EER 2025 Lez. 26
May 03, 2026 14:20
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Speaker 2 (EER 2025 Lez. 26)
Bene, allora lezione numero 26 e chiudiamo il discorso sui principi di prevalenza epidittica che ricorderete dalla lezione di mercoledì. Allora, avevamo visto questi e avevamo parlato del formalismo come un modo di favorire la dissociazione tra
0:44
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Speaker 2 (EER 2025 Lez. 26)
Principi dichiarati e pratiche, convenzionali, consuetudinari, eccetera. Poi la depragmatizzazione come prevalenza appunto di discorsi che hanno...
1:00
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
una sfera d'azione, una pragmatica limitata che non intacca poi effettivamente le dinamiche sociali soggiacenti e quest'altro principio che è la dissociazione posizionale e proposizionale di cui vi vorrei parlare oggi. Allora, ne abbiamo già parlato così cursoriamente in passato.
1:26
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
Si tratta di qualcosa di estremamente importante, di estremamente anche utile come criterio guida nell'analisi delle interazioni sociali per voi nella vita quotidiana, non soltanto poi per l'analisi letteraria.
1:43
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
Allora, proposizionale, come vi ho detto, significa legato al significato proprio di un enunciato, quindi la dimensione proposizionale di un enunciato riguarda il significato letterale delle cose che vengono dette.
2:12
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
Tutti gli impliciti connotativi, tutta una serie di fattori collaterali. E che tipo di segnale dà la componente posizionale?
2:32
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
trasmette informazioni sull'atteggiamento che chi parla assume nei confronti dell'oggetto di cui parla, di se stesso, dell'interlocutore. Il che significa che la dimensione posizionale fondamentalmente riguarda una serie di impliciti pragmatici del discorso
3:03
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Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
Il locutore vuole assumere nella situazione discorsiva e questa cosa è estremamente importante ed è tanto più importante quanto meno è visibile.
3:23
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
Si potrebbe fare un'analisi posizionale di quasi tutti gli enunciati, ma quelli che vi danno l'idea molto più esplicita, ad esempio, sono l'uso posizionale di alcune domande.
3:51
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
un'informazione sull'interlocutore. Da un punto di vista posizionale questa domanda rende, vedete che tipo di effetto sociale e comunicativo produce una domanda del genere.
4:18
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
Innanzitutto innescare un meccanismo di accountability, secondo i termini di Sachs, nei confronti dell'interlocutore. Cioè l'interlocutore evidentemente non soddisfa i requisiti del copione sociale, perché magari ha 35 anni, dipende, l'età è poi variabile con la cultura, però una volta erano 25 anni e adesso possono essere 35 o 40.
4:45
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
Il fatto di non essere sposato contraddice le CBA di una certa categoria, tra l'altro questa cosa è quasi anacronistica perché oggi, come dire, suggellare in senso istituzionale col matrimonio è una cosa qua.
5:00
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
quasi passata di moda, però è molto più frequente avere relazioni di fatto che relazioni degli ure sancite dal certificato dell'anagrafe o della chiesa di riferimento. Ma supponete una situazione del genere, la dimensione posizionale è quella che risulta dal fatto che l'interlocutore A chiede all'interlocutore B una cosa e implicitamente
5:29
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
Si pone in una posizione di superiorità rispetto all'interlocutore B perché si pone nella posizione di chi ha titolo primo ad avere una spiegazione, secondo a fungere da giudice della validità di quella spiegazione e terzo implicitamente corrobora il principio per cui è
6:00
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
Giusto essere sposati entro una certa età. Quindi dietro una frase apparentemente neutra, che può essere una domanda, un'affermazione, qualsiasi cosa, ci sono sempre impliciti posizionali che riguardano il modo in cui l'interlocutore e il locutore si posiziona rispetto all'interlocutore e rispetto alla materia, in questo caso le CBA.
6:31
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
Delle categorie sociali e la visione del mondo per cui il matrimonio è una cosa obbligatoria, eccetera eccetera. Capite? Quindi questo è un esempio fra mille che dovrebbe dare un'idea di come funziona la logica posizionale.
6:56
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
La comunicazione ordinaria, in particolare nella comunicazione fatico-epidittica, cioè quella che si porta avanti allo scopo di avere, come posso dire, delle forme di consolidamento, di alleanze sociali e quindi in cui lo scopo ultimo è semplicemente quello di creare legami.
