29 aprile, Nicola Galli
May 05, 2026 09:46
· 1:30:58
· Italian
· Whisper Turbo
· 5 speakers
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Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
Allora, è bello vedere la classe così piena, anche con ospiti di altra provenienza, per accogliere Nicola Galli e Giulia Melatta, un applauso.
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Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
Sicuramente Gilberto Santini ma ormai sei usurato, sei di casa, sei il grande fiancheggiatore, partner in crime di questo corso e soprattutto di questa università.
0:47
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Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
Perché, come dico sempre, senza Gilberto, senza Amat, vorrei dire anche senza Carlotta, senza Daniela, senza Daniele, insomma, per noi sono delle amicizie importantissime, oltre che, insomma, non mi piace dire che sono solo delle collaborazioni, sono proprio dei sudalisti che abbiamo costruito negli anni e se riusciamo...
1:11
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Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
Salve a stare qua insieme anche con voi e a scegliere anche questo tipo di programmazione da condividere con le ragazze e con le ragazze perché insomma c'è anche questa armonia anche nelle scelte e nella condivisione di un percorso sia didattico ma anche formativo che riteniamo sia utile per me e per loro.
1:40
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Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
Allora, ieri abbiamo visto l'esalto tattile, questo è il momento che nel complesso del progetto che si chiama Scuola di Platea Unurb.
1:54
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Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
questo progetto ha previsto un momento iniziale in cui Gilberto ha introdotto alla classe la scelta dei due spettacoli, sapete che prima di voi c'è stato sotterraneo questi due spettacoli e poi c'è questo momento di incontro che si chiama dopo la scena e che è appunto il momento in cui ci si confronta
2:21
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Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
sulla visione, sulla drammaturgia, sull'andamento dello spettacolo, anche cercando di far emergere un po' la prospettiva di costruzione del lavoro perché poi seguirà il lavoro in classe.
2:37
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Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
che noi facciamo, che poi porta le ragazze e le ragazze all'esame, perché è anche un momento di studio per noi, al di là del confronto anche dello sguardo spettatoriale che sicuramente queste due occasioni si è costruito. Diciamo che lavoriamo su questi due fronti, da un lato si cresce come spettatrice e spettatore, però dall'altro lato proviamo anche a diventare...
3:02
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Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
Passatevi questo termine che a me non è che piaccia tanto, però anche grazie tantissimo anche a Gilberto.
3:08
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Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
e a quello che cerchiamo di fare insieme anche con le persone che lavorano con me, cerchiamo anche di diventare un po' spettatori, un po' più esperti, perché comunque qui si studia scienza della comunicazione e quindi essendo le cose che vediamo degli oggetti complessi della comunicazione e anche della medialità, dell'intermedialità, proviamo a osservarle insieme anche grazie all'aiuto che ci date e anche un po' a...
3:35
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Speaker 2 (29 aprile, Nicola Galli)
a sciogliere, a svelare certi meccanismi di costruzione. Quindi su questo passo la parola a te che sei sicuramente potrebbe essere e che mi aiuti a sciogliere un po' tutto il meccanismo. Grazie. Io dico grazie a Laura e a tutti i suoi collaboratori perché questo è l'ultimo appuntamento di questa serie e devo dire che è stato un bel percorso. Ieri sera è stata una gran bella serata di teatro, da uomo di teatro
4:05
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Speaker 2 (29 aprile, Nicola Galli)
Posso dirlo per due ragioni, uno perché lo spettacolo di Nicola che io ho visto solo in video, però Nicola mi ha detto ieri che ieri sera ha trovato la sua forma probabilmente migliore, più a fuoco, ci ha portato in un altro mondo. Però voglio ringraziare molto anche voi perché ero dietro un po' di voi, cioè non è molto distratta, mi ha molto colpito perché a parte qualche risatina quando Nicola è tratto nudo, ma ci sta.
4:37
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Speaker 2 (29 aprile, Nicola Galli)
subito vi siete lasciati conquistare dallo spettacolo lasciati e lasciate conquistare dallo spettacolo dall'inizio fino alla fine ma molto colpito devo dire questa cosa perché significa che sì che lo spettacolo aveva la forza per farlo ma che voi sapete guardare nel senso che sapete farvi attraversare raggiungere da quello che accade in scena quindi
5:00
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Speaker 2 (29 aprile, Nicola Galli)
Grazie a doppio. Come diceva Laura, abbiamo detto che ci sono due piaceri degli spettatori, per lo spettatore. Il primo è quello di godere anche nel conflitto dello spettacolo che vediamo, il secondo è capire che cosa, quali procedure, quali strumenti, quale tecniche ci hanno portato a godere quel primo piacere. Oggi siamo qui per affrontare questo secondo piacere.
5:24
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Speaker 2 (29 aprile, Nicola Galli)
Devo dire uno spettacolo molto importante da questo punto di vista perché riesce ad attivare una pluralità di codici incredibili. Assieme al nostro Nicola Galli c'è Giulio Melandri e il suo ruolo, credo che firmi qualcosa legato alla drammaturgia se non erro, però poi ci racconterete bene. A me ha colpito moltissimo, ieri vedendolo dal vivo, la precisione drammaturgica proprio, dove ogni elemento...
5:53
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Speaker 2 (29 aprile, Nicola Galli)
della pluralità delle cose che sono in scena fino ad arrivare al teatro stesso della fine hanno saputo appunto condurci in un viaggio molto molto preciso. Quindi darei innanzitutto la parola a te, voi preparatevi che tra un pochino vi rilompo le palle per darci appunto una prima chiave di lettura di questo spettacolo.
6:16
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Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
Va bene, grazie a tutti e a tutti per essere qua. Voi lo sentite? Sì, mi sentite? Dai. Mi impegno un po'. Mi aggrego anche io su...
6:29
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Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
Grazie a me intendo appunto per Laura e Gilberto per averci accolto non solo nella presentazione di uno spettacolo, che è appunto qualcosa che magari ci capita chiaramente spesso, ma nel conoscimento di un progetto del genere, perché ci fa molto piacere poi avere la possibilità anche di generare un confronto.
6:52
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Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
In qualche modo lo spettacolo è proprio un territorio di relazione e poter anche, non so, ascoltare noi, ma anche per noi ascoltare voi è un momento proprio di confronto e di approfondimento. Anche per noi ieri sera è stato uno stato speciale perché c'era veramente quella tensione positiva che dal palco scenico si percepiva, quindi pensiamo che sia trasmessa anche al...
7:19
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Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
tra le persone che si siedono a fianco all'altra, magari tra conosciuti, conosciute e a volte sconosciuti, e ci si sintonizza con quello che si sta percependo, con quello che sta accadendo sullo spazio della scena. Ecco, quindi un incontro, devo dire, molto bello, e non è sempre così, questo lo bisogna dirissero.
7:42
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Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
Direi che facciamo così, partiamo, diamoci un po' una regola, giusto per spezzarla. Noi partiamo raccontando un po' quello che è il progetto, ma poi evitiamo il momento monologo, per cui ci fa piacere che veramente questo momento sia utile per voi, per farci le domande, le più prorricinose, le più imbarazzanti, le più che pensate possano essere stupide o inutili, banali, chiamatele come volete, però per veramente sfogare quelle che sono le curiosità.
8:11
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Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
Dalle cose più tecniche alle cose più artistiche, più profonde, anche più leggere, perché poi abbiamo parlato mentre andiamo a pranzo e si va anche, ho domande abbastanza, anche terra a terra. Per favore, permettiamoci questa cosa. Qui di fianco a me c'è Giulia che lei si occupa proprio della figura della dramaturgo, che magari proviamo a capire cosa fa la dramaturgo nell'ambito della danza, quindi chiaramente il dramaturgo, la dramaturgo è quella figura che...
8:39
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Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
si occupa della parte testuale della messa in scena nell'ambito più teatrale del testo. Nella danza effettivamente non si parla di linguaggio verbale, linguaggio che culturalmente parlando ci unisce, a seconda poi delle culture e delle lingue che parliamo, ma che si parla di un'altra lingua, la lingua del corpo, quindi tutto ciò che è dentro la sfera del linguaggio non verbale.
9:09
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Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
Andiamo sullo spettacolo, lo spettacolo nasce nel 2024, quindi ha già qualche anno, ed è stato uno di quegli spettacoli che non è nato.
9:23
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Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
tondo, perfetto. Non capita sempre, a volte capita che un progetto nasce perfettamente centrato a fuoco e a volte invece ci sono spettacoli che per la loro complessità, per la grande anche la sfida nella quale ci andiamo a impelagare
9:47
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Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
fa sì che lo spettacolo non nasca nel momento del debutto nella sua forma perfetta. Ecco che durante poi le varie repliche che sono tutte succedute nel 2024
10:00
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Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
che si è conclusa con l'ultima replica, mi pare a Bilbao, sì, c'è, novembre, Bilbao del 2021-24, avevamo sempre la sensazione che il progetto avesse tutti gli elementi fondanti, ma che mancasse qualcosa, a livello di dinamica, di quello che possiamo definire il ritmo, proprio il modo in cui tutti i soggetti corporei, luminosi,
10:27
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Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
mancava qualche cosa, quindi siamo presi un anno simpatico da questo spettacolo, portando avanti tutto il resto del repertorio, e l'abbiamo ripreso quest'anno, e quindi da marzo fino adesso, insomma, quest'anno siamo riusciti a mettere a fuoco e far sì che lo spettacolo diventasse quello che è oggi. E questo non è un primo elemento di partenza, proprio perché lo spettacolo non è qualcosa che una volta nato...
10:47
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Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
come magari l'arte plastica, l'arte scultore, la pittura, in qualche modo, se vogliamo che è un territorio molto scivoloso, però in qualche modo l'opera esiste sempre e comunque, perché è proprio una sua matericità. Ecco, la danza, della danza del corpo non resta nulla nel momento in cui non viene messa in forma, cioè in questo momento lo spettacolo non esiste, ne esistono gli elementi spezzettati, esiste nel mio corpo, ma...
