dell'esperienza soggettiva del bambino. Quindi non lo sviluppo dell'intelligenza, e nemmeno lo sviluppo della funzione libidica, ma lo sviluppo del sentire, che si condensa in un senso del senno.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
di come il bambino in qualche modo percepisce, a livello procedurale e inconsapevole, se stesso. E qui ci possiamo fermare. Ben trovati a questa nuova video-lezione in cui svilupperemo alcuni concetti che hanno a che vedere con i modelli di relazione nel rapporto genitore-bambino.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
e che vengono ad influire in nuce sulla precoce strutturazione della personalità del bambino. Mi piace partire in questo excursus dal contributo di Esther Bick, che è stata una geniale psicoanalista
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
che ha lavorato a Londra negli anni a cavallo della Seconda Guerra Mondiale e che teorizzò, all'interno del suo contributo che riguarda l'invenzione di una particolare modalità osservativa del bambino che prende il nome di Infant Observation, teorizzò il concetto di angoscia esistenziale del neonato.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
Cioè il fatto che il bambino appena nato prova un'angoscia di fondo, che è quella di essere completamente dipendente dal genitore e dalla madre e di sentirsi schiacciato dal peso della realtà. E quindi Esther Bick concettualizzò questa angoscia in rapporto a un bisogno fondamentale del bambino.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
che è quello di sentirsi esistere per il genitore. Quindi compito di un genitore sufficientemente buono, come direbbe Winnicott,
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S… Speaker 2 (metodologie modulo 1)
è quello di far sì che il bambino possa sentirsi esistere per il proprio genitore. Laddove, quando il bambino si sente misconosciuto in questo bisogno fondamentale, possono insorgere dei problemi nel bambino, no? Perché a un forte dolore psichico si accompagnerà la tendenza da parte del bambino
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S… Speaker 2 (metodologie modulo 1)
a mettere in atto delle difese patologiche, difese che porteranno alla strutturazione di una personalità, per certi versi, problematica, se non disturbata. Cioè, qui è importante ribadire il concetto, sostenuto dalla psicoanalisi e anche dalla teoria dell'attaccamento,
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S… Speaker 2 (metodologie modulo 1)
che il bambino necessita per tutto l'arco del suo sviluppo una grande quantità di cure, ci vuole una grande quantità di cure, perché il bambino possa crescere sano. E questo vale anche per tutte le agenzie educative defusate a erogare cura nei confronti del bambino.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
come sono i servizi per la prima infanzia e i servizi 06, come sarà successivamente la scuola, tutte agenzie che devono dare un contributo fondamentale alla cura del bambino, alla sua capacità di crescere in modo affettivamente sano. Un concetto molto importante per certi versi collegato
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
è quello di famiglia interna, no? Cioè il bambino nasce e cresce con un proprio mondo interno che è fatto di fantasie e per lui non conta semplicemente la famiglia così come è esteriormente, ma come la vive internamente, no? Come famiglia interna del bambino, che chiama in causa il concetto di mondo interno.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
che si ricollega questo concetto fondamentale di Melanie Leine e di Winnicott a quello di realtà psichica di Freud, cioè il fatto che il bambino ha un'interiorità e lo sviluppo di questa interiorità è proprio ciò che conta. Un altro concetto fondamentale è quello di dipendenza e di negazione della dipendenza, cioè il fatto che
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
Il bambino, per lungo tempo, dipende dalla madre e dagli agenti di cura. E la capacità di accettare questa dipendenza, di dipendere positivamente e proficuamente, è un fulcro della capacità del bambino di crescere in maniera sana e salutare.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
di cui viene ad essere investito il bambino non sono pure sufficientemente buone, ecco che il bambino si difenderà dal dolore e dall'angoscia di riconoscere tutto questo, sviluppando meccanismi di onnipotenza e di negazione della dipendenza. Cioè quindi il bambino che nega la dipendenza dall'adulto,
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
È un bambino in realtà che ha sofferto di un dolore precoce e che tende a mettere in atto meccanismi di difesa basati sull'onnipotenza e sull'onniscenza. Ora, un altro concetto molto importante, vi ho scritto qui, è il malessere del figlio collegato al senso di colpa del genitore. Cioè, quando un figlio sta male,
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
virtù di cure genitoriali inadeguate, in realtà accresce notevolmente il senso di colpa del genitore, che dovendolo negare andrà incontro a una serie di operazioni difensive, come può essere quello di dare colpa al bambino, di ribaltare questa modalità di relazione addossando tutte le colpe al bambino.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
dicendo questo bambino io non lo riconosco come mio, è un bambino disturbato, perché nega in un certo qual modo la mia capacità di io genitore di erogare delle cure genitoriali sufficientemente buone. Niente di più sbagliato e di più doloroso perché in realtà il bambino
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
che non ha usufruito di modalità di cura sufficientemente buone, è a maggior ragione bisognoso, bisognoso, di un genitore che sappia prendersi cura di lui e sia in grado di pensare le sue angosce, intendendo per pensare la capacità di rappresentarsi correttamente
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
attraversa determinati stasi mentali, quindi capacità di pensare come capacità di immaginare. Ed è interessante dare uno sguardo a diversi modelli di relazione genitore-bambino, che io qui ho indicato come nevrosico, narcisistico e borderline. E emerge un concetto fondamentale.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
che il bambino interiorizza ciò che i genitori sono e non ciò che vogliono essere questo è un concetto fondamentale che riguarda anche l'educatore al nido cioè il bambino ha la capacità a livello inconscio di cogliere aspetti di ciò che il genitore è
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
indipendentemente da ciò che il genitore vuol far credere di essere. Se il genitore si rivolge al bambino in modo falso, il bambino in qualche modo lo percepisce. Non è detto però che sia in grado di mentalizzare tutto questo, no? E quindi anche il bambino negherà questo dolore di riconoscere la falsità del genitore mettendo in atto delle difese.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
che saranno, per esempio, difese basate sulla collusione, oppure difese basate su un incremento dell'angoscia e sul fare leva sulla negazione di questa angoscia, il che porterà allo sviluppo di una maggiore aggressività nel bambino. Cioè, in generale, comunque, i bambini, un po' come i sogni, non mentono mai.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
Cioè un bambino che piange, esprime tutto il suo dolore, tutto il suo disappunto per un genitore o un educatore che non è in grado proficuamente di erogare una giusta modalità di contenimento sul piano emotivo. Questo mi sento di poter dire è un concetto fondamentale. E quindi vi dicevo qui...
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
una panoramica dei modelli di relazione genitore-bambino. Uno è il modello di relazione nefrosico, che è un modello sano, sostanzialmente, nel quale c'è un genitore che ha una buona capacità di referì e una buona capacità di prendersi cura e di cogliere le esigenze emotive del bambino. Il problema, semmai,
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
è che ci possono essere dei problemi, delle difficoltà a livello più evoluto. Per esempio un genitore nevrosico può essere un genitore inibito sul piano del gioco, può essere una persona introversa che ha poche capacità di scherzare, no? Oppure un educatore può essere un educatore...
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
al nido un insegnante di scuola che è capace di preoccupazione responsabile nei confronti del bambino, ma non è tanto capace di scherzare e di giocare. È un genitore, in qualche modo un educatore bloccato nell'espressione dei sentimenti, però è senz'altro una personalità adulta matura, responsabile, che
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
è a contatto con la realtà e che è capace di erogare delle buone cure nei confronti del bambino. Quello che gli manca è una capacità di andare oltre, di valorizzare al massimo la vitalità del bambino. Poi abbiamo il caso molto più disturbato di un genitore narcisista. Un genitore narcisista è un genitore in qualche modo che
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
dotato di un sé grandioso patologico, investe il bambino narcisisticamente, cioè tende a idealizzarlo quanto a frustrarlo nel suo bisogno di cura e di essere compreso nelle sue esigenze affettive profonde. Quindi sarà un genitore in qualche modo che manipola il bambino, che oscilla
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
tra momenti di onnipotenza in cui esalta il bambino a momenti in cui lo svaluta e fa sentire il bambino incredibilmente piccolo e inferiore. E sarà un genitore falso, una falsità che il bambino nei casi migliori potrà accogliere e ribellarsi a questa falsità, nei casi peggiori colluderà con questa falsità.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
E quindi diventerà un bambino con aspetti di falsità a sua volta, che porteranno allo sviluppo di un falso sé, in qualche modo, cioè di un sé che non è autentico, genuino. E il narcisismo patologico tipicamente è caratterizzato dal meccanismo dell'invidia, quindi sarà un genitore invidioso.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
dei buoni sentimenti naturali del bambino. E le difese nei confronti dell'invidia porteranno tipicamente a uno spostamento caratterizzato da una modalità di esaltazione del bambino in un rapporto gemellare con il genitore.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
Quindi al genitore grandioso corrisponderà un'immagine grandiosa del proprio figlio, un figlio che dovrà, diciamo, corrispondere a un ideale grandioso del genitore, nei confronti del quale non dovrà né essere né superiore né inferiore. Non dovrà essere inferiore
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
perché in questo modo deluderà le aspettative narcisistiche del genitore, ma non dovrà nemmeno essere superiore più di tanto, perché in questo modo attizzerà l'invidia del genitore. Poi abbiamo il caso di un modello di relazione borderline o anche psicotica, che è il caso più grave sul quale torneremo poi.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
Di un bambino che in qualche modo è a tutti gli effetti affettivamente deprivato, che è maltrattato dal genitore. E il che lo porta paradossalmente a maturare precocemente, a maturare precocemente, più precocemente di un bambino normale. Porta a una precoce sessualizzazione delle relazioni oggettuali. Che vuol dire questo concetto? Vuol dire che il bambino...