7:26
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
In queste relazioni la dimensione posizionale in genere riguarda appunto il collocamento dei soggetti in una rete di relazioni di alleanza, contrapposizione, superiorità, inferiorità, indipendenza, dipendenza, interdipendenza, eccetera, eccetera. Capite? Mentre la dimensione proposizionale riguarda quello che si dice.
7:55
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
Il principio dissociazione posizionale-proposizionale significa che la dimensione proposizionale, che è quella soggetta alle leggi della logica, in un certo senso è subordinata, conta meno, dell'altra dimensione, che invece è quella che è soggetta alle leggi.
8:20
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
dell'integrazione, della censura sociale e in generale delle dinamiche di relazione sociale. Allora, se i due piani sono in sintonia, uno non avverte la dimensione strumentale dell'interazione. Quindi se le cose dichiarate collimano con le azioni e con gli impliciti posizionali, il mondo sembra in armonia.
8:51
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
Quindi le cose che vengono dette e fatte sembrano semplicemente l'applicazione di una logica rigorosa. Quando invece c'è lo scollamento per cui si dice qualcosa, vi facevo l'esempio, bisogna proteggere la natura e impegnarsi per salvaguardare l'ambiente.
9:14
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
da parlamentari verdi e da attivisti ambientalisti e poi tutti a tavola a mangiare la bistecca sapendo che le bistecche vengono prodotte in allevamenti intensivi che sono quanto di peggiore per l'ambiente eccetera eccetera allora in questo caso
9:31
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
Io mi ricordo che c'erano alcuni che provavano un po' di disagio, ovviamente, percepivano l'incoerenza. In moltissimi casi invece l'incoerenza non viene assolutamente percepita e questo è un caso macroscopico perché lì si tratta di persone che hanno fatto dell'impegno, una sorta di mestiere, però nella vita spicciola a volte i principi sono principi estremamente risaputi e usurati.
10:00
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
su cui tutti sono d'accordo, sono appunto contenuti epidittici, ma questi contenuti epidittici vengono poi fattualmente smentiti dalla prassi. Allora, quando c'è lo scollamento,
10:15
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
prevale immancabilmente l'applicazione degli impliciti consuetudinari. Quindi la logica del non si dice ma si fa. Quindi si dice quello che può essere oggetto di accordo e poi l'azione si svolge su un altro piano.
10:45
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
Il baco del sistema è un benché, in realtà non è un baco del sistema, quello che sembra un baco del sistema è precisamente il criterio di funzionamento del sistema. In che senso? Perché il sistema è in grado di riconoscere le persone capaci di questa dissociazione da quelle che non sono capaci di questa dissociazione.
11:14
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
Le persone che sono capaci della dissociazione, cioè che parlano bene e poi agiscono in maniera completamente indipendente, vengono riconosciute come interlocutori normali, ordinari, come interlocutori che sanno come si vive. Questo come si vive è la logica dell'ordinarietà trasformata in norma sociale.
11:40
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
E quindi quello che sembra un bacco del sistema è in realtà un criterio di selezione, cioè io posso capire se una persona è come tutti oppure strana a seconda di come reagisce in una situazione del genere, cioè se è in grado di operare la dissociazione allora tranquillo perché questa persona dimostra che agirà.
12:11
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
Sempre in base alle consuetudini. Se invece abbiamo una persona che agisce in base al valore letterale proposizionale degli enunciati, ovviamente dobbiamo stare molto attenti perché appunto c'è il rischio che una persona del genere a un certo punto possa anche contraddire le prassi abituali dicendo no ma il principio dice una cosa diversa.
12:33
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
Insomma, più forte è il divario da superare e più forte è il legame che si crea fra i soggetti sociali. E a tutti gli effetti questo legame è un legame di complicità. Cioè è un regime che vede sostanzialmente la performance della normalità come una complicità di questa...
12:58
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
di questo strappo, di questa dissociazione appunto fra le cose dette e le cose praticate.
13:05
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
Tra l'altro si tratta di una violenza alla logica, cioè sostanzialmente noi sappiamo bene che se enunciamo un principio le nostre azioni dovrebbero essere conformi a quel principio, se non lo sono c'è una contraddizione, se noi soffriamo di quella contraddizione siamo spinti ad adeguare la nostra azione, mentre se noi non ne soffriamo e andiamo avanti tranquilli tutto va come deve andare.
13:33
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
E a questo punto possiamo leggere questa pagina di... Questo è il programma di oggi, ma in realtà ne faremo boh metà se va bene, tanto sapete che funziona sempre così. E leggiamo questo passo di Brust. Si legge? Lo ingrandisco un pochino. Ecco, allora. E questa è una pagina dove...