11:16
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Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
non c'è sul palmi di questa mano. Nella sua impermanenza la danza è qualcosa che ci aiuta a pensare che è una delle arti più impalpabili.
11:30
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Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
più anche delicati da questo punto di vista, quindi nasce, si trasforma, ciao, benvenuti, si trasforma costantemente attraverso le esperienze che fa con luoghi, quindi palcoscenici, che per quanto sia tutta l'italiana comunque hanno delle specificità e soprattutto con le persone, cioè il modo in cui le persone reagiscono, portano a casa, magari ti fermano per strada durante la fine del spettacolo, perché anche noi usciamo e respiriamo e vediamo che sia fatta notte nel frattempo.
11:59
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Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
E questa cosa ci aiuta a capire dove stiamo andando. Il deserto tattile, partiamo forse dal titolo, in qualche modo forse racconta molto dello spettacolo. Sono queste due parole. Una parola ci racconta di luoghi più o meno reali, perché di deserti...
12:20
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Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
Ce ne sono veramente tanti, pensiamo al deserto di sabbia, ai deserti di sale, al deserto di ghiaccio, in qualche modo l'oceano è il suo modo un deserto, quindi quei luoghi la cui misura è veramente indefinita, uno spazio veramente sconfinato, a volte anche disabitato.
12:38
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Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
disabitato sempre a seconda di quale scala di valori e di forme di vita noi ci associamo chiaramente, in più ci allontaniamo verso delle forme di vita che dentro la nostra scala gerarchica e culturale definiamo vita.
12:55
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Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
E quindi sono luoghi che possono essere reali ma anche immaginari, cioè un deserto può essere anche una condizione interiore, una condizione che fa parte di quell'ampio spettro di quelle che sono le sensazioni che noi proviamo, che possiamo provare nel momento della nostra vita.
13:10
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Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
L'altra parola invece è tattile, qualcosa che invece, in completo contrasto con la prima che riguarda la lontananza, la grandezza, la smisuratezza, è proprio la tattilità, qualcosa che riguarda invece la prossimità dei corpi, la vicinanza. E qui entriamo nel campo della tattilità, che non vuol dire solo toccare, proprio il contatto fisico di due elementi, due soggetti, due parti del corpo, ma vuol dire tutta quella...
13:40
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Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
quella gamma di esperienze aptiche, legate a quelle esperienze tattili, che il nostro corpo è in grado di esperire. Quindi sono tutte sensazioni e percettive, quindi sono qualcosa che è legato moltissimo a quello che è il nostro confine del corpo, il confine della pelle, il confine epiteriale, che sicuramente è il primo organo che si sviluppa nel feto ed è l'organo più esteso che abbiamo.
14:07
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Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
è l'organo più sensibile in termini di quantità di recettori neuronali ed è l'elemento che è il nostro involucro, è il confine che separa il dentro del corpo e il fuori del corpo e la nostra essenza è quello che invece è il mondo esterno.
14:28
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Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
Quindi deserto e tattile. Sono parole che sono in contrasto. Quindi come si incontrano? Tutto lo spettacolo ruota intorno a questo parallelismo, a questa grande compressione, a questa grande dilatazione in termini di tempo, di spazio, di relazione tra il corpo e il luogo, in termini di...
14:51
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Speaker 2 (29 aprile, Nicola Galli)
possibilità di entrare in contatto con e in possibilità.
15:00
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Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
...bianco che per la maggior parte del tempo divide lo spazio del davanti e lo spazio del dietro, lo spazio della visione, lo spazio dell'esclusione dalla vista, tutto ciò che è...
15:14
S…
Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
visualizzato, percepito, a tutto quello che invece in qualche modo il nostro sguardo, il nostro occhio, il nostro orecchio cercano in qualche modo di vedere dentro questa opacità, esatto, l'opacità e invece la nitidezza, l'inclusione e l'esclusione, queste sono tutte parole che in qualche modo si riflettono sullo spettacolo, sul titolo.
15:36
S…
Speaker 2 (29 aprile, Nicola Galli)
Non so se volete aggiungere qualcosa. A Giulia chiedo questa cosa io. Intanto Nicola ci ha detto due cose molto importanti. Una tra un po' mi costringerà a rompervi le palle, che è il fatto che lo spettacolo è uno spazio relazionale. Niente come lo spettacolo di ieri sera lo è.
16:00
S…
Speaker 2 (29 aprile, Nicola Galli)
nel senso che adesso con Nicola andremo a mettere a fuoco quelli che sono gli strumenti che è nato per lo spettacolo, ma non si tratta di vedere se avete capito, cioè quello che avete esperito è quello che avete capito.
16:14
S…
Speaker 2 (29 aprile, Nicola Galli)
Questo ci interessa raccogliere. La seconda cosa che mi colpiva molto è questo fatto che lo spettacolo è un organismo che in qualche modo ha delle dinamiche anche un po' alchemiche. Capita spesso che tutti gli elementi sono giusti, però c'è qualche cosa che deve trovare.
16:32
S…
Speaker 2 (29 aprile, Nicola Galli)
Il proprio respiro, è proprio un organismo veramente. L'altra cosa importante che ci ha detto è che il pubblico, ieri sera era percepibile, è molto importante per uno spettacolo così, perché si inizia a serpeggiare la noia, i cellulari accesi, è chiaro che lo spettacolo diventa un'altra cosa. A Giulia voglio chiedere una cosa. A me ha colpito molto la capacità di racconto di questo spettacolo, cioè io l'ho vissuto proprio nel suo racconto proprio, no?
17:02
S…
Speaker 2 (29 aprile, Nicola Galli)
fino quasi a commuoverci nell'incontro tra questa trama bestia e questo corpo e fino a commuoverci ancora di più quando si sono rivelate le povere assi e le cantinelle del teatro che hanno creato quella magia. Come avete lavorato sulla trammaturgia? Cioè l'avete scritto questo racconto affidando poi ai diversi codici il fatto di farcelo percepire?
17:30
S…
Speaker 2 (29 aprile, Nicola Galli)
alcune cose appunto intraviste, alcune cose mostrate. Siete partiti scrivendo il racconto che abbiamo visto o come si è stratificato il lavoro? Posso anche fare una senta? In questa scrittura saranno delle fonti.
18:07
S…
Speaker 3 (29 aprile, Nicola Galli)
Allora, lo spettacolo è, diciamo, il processo che ci ha portato alla creazione dello spettacolo è iniziato quasi un anno prima del debutto, ovviamente come spesso accade lo spettacolo.
18:24
S…
Speaker 3 (29 aprile, Nicola Galli)
Gli spettacoli, la creazione degli scettacoli hanno necessità anche di un tempo in cui immaginarli, in cui è necessario documentarsi, cercare delle fonti che siano testuali, che siano iconografiche. E' nato con la condivisione di un'idea di Nicola, quindi nel provare a portare in scena la condizione di deserto.
18:50
S…
Speaker 3 (29 aprile, Nicola Galli)
partendo dalla condizione interiore, anche dell'assenza della possibilità di toccarsi e di stare vicini. Questa ancora era una primissima idea che era emersa.
19:07
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Speaker 3 (29 aprile, Nicola Galli)
accostato la parola deserto all'aggettivo tattile, da qui l'ha condiviso con me, questo è come lavoriamo, cioè lui ha un'idea, quindi una prima desiderio di indagare un tema, lo condivide con me e a me magari si aprono dei file e inizio a connettere con chiaramente qualcosa che conosco, quando non lo conosco provo anche a informarmi, a cercare.
19:36
S…
Speaker 3 (29 aprile, Nicola Galli)
E appena Nicola mi ha detto, mi ha parlato del deserto tattile, mi è venuto in mente un saggio che avevo letto diversi anni prima, che si intitola Gli occhi della pelle, architettura sensibile e sensibile di Ioanni Pallasma, che è un architetto in realtà, è un teorico dell'architettura, è un testo della, adesso non ricordo comunque il fine.
20:01
S…
Speaker 2 (29 aprile, Nicola Galli)
Sì, io avevo letto ancora prima e che le avevo suggerito, quindi in qualche modo poi sono cose che... Ma almeno dieci anni fa. È un testo molto difficile da trovare, però nel caso... E partendo da questo test... Testi, sponsorizziamo testi.
20:20
S…
Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
Quindi appena mi ha detto così sono partita da quel libro che poi sono andata a ritrovare perché avevo letto veramente tanti anni prima e lì c'erano tutti dei rimandi alla filosofia del sensibile, alla componente ontologica del senso, del corpo e quindi tutta una serie di riferimenti anche a filosofi che anche lì magari avevo in qualche modo incontrato per anche mia...
20:46
S…
Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
così di curiosità e ho iniziato a fare ricerca, quindi questo è stato il primo lavoro, non so quanto entrare perché magari non è interessante, però è proprio per raccontarvi più che altro come abbiamo deciso io e Nicola di lavorare.
21:07
S…
Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
e come, diciamo, in qualche modo riesco a descrivere la mia figura come dramatur, perché è una figura che, soprattutto nella danza, diciamo che si inizia adesso un po' a parlarne, non c'è una forma, una modalità con cui... Ascolta Giulia, è stata la scena che stratificandosi ha generato il racconto?
21:28
S…
Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
o c'è stato un racconto che voi avete man mano composto e poi tradotto in scena? Hai capito la domanda? Perché abbiamo iniziato subito a costruire delle immagini, cioè a trasporre in immagini il lavoro sul corpo e poi in immagini qualcosa che era già in qualche modo...