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
investe la propria sessualità precocemente di aspetti perversi, identificandosi inevitabilmente con aspetti perversi del genitore. Questo lo porterà a un contatto con la realtà più labile, che nei casi più gravi porterà il bambino a sviluppare dei deliri precoci.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
o comunque sia avere a sviluppare una marcata aggressività, che si esprime per esempio nelle caratteristiche di quei bambini difficili che tipicamente hanno un disturbo della condotta, cioè un misto di questo tipo di struttura di personalità, di negazione della dipendenza.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
l'abilità del superiore che porta a un'infrazione cronica delle regole e a una confusione in un certo qual modo tra aspetti privati e realtà esterna, come sono per esempio dei bambini che a scuola
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
Non distinguono il comportamento che devono sostenere che è diverso da quello che tengono a casa nella loro vita più privata. Quindi saranno bambini portati a scuola a trasgredire le regole, perché non avranno interiorizzato proficuamente un senso del limite. E quindi questo è il profilo.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
più grave del bambino borderline che presenta aspetti psicotici. E vi dicevo che un aspetto molto importante è legato alla modalità di attaccamento, un concetto bolbiano. Attaccamento nel caso nevrotico che noi potremmo indicare come sicuro.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
mentre gli altri casi della modalità di relazione narcisistica e borderline rientrano nelle modalità di attaccamento insicuro, cioè o attaccamento nei casi più gravi disorganizzato, come vi avevo detto, cioè una modalità di relazione genitore-bambino in cui c'è un genitore che in qualche modo disorganizza la realtà interna del bambino,
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
Il che porta a una sorta di capovolgimento della relazione contenitore-contenuto. Quindi non è il genitore che contiene le angosce del bambino, ma è il bambino che è usato come un ricettacolo delle angosce del genitore. Si registra quindi in questi casi un problema di mentalizzazione da parte del bambino.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
Cioè il bambino che è precocemente abusato e violentato in questo suo bisogno di dipendere dal genitore, ha difficoltà a porre ordine nel proprio mondo interno e a rappresentarsi correttamente la spiegazione di questa realtà disturbata, perché comporta un eccessivo dolore.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
che possiamo intendere come precocemente adultizzato. Cioè paradossalmente il bambino che è stato abusato, violato e che è problematico ha degli aspetti di corsa verso l'età adulta che non hanno invece i bambini che crescono in modo più salutare, no? Cioè il bambino abusato da questo punto di vista è un bambino più precoce, però in senso dell'eterio, no?
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
Direi che ci possiamo fermare qui. Ho ben trovati a questa nuova video-lezione nella quale affronteremo un tema molto importante per l'educazione al nido e alla scuola dell'infanzia e il ruolo della figura dell'educatore. Questo tema è quello dell'osservazione. Dell'osservazione dei bambini.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
in un particolare contesto, come è quello dell'asilonito. E, diciamo, questo tipo di osservazione, anche se contiene delle caratteristiche peculiari, attinge da tutto il patrimonio di conoscenze psicologiche che la psicologia ci ha consegnato per quanto pertiene l'osservazione.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
dei bambini piccoli nella prima infanzia. Pertanto io qui vi metto in evidenza tre tipi di osservazione, che sono quella naturalistica di tipo esologico, quella sperimentale e quella soggettiva di stampo psicoanalitico. L'osservazione naturalistica
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S… Speaker 2 (metodologie modulo 1)
È un'osservazione del bambino.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
in contesto naturale, che, diciamo, contiene delle caratteristiche che originariamente sono state musuate dall'esologia. Cioè, si tratta in poche parole di osservare il bambino nel suo contesto naturale e di descrivere ciò che viene osservato.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
Su questo tipo di osservazione torneremo poi. L'osservazione oggettiva è invece un tipo di osservazione che potremmo definire altrimenti anche come sperimentale. Cioè il modello qui è quello dell'osservazione in laboratorio. Cioè una modalità osservativa
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
in cui c'è molta attenzione al setting dell'osservazione e al controllo delle variabili intervenienti. Questo tipo di osservazione, che fa capo per esempio all'Infan Research, laddove io vi ho parlato del contributo di Daniel Stern, è un tipo di osservazione controllata, ad esempio attraverso l'analisi,
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
di microsequenze di interazione tra il bambino e l'educatore, suscettibili di essere videoregistrate e analizzate in certi loro parametri empirici. La terza modalità di osservazione su cui mi soffermo più estesamente è quella di tipo soggettivo.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
cioè che attinge dal patrimonio osservativo della psicoanalisi. E io qui ve l'ho indicata come osservazione caratterizzata dall'autoconsapevolezza delle reazioni emotive dell'osservatore nei confronti della situazione osservata. E questo tipo di osservazione prende le mosse da un contributo molto importante
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
a cui ho già accennato, della psicoanalista Esther Bick, che negli anni 50 fondò questa modalità osservativa che prende il nome di Infant Observation. Cioè, in che cosa consiste l'Infant Observation? Consiste in una modalità di osservazione molto particolare, perché c'è un osservatore...
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
che prende contatto preliminare con una coppia di genitori prima che il bambino stia per nascere, quindi quando la madre è incinta ma il bambino non è ancora nato, e che stabilisce un accordo con i genitori quando poi il bambino è nato per osservarlo.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
nel suo contesto di vita naturale, nella sua casa, almeno un'ora una volta alla settimana, per circa uno o due anni. E l'osservatore in questo caso non interferisce con la situazione osservativa, ma dopo aver osservato per circa un'ora, annota tutte le sue osservazioni
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
in un quaderno, che restituirà poi a un gruppo di discussioni, a un gruppo di discussione guidato da uno psicanalista esperto. E il gruppo discuterà queste osservazioni, compierà un'analisi di queste osservazioni che sono state svolte
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S… Speaker 2 (metodologie modulo 1)
nei confronti del bambino piccolo, via via che di settimana in settimana cresce.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
quant'observation nel suo carattere più ortodosso, non prevede che l'osservatore debba intervenire, anche laddove vi è il fatto di notare da parte dell'osservatore l'esistenza di una modalità di interazione della madre
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
o entrambi i genitori del bambino che può essere di tipo disturbato e dannoso nei confronti del bambino comunque sia l'osservatore non deve intervenire e semplicemente quello che lui annota è legato a quello che lui sente e questo ci rimanda ai concetti di transfert e di controtransfert
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
Cioè, in altre parole, il bambino, e la situazione che si viene a creare nell'interazione con la madre, comunica una reazione emotiva nell'osservatore, il quale, se è ricettivo, può cogliere la natura delle emozioni in gioco nella relazione madre-bambino.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
che si estrinseca in quel dato momento. Ed è lì che Esterbik arrivò a teorizzare la nozione di angoscia esistenziale del neonato, cioè il fatto che l'osservatore in qualche modo è ricettivo nei confronti delle angosce espresse dal bambino,
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
Un po' come uno psicoanalista all'interno del setting psicoanalitico è ricettivo nei confronti delle angosce del paziente. Cioè si tratta in qualche modo di affinare questa capacità di sentire in risposta a quello che sente il bambino e a quello che prova la madre. Per cui per esempio...
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
Potremmo avere per esempio una situazione osservativa nella quale il bambino piange perché esprime in questo modo una data angoscia a cui la madre può rispondere in modi che possono essere consoni e opportuni oppure viceversa più inadeguati e l'osservatore in questo caso registra la sua impressione.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
impressione che sarà restituita al gruppo di discussione, il quale contribuirà a dare un significato a questa osservazione e a contenere in qualche modo anche l'angoscia che l'osservatore porterà all'interno del gruppo di discussione. Ora, trasponendo questo concetto
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
al nido o alla scuola dell'infanzia, ne emerge una figura di educatore al nido che è in qualche modo ricettivo verso le dinamiche psicologiche che si vengono a creare tra i bambini piccoli al nido o alla scuola dell'infanzia. Cioè questo tipo di osservazione
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
presuppone la capacità di darsi delle spiegazioni corrette del perché si verificano determinate situazioni. Cioè, per esempio, immaginate il caso di due bambini che litigano tra di loro per un giocattolo e l'educatore affina la sua capacità osservativa cercando di darsi una spiegazione corretta del perché stanno litigando.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
Cioè, chi ha ragione in questa situazione e chi ha torto? Chi è più vulnerabile e chi è più forte emotivamente? Entrambi i bambini hanno le loro ragioni da un certo punto di vista, no? Anche il bambino che aggredisce, oppure per esempio nei casi precoci di bullismo.