21:54
S…
Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
costruito nella testa di Nicola. E da di lì abbiamo, provando a costruire queste immagini, a capire come collegarle, come si relazionavano l'una con l'altra, soprattutto nel momento in cui l'elemento luminoso abbiamo iniziato a capire che era essenziale e che era un altro corpo in relazione al corpo di Nicola. Quindi abbiamo iniziato un po' come processo, un po' a immagini quasi
22:23
S…
Speaker 2 (29 aprile, Nicola Galli)
singole e abbiamo iniziato anche a provare diverse possibilità anche di relazione tra di loro. Esatto, come mi aggiungo con Giulia, rispetto a questo elemento di come si costruisce, perché poi non c'è una tecnica ma in qualche modo si trovano tecniche a seconda della sensibilità delle singole persone e come poi il team di lavoro, il gruppo di lavoro, trovano in qualche modo una sintesi in questo caso e noi l'abbiamo trovata qualche anno attraverso una modalità che è molto più afferente al cinema, ovvero quello dello storyboard.
22:53
S…
Speaker 2 (29 aprile, Nicola Galli)
Esattamente, questo, io poi l'ho portato, poi alla fine li ho metto qua, perché sono proprio se, ma con dei cartoncini. Ma fatemi quello di chiedere questo, cioè c'è uno storyboard? C'è uno storyboard, chiaro che non nasce prima, in questo caso non è nato prima lo storyboard, sono anche alcune delle tesserine, con appunto un'immagine, e può essere un'immagine, non pensate all'immagine come l'idea di cosa si vede in scena, ma l'immagine può essere una sentazione, può essere una luce, può essere un gesto, è uno degli elementi.
23:22
S…
Speaker 2 (29 aprile, Nicola Galli)
ci siamo divertiti a prendere tutti questi cartoncini nel mazzo a mischiarli e a provare diverse soluzioni perché non è tanto la singola immagine ma come il concatenamento delle singole immagini genera il racconto e qui sullegeva proprio questa potrebbe essere anche una gran bella tesi ragazzi andare a ricostruire il percorso di scrittura come?
23:44
S…
Speaker 2 (29 aprile, Nicola Galli)
No, intanto nel nostro esercizio... Ah sì, lo useremo. Quindi chiaramente c'erano bozzetti, bozzetti di gestualità, bozzetti di scenografie o apparati luminosi, bozzetti anche rispetto a delle idee sonore, perché anche la parte del suono chiaramente non è un'unica traccia, ma sono diversi campionamenti di suoni che poi uniti generano quelle sensazioni.
24:10
S…
Speaker 2 (29 aprile, Nicola Galli)
Qui entra in campo alla multimedialità, cioè il modo in cui un suono o una luce unito a un gesto, o anche solo un gesto unito all'entrata di un elemento, cosa generano? E qui entrava in gioco la sfida, la grande sfida di questo spettacolo che in qualche modo a me e a Giulia hanno preso tanto tempo, che era quella di far sì che il pubblico, che le persone che...
24:33
S…
Speaker 2 (29 aprile, Nicola Galli)
si trovavano di fronte a questo spettacolo, riuscissero ad avere un'esperienza sensoriale, un'esperienza proprio di percettiva, quindi come lo spettacolo nella sua totalità degli elementi, quindi in questo caso è veramente uno spettacolo che in qualche modo supera quelli che sono i generi, perché danza, sì, c'è della danza, ma c'è anche tantissima installazione visiva, c'è una ricerca sonora molto forte.
25:00
S…
Speaker 2 (29 aprile, Nicola Galli)
Come tutti questi elementi che concatenati creano quella che è l'orchestrazione di uno spettacolo in cui non c'è più il corpo come protagonista, ma anzi c'è quella che per me è una sfida costante, che è quella dell'assenza di gerarchie tra gli elementi che abitano la scena, il corpo fisico. Assenza di gerarchia ma grande precisione, cioè è uno spettacolo che...
25:26
S…
Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
Sì, però mi ha colpito molto il fatto che se non ripercorressimo tutto avremmo ogni volta in maniera chiara quale elemento ci sta guidando. E non è sempre corto. No, non è sempre corto, assolutamente. Ma in questo senso, dico, non è solo un'assenza di gerarchia, ma è la scelta di poterlo usare appunto in pieno equilibrio, ma di aver sempre chiaro che cosa sta guidando in quel momento. Questa è una delle qualità, secondo me...
25:54
S…
Speaker 2 (29 aprile, Nicola Galli)
principali dello spettacolo, cioè io so sempre da cosa sono guidato. Certo, ma infatti l'assenza di gerarchie ti permette di accendere a quella libertà e quindi pensare che a un certo punto è un suono che ti guida nel percorso sensoriale.
26:18
S…
Speaker 3 (29 aprile, Nicola Galli)
Ed è un lavoro che viene richiesto anche a chi è in scena, nel senso che chi è in scena si mette in una condizione di dire io non sono io che sto generando quella cosa, sono io insieme a quell'elemento che è fondamentale tanto quanto me per arrivare a restituire quell'esperienza, in questo caso sensoriale. Proviamo a raccogliere un po' dell'esperienza così aiutiamo i nostri amici che creano quel ghiaccio.
26:49
S…
Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
Dai tu, sei quello che citavo prima, vai, come ti chiami? David? Dai, dice cosa è successo ieri sera. No, volevo sapere cosa rappresentava quella specie di... Dici prima che cosa, cioè, quale è stata l'esperienza, poi rispondi, Nicola. Strano. Strano, ma non ti sei annoiato, perché dicevo ai tuoi amici che avresti dormito, invece non hai dormito, perché ero dietro io. Ahia. Vedi che amici.
27:23
S…
Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
No, prova a dirci che cosa non ti ha fatto dormire, dai. La musica. Non lo so, strano, non so che altro... Beh, strano è un bel aggettivo, secondo me. Molto. È un bel aggettivo strano, dico. No, non in modo brutto, è un'attività. Certo, certo, sì, sì. Non c'è nessun giudizio, non è una cosa strana. Mi sembrava che scappassi da qualcosa.
27:55
S…
Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
Non so, non ho capito bene. Esatto. E cos'era? Il mostro. E poi nell'evoluzione finale come l'hai letto? Quando c'è questo momento in cui sono vicini, come si fossero capiti? Come se si fossero capiti. Capiti.
28:22
S…
Speaker 2 (29 aprile, Nicola Galli)
Facciamo un applauso! Assolutamente! E possiamo che ti risponda! Esattamente! Esattamente così! Quello che hai visto è quello che hai capito! Giusto proprio come elemento che ci aiuta anche a, non solo in questo spettacolo, ma in generale secondo me, uscire dall'idea che quello che vedo debba rappresentare qualche cos'altro. Cioè, c'è nessuna pretesa da parte mia, e spero sempre anche dai colleghi artisti e artiste, non c'è nessuna pretesa da parte di un artista di...
28:50
S…
Speaker 2 (29 aprile, Nicola Galli)
spiegarti qualche cosa, di far sì che quella cosa che ti faccio vedere, che ti presento, voglia rappresentare qualche cos'altro. L'opera è proprio la mediazione tra quello che è stata la mia necessità
29:02
S…
Speaker 2 (29 aprile, Nicola Galli)
poi allargata, e poi quello che deve essere la tua esperienza. Quello, secondo me, è il potere e il senso del fare arte. Altrimenti io vengo lì e ti racconto la mia cosa, ma c'è un elemento di grande presunzione nell'essere al mio posto, la presunzione di offrirti su un parco scenico la mia visione del mondo. E già partiamo da una grossa pretesa che io ho. Ora, dall'altra parte, come la posso compensare? Attraverso la messa in dubbio.
29:30
S…
Speaker 2 (29 aprile, Nicola Galli)
E il restituirti quella che è la tua esperienza, che non è, comunque poi non siamo in un esame in cui io ascolto la tua esperienza e io ti dico se hai capito bene o capito male. Usciamo da questo paradigma perché altrimenti non se ne esce più. Quindi io ti posso raccontare cosa mi ammò, cioè perché abbiamo scelto di portare in scena quell'alimento, ma non genera nessun valore aggiuntivo a quella che è stata la tua esperienza e questo va alla tua.
30:00
S…
Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
uscire, ma questo in generale quando andate a vedere qualche cosa, cioè entrare in quel meccanismo del ma cosa l'artista voleva, non è quello, non è quello l'obiettivo, l'obiettivo è io sono di fronte a questo oggetto, a questa creazione e io che rapporto in stato.
30:19
S…
Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
è quello il tra che ci interessa non il tra tra me e voi ma tra la creazione e voi c'è la vostra esperienza che fate anche perché per quanto la creazione su tutto questo è molto non è che va alla deriva è abbastanza lineare ti porta e ti conduce l'ospedatore non ha brilli e sciolte
30:41
S…
Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
Però in qualche modo quando uno torna a casa e ci pensa e ci ripensa, se qualcosa ti ha mosso, se qualcosa te lo fa ricordare, io penso ai primi spettacoli che ho visto che mi hanno fatto innamorare per fare teatro, per fare danza e quindi che mi hanno parlato a rendere un lavoro, quella lì è l'esperienza che mi porto a casa, il fatto che mi segna, mi segna qualche cosa e mi...
31:06
S…
Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
Mi cambia, esatto, mi cambia. Quello, quando succede quello, ora dico, oh, lo spettacolo ha avuto senso. Lì non trovo il senso del bello, perché non è un approccio estetizzante, è stato bello, è stato bravo, ma in quanto quella creazione mi cambia. Ora lì trova senso, ma anche quando leggiamo un libro, ascoltiamo una musica, non è tanto diverso, no?
31:26
S…
Speaker 2 (29 aprile, Nicola Galli)
Comunque io salverei l'aggettivo strano che a me piace molto, soprattutto perché ieri quando sono arrivato avevo letto da poco un articolo molto interessante che si chiama, si titola tipo ci hanno rubato anche la noia, perché io stavo lì, ero in pausa, non mi ricordo da cosa e stavo scrollando Instagram così, a un certo punto...
31:47
S…
Speaker 2 (29 aprile, Nicola Galli)
Ma in realtà ci hanno rubato la noia, nel senso che non potevo fare l'esperienza della noia perché in realtà c'è qualcosa che in qualche modo mi riempie. E quando è iniziato lo spettacolo ho detto vediamo come reagiscono a questa sfida perché è veramente strano. Sul metro del mondo se tu misuri soprattutto tutta la parte iniziale dove non sai cosa succede, sai chi arriva, questo corpo è lentissimo.
32:16
S…
Speaker 2 (29 aprile, Nicola Galli)
Giocano una serie di esperienze che secondo me chiamarle strane, cioè estrane a quello che facciamo è giustissimo. Secondo, io mi sono sentito portato in un mondo altro, cioè in una estraneità proprio totale. Questo mi sembra che sia un tema molto importante. Si giocava moltissimo il proprio libro.
32:39
S…
Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
L'obiettivo della parte drammaturgica era proprio quello di creare uno spaesamento, stranamento, spaesamento, quindi la parola è giusta, uno spaesamento non solo spaziale, quello che è stato al luogo che in qualche modo si presenta in scena, ma soprattutto fuori dal tempo. Quella dimensione, la dimensione dello scorre del tempo doveva fin dall'inizio cominciare ad entrare in uno slow motion, in un rallentamento che proprio ti fa perdere.
33:08
S…
Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
come quando siamo in un deserto, pensiamo che allo spazio, il cuore da terra, quello è un deserto, e il tempo si ferma, se pensiamo al concetto di tempo, soprattutto nella fisica, in cui c'è tempo solo se è appinato al calore, che quasi un tempo fosse un campo...
33:28
S…
Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
fuori da quello che deconcipiamo però ecco in qualche modo il tempo è collegato al calore e il tempo ha sempre la freccia che va solo da un verso ecco riuscire a lavorare sulla percezione tattile
33:40
S…
Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
eppure non è uno spettacolo partecipativo, uno spettacolo interattivo, non mi vengo a toccare. Quindi come far sì che attraverso la vista e l'udito, che sono i due sensi principali, che in qualche modo sono attivati, come riuscire ad entrare con questi due sensi, ad entrare in un terzo senso che non è fisicamente esplorato.
34:01
S…
Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
in qualche modo ci tocca, come un'immagine mi tocca, come un'immagine mi bagna, o come io con il mio sguardo bagno quelle immagini, come un suono mi raggiunge, mi colpisce, soprattutto sulle frequenze basse, penso che soprattutto in platea, si sente la vibrazione, quindi come l'esperienza tattile di un suono mi coinvolge, come la luce, in qualche modo la luce bagna le cose, genera i colori, proprio attraverso la sottrazione.
34:29
S…
Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
Quindi tutta questa attività si inserisce anche nell'esperienza multisensoriale.
35:07
S…
Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
Il momento dell'incontro. Sì, ma è fortissimo quella cosa, secondo me. È proprio catartico e giustissimo, sì. Perché comunque l'incontro con un diverso, con un mostro, con l'apparentemente altro da sé, che però con cui c'è la possibilità di capirsi, no? Per cui è emotivamente molto forte, ma l'avete costruito così è stato costruito.
35:29
S…
Speaker 4 (29 aprile, Nicola Galli)
No, serviva, sentiamo il bisogno anche noi dopo tutta questa grande tensione, questa elettricità che dall'inizio non ti tiene col fiato sospeso.
35:40
S…
Speaker 4 (29 aprile, Nicola Galli)
perché i suoni sono delicati, sono minimi, il movimento è proprio un movimento che cerca, che sonda, che esplora lo spazio, che lo tocca, che lo attraversa, viene spuntato fuori, viene risocchiato. Dopo tutto questo viaggio, anche un po' acconturbante, molto anche faticoso in qualche modo, non solo per me che lo faccio chiaramente, ma anche per chi lo vive dall'altra parte, serviva una schiusura, serviva appunto una catarsia.
36:09
S…
Speaker 4 (29 aprile, Nicola Galli)
una liberazione da tutta questa tensione. E la liberazione nasce proprio nel momento in cui questa relazione tanto agognata, tanto cercata, in qualche modo accade tra due esseri completamente diverse. Sono diversi perché uno è altissimo e l'altro è più piccolo, perché uno è carrozzato, è pieno di spine, di punte, quindi comunque...
36:30
S…
Speaker 4 (29 aprile, Nicola Galli)
un essere che si può difendere, mentre l'altro comunque è un essere che ha solamente la sua pelle, in qualche modo vulnerabili in ogni parte, vulnerabili a livello visivo perché è un corpo comunque esposto ed è vulnerabile anche per tutto perché non ha nessuna calafatura, nessun indumento, quindi il gioco anche in questo caso non solo della scelta dei corpi perché Raffaele è già molto alto in più con questi...
36:51
S…
Speaker 4 (29 aprile, Nicola Galli)
i tacchi, con questo plato molto alto, lo innalza ancora di più, c'è un gioco sartoriale, costumistico, che non è solo l'idea di creare il mostro, ma anche come il costume diventa vestito, diventa abito, diventa seconda pelle. In questo caso, magari c'è una delle domande che l'ho già bruciata per voi, rispetto appunto alla scelta del costume. Altre visioni?
37:26
S…
Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
Sempre un viaggio, però più all'interno della mente. Più mentale, dici? Più mentale, sì. E anche ho visto, non so se era voluto, i termini più biblici.
37:35
S…
Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
oltre al costume, alla luce, oppure a questa barca, a questa struttura che si porta dietro, che è bucata, però allo stesso tempo c'è anche un'esposizione dei nostri problemi che noi ci portiamo dietro, ma che alla fine dobbiamo risolvere, che sarebbe un mostro in generale, che vi abbraccio. Più metaforico. Per via presentare. La bellissima lettura. Lo so, rispetto ai riferimenti biblici, che cosa ti ha... La luce punta anche...
38:04
S…
Speaker 4 (29 aprile, Nicola Galli)
la visione, la speranza, oppure l'anca proprio come passaggio del malastro. Chi ha detto la barca era la struttura? È una prima lettura, non è l'unica, stiamo collezionando veramente tante, però una barca può essere una delle. Io giravo anche tutto un gruppetto che sosteneva la presenza fortissima del mito di Prometeo. Questo proprio girava in platea.
38:32
S…
Speaker 4 (29 aprile, Nicola Galli)
Alcuni molto sicuri. Non era uno degli elementi che ci ha mosso, ma evidentemente ti porta in quella direzione. Non rientrava tra i nostri riferimenti iconografici e non c'era la volontà di andare lì.
38:49
S…
Speaker 4 (29 aprile, Nicola Galli)
però evidentemente ti ci può portare sul tappo. I classicisti tirano sempre tutto l'acqua al loro mulino. E' lo scatto che serve, altrimenti scrivevamo un saggio in cui raccontavamo la nostra immagine, la nostra idea e finiva lì. Altre visioni?
39:16
S…
Speaker 3 (29 aprile, Nicola Galli)
Un po' più forte.
39:21
S…
Speaker 2 (29 aprile, Nicola Galli)
Io ho percepito una gerarchia verso, diciamo, la luce. Cioè, come se la luce mi dà c'è qualcosa di più grande, come se fosse un'unità a due ore, non so, e si sentiva anche la paura verso qualcosa di più grande, lo so. Forse io mi scoprisco, personalmente, anche il verso di darsi conto quando la creatura, diciamo, si avvicinava e potrebbe rappresentare, non so, anche la morte, qualcosa di sconosciuto, comunque, di molto più grande, di successo a noi, e quindi così c'è.
39:54
S…
Speaker 2 (29 aprile, Nicola Galli)
Nooo, è stato lunghi dispervante.
40:00
S…
Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
È stato disturbante. Hai trovato politica la dimensione?
40:20
S…
Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
Questo è interessante e curioso, per esempio la mia generazione c'è un'altra percezione della nudità, però invece è una cosa che mi è successa con le generazioni più giovani, nel senso che, vabbè, forse è un'abitudine a vedere. Sì, c'è anche la tradizione del corpo nudo, una tradizione che dagli anni 60-70 c'è, è chiaro che è un'altra generazione. Era molto forte adesso, quello che ha detto lei è interessante.
40:48
S…
Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
No, no, esatto, ho detto che un elemento, come ti chiami? Come ti chiami? No, vabbè, c'hai un nome. Vabbè, lo dicevo per stabilire un minimo di rapporto. No, mi sembra molto interessante la cosa che hai detto, perché è la cosa che, a parte la risatina, insomma, della... La risatina è generata perché c'è imbarazzo, ma perché chiaramente i nostri corpi...
41:12
S…
Speaker 4 (29 aprile, Nicola Galli)
si confrontano tutti i giorni con l'immagine, con l'immagine del proprio corpo e con l'immagine degli altri corpi, immagine anche iconografica di come i corpi dovrebbero essere e quindi fare i conti con la propria casa, nudi.
41:33
S…
Speaker 4 (29 aprile, Nicola Galli)
È un elemento su cui è molto difficile a volte farci conti, quindi la risata è provata anche da un imbarazzo, perché non siamo abituati all'unità se non attraverso la dimensione o della pulizia o la dimensione anche erotica. Si fa fatica a escludere una di queste due dimensioni quando si ha a che fare con un corpo nudo e questo è assolutamente culturale.
41:58
S…
Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
È interessante che oggi sia percepita come un atto politico, quello della nudità, cioè come se il teatro possa essere il luogo in cui comunque si può ribadire una libertà e un'affermazione diversa da quella che è consentita. Mi sembra molto interessante. Non ci dimentichiamo che in alcune...