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S… Speaker 2 (metodologie modulo 1)
Chi è il bullo e chi è la vittima? Chi ha cominciato per primo? Chi esprime un bisogno angoscioso maggiore? Sono tutte modalità che un buon educatore, affinando la sua sensibilità, è in grado via via di poter dare.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
sulla propria capacità ricettiva di sentire le emozioni per darsi spiegazioni corrette della realtà osservativa che sta in quel momento analizzando, che sta in quel momento osservando. Capito in che cosa consiste il contributo dell'infant observation e dell'osservazione di tipo psicoanalitico.
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S… Speaker 2 (metodologie modulo 1)
Poi abbiamo un'osservazione di tipo sperimentale, invece, che è, diciamo, da questo punto di vista molto più oggettiva e quantitativa, laddove in qualche modo taglia, diciamo, fa a meno della dimensione soggettiva.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
Per l'osservazione quantitativa io intendo un'osservazione in cui, per esempio, su un taccuino vengono annotate il numero di determinate risposte da parte del bambino. Questa è l'osservazione, per esempio, comportamentista, che è tipica del metodo ABBA, per esempio, nella cura dei bambini e dei ragazzini autistici.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
L'osservatore tende a oggettivare ciò che osserva attribuendogli un numero. Poi abbiamo una modalità osservativa sperimentale più sofisticata che può avvalersi di videoregistrazioni, cioè la situazione interattiva del bambino piccolo viene videoregistrata
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
attentamente, in modo da estrapolare determinati caratteri. E questa era la famosa modalità osservativa di cui si serviva per esempio uno psicologo, un grande psicologo come Daniel Sterne, nel paradigma della infant research. Quando per esempio parlavo del concetto di sintonizzazione degli affetti,
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
cioè di capacità del genitore di compartecipare a livello preverbale dell'esperienza soggettiva del bambino, mi riferivo al fatto che questa situazione può essere osservata e videoregistrata, e poi può essere analizzata sotto certi profili, per esempio il profilo di ritmo, di intensità, della voce della madre, del modo con cui risponde il bambino.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
estrapolando degli indici oggettivi nell'osservazione. Questa è una modalità di osservazione sperimentale. Cioè una modalità sperimentale significa una modalità che prende in esame una variabile e si concentra sull'analisi di quella, cercando di neutralizzare l'effetto di altre variabili che possono essere intervenienti.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
Un'altra modalità di osservazione per esempio è quella etologica, come per esempio quella della teoria dell'attaccamento. Avrete sentito parlare per esempio della strange situation, che è quella situazione a cui viene sottoposto il bambino per esempio a 10 mesi, in cui si osserva la reazione del bambino
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
nei confronti dell'allontanamento della madre. Cioè, siamo in un setting controllato nel quale, alla presenza di un osservatore dietro uno specchio unidirezionale, cioè la madre e il bambino, la madre si allontana e si cerca di capire qual è la reazione del bambino.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
Ed è quella modalità osservativa che portò Mary Hensworth a teorizzare diverse modalità di attaccamento insicuro. Cioè modalità per esempio di attaccamento ansioso-resistente oppure ansioso-evitante. Cioè si vede qual è la modalità di reazione del bambino, che può essere una modalità di reazione indifferente al...
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
al fatto che la madre si allontana momentaneamente dalla stanza, oppure può essere una modalità di reazione molto angosciata. Oppure si dà il caso di una reazione angosciata che si plaga nel momento in cui la madre torna, oppure una modalità di reazione angosciata che persiste nel momento in cui la madre
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
ritrova e abbraccia di nuovo il suo bambino. Questa è una tipica modalità osservativa, di tipo anch'essa sperimentale, che attinge, diciamo, da un paradigma di tipo esologico. Cioè l'esologia è quella scienza, quella disciplina che studia il comportamento animale attraverso l'osservazione.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
E applicandola al nido noi possiamo dire che possiamo osservare e annotare i vari momenti che caratterizzano la giornata del bambino all'asilo nido o alla scuola dell'infanzia, il che ha portato alla teorizzazione del concetto molto famoso di routine, cioè al fatto che ci sono delle interazioni rutinarie.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
del bambino al nido, che riguardano delle sequenze stereotipate, come quelle del bambino che per esempio arriva al nido e si toglie lo zaino, oppure quando fa merenda, oppure quando si siede per il pasto. Sono tutte tipiche situazioni ripetitive, rusinarie, che fungono da impalcatura.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
di stabilità e di continuità della vita quotidiana del bambino, all'interno delle quali il bambino poi esprime se stesso attraverso l'elicitazione, diciamo, l'emergere della sua vita emotiva. Quindi vi dicevo, l'osservazione è un concetto pregnante,
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
che può spiegarsi in vari modi ed è senz'altro uno strumento molto importante e molto utile per l'educatore. Osservazione che può essere di tipo più oggettivo, cioè legata all'osservazione realistica dei fatti che avvengono sotto i propri occhi, oppure un'osservazione più soggettiva legata alla capacità di
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S… Speaker 2 (metodologie modulo 1)
ascoltare le proprie reazioni emosive così da renderle tali da poter essere utilizzate come strumento di conoscenza delle sensazioni emosive da parte dei bambini. Ben trovati a questa nuova video-lezione nella quale affrontiamo un tema molto importante per la vita al nido e alla scuola dell'infanzia.
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S… Speaker 2 (metodologie modulo 1)
che è il tema del gioco. Inoltre cercheremo di dare qualche raguaglio su un aspetto collegato all'educazione del bambino al nido e alla scuola dell'infanzia, che non riguarda il gioco di per sé, ma riguarda la lettura di narrazioni come possono essere le fiabe, che hanno una grande importanza ai fini dello sviluppo.
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S… Speaker 2 (metodologie modulo 1)
e dell'input, diciamo, per quanto concerne la vita affettiva e soggettiva del bambino. Tra le tante teorie del gioco prendiamo qui in esame le teorie psicoanalitiche, soprattutto la teoria di Donald Winnicott e di Melanie Klein,
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
stati probabilmente due dei più grandi psicoanalisti insieme a Wilfred Bion dopo Freud e che hanno in maniera molto originale e creativa sviluppato le idee psicoanalitiche nella direzione della valorizzazione di quello che è il mondo interno del bambino.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
per prima attribuì grande importanza al gioco, inteso qui vi ho scritto come accompagnamento e sviluppo delle fantasie inconsce del bambino. Cioè Melanie Klein è quella autrice che di fatto ha inventato la psicoterapia infantile. Ora, come si svolgeva questa modalità terapeutica?
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
C'era un setting che era dato da una stanza di terapia all'interno di un appartamento nel quale il bambino accompagnato dal genitore si recava e interagiva con Melanie Klein nell'arco di una seduta di poco meno di un'ora. Ora c'erano dei formidabili impedimenti.
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S… Speaker 2 (metodologie modulo 1)
nei confronti della psicoanalisi dei bambini rispetto ad adulti perché il bambino rispetto ad un adulto manca di motivazione nei confronti dell'analisi non sa che cosa sia e non sa perché ci va però il bambino se è ricettivo capisce al volo il fatto che la psicoterapia
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
Diciamo, offre un sollievo nei confronti delle sue angosce. E Melanie Klein ebbe la grande intuizione di utilizzare il gioco e le fantasie che venivano espresse attraverso il gioco come corrispettivo delle associazioni libere dell'adulto. Per associazioni libere io intendo le verbalizzazioni del paziente estraiato sul lettino.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
della psicoanalisi classica freudiana, laddove Melanie Klein utilizzava come strumento per far emergere le verbalizzazioni da parte del bambino, lo identificava nello strumento del gioco. Cioè, durante l'ora di psicoterapia, durante la seduta psicoterapeutica che durava 45-50 minuti,
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S… Speaker 2 (metodologie modulo 1)
Il bambino giocava nella stanza con Melanie Klein e in tal modo giocando esprimeva delle fantasie. E queste fantasie erano oggetto di interpretazione da parte di Melanie Klein che le restituiva al bambino interpretate. E queste interpretazioni riguardavano la vita interna del bambino.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
che nel caso di bambini problematici e disturbati, afflitti da angosce psicotiche, come erano i bambini che precocemente richiedevano un trattamento psicoanalitico, si trattava di fantasie molto violente, molto aggressive, anche perverse. Il contributo di Melanie Klein fu quello di...
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
per sostenere e far emergere come i bambini già molto piccoli hanno una vita fantasmatica molto intensa, no? E non solo da un punto di vista della creatività e della vitalità, ma anche da un punto di vista dell'aggressività. Cioè il bambino già a due o tre anni non è scevro dal provare sentimenti di odio, di aggressività, di sadismo.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
venivano messe in luce attraverso i resoconti clinici di Melanie Klein. Quindi per Melanie Klein il gioco è uno strumento fondamentale che serve per far emergere aspetti del mondo interno del bambino, aspetti che Melanie Klein interpretava cosicché il bambino poteva ricevere un sollievo
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S… Speaker 2 (metodologie modulo 1)
dalle angosce che provava. Ancora non era stato teorizzato il concetto di contenimento, ma in verità Melanie Klein era già una psicoanalista che era in grado di mettere in pratica questo concetto di contenimento delle angosce del bambino. Donald Winnicott è un altro autore assolutamente fondamentale.
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S… Speaker 2 (metodologie modulo 1)
che è l'autore nella storia della psicologia e della pedagogia anche, che più di ogni altro ha fatto luce sulla poesia della relazione madre-bambino. È veramente il cantore della relazione madre-bambino. E in uno dei suoi libri più tardi, Donald Winnicott esprime la sua teoria del gioco, nel famoso testo.
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S… Speaker 2 (metodologie modulo 1)
del 1971 intitolato Il gioco in realtà. E Winnicott, a differenza di Melanie Klein, non vede il mondo interno del bambino in termini così disturbati, psicotici, sadici, ma tende, diciamo, a descriverlo in quella che è tutta la poesia della relazione madre-bambino e tutta la visualità
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S… Speaker 2 (metodologie modulo 1)
che il bambino è in grado di esprimere attraverso il gioco. Quindi per Winnicott il gioco è soprattutto vitalità. E più nello specifico, il gioco appartiene a quella che Winnicott chiama elaborazione dello spazio transizionale. Quindi il gioco inteso come oggetto transizionale.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
Cioè lo spazio transizionale è quello spazio che si viene a creare tra mondo interno e realtà esterna. È una via di mezzo e non è propriamente interno perché appartiene alla realtà esterna, ma non è nemmeno solo interno perché il bambino lo investe della sua soggettività. Quindi il gioco...
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S… Speaker 2 (metodologie modulo 1)
si trova in quest'area che viene, diciamo, a elaborare il concetto di oggetto transizionale. L'oggetto transizionale per Winnicott può essere tipicamente la tipica coperta di Linus, no? Cioè, per esempio, il giocattolo è un oggetto transizionale, perché è un oggetto esterno, reale, che però il bambino investe della sua soggettività.
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S… Speaker 2 (metodologie modulo 1)
E quindi Winnicott arriva a questa teorizzazione molto importante del gioco come qualcosa che si trova nello spazio transizionale, che poi evolverà nella cultura. La cultura è qualcosa che si trova nello spazio transizionale tra gli individui. E c'è uno psicanalista italiano, Vincenzo Bonaminio,
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S… Speaker 2 (metodologie modulo 1)
che intende la crisi della società di oggi come legata a un aspetto importante, che è la lacerazione del tessuto transizionale. Cioè lo spazio transizionale tra l'individuo, in qualche modo nella nostra società, è stato in qualche modo eroso, lacerato.
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S… Speaker 2 (metodologie modulo 1)
della nostra società che va nella direzione, come vi dicevo, sempre più narcisistica, diciamo. Ora, ritornando al gioco in generale, così come si esprime per esempio al nido e alla scuola dell'infanzia, molto importante è la distinzione tra play e game. Cioè, che cosa si intende per play in inglese? Si intende il gioco libero.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
Mentre per game si intende il gioco strutturato. Questa è una distinzione molto importante. Per esempio i giochi sportivi sono game, sono giochi strutturati, sono giochi competitivi.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
gareggia in base a certe regole, mentre invece il play è tipicamente il gioco libero, il gioco che il bambino è in grado di esprimere fin dai primi tempi della vita mentale, ed è anche quello che assume importanza al nido e alla scuola dell'infanzia, cioè compito di un buon educatore da questo punto di vista.
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S… Speaker 2 (metodologie modulo 1)
è di sapere educare il bambino sia a esprimere il play e sia a padroneggiare a poco a poco anche gli strumenti del game. Cioè al nido e alla scuola dell'infanzia tipicamente si insegna al bambino i rudimenti delle regole del gioco, ma anche è molto importante l'osservazione di come il bambino gioca
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
e di come cioè esprime attraverso il gioco la propria fantasia e creatività. Questo è un aspetto molto importante. Winnicott diceva che la capacità di giocare è un segno fondamentale di salute psichica. Laddove quando la capacità di giocare viene meno, siamo di fronte a una personalità coartata, da un certo punto di vista disturbata.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
Vi torna questo aspetto. Per esempio, un genitore che non è in grado di giocare con il suo bambino è un genitore che ha delle difficoltà e che le trasmette anche al bambino, che in questo modo non sarà in grado di saper giocare a sua volta. L'osservazione di come il bambino gioca è molto importante ai fini della comprensione del mondo interno del bambino.
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S… Speaker 2 (metodologie modulo 1)
Cioè per esempio il bambino con il gioco esprime vitalità, creatività, oppure invece è un gioco ossessivo, inibito, coartato. Il bambino tollera le frustrazioni del fatto che la realtà del gioco non si attaglia automaticamente alla sua volontà. Oppure per esempio prende un giocattolo e lo scaglia violentemente in terra perché gli fa rabbia, perché non risponde.
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S… Speaker 2 (metodologie modulo 1)
alle sue fantasie onnipotenti. Questi sono tutti aspetti da valutare nel gioco del bambino. E un altro concetto molto importante, e qui mi riallaccio al contributo di un autore allievo di Winnicott, Christopher Bollas, che per certe versi esprime un concetto attinente a quello di Daniel Stern, di affetto vitale.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
Cioè, il concetto secondo cui il gioco esprime delle sensazioni, esprime vitalità, esprime il colore dell'esperienza, non so come dire. Cioè, gli affetti vitali sono i correlati emotivi delle percezioni, no?
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S… Speaker 2 (metodologie modulo 1)
attribuiamo una data sensazione a un dato giocattolo, per esempio, oppure a una data sensazione che può essere quella di un mattino di sole, oppure di un mattino di pioggia, cioè emerge questa grande capacità del gioco di veicolare affetti vitali. E completando questo discorso,
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
Attenente al gioco è anche per esempio la narrazione che nel bambino si instaura a partire dai 3-4 anni. In ambito pedagogico è molto diffuso lo studio anche come oggetto di indagine scientifica delle fiabe.
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S… Speaker 2 (metodologie modulo 1)
E qui vale la pena citare il contributo di Bruno Bettelheim nel Mondo Incantato, laddove parlava delle fiabe come capaci di parlare al mondo interno del bambino. Bettelheim dice nell'introduzione al libro che la ricerca di un significato nella vita tormenta l'essere umano. La ricerca del significato è il compito.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
dell'esistenza di ciascuno e le fiabe da questo punto di vista sono ricchissime di significato e sono suscettibili
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
di essere interpretate da un punto di vista psicoanalitico come legate al percorso che l'individuo svolge nel proprio ciclo di vita. Le fiabe da questo punto di vista hanno uno schema, come diceva Propp, che si assomiglia in tutti i casi e tipicamente descrive il percorso di un personaggio
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
che la fiaba generalmente comincia male, con la storia, per esempio, di un bambino abbandonato, che tuttavia trova in se stesso le risorse per crescere in maniera sana, per poi affrontare delle grandi difficoltà, laddove queste difficoltà in qualche modo simboleggiano, per esempio, il percorso sumultuoso dell'adolescenza, e che poi si concludono.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
nell'età adulta del protagonista, con la capacità di sconfiggere il nemico cattivo e di sposare la donna amata. E le fiabe poi tipicamente si concludono con un viscero felice e contenti. E questo viscero felice e contenti non significa minimamente che la vita eserta, ma significa ciò che può in qualche modo
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
diciamo difenderci dall'angoscia di morire, che è la capacità di realizzare un'unione e un rapporto intimo di amore e di affetto con un'altra persona, che è la base da cui poi nasceranno dei figli. Quindi sia il gioco e le fiabe emergono come due filastri dell'educazione del bambino piccolo,
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
non solo a casa ma in specie al nido e alla scuola dell'infanzia. E sono legate allo sviluppo di un concetto fondamentale che vedremo poi, che è la creatività del bambino. La creatività del bambino si esprime attraverso il gioco, attraverso l'ascolto di narrazioni e attraverso il disegno, per esempio.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
e poi anche attraverso la modalità di esercizio motorio, di espressione motoria. Questi sono tutti aspetti attraverso i quali noi possiamo sviluppare, cementare e rendere conto dell'evoluzione della capacità creativa e introspettiva anche del bambino.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
Viene ribalito il concetto secondo cui il gioco è ormai risenuto un elemento fondamentale nell'educazione del bambino piccolo, laddove un bambino che ha difficoltà nel gioco, che esprime un gioco coartato, aggressivo o povero emotivamente, ha dei problemi da un punto di vista psicologico.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
Per esempio i bambini autistici che hanno una seria difficoltà sul piano dell'interazione sociale sono incapaci di giocare, di sviluppare il gioco simbolico. Intendendo per gioco simbolico, per gioco in cui una cosa sta per un'altra cosa. Un elemento ne rappresenta un altro. Oh, ben trovati a questa nuova video lezione.