42:19
S…
Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
Io chiamo dittatore senza citarle, insomma anche attuali, mi è successo in un viaggio recente in Cina dove la nudità non è percepita come qualcosa di negativo, di più, cioè è impensabile. Anche questo spettacolo sarebbe impensabile. Noi molte volte abbiamo riflettuto in classe a partire anche dal punto di vista.
42:41
S…
Speaker 2 (29 aprile, Nicola Galli)
facciamo un minimo percorso storico, storiografico, che qui non si fa storia ovviamente della performance, del teatro, eccetera, però attraversando alcuni capisaldi, come vi raccontavo prima, però ad esempio l'attraversamento del corpo, il corpo come tartuola, il corpo come materia.
43:02
S…
Speaker 2 (29 aprile, Nicola Galli)
materia che diventa linguaggio e quindi la nubità potrà essere una scelta poetica e politica è un po' questo, cioè come il corpo parla perché parla per sé e quindi non lo vesti nell'arte.
43:20
S…
Speaker 3 (29 aprile, Nicola Galli)
C'è capitato di riflettere su questo e mi viene da dire in questo lavoro tuo che vestito potevi mettere per fare quella cosa lì. Il principio è che quando si pensa a un vestito non si può utilizzare un principio. Poi i costumi di solito, scusa se ti interrompo, ma di solito è il costume. I costumi li facciamo, quel costume li abbiamo cucito Giulia. Sono elementi che in altri spettacoli sono fondamentali, cioè quei corpi hanno le necessità, i segni.
43:49
S…
Speaker 3 (29 aprile, Nicola Galli)
Esatto, di portare un segno attraverso l'abito, attraverso il costume. In questo spettacolo non abbiamo mai visto altra possibilità che non fosse il corpo nella sua nudità.
44:03
S…
Speaker 3 (29 aprile, Nicola Galli)
Anche interiore a un certo punto, anche nell'incontro che diceva, lì c'è anche un momento in cui ci si incontra, si aspetta tanto questo incontro, poi però c'è anche un'idea di respingersi, di provare ad avvicinarsi.
44:21
S…
Speaker 3 (29 aprile, Nicola Galli)
Non ci si riesce a un certo punto di capirsi, quindi era necessario che il corpo in quel momento fosse... Non basta pensare che...
44:34
S…
Speaker 4 (29 aprile, Nicola Galli)
Devo fare uno spettacolo e in qualche modo devo coprire questo corpo. Ecco, il costume non è qualcosa che copre. Il costume è qualcosa che racconta. Che sostiene. E per sostenere il corpo, appunto, nella sua esperienza dell'uomo, l'esperienza della mente di questo viaggio, serviva proprio non offrirgli qualcosa che coprisse, perché non lo avrebbe aiutato.
45:00
S…
Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
Mentre proprio per costruire queste immagini di questo mostro, di questo essere, non tanto un costume, serviva proprio che avesse delle infattezze. Quindi anche lì non parliamo di una scarpa, chiaro che è una calzatura, è una calzatura ovviamente così come un casco, un casco modificato, ma ecco, ci serviva l'idea che fosse una figura che non appoggiasse completamente per terra, che avesse dei piedi grandi, che non avesse dei piedi umani.
45:25
S…
Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
Qui il costume non modifica le forme del corpo, non è semplicemente qualcosa che ti copre. Quando si esce da questa logica del costume perché devi coprirlo, perché per modicità, per pudore appunto non mostra un corpo un modo in scena, ecco, quando esce da questa logica invece pensi al costume come qualcosa veramente che...
45:48
S…
Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
aggiunge, aggiunge storia, aggiunge pelle, perché il costume è una pelle. Allora ecco, si entra veramente in una capacità di trasformare il corpo e far sì che gli interpreti abitino e diventino i costumi. In questo caso Raffaele, che è l'altro presentatore che è con me, riuscire ad abitare quel costume, non posso assicurare che tra i costumi che mi ha creato è il più difficile da abitare. Non solo perché...
46:14
S…
Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
Diventare un mostro non vuol dire imitare, ma vuol dire proprio riuscire a calarsi e a pensare come un mostro, a reagire come quel mostro che ha delle sue modalità di approccio. E questa è una parte. Poi dall'altra è riuscire ad abitare quel costume con quelle complessità, perché Raffael è su un tacco senza tacco, perché ha un plateau di quasi 17-18 cm, quindi è veramente alto, con il declivio, un declivio anche abbastanza alto.
46:40
S…
Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
tranquillo, abbiamo posto di equilibrio molto peggiori, quindi hai anche l'equilibrio, hai il fatto che sei volutamente spinto in avanti, perché appunto non hai una figura...
46:55
S…
Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
in verticale ma sempre storta e in più hai questo casco che già di per sé è pesante, conoscete bene il casco in più ha questa protesi che è lunga quasi un metro quindi si bilancia ancora di più non ha neanche una visibilità perché ha una fessura piccola quindi si vedrebbe e poi non senti quindi lui non si affida alla musica si affida al mio corpo quindi quanto io sono responsabile
47:16
S…
Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
del suo movimento, perché poi lui con quella punta lo non vede, perché immaginate di avere una punta con un commento davanti agli occhi, non riesce a vedere quante persone. Quello che mi può fare male, sono tantissimo, però mi può rifiutare. Quindi quanto anche la relazione estremamente sensibile che non è né mediata dalla musica e quasi neanche dalla vista. Quindi questa è la difficoltà. E' una grande sfida.
47:43
S…
Speaker 2 (29 aprile, Nicola Galli)
Nicola, ti chiedo una cosa. Nel lavoro proprio coreografico, soprattutto in tutta la parte iniziale, come l'hai costruito, come l'hai pensato? Nel senso che seguendoti mi sembrava che quando il corpo trovava poi il momento in cui erai retto, cercava quasi delle pose classiche, neoclassiche, che ci fosse l'idea della costruzione di un corpo...
48:12
S…
Speaker 2 (29 aprile, Nicola Galli)
Come se ricercassi in quel momento una classicità immediatamente disgregata, soprattutto nelle cadute e nel passaggio dalle quattro zampe a... Dopo io ho la mia domanda che sai. Hai già fatto? Sì, hai già fatto. La faccio adesso? Sì, perché te la faccio e te la della luce. La della luce? No, io ho chiesto, dovreste forse immaginare che domanda vi ho detto.
48:42
S…
Speaker 3 (29 aprile, Nicola Galli)
che mi ha ricordato un po' vi ricordate quando abbiamo visto l'Altre Midi du Fon, Fon, Fon, Fon adesso c'era la studentessa francese stavolta che pronuncio francese ride perché faccio schifo comunque avete notato che sta sempre in Italia? si esatto sta molto in Italia e beh l'ha ricordato quindi abbiamo parlato di connessa con le cose
49:06
S…
Speaker 3 (29 aprile, Nicola Galli)
Abbiamo parlato prima non tanto, al di là della scelta coreografica, proprio per il tipo di immagine, di visione, perché poi riflettiamo anche sulla dimensione più mediologica, del taglio mediale che hai dato a questo spettacolo.
49:31
S…
Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
No, sono estremamente collegate perché non c'era nessuna altra idea da parte mia e da parte nostra di attingere o arrivare verso un immagine delle conografie classiche. Quello che in qualche modo le suggerisce, seppur appunto come venite costruite...
49:52
S…
Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
che te ne ricorda, ma in qualche modo sono pure tanti diverse, nascono nella relazione tra il corpo e lo spazio.
50:00
S…
Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
Prima di tutto perché lo spazio della scena, quello manifesto, quello davanti, è uno spazio che è quasi una lingua, è veramente quasi un proscenio. Noi parliamo di uno spazio che è largo sui 9 metri, ma è profondo 3. E' uno spazio assolutamente schiacciato. In qualche modo noi conosciamo, in termini del campo dell'architettura, quando noi abitiamo uno spazio, la sua dimensione, i suoi volumi...
50:25
S…
Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
ci raccontano molto di come il nostro corpo poi lo abita quando noi attraversiamo un cordone molto stretto il nostro corpo in qualche modo reagisce a questa dimensione così come invece da un spazio stretto si riapre un grande salone
50:39
S…
Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
Come il nostro corpo reagisce? Come si muove? Dove ci posizioniamo? Qui, probabilmente nel campo dell'architettura, cioè quando uno disegna gli spazi, si pensa agli spazi non tanto come luoghi belli esteticamente, ma come gli spazi si relazionano con i corpi, in scelta della stessa identica cosa, ovvero, danzando, fin dal principio abbiamo posizionato questo velo che fa un'accesoria.
51:04
S…
Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
da frangifuoco e quindi crea questo spazio molto stretto il mio corpo subito aveva la necessità di danzare non nella profondità ma nella lateralità e dall'altra parte perché essendo tutto lo spettacolo basato su questa luce che viene, proviene dal velo crea delle silhouette e noi conosciamo bene che come nella tradizione del teatro d'ombre le silhouette non possono avere profondità, devono avere
51:33
S…
Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
devono avere una bidimensionalità. Quindi in qualche modo tutte quelle che sono le positure, le gestualità del corpo sono comunque a favore di questa lateralità proprio perché un gesto di una mano frontale, frontale proprio nella profondità, non si percepisce rispetto alla lateralità. Quindi è un rapporto tra la visibilità di quel gesto, che significa in qualche modo di schiudere...
51:56
S…
Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
discute sul palco e basta veramente, per me il gesto più bello che lo spettacolo avviene all'inizio per me, quando il momento in cui questo corpo scivola sulla scena ed è completamente compatto, non si capisce neanche se è un corpo maschile o femminile, questo perché la mia conformazione ha un corpo molto ibrido, è un corpo che è molto più femminile che maschile, quindi c'è tanto per fare i conti con questo.