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S… Speaker 2 (metodologie modulo 1)
nella quale cercheremo di fissare qualche concetto relativo a un tema molto importante per il bambino, per la vita psichica in generale e anche per quella che è l'esperienza del bambino al nido e alla scuola dell'infanzia. Tutto questo ha a che vedere con il tema della creatività. Un tema centrale che
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S… Speaker 2 (metodologie modulo 1)
Io cercherò di affrontare prevalentemente con riferimento all'approccio psicoanalitico, delle teorie psicoanalitiche. Possiamo incominciare da una definizione di creatività come capacità di risolvere un problema con soluzioni non convenzionali.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
La creatività viene spesso definita anche come pensiero divergente, quindi come un pensiero non lineare, ma che consente di effettuare dei salti nel ragionamento logico. È la capacità di creare e di inventare, che da sempre affascina e tormenta gli studiosi dello sviluppo psicologico,
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
non sempre sono riusciti a dare delle spiegazioni adeguate. Io qui faccio riferimento in modo particolare alle teorie psicoanalitiche della creatività. Farò un accenno alla teoria di Sigmund Freud, a quella di Melanie Klein e a quella di Donald Winnicott. Sigmund Freud per primo gettò una luce psicoanalitica sulla creatività,
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
intendendola come sublimazione della libido, della funzione sessuale. Cioè Freud, come il nostro, teorizzava due funzioni fondamentali, no? La funzione di vita o libido e la funzione di morte, l'aggressività o istinto di morte. E per Freud la creatività viene sostanzialmente intesa
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
come una sublimazione della libido. Cioè, la libido che non trova una scarica, l'energia sessuale che non trova una scarica, viene deflessa e viene in qualche modo sublimata, cioè messa al servizio, di un atto creativo. Questa teoria Freud la espone
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
in saggi famosi come Un ricordo d'infanzia di Leonardo da Vinci, e nell'uomo musè di Michelangelo, dove sostiene che l'artista in qualche modo è tale nell'atto creativo perché ottiene in tal modo una sublimazione della pulsione libidica. Cioè la pulsione libidica, anziché avere una scarica immediata,
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
viene sublimata nell'atto creativo. Questa teoria è problematica e cozza con il fatto che molto spesso è creativo anche l'atto perverso. Cioè, come spiegare la creatività nella perversione? Voi sapete che grandi artisti erano persone problematiche. Pensate per esempio a Van Gogh.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
che da un punto di vista clinico era una persona con marcati tratti psicosici e che per questo scelse poi di suicidarsi. Quindi il rapporto tra libido, pulsione libidica e creatività è un rapporto per molti versi problematico, ma sul caso di Van Gogh torneremo più avanti.
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S… Speaker 2 (metodologie modulo 1)
Un'altra teoria molto interessante sulla creatività ci viene dal contributo della scuola kleiniana. Melanie Klein formula una teoria della creatività come conseguenza della riparazione.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
Voi sapete, abbiamo già accennato il concetto, che Melanie Klein ipotizza due posizioni evolutive, due stadi evolutivi fondamentali, quello schizoparanoide e quello depressivo. Lo stato depressivo è comprensibile come l'elaborazione di un'angoscia di fondo, quella che il sé possa arrecare un danno all'oggetto d'amore.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
Un evolvere dell'angoscia depressiva, che non ha niente a che vedere con la depressione clinica, ma con i sentimenti depressivi di struggimento, lutto e perdita, dicevo, ne deriva un'evoluzione della posizione depressiva nell'atto...
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
della riparazione, cioè nella fantasia inconscia di riparare l'oggetto amato e distrutto. Questa teoria viene ulteriormente elaborata da Anna Siegel, che è stata la più importante allieva e divulgatrice del pensiero di Melanie Klein, la quale in un famoso testo collettaneo degli anni 50 intitolato Nuove vie della psicoanalisi, elabora questa teoria kleiniana
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S… Speaker 2 (metodologie modulo 1)
dell'estetica. Laddove iposizza alla base della creatività il desiderio assai salutare e proficuo e positivo di ricostruire un paesaggio interno perduto. Ci sarebbe, vale a dire, nella creatività la volontà di riparare, cioè di ricostruire,
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
qualcosa di buono e di bello che purtroppo è andato perduto. Quindi la creatività in questa accezione si lega fortemente a sentimenti positivi. La creatività autentica attinge dalle parti migliori e più buone della personalità, no? Cioè la volontà in qualche modo di elaborare il senso di colpa.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
che da persecutorio diventa depressivo e poi riparativo. Cioè senso di colpa come sensazione di aver arrecato un danno a un proprio oggetto d'amore, assumendosi delle responsabilità, il che porta a sperimentare un dolore psichico, nei confronti del quale l'io reagisce dando impulso all'atto creativo.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
C'è un romanzo molto bello di Ian McEwan che si chiama Espiazione, che racconta di una ragazza che in qualche modo si macchia di una colpa assurda, accusando il ragazzo con cui ha una relazione la sorella di avere compiuto uno stupro verso un'altra ragazza.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
E va fino in fondo, cosicché questo giovane viene incarcerato. E solo a distanza di tempo questa ragazza ammette la colpa, nei confronti di se stessa, di aver compiuto questo danno, di aver arrecato un danno al fidanzato della sorella.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
E però il romanzo mette in luce come da questo senso di colpa scaturisca prima una volontà di espiazione della colpa, che porta questa ragazza in tempo di guerra a arrolarsi come infermiera e a subire le angorie di una caposala del reparto infermieristico dei reduci di guerra.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
che è una caposala estremamente sadica, no? E questa ragazza, la protagonista, espia in questo modo la colpa del danno che ha commesso. Ma una volta espiata la colpa, a quel punto sublima, attraverso l'atto creativo di scrivere un romanzo, la colpa che ha commesso.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
E il romanzo si chiude con il fatto che è proprio lei stessa la narratrice del romanzo. Cioè, quindi l'atto creativo di scrivere un romanzo deriva dalla volontà di riparare una colpa che si è commessa che passa attraverso una precedente fase di espiazione del senso di colpa.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
e da questo attinge la creatività autentica secondo melanie klein un'altra teoria molto importante sulla creatività ci deriva da donald winnicott così com'è stata espressa già
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
nel libro Gioco e realtà, di cui parlavo in una precedente lezione. Cioè, la creatività intesa, secondo Winnicott, come vitalità, come qualcosa che si pone nello spazio potenziale, nello spazio dell'oggetto transizionale. Ciò che è esterno, ciò che è oggettivamente esterno,
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
ma viene investito internamente di un significato soggettivo. Quindi creatività come capacità di giocare, di esprimere visualità, attraverso l'uso dell'oggetto transizionale. Un oggetto che viene caricato di un potente significato soggettivo.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
Quindi abbiamo messo al fuoco diversi concetti, di cui rende conto la psicoanalisi freudiana, kleiniana e winnicottiana. Ci siamo anche il contributo di Wilfred Bion e di Donald Meltzer, che mettono in luce il ruolo nella creatività della capacità di pensare.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
Capacità di pensare intesa come capacità di elaborare le angosce che porta alla capacità di immaginare, di fantasticare, che è strettamente legata alla capacità di sentire. Cioè, creatività intesa come capacità di inventare qualcosa sulla base della capacità di pensare la sofferenza. Quindi c'è nell'atto creativo un travaglio interiore, no?
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
che porta alla capacità di elaborare il dolore mentale. Altre teorie importanti della creatività su base psicoanalitica mettono invece in luce il contrasto tra dolore psichico e aspetti perversi della personalità. Come mai possono essere creative anche persone molto perverse? Pensiamo per esempio alla musica leggera, alla musica rock.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
al fatto che si sono dimostrate persone creative, per esempio persone affette da gravi depressioni, da stati psicotici, da problemi di identità sessuale, di un tipo perverso. Perché in qualche modo c'è nella creatività questa tensione tra l'aspetto perverso della personalità
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
e la capacità invece di entrare in contatto con il dolore psichico che deriva dal senso di colpa per questi aspetti perversi. Cioè quindi l'atto creativo come tensione, come capacità di elaborare un conflitto interno, dal quale il soggetto può entrare o può uscire, no? Quindi ci saranno fasi della vita estremamente creative e fasi non creative.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
Mi viene da citare il caso, per esempio, del grande cantautore Bob Dylan, che dichiarava in un'intervista che in certi periodi della sua vita aveva vissuto degli stati incredibilmente creativi, che lo portavano a scrivere bellissime canzoni in pochissimo tempo, una quantità enorme di bellissime canzoni. E tuttavia, però,
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
A un certo punto Bob Dylan racconta di aver avuto un incidente in motocicletta, è uscito da questo incidente indenne, attraversa però una fase di ripensamento, di maggior contatto con se stesso, nel quale esce da questo stato creativo. Cioè quindi la creatività in qualche modo si può legare anche a uno stato maniacale.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
di grande impeto, di grande impulso creativo, che poi si riflette in uno stato depressivo ulteriore, che invece porta drammaticamente a una perdita di creatività. Succede a ciascuno di noi di trovarsi in dei momenti estremamente creativi e in altri momenti di sterilità espressiva e creativa.
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S… Speaker 2 (metodologie modulo 1)
Anche l'adolescenza per esempio è un momento di estremità.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
creatività. L'adolescente che si trova a elaborare il lutto per la separazione dai genitori, la fine dell'infanzia e le nuove pulsioni libidiche e aggressive può trovarsi in una fase estremamente creativa. Per esempio ci sono grandi cantanti
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
che le cui canzoni più belle sono espresse nella prima giovinezza, laddove erano state pensate a livello conscio e inconscio già negli anni dell'adolescenza. Quindi ribadisco qui ai fini della creatività l'importanza del pensiero inconscio. L'inconscio e la creatività sono due aspetti estremamente legati. Un altro autore molto importante è Stanley Grispan, grande psicologo dello sviluppo,
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
che teorizza un concetto importante, cioè che la creatività ha a che vedere non tanto semplicemente con la capacità cognitiva di ordinare le idee, ma con la capacità di generare le idee. La mente creativa è una mente nella quale affiora la coscienza una grande quantità di idee, e questa capacità di generare idee deriva da un profondo contatto con le proprie emozioni.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
E qui arriviamo all'infanzia, la quale si pone in nuce alle radici dell'atto creativo. E da qui il ruolo del nido e della scuola dell'infanzia di facilitare le basi della creatività. Vi dicevo citando Daniel Stern che il bambino è immerso negli affetti vitali, no?
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cioè nella capacità di dosare gli oggetti della realtà esterna, di un significato soggettivo. E la creatività come si esprime nella prima infanzia, senz'altro attraverso il gioco. E da questo punto di vista è fondamentale per il bambino usufruire del rapporto con una figura adulta, sia esso il genitore o un educatore, che è in grado di giocare.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
che è in grado di giocare, e che purtroppo è invece difettosa nei bambini che hanno problemi psichici. Purtroppo molti bambini con disturbi psichici non hanno soffruito di un genitore che avesse la capacità di giocare con loro. Quindi è fondamentale al nido la capacità di un educatore di giocare con il bambino
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
in tal modo contenendo le sue angosce e favorendo nel bambino la capacità di pensare, intesa come capacità di sentire e di elaborare le sensazioni soggettive dell'esperienza. Quindi da ciò scaturisce questa teoria del gioco come esperienza emotiva. Un altro aspetto con cui si esprime la creatività è tipicamente il disegno.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
I bambini amano disegnare e amano colorare, no? In un modo tale che consente loro di esternare, attraverso il disegno e la pittura, aspetti del proprio mondo interno, no? Cioè i disegni sono saturi di aspetti del mondo interno del bambino. E il che non va interpretato, no? Perché l'interpretazione paradossalmente rischia di bloccare
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
l'impulso creativo. Però è fondamentale che il bambino si eserciti attraverso il disegno, in tal modo esteriorizzando aspetti che sono propri del proprio mondo interno e che possono riflettere anche angosce molto forti, contratte nel rapporto con i propri genitori. Quindi il gioco e il disegno sono due attività principe.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
per il bambino alla scuola dell'infanzia. Un altro aspetto interessante sono i giochi motori, cioè la capacità del bambino di giocare attraverso la motricità. Per esempio giochi con la palla, giochi con i cerchi, giochi attraverso i quali il bambino può esprimere vitalità, tutta la vitalità, l'eccitazione, la voglia di...
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S… Speaker 2 (metodologie modulo 1)
di esprimere se stesso che è il bambino, no? E che è un importante precursore della danza, poi, no? Che sarà un modo molto strutturato.
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S… Speaker 2 (metodologie modulo 1)
di esprimere questa vitalità attraverso l'atto motorio. E c'è un ultimo aspetto fondamentale nella creatività al nido che ha a che fare con il rapporto interpersonale. Il rapporto interpersonale tra il bambino e l'educatore e anche tra il bambino e i suoi coesane e gli altri bambini.
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S… Speaker 2 (metodologie modulo 1)
Cioè giocare da questo punto di vista significa condividere e inventare condividendo, condividere e inventando. Quando il bambino riesce a partecipare a un atto creativo di gruppo,
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S… Speaker 2 (metodologie modulo 1)
nel contesto di un rapporto significativo saturo di emozioni con i suoi cosani e anche con gli adulti significativi che sono gli educatori, abbiamo raggiunto il massimo del nostro scopo. Quindi creatività intesa come esaltazione della capacità del bambino di condividere emozioni in un ambiente a sua misura come è il nido e la scuola dell'infanzia.
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S… Speaker 2 (metodologie modulo 1)
A conclusione io ho cercato di esprimere così succintamente alcuni aspetti sia delle teorie della creatività ponendo l'accento su quelle psicoanalitiche e sia sul ruolo della creatività nello sviluppo affettivo del bambino così come si esprime e si estrinseca all'interno dell'asilo nido.
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S… Speaker 2 (metodologie modulo 1)
E il concetto di fondo che ribadisco è che la mente si nutre di pensiero creativo. Cioè una mente salusare, una mente sana, è una mente che continuamente crea, crea significati. Quello che Antonino Ferro, un grande psicoanalista allievo di Bion, chiama pensiero onirico della veglia.
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S… Speaker 2 (metodologie modulo 1)
Cioè la capacità di sognare nello stato di veglia. Cioè il concetto secondo cui la creatività da un punto di vista psicoanalitico è sempre stata legata al sogno, no? Il sogno come atto creativo per l'antinomasia. Cioè nell'attività del sognare, questa grande capacità che possede la mente di creare qualcosa. Ha anche le persone, diciamo, più inibite.
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S… Speaker 2 (metodologie modulo 1)
È sorprendente come alle volte facciano dei sogni bellissimi, altamente creativi. Per esempio sogni architettonici, no? Sogni nei quali sognano dei bellissimi edifici di architettura. Oppure sogni musicali. Vi siete mai chiesti quando una persona, per esempio, inventa una melodia musicale, no? Semplicemente la sogna e la mattina si risveglia con quella melodia in testa.
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S… Speaker 2 (metodologie modulo 1)
Quindi l'atto della creatività è fortemente legato a quello del sogno. E quindi vi dicevo, da un punto di vista psicoanalitico, la creatività è legata al sogno e si pone come baluardo della vita mentale. Cioè il concetto di fondo viene espresso, secondo cui la creatività è la base della salute psichica.
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S… Speaker 2 (metodologie modulo 1)
la capacità di creare continuamente immagini mentali è alla base della creatività quello vi dicevo che Antonino Ferro chiama pensiero onirico della veglia cioè il concetto secondo cui la mente sogna costantemente anche da sveglia e crea costantemente immagini e queste immagini possono essere inibite
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
quanto estremamente creative, ricche di immaginazione, di affetti, di vitalità e di pensiero. Ben trovati a questa nuova video-lezione nella quale affrontiamo un altro tema al lasere che in verità può essere abbastanza delicato, che ha a che fare il rapporto tra gli educatori
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
e i genitori dei bambini. Un rapporto che un tempo era più trascurato e che invece ora emerge come sempre più centrale.
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S… Speaker 2 (metodologie modulo 1)
come sempre più centrale. Perché questo ha a che fare con il benessere del bambino, con il benessere dei genitori, con il compito degli educatori di promuovere il benessere dei bambini e delle loro famiglie, e anche il proprio benessere, il che chiama in causa la sindrome del burnout, invece.
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S… Speaker 2 (metodologie modulo 1)
come incapacità da parte dell'educatore invece di pensare i propri problemi in una maniera che lo porta in qualche modo a stare male e quindi con una costellazione di condizioni, di situazioni e di fattori che sono tutti molto importanti. Per fare questo dobbiamo partire dal presupposto
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S… Speaker 2 (metodologie modulo 1)
che i genitori non usano molte aspettative sul bambino e quindi non usano molte aspettative anche nei confronti degli educatori, che vorrebbero che fossero delle figure che in qualche modo rispecchiano e restituiscono loro l'immagine di un bambino bravo.