52:22
S…
Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
Il gesto più bello per me è quando il suo corpo è tutto appozzolato, c'è questa mano che scivola e fa aprire il gomito, fa aprire la spalla e la scappa. Per quel momento lì è il momento sintetico dello spettacolo, perché ti racconta di un corpo che sta iniziando un'esperienza, che poi ti porterà in quel viaggio, che invece è anche conturbante, è vorace, è curioso.
52:52
S…
Speaker 3 (29 aprile, Nicola Galli)
Grazie.
53:00
S…
Speaker 2 (29 aprile, Nicola Galli)
Scusa, vai un po' più forte.
53:36
S…
Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
Cioè come hai lavorato sull'idea di evoluzione di tempo? Esatto. Ma non abbiamo lavorato sull'idea dell'alba al tramonto, non in questo spettacolo, per cui magari comunque una traccia è rimasta. Quello su cui abbiamo lavorato però è l'idea appunto di lasciare dentro la luce e poi entrare nell'abisso.
53:57
S…
Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
Quindi comunque c'è quell'elemento, magari non è appunto legato al tramonto, lo capisco perché c'è il tramonto, perché questo cerchio arancione, comunque un grande sole, è giustissima anche questa di lettura. Per noi non siamo partiti da questo, ma l'idea veramente è di immergersi nella luce, quindi nella visibilità, nella luce che ti tocca, fino a sprofondare nel buio di quella visso.
54:23
S…
Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
Senza luce come i suoni emergono.
54:27
S…
Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
Quindi c'è ragione la vostra amica anonima che un po' è la luce a... Cioè, non va a primeggiare, però mi ci ha fatto pensare che è un'idea... È un soggetto altrettanto importante e anche pensante, perché non è una luce appunto al servizio del corpo, anzi, al contrario. Quindi sì, sicuramente. Ma questo per me è anche il suono, è anche il paesaggio suono, assolutamente. È che il suono è qualcosa che...
54:55
S…
Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
La luce la vediamo, in qualche modo la vista che è il padre di tutti.
55:00
S…
Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
In molti sensi in qualche modo siamo occulocentristi, c'è poco da fare, ma invece il suono è ancora più imparabile perché noi lo sentiamo ma è veramente ancora più in concreto e quindi forse facciamo sempre fatica a percepirlo come un soggetto ma anche questo mare di cui è venuto fuori, non so se ci sono altre immagini rispetto anche al suono perché anche quello è un campo veramente...
55:28
S…
Speaker 2 (29 aprile, Nicola Galli)
che ci offre tantissime soluzioni. Mi diceva adesso Laura, infatti è una curiosità, so che ne farai oggetto anche di una lezione a questo corso di cui si è accennato ieri, perché tutto quello che abbiamo visto sembra alta tecnologia, invece ci diceva Nicola che è molto artigianale quello che vediamo. Ci sono braccia robotici e nuove tecnologie, sono le tecnologie delle tecnologie.
55:57
S…
Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
il goblin che cos'è? il goblin è tutto quello che avete usato per il dietro il dietro è veramente artigianale ma non per una questione di economia se volessimo i bracci robotici certo
56:23
S…
Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
per me è molto importante che
56:28
S…
Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
Chi lavora con me come interprete, come danzatore, performer, datatrice, per me è importante che faccia anche questa esperienza, cioè che il corpo di chi danza venga messo in quel modo al servizio. Quindi il fatto che questa linea di luce non venga mossa da un braccio robotico che può essere programmato e sicuramente non sbaglierebbe niente, ma è come i corpi si predispongono e fanno comunque una coreografia.
56:57
S…
Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
precisa, per far sì che quella luce diventi un oggetto vivente. Questo è il segreto per far sì che queste luci, questi elementi materici che vedevate, sembravano organici.
57:16
S…
Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
Quell'organicità è data dal fatto che dietro c'è una persona che non è semplicemente la muove, è proprio come tutta l'energia e la presenza, come io che sono in scena ho una presenza che posso appunto veicolare, posso rendere esplosiva, come posso provare a sparire, come questa viene incanalata attraverso il gesto di questo strumento, che sono strumenti semplicemente, sono aste, sono cerchi con degli strip led, che sono molto semplici.
57:42
S…
Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
con degli strip led, con delle linee led, con delle strisce led e con dei colori come sono RGB white, quindi hanno tutta la gamma dei colori, quindi guardate un po' nel tecnico, perché come tutta l'energia, la presenza che emetterete un performa di un danzatore, una danzatrice, invece che emetterla con il proprio corpo, la va a incanalare per far vivere quell'elemento. Questa è una grandissima, per me...
58:07
S…
Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
prova di umiltà di un interprete perché in qualche modo chi va in scena lo fa perché ha una grande sicurezza e anche una certa...
58:18
S…
Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
è un po' vanesio anche, no? C'è questo desiderio di Andrishia di essere guardati. Ecco, e più si ha a che fare con dei performi dei datatori e datatrici che sono anche bravi tecnicamente, e più è straniante a volte per queste persone dire, ma io non mi si vede neanche. Questa per me è fondamentale fare questa esperienza, di solito la faccio fare anche nei corsi di formazione di datatori e datatrici perché ti permette di entrare in contatto.
58:46
S…
Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
con l'oggetto, che non è semplicemente l'oggetto su valenti sedi, come qua su una sedia, ma proprio come quella gerarchia viene scompaginata. E quindi in qualche modo Giulia e Raffaele in tutto il tempo, prima insieme, costruiscono tutte le immagini e Raffaele solo alla fine, in qualche modo anche quella scena con questo mostro Giulia addirittura non appare mai, pure c'era, in scena siamo in tre, se vogliamo, corpi. Prego.
59:18
S…
Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
Io ho una domanda legata al suono, ero curioso di capire il percorso di produzione e di ricerca di tutta questa parte sonora super particolare. E tanto di chi è? Perché non è proprio solo adesso. Allora, i suoni sono un mix tra tracce originali che abbiamo creato noi, campionature dei suoni e qualche traccia che invece abbiamo trovato. Quindi è una ricerca ad ampio spettro. Tutta la prima parte, la primissima primissima, non è altro che la...
59:49
S…
Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
una rimastellazione che abbiamo fatto noi del Testit 21.5 di Edgar Párez, un compositore,
1:00:00
S…
Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
ha fatto questa brevissima composizione di 3 minuti, 2 minuti e 50 per flauto di platino, messa in ultra slow motion, quindi è la stessa, semplicemente rallentata al massimo in modo che tutti i suoni di questo flauto di platino, che chiaramente ha degli elementi anche molto dosistici, molto veloci, vengono completamente...
1:00:20
S…
Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
sciolti per far emergere quella vibrazione sonora del fiato che entra nel tubolare del flauto di platinum e fa emergere. Quindi si entra proprio nel corpo sonoro di quella traccia. Un po' è quello, un po' sono delle tracce che abbiamo creato noi con i sintetizzatori. L'hai curato tu? Sì, il mixer.
1:00:41
S…
Speaker 2 (29 aprile, Nicola Galli)
Le tracce non sono tutte le genere, ma il mixaggio sonoro l'ho fatto io. La ricerca del suono è andata in grande relazione con la ricerca corporea. C'è tutto un lavoro rispetto alla costruzione anche poi coreografica legata a delle azioni di movimento che abbiamo fatto, abbiamo in quei vari cartoncini che poi sono serviti alla scrittura finale. Ci sono tutta una serie di azioni che...
1:01:10
S…
Speaker 2 (29 aprile, Nicola Galli)
uno dei filosofi sui quali ci siamo appoggiati nella parte teorica, racchiude dentro il corpus del tato, quindi tutta una serie di azioni che poi Nicola ha tradotto a livello corporeo e abbiamo provato a capire come a livello sonoro queste...
1:01:25
S…
Speaker 2 (29 aprile, Nicola Galli)
quali suoni ci potessero restituire quell'idea anche di vibrazione, di pressione sul corpo. Scuotere, toccare, appungere, leccare, succhiare, interazioni aptiche. Cioè come il suono che non può muovere o lo può, a un primo ascolto chiaramente non è facilmente abbinabile e quindi la ricerca è stata su quello, cioè il flauto come diceva.
1:01:54
S…
Speaker 2 (29 aprile, Nicola Galli)
che crea queste vibrazioni, c'è una parte che non so se è quella anche che qualcuno ha detto era più disturbante, ci sono questi bassi molto, molto, frequenze bassissime che abbiamo provato ad andare il più possibile a lavorare su una sonorità che toccasse quella... Sì, perché i bassi lavorano sulla parte acquatica del corpo, quindi essendo...
1:02:16
S…
Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
con un altissimo percentuale di acqua, soprattutto nelle viscere, i bassi ti colpiscono e quindi crea questa vibrazione, quindi come il corpo, in qualche modo in scena poi il mio corpo scuote, vibra, si agita, ma come c'è una risonanza proprio a livello di tattività tra il corpo, il movimento, il suono e anche un po' la luce, perché se no, qualche flash...
1:02:39
S…
Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
quindi anche la luce respira, con questi respiri che vanno dall'alba al tramonto e vanno negli abissi. Ecco, quindi questa... Gimberto parla proprio di organicità, ecco. Era fondamentale che non fosse uno spettacolo tecnologico, ma che la tecnologia fosse al servizio di un'idea di organicità. Quindi tutto lo spettacolo è proprio questa multidimensione, il corpo piccolo in uno spazio grande, però questo spazio può essere un ventre...
1:03:05
S…
Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
può essere qualcosa che in qualche modo contiene, sono diversi contenitori, da qui anche questa idea che se la profondità a livello di movimento è completamente annullata, poi in realtà viene inserita attraverso lo sfondamento, perché c'è un primo sfondamento in questo velo che dopo questa battaglia viene proprio...
1:03:24
S…
Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
viene lanciata questa luce e quindi c'è questo effetto di fondale kabuki, proprio la tecnica di fondale kabuki, questo di svelamento e poi c'è un secondo sfondamento, appunto questo famoso gobelin, che è un fondale nero, però non è come una tela, ma è proprio una sorta di grande ricamo, una sorta di retato, che ha questo effetto per cui si...