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S… Speaker 2 (metodologie modulo 1)
in certi casi di un bambino ideale. Quindi bisogna tener conto delle pressioni che i genitori esercitano sulle istituzioni educative che si prendono cura dei loro figli e sulle persone che lavorano in queste istituzioni. Questo aspetto prima veniva in qualche modo trascurato.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
laddove c'era una situazione non paritetica nella quale in qualche modo erano gli educatori e gli insegnanti a scuola che dettavano le regole del gioco e i genitori in qualche modo si dovevano adeguare e si dovevano loro sentire in colpa per primi se i propri figli non corrispondevano all'immagine
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
di un bambino o di un ragazzino in grado di funzionare bene nell'ambiente del nido, della scuola dell'infanzia o anche della scuola elementare e delle scuole superiori. Oggigiorno assistiamo a un ribaltamento di prospettiva che ha a che fare invece con il fatto che i genitori sono sempre più richiedenti.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
nei confronti degli educatori, no? Pretendono sempre di più. E questo chiama in causa un'angoscia di fondo che caratterizza le istituzioni deputate a prendersi cura del bambino, no? Che è il senso di responsabilità, che copre la proiezione di massicci sensi di colpa. Cioè le istituzioni educative sono istituzioni
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
nelle quali circola un certo grado di angosce persecutorie, che hanno a che fare con il peso della responsabilità di prendersi cura dei bambini e di soggetti in età evolutiva. La responsabilità maggiore sarà per gli insegnanti delle scuole elementari. Immaginate un insegnante di scuola elementare il primo giorno di scuola,
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
che si trova a che fare con tanti bambini a cui deve insegnare a leggere e a scrivere. E domande spontanee possono essere quelle, dice, ma i bambini saranno in grado di far fronte a questo compito? Impareranno le nozioni di base della lettoscrittura? Impareranno ad apprendere? E sono tutte domande fondamentali che l'insegnante si pone.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
e che comportano senso di colpa. E quindi c'è la gestione, c'è di mezzo il compito di gestire il senso di colpa, di saperlo in qualche modo.
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S… Speaker 2 (metodologie modulo 1)
E in questo gli insegnanti si trovano a dover rispondere sia al loro superiore, che è il dirigente scolastico, che vigila sul ruolo degli insegnanti, ma anche nei confronti delle famiglie dei bambini, che si aspettano che l'insegnante sia una figura brava, adeguata, competente e così via.
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S… Speaker 2 (metodologie modulo 1)
E lo stesso vale anche per l'educatore al nido e alla scuola dell'infanzia. Ci sono genitori che possono essere molto gelosi dei propri figli, no? E quindi anche molto gelosi dell'attaccamento che i propri figli vengono a instaurare nei confronti di altre figure come sono gli educatori. Viceversa ci sono educatori che possono essere gelosi dei bambini al nido e quindi gelosi nei confronti dei loro genitori.
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S… Speaker 3 (metodologie modulo 1)
Quindi il rapporto tra educatore e genitore del bambino è in un certo qual modo un rapporto non privo di conflittualità. Oh, qui non mi si muove la slide, ecco. Immaginate poi il caso di un bambino con disabilità sul quale ci soffermeremo poi.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
che è un bambino che ha particolari problemi e che richiederà una particolare competenza da parte degli educatori al nido. I genitori spesso sono molto angosciati nei confronti del loro figlio con disabilità e chiedono un notevole esporso da parte degli educatori nel prendersi cura del bambino.
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S… Speaker 2 (metodologie modulo 1)
Cioè in qualche modo un gioco al rimpiattino di responsabilità e un'attribuzione reciproca del peso dei sensi di colpa. Che ha a che fare con la sofferenza di bambini bisognosi come sono i bambini con disabilità e anche la sofferenza delle loro famiglie che si trovano a prendersi carico di bambini.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
che a loro volta esprimono un dolore psichico a causa della loro disabilità. Quindi ci sono tutta una serie di questioni abbastanza complesse. Una questione per esempio è quella dell'inserimento del bambino al nido. Perché questa questione è delicata? Perché ha a che fare con le angosce di separazione del bambino. Ci sono bambini entusiasti.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
di affrontare nuove esperienze come quella del nido, ma ci possono essere anche bambini invece che sono così pervicacemente attaccati alla figura materna da vivere con un certo grado di angoscia il momento della separazione. E quindi qui su questo punto io non mi dilungo più di tanto perché c'è già una ricca letteratura, ma è importante in qualche modo che
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
diciamo monitorare questa situazione con il fatto che il genitore in qualche modo è chiamato a stare con il bambino al nido per un certo numero di giorni finché il bambino sarà in grado di sollerare la separazione da parte del genitore. Questo noi lo vediamo anche
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S… Speaker 2 (metodologie modulo 1)
Questo concetto di separazione noi lo vediamo in altri aspetti della vita relazionale del bambino, che hanno a che fare per esempio con lo svezzamento, oppure hanno a che fare con il fatto che il bambino impari a dormire da solo nella propria cameretta, laddove ci sono bambini anche più grandi, bambini che possono avere 3-4 anni o addirittura 7-8 anni.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
che dormono ancora nel letto con i genitori. Quindi c'è questo problema della separatezza psicologica, che è anche un problema che emerge nella psicoterapia, dove il bambino che ha un disturbo psichico si trova a interagire con uno psicoterapeuta in una situazione nella stanza di terapia in cui ci sono solo loro.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
e si dicono delle cose che rimangano tra loro due. Quindi anche nella relazione tra l'educatore al nido e il bambino c'è questo tema di fondo molto importante a che vedere con un certo grado di segretezza e di privatezza. Cioè si tratta di una relazione che il bambino ha al di fuori della famiglia che il genitore del bambino non può controllare.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
Il genisore del bambino non può controllare questa situazione, perché è una situazione nuova per il bambino, una relazione nuova, nei confronti di una figura che si prende cura di lui, con la quale instaurerà un rapporto che è estraneo, entro certi limiti, a quello con i genitori. E questo vale anche con l'esperienza di socializzazione orizzontale che il bambino avrà nei confronti di altri bambini.
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S… Speaker 2 (metodologie modulo 1)
Quindi sono tutte situazioni che chiamano in causa un senso di separatezza del bambino che a poco a poco comincia a rendersi autonomo dai genitori. E però è importante ribadire l'importanza della relazione tra gli educatori al nido e i genitori dei bambini. In passato non era così.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
In passato veniva dato per scontato che la relazione del bambino con gli educatori era una relazione che andava per la sua strada, della quale gli educatori non dovevano rendere conto di niente nei confronti dei genitori. Così come ad esempio la relazione tra il bambino e uno psicoterapeuta infantile, è una relazione della quale lo psicoterapeuta non deve rendere conto di niente ai genitori.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
se non gestire le loro angosce, ma senza sentire il bisogno di comunicare alcunché di ciò che avviene privatamente nelle relazioni tra lo psicoterapeuta e il bambino. In un'ottica invece ecologica più ampia, oggi sappiamo che le cose stanno in maniera diversa, cioè è fondamentale per la crescita.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
adeguata e sana del bambino che in qualche modo le figure educative che gli stanno intorno si parlino e collaborano in osara di loro quindi emerge sempre di più il ruolo dell'importanza di una collaborazione tra gli educatori e i genitori del bambino e questo organizzando degli incontri in cui si parla del bambino
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S… Speaker 2 (metodologie modulo 1)
con attenzione anche ai momenti di festa nelle quali la scuola dell'infanzia ad esempio si apre ai genitori dei bambini. Questi momenti sono molto importanti di compartecipazione emotiva e di condivisione ai fini dell'educazione del bambino, cioè l'importanza in qualche modo di un approccio comunicativo
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S… Speaker 2 (metodologie modulo 1)
tra gli educatori e i genitori del bambino. E questo ha a che vedere con un senso molto importante che noi dobbiamo sviluppare di autentica comunità. Cioè quindi il nido e la scuola dell'infanzia intese a tutti gli effetti come delle comunità educative, come delle comunità nelle quali
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S… Speaker 2 (metodologie modulo 1)
i bambini possono entrare e uscire insieme ai loro genitori. Un ruolo molto importante è legato anche all'osservazione da parte degli educatori delle relazioni dei bambini tra di loro. Anche questo è molto importante. Ed è molto importante per gli educatori allenare la propria capacità
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S… Speaker 2 (metodologie modulo 1)
di darsi spiegazioni costantemente corrette di ciò che si trova nella realtà emotiva e nel mondo interno dei bambini che seguono. Cioè se l'educatore si limita a giocare un po' con i bambini, a organizzare il gioco dei bambini e a mettere in luce i comportamenti
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S… Speaker 2 (metodologie modulo 1)
tra virgolette inadeguati di un bambino che può presentare i rudimenti di quello che sarà un disturbo futuro della condotta, non va bene. All'educatore da questo punto di vista è richiesto, sento, di poter dire qualcosa in più. Cioè il fatto che si è in grado di darsi delle spiegazioni corrette
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S… Speaker 2 (metodologie modulo 1)
di quello che il bambino fa al nido, soprattutto nella relazione con l'educatore stesso e nella relazione con i coetanei. E qui introduco un concetto interessante che è quello di campo analitico, cioè il campo riguarda le emozioni che si vengono a creare all'interno di un rapporto di adico o all'interno di un rapporto di gruppo, che è diverso da situazione a situazione.