1:03:51
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Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
Non nel velatino, è un'altra cosa. È tipo un macramé. Ha questa forza per cui si illumina davanti, fa un muro nero. Se illumina dietro, sparisce.
1:04:04
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Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
E' proprio quella la magia. E' uno schermo, uno schermo, dai uno schermo. Molto costruito. Quindi la profondità non c'è nel corpo, cioè non avviene attraverso la danza, ma viene tolta da lì, ma viene recuperata verso lo sfondamento di questi muri. E proprio l'ultimo è questo effetto, ovviamente, in cui se volete tutti questi giochi di magia, di prestigio...
1:04:32
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Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
vengono viste ma non sono svelati alla fine questo grande gioco che quella magia che il teatro riesce a fare invece nel gioco viene svelato quindi vedi il retropalco quello che di solito è osceno, fuori dalla scena quindi il gioco si spezza, si smonte in qualche modo lì c'è quella famosa catarsica c'è nell'incontro che finalmente appiene ma c'è anche nell'idea che ok è tutto finito ma è anche tutto
1:05:01
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Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
Non mi piace dire finto, perché in qualche modo siamo usati in realtà, ma in qualche modo tutto un gioco, un grande gioco. Cioè, un dispositivo. Un dispositivo, certo. Un dispositivo che... Un guardo, no? Esatto. E quindi vedi lo scheletro e vedi le parti più sconosciute. Chi è il filosofo del pattoismo? La...
1:05:34
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Speaker 2 (29 aprile, Nicola Galli)
Le azioni che vengono chiamate Corpus del Tate, c'è Luc Nansi e poi ci sono dei testi anche di Derrida e prima tutta la parte di Marloponti sull'essere sensoriale. Comunque Ioanni Pallasmate, non so se conoscete.
1:05:51
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Speaker 2 (29 aprile, Nicola Galli)
Sì, è un teorico dell'architettura, ma in realtà ha dei rimandi anche rispetto all'ambito comunicazione, cioè come il corpo si pone sull'immagine, come l'architettura si può allontanare dall'essere legato solo alla vista e come noi la percepiamo, ma quanto invece il corpo può inserirsi come elemento... Si sembra una cosa molto bella del...
1:06:19
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Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
Una cosa molto bella del libro, una delle immagini più belle che ha, è un piccolo capitolo dedicato alle maniglie, in cui parla delle maniglie come la stretta di mano dell'edificio, come l'edificio non diventa semplicemente ciò che protegge l'umano, ciò che contiene, che custodisce, ma è proprio come l'edificio deve essere pensato in funzione del corpo e dell'attività. Ed è legato però agli oggetti.
1:06:47
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Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
Siete comunque un architetto, cioè comunque nascendo dall'architettura, perché ha un approccio molto oristico dell'architettura, quindi chiaramente non si basa solo sulla, non va sulla parte del design, si concentra su quello, ma si concentra sulla funzionalità, ma anche sul senso di creare architetture, sul perché e su come l'architettura modifica il nostro abitare e lo spazio.
1:07:10
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Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
e come i corpi sono modificati dalle architetture che vengono create e quindi quando crei in scena quando si trovi a dover creare spazio
1:07:20
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Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
In qualche modo c'è architettura anche nel creare, nel disegnare lo spazio, che sia con scenografie, con materiali, sia anche con la luce. Anche con la luce si può disegnare, sono architetti legati all'ambito giapponese in cui la luce gioca un ambito centrale su come lo stesso spazio, secondo di come la luce ruota intorno all'edificio, ne modifica il volume e le percepizioni. Ecco, in scena in qualche modo ti trovi ad essere coreografo, ma anche forse architetto.
1:07:46
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Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
ma infatti non crei quando no, facevate gli screen altre visioni? mi volevo chiedere cosa fate durante lo spettacolo se le condizioni cambiano ogni volta il romatico se voglio siamo proprio su un altro piano mi piacerebbe essere così poetico quando si è in scena ti parlo della mia esperienza ma penso che
1:08:12
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Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
Non so se la domanda era poi che cosa pensi, che cosa senti. Allora, si è in uno stato di tale concentrazione per cui sono assolutamente calato in quello che sta accadendo, che non vuol dire essere avvolso, quindi vuol dire che ad esempio una risata la sento, un ciole che suona mi distrae così come puoi distrarre te.
1:08:34
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Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
Quindi in quel momento c'è un stato di grande permeabilità, per me che è importante, che non è lo spettacolo va avanti, qualsiasi cosa accada. Quindi io sento, poi posso decidere se dare un punto di vista oppure no, però in quel momento si è tutti, non solo io ma anche chi è dietro, se è in una tale concentrazione e proprio in uno stato di...
1:08:57
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Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
di essere talmente al servizio del portare a casa quel risultato, quindi è come un po' un'orchestra, in quel momento sei uno degli elementi che non partecipa, così come quella di Rossio che è la direttrice tecnica che appunto sta in regia, siamo tutti con le nostre sensi e l'attenzione orientata al risultato dello spettacolo. Quindi è chiaro che non vuol dire che non sento niente, poi in questo spettacolo io attraverso veramente questo viaggio, ma è...
1:09:26
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Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
È molto legato alla sensazione e alla connessione, cioè il mio corpo in quel momento è al centro, perché in qualche modo è uno degli elementi che sono visibili, ma allo stesso tempo è decentrato perché io sono un po' un crocevia, cioè attraverso il mio corpo posso...
1:09:43
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Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
In te è una relazione tra il tuo sguardo e magari un suono e una luce. Quindi il corpo diventa un elemento molto prismatico e sono talmente concentrato nel riuscire a stare in quella dimensione per cui non ho tempo, anzi, rischio di distarmi.
1:10:00
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Speaker 2 (29 aprile, Nicola Galli)
La concentrazione è abbostata assolutamente, però non c'è un pensiero altro, è molto concreto e tattile in quel momento.
1:10:30
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Speaker 2 (29 aprile, Nicola Galli)
Siccome ha detto di avere un'insicurezza è stata una sfida per te farlo così a posto? No, l'ho fatta prima. È una cosa che abbiamo fatto nell'adolescenza, ma come tutti noi, non sfido qualsiasi adolescente che non abbia avuto delle...
1:10:49
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Speaker 2 (29 aprile, Nicola Galli)
delle questioni interiori da risolvere perché è proprio interiore interiore certo che poi si manifestano chiaro, farci conti vuol dire questo ma perché?
1:11:03
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Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
in grado di fare uno spettacolo così a livello di sensibilità e di farlo comprendere proprio nella sua unità. Io chiedo questo nel senso, non è così semplice, ma ci siamo direttionalmente fatti, quindi si possa anche per te stessa prescindere dal fatto di far comprendere qualcosa di altro, anche una sfida per te stesso, il fatto di realizzare qualcosa di così particolare che non è solito alle persone, non è solito il classico palmetto che si può pensare.
1:11:34
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Speaker 2 (29 aprile, Nicola Galli)
Ma c'è una messa alla prova. C'è sempre una messa alla prova, nel momento in cui esci dal territorio dell'interconosciuto, esci dalla ricetta, in cui chiaramente chi un po' ha detto i lavori conosce.
1:11:48
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Speaker 2 (29 aprile, Nicola Galli)
diciamo, più o meno ricette che ti semplificano come un po' un cucino, come un parallelismo. Cioè sai che c'è una ricetta semplice che ti viene anche a chi non ha dimestichetta e che invece vuol fare una cucina sperimentale. Ecco, nel momento in cui stringiamo un patto, io e Giulia, gli altri termini, quella è una compagnia, stringe un patto e si lancia nella sfida di riuscire a creare nuovi linguaggi, a inventare nuove ricette, che è chiaro che possono uscire molto bene.
1:12:15
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Speaker 2 (29 aprile, Nicola Galli)
a quanto pare questo, ma non è sempre così. Ecco, devi accettare l'idea che ci sia anche un fallimento. Poi sì, è una sfida, ma non la definire è una sfida più come stesso, come umano, ma anche come professionista. Cioè, e tutte le volte che creiamo che il prossimo spettacolo è qualcosa che, se questo, lo posso.
1:12:35
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Speaker 2 (29 aprile, Nicola Galli)
E quella prima è un altro posto ancora. Quindi anche l'idea, questa è una mia challenge personale, è se hai fatto quella cosa non devi più andare in quella zona, devi completamente cambiare. Un po' sale in public, no? Cioè cambiare completamente genere, che è una sfida ancora di più, perché serve molto comoda, adesso che più o meno conosciamo la tecnica di quelle strutture, di questo e me, farne un altro.
1:12:59
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Speaker 2 (29 aprile, Nicola Galli)
Invece per me la sfida è quella, però quello è proprio un po' il sale del fare questo mestiere perché altrimenti diventa un po' il bello, ma anche il complesso. Conoscendo il tuo percorso vi è da dire che non è un caso che accada adesso, nel senso che in questo momento il tuo percorso c'è un'assunzione anche di...
1:13:23
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Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
di questo tipo di rischio cioè la sua domanda da conoscitore del tuo percorso la sento anche così cioè è uno spettacolo che non poteva essere il tuo primo spettacolo a livello di rischio su tutto perché comunque è uno spettacolo rischioso perché si capisce che
1:13:42
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Speaker 2 (29 aprile, Nicola Galli)
Se qualcosa non funziona, non ti trovi niente tra le mani. No, no, è un disastro, cioè non hai messa misura. Può essere una serata di merda di quelle... Sì, sì, garantito. Ci sono gli spettacoli che puoi salvare il corpo. E senza rete, sì, questo è senza rete. Cioè, a volte, no, succede a volte, diciamo, quella scena lì è venuta bene, ma va la era bellissima. Qui non hai messa misura, cioè qui se... Non si accende una luce, non funziona, non cala, non c'è quella...
1:14:09
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Speaker 2 (29 aprile, Nicola Galli)
Non è in margine, anzi è proprio il prestigiatore che fa l'effetto e si vede il trucco. E quindi è un altro grande rischio, perché vuol dire che quello standard, che è altissimo, se ci pensi, deve essere replicabile. Tant'è che infatti è un speculo molto complesso a portare in giro, perché non puoi dire, lo faccio inventarlo un po' più piccolo, un po' meno attrezzato, no? Lì proprio è una magia che ha bisogno di quella... Infatti ci vuole un giorno.
1:14:35
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Speaker 2 (29 aprile, Nicola Galli)
Siamo con un giorno e mezzo, abbiamo iniziato alle 10 di mattina del giorno prima, abbiamo finito a mezzogiorno e al giorno dopo e a pomeriggio abbiamo fatto le prove e poi siete venuti e abbiamo fatto lo spettacolo. Quindi è molto lungo, molto energigolo lo spettacolo. Questa cosa del corpo mi incuriosisce, ho il dubbio che ci stiamo rubando anche il corpo oltre a noi, nel senso che è una cosa che mi ricordo che anche l'anno scorso con un lavoro di...
1:15:00
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Speaker 3 (29 aprile, Nicola Galli)
Silvia Calderoni era venuta fuori molto forte. Comunque è catartico anche vedere uno così com'è, nel senso che Nicola è molto bello però...
1:15:11
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Speaker 3 (29 aprile, Nicola Galli)
nel senso che mostra la sua nudità, che a teatro è sempre francescana, è difficile, io non mi ricordo un corpo erotico a teatro, anche le cose più erotiche che ho visto, cioè nel senso che è una nudità, è qualcosa che non ha barriere, è tutto esposto, però è una buona scuola. E' anche una grande generosità al solito, no? E' disarmato essere disarmato.
1:15:38
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Speaker 4 (29 aprile, Nicola Galli)
Altri, altre, altri? Ma ad esempio, non abbiamo trattato tanto, secondo me, che forse invece penso ci incuriosisca, ci interessa tutte, è l'oggetto, questo oggetto scenico. L'architettura, la torre di Babele, l'oggetto scrittore, la nave, questa, no? Forse l'abbiamo un po' accennato, però...
1:16:06
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Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
noi lo chiamiamo il sasso per noi è il sasso
1:16:13
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Speaker 2 (29 aprile, Nicola Galli)
È nato come sasso, come erota, cioè doveva essere una montagna. Ha avuto una genesi un po' più complessa perché inizialmente avevamo un disegno di avere un elemento sassuoso, ma nel senso che fosse naturalistico. Un sasso, quindi una riproduzione, una scenografia formata di sasso, quindi che avesse tutte le fattezze di un vero sasso.
1:16:41
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Speaker 2 (29 aprile, Nicola Galli)
Poi durante il processo di produzione, quindi come creare un sasso, perché poi l'ho portato in giro questo sasso ed è alto 2 metri, 5 metri, insomma, e quindi lo facciamo smontabile. Poi abbiamo cominciato a fare lo scheletro sul quale poi si arriva appoggia tutta la parte del sasso e poi siamo arrivati a questo scheletro, stavamo iniziando la scenografatura sopra che appunto avrebbe, e questo scheletro ci piaceva molto perché era come se fosse un sasso ma stilizzato.
1:17:07
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Speaker 2 (29 aprile, Nicola Galli)
poteva non essere scusato, quindi la cosa bella è che il soggetto è prismatico, cioè non è qualcosa che tu vedi, tutte le persone che lo vedono dicono è quello, è inequivocabilmente quello, anzi, appunto diventa nave, diventa un relitto, diventa una montagna.
1:17:25
S…
Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
nel processo stesso è diventato relitto e ha dato il gancio per la creazione di un'immagine che poi si è tradotta in immagine scenica dell'attraversamento da dietro il velo del relitto come se lui fosse ed è nata lì l'idea della lucetta quindi come se ci fosse quasi uno speleologo che cerca e quindi la scelta stessa di non realizzare un oggetto realistico ha portato poi
1:17:52
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Speaker 3 (29 aprile, Nicola Galli)
Alla progressione e alla costruzione di altre immagini. E quindi questo è il processo, questo è il semplice processo creativo. Metallo e invece i pianali sono in legno. Pesantino, mi sa. Pesantino. Pesantino. Senti, uno spettacolo così delicato dal punto di vista proprio della visione, come fai a costruirlo e a guardarti? Usi video, usi Giulia, usi...
1:18:21
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Speaker 2 (29 aprile, Nicola Galli)
Perché qui devi guardare continuamente che cosa stai creando, no? Sicuramente Giulia. Giulia perché chiaramente prima che fosse in scena, abbiamo parto con altre persone che ci hanno aiutato, quindi prendeva il posto di Giulia, poi Giulia ha fatto il passaggio di consegno sulle azioni per Giulia, Giulia stava fuori, quindi era con lei che in qualche modo era il prototipo di spettatrice che in qualche modo ci restituiva l'esperienza.
1:18:50
S…
Speaker 2 (29 aprile, Nicola Galli)
rispetto ai tempi di ingresso di ogni singolo elemento, come la prosecuzione creava emotivamente anche tutto il percorso.
1:19:01
S…
Speaker 2 (29 aprile, Nicola Galli)
Non utilizziamo il video perché non è una nostra consuetudine, come ho detto, è ancora sbagliato, ma non è consuetudine nostra, soprattutto perché questo spettacolo il video ti rimanda sicuramente importante a una chiave visiva, però dalla chiave invece di esperienza sensoriale, di quella tensione, il video fa fatica a restituirlo, proprio perché non è il medium adatto. L'altro elemento forse è proprio una...
1:19:29
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Speaker 2 (29 aprile, Nicola Galli)
una mia predisposizione nel riuscire a guardarmi da fuori quindi è proprio una capacità che non allena e io ce l'ho quindi questa cosa mi aiuta molto per lo meno nel momento in cui io dico io per me da fuori si veda così e Giulia mi conferma magari gli do un gancio in più
1:19:52
S…
Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
riesce in qualche modo a modificare quella cosa che entrambi abbiamo percepito magari in due modi diversi.
1:20:00
S…
Speaker 2 (29 aprile, Nicola Galli)
Una relazione che abbiamo costruito dal 2018. Sì, quindi col tempo chiaramente lavorando insieme. Altri? Perché dopo voglio vedere i cartoncini. Adesso c'è una grande attesa per i cartoncini. Altre curiosità, altre cose? Vogliamo restituirvi una...
1:20:24
S…
Speaker 2 (29 aprile, Nicola Galli)
Qualcuno che è rimasto proprio fuori, nel senso che lo spettacolo non è entrato in dialogo con sé, è successo a qualcuno? Si può dire. Non viene bocciato all'esame della professoressa Eugenia. Oddio, adesso? Allora no, adesso me lo dico. Qualcun altro? Fa delle promesse che io posso mantenere.
1:20:57
S…
Speaker 2 (29 aprile, Nicola Galli)
guardiamo i cartoncini? dai facciamo un bel applauso intanto ce l'avete? vai avvicinatevi
1:21:28
S…
Speaker 5 (29 aprile, Nicola Galli)
il telelaboratore aspetta
1:22:00
S…
Speaker 4 (29 aprile, Nicola Galli)
Ci sono anche elementi che non sono entrati nello spettacolo, quindi lo dico. C'è tutto, tutto, tutto. Il comparto azioni, il comparto luminoso, il comparto sonoro.
1:22:35
S…
Speaker 2 (29 aprile, Nicola Galli)
Scusa, la prima parte è quella... Nico, dicevi la prima parte è quella... Sono le azioni. Vieni qua, spiega. Per tutti quelli che poi vedranno, Nicola lo spiega un attimo.
1:22:49
S…
Speaker 4 (29 aprile, Nicola Galli)
Si sono divisi tra la parte blu azioni, concept, la parte bianca invece la relazione più che altro con oggetti, luci, quindi anche più tecnicistiche, la parte verde invece composizione suono, non sono in ordine. Quindi dovete pensare che c'è una linea verde che appunto è la linea del tempo musicale e sotto sono le colonne dove si abbinano i bianchi e i blu.
1:23:18
S…
Speaker 4 (29 aprile, Nicola Galli)
Perché sono così piccoli? Per una questione funzionale? Perché te li metti tascabili e devo fare una sintesi. Dopo ci sono anche degli altri bozzetti che non abbiamo portato, che invece sono in formato degli A4. Noi li componiamo. È utile per un gioco di carte. Devi pensare a come si fanno gli storyboard al cinema. Sono tutte delle piccole clip, quindi sono un po' insidicinoni. Sì.
1:23:44
S…
Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
Grazie.
1:24:05
S…
Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
Ho detto che vedo niente che c'è un telefonino. Non è bello, non è bello.
1:24:56
S…
Speaker 3 (29 aprile, Nicola Galli)
Grazie.
1:25:00
S…
Speaker 2 (29 aprile, Nicola Galli)
Grazie.
1:25:30
S…
Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
Allora, questo è la mosca.
1:26:15
S…
Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
Grazie.
1:26:27
S…
Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
Grazie.
1:27:13
S…
Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
Grazie.
1:27:33
S…
Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
Grazie a tutti.
1:28:18
S…
Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
Grazie.
1:28:46
S…
Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
Grazie a tutti.
1:29:01
S…
Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
Grazie a tutti.
1:29:35
S…
Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
Grazie.
1:29:52
S…
Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
Grazie.
1:30:18
S…
Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
questo è il coso
1:30:45
S…
Speaker 1 (29 aprile, Nicola Galli)
è bellissimo per l'accesso a questo livello qua
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