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S… Speaker 2 (metodologie modulo 1)
Per esempio il caso di un bambino alle scuole elementari ha un buon rapporto con una maestra e un cattivo rapporto con un'altra maestra. Per cui con una maestra può essere un angelo e con l'altra maestra invece può essere un tiranno. Perché? Perché evidentemente il bambino sa, si rende conto che con una maestra può presentare un certo lato buono di se stesso, mentre con un'altra maestra si sfoga dando il peggio di sé.
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S… Speaker 2 (metodologie modulo 1)
per esempio. E questa è una situazione particolare e delicata che può essere oggetto di osservazione. Quindi è molto importante, ribadisco, la capacità dell'educatore di darsi spiegazioni corrette del rapporto con i propri bambini e la capacità dell'educatore di gestire il rapporto con i genitori del bambino.
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S… Speaker 2 (metodologie modulo 1)
e deve essere una capacità molto ricettiva, molto contenitiva e molto empatica, perché i genitori possono essere molto suscettibili quando implicitamente si sentono accusati di non essere dei bravi genitori che hanno cresciuto nel giusto modo i loro figli. Quando si fa presente ai genitori dei problemi dei loro figli,
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S… Speaker 2 (metodologie modulo 1)
in modo particolare i cattivi sentimenti da loro nutriti, per esempio di un bambino che fa il bullo e picchi altri bambini, i genitori possono diventare molto suscettibili, perché qui scatta la problematica del senso di colpa. Immaginate per esempio un bambino che è aggressivo con altri bambini, che fa il bullo, che vuole umiliare altri bambini per difendersi dal senso di colpa.
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S… Speaker 2 (metodologie modulo 1)
di non sentirsi sufficientemente amato. Questo è molto difficile da riconoscere per i genitori e richiede da parte degli educatori al nido molto tatto per far presente questa data situazione. Quindi ribadisco qui l'importanza per gli educatori.
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S… Speaker 2 (metodologie modulo 1)
di avere molta sensibilità e molta attenzione al rapporto con i genitori del bambino, che possono essere molto suscettibili alle critiche. E questo chiama in causa la capacità da parte degli educatori in qualche modo di elaborare un transfert che può essere abbastanza intenso, intendendo per transfert la proiezione sulla figura dell'educatore
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S… Speaker 2 (metodologie modulo 1)
di aspettative molto forti, che chiamano in causa vissuti molto remosi, molto primitivi e potenzialmente anche molto angoscianti. Cioè quindi la relazione, in conclusione, la relazione tra l'educatore al nido, alla scuola dell'infanzia, ai genitori del bambino, è molto importante, molto delicata e ciò ha i fini
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
di una crescita sana del bambino stesso. Ho ben trovati a questa ultima video-lezione nella quale si cerca in un certo qual modo di tirare le fila del nostro discorso. Abbiamo messo infatti a fuoco
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
una serie di aspetti di concetti e di temi che fungono come assi portanti della relazione dell'educatore al nido con i bambini che sottolinea l'importanza
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
di una comprensione del bambino che vada oltre il suo comportamento manifesto. Quindi, innanzitutto, abbiamo parlato dell'importanza dell'osservazione, capacità dell'educatore di osservare costantemente il bambino e di sapersi dare le giuste spiegazioni del comportamento del bambino. Quindi un'osservazione che vada oltre
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
il comportamento manifesto e che invece tocchi e investa la dimensione dell'esperienza soggettiva del bambino. E in questo ci viene incontro il supporto di alcuni concetti psicoanalitici che hanno a che vedere con il controtransfert, con il fatto che il bambino tende a instaurare un transfert verso la figura dell'educatore, cioè a vederlo in un certo modo.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
e l'educatore sperimenterà un ruolo complementare al quale attribuirà un significato, che tende a vicariare sostanzialmente il ruolo dei genitori, quindi la figura dell'educatore come una figura genitoriale di supporto, in un certo qual modo.
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
E da questo punto di vista noi sottolineiamo l'importanza di una comprensione di ciò che si trova nel mondo interno del bambino. Quindi non limitarsi a registrare...
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per esempio un disturbo della condotta, un problema di comportamento del bambino, ma allenare la propria mente a darsi costantemente spiegazioni corrette di quel comportamento, che chiameranno in causa un disagio da parte del bambino. Poi abbiamo sottolineato l'importanza di una relazione di contenimento, che è sempre più centrale. Cioè l'educatore deve avere la capacità
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S… Speaker 1 (metodologie modulo 1)
di contenere le angosce del bambino. Se non sa fare questo, mi spingo a dire che sarebbe meglio che cambiasse mestiere. Cioè quindi l'educatore al nido della scuola dell'infanzia si presuppone essere una persona che sa stare a contatto con i bambini perché è implicitamente dotata di questa capacità di contenere le loro angosce.
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Facevo l'esempio di un bambino osistico che, di fronte a un educatore che non è in grado di contenere le sue angosce, va incontro a un comportamento problema di tipo dirompente, scaraventando tutti gli oggetti e i giocattoli che trova nel suo campo visivo. Quindi viene ribadita questa importanza del contenimento delle emozioni del bambino.
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che riflette quella di un buon genitore. Poi, inoltre, abbiamo parlato di due momenti fondamentali della vita al nido, che sono, in un certo senso, l'educazione, l'esercizio del gioco e della creatività. Gioco che è complementare alla capacità di contenimento e che esprime gli aspetti vitali del bambino.
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E' da qui la capacità fondamentale dell'educatore, di un buon educatore, di saper giocare con il bambino. Il gioco è il momento clou della vita del bambino al nido, quello nel quale esprime se stesso in una maniera più spontanea, autentica e vitale, che chiama in causa il funzionamento del vero sé.
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Il bambino esprime la propria spontaneità e vitalità attraverso il gioco e il gioco viene inteso come momento centrale della vita del bambino al nido. Poi, parallelamente, il ruolo del gioco chiama in causa lo sviluppo della creatività del bambino. E qui abbiamo passato in rassegna alcune teorie psicoanalitiche della creatività.
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che mettono in luce come, in un certo qual modo, la creatività rifletta aspetti multipli della personalità dell'adulto e anche del bambino. Ci sono in gioco aspetti sani, aspetti problematici, aspetti perversi, ma viene messo in luce come la creatività è estremamente legata alla capacità di pensare.
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Cioè capacità di pensare come capacità di sentire.
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E da qui il riferimento al pensiero onirico della veglia, come dice Antonino Ferro, cioè il fatto che la mente ha questa capacità di sognare costantemente anche nella vita di veglia e di produrre... è un animale simbolico l'uomo, cioè ha questa capacità costante di produrre simboli.
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attraverso il pensiero sia nello stato di veglia che nello stato di sonno. E da qui il ruolo fondamentale del sogno come momento principe della creatività del bambino. Infine ci siamo soffermati sull'importanza del rapporto degli educatori con i genitori perché entrambe sono figure educative fondamentali che concorrono
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all'educazione del bambino al nido e quindi deve essere sempre più centrale il ruolo di un'alleanza che possiamo concepire come alleanza terapeutica tra gli educatori al nido alla scuola dell'infanzia e i genitori che deve essere una relazione proficua il più possibile aperta in maniera tale che la scuola
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venga sempre più a configurarsi come una comunità nella quale le famiglie dei bambini possano sentirsi accolte e non solo semplicemente giudicate quando il bambino in qualche modo commette dei comportamenti che non sono ritenuti idonei e appropriati in base alle normali regole di convivenza civile.
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Quindi, importanza dell'osservazione, importanza della comprensione del mondo interno del bambino, importanza anche delle teorie dello sviluppo affettivo del bambino, importanza di instaurare una relazione di contenimento, ruolo del gioco e della creatività.
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e funzione fondamentale da curare da parte degli educatori del rapporto con i genitori del bambino sono tutti aspetti che concorrono a una funzione fondamentale che gli educatori possono instaurare nella relazione con i bambini al nido e alla scuola dell'infanzia e con i loro genitori.

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The transcript discusses the importance of the child's needs in modern society, particularly focusing on the 19th century as the era of the child. It highlights the contributions of various disciplines, such as psychoanalysis, which emphasize the importance of the child's first five years of life. The speaker argues that the current society is in crisis due to global economic changes, increasing poverty, social inequalities, environmental and climate crises, and that these issues have been present for decades. The speaker also mentions the importance of the first years of a child's life in shaping their personality and suggests that this period is crucial for the child's development.
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