14:06
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
Il narratore, che sempre si sporge retrospettivamente sul suo passato e sulla sua iniziazione alle dinamiche sociali, alle dinamiche dell'amore e a tante altre esperienze, qui sta esplorando la vita sociale mondana in ambiente aristocratico.
14:28
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
Adesso ve lo traduco. Allora, cominciavo a conoscere il valore esatto del linguaggio parlato o muto della gentilezza aristocratica. Gentilezza felice di versare un balsamo sul senso di inferiorità di quelli sui quali essa si esercita, ma non comunque fino al punto di dissipare questo sentimento di inferiorità.
14:57
S…
Speaker 2 (EER 2025 Lez. 26)
perché in questo caso
15:00
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
o non avrebbe più nessuna ragione d'essere. Ma voi siete il nostro uguale, se non addirittura migliore, sembravano dire Germant con tutte le loro azioni.
15:12
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
E lo dicevano nel modo più gentile che si potesse immaginare, per essere amati, per essere ammirati, ma non per essere creduti. Quindi loro dicevano voi siete il nostro superiore o uguale e in realtà stavano affermando il contrario, cioè che loro erano superiori. Perché altri fattori, tipo fattori...
15:36
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
genealogici, sociali, economici, di prestigio, di ricchezza, di varie forme di capitale simbolico e anche capitale economico, gli consentivano di mantenere una posizione di superiorità. Che uno smascherasse il carattere fittizio di questa gentilezza,
16:06
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
Cioè, no, che uno dissimulasse il carattere fittizio di questa gentilezza è quello che loro chiamavano essere beneducati. Credere, invece, questa gentilezza reale era la cattiva educazione. Quindi, sostanzialmente, come dice poche righe prima, loro dicevano queste cose per essere amati, ammirati, ma non per essere creduti. Quindi, capite, qui...
16:35
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
In queste comunicazioni l'elemento proposizionale sono le affermazioni noi siamo uguali, l'elemento posizionale è l'implicito noi siamo superiori a voi. E' chiaro che questo dovrebbe essere una cosa molto immediata.
17:03
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
Una tecnica compositiva abbastanza frequente nella ricerca in cui il narratore si dà all'esplorazione teorica di principi generali e fornisce degli esempi che sono ricordi della sua esperienza. Del resto ricevetti poco tempo dopo una lezione che finì di insegnarmi con la più grande precisione.
17:30
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
L'estensione e i limiti di alcune forme della gentilezza aristocratica, della cortesia aristocratica. Era una mattinè, la mattinè è un evento mondano che si organizza, come dice il termine, di mattina, insomma, cioè prima del pasto di mezzogiorno e ovviamente si oppone alla serata.
18:03
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
Una mattinata che aveva dato la duchessa di Montmorency in onore della regina d'Inghilterra. La regina d'Inghilterra è Alessandra di Danimarca, la moglie di Edoardo VII, nell'epoca di questa...
18:19
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
Quindi non è la regina d'Inghilterra, prima di lei era la regina Vittoria che però era molto anziana, è morta nel 1901 quindi non è la persona a cui ci si riferisce. Ci fu una specie di piccolo corteo, di piccola processione per andare al buffet e al primo posto, ovviamente la logica dei ranghi, delle precedenze, camminava la sovrana.
18:46
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
Al braccio del Duca di Germont. Il Duca di Germont tiene al braccio la regina d'Inghilterra perché lui è l'aristocratico.
18:55
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
di sesso maschile, di rango più alto fra tutti i presenti. E io arrivai in quel momento, quindi il narratore ricorda di essere arrivato a questa festa con la mano che aveva libera, perché ovviamente il duca tiene la regina al braccio e ha una mano libera. Con la mano libera il duca mi fece a almeno a 40 metri di distanza, ora forse è un'iperbole, però si sta parlando del palazzo della duchessa di Momogansi, quindi...
19:24
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
una dimora aristocratica dove è realistico avere dei saloni così grandi, a 40 metri di distanza mi fece mille segnali di richiamo e di confidenza, di amicizia, e che avevano l'aria di voler dire che potevo avvicinarmi senza paura, che non sarei stato mangiato crudo al posto dei sandwich. Ma io, che cominciavo a perfezionarmi nel linguaggio delle corti,
19:54
S…
Speaker 2 (EER 2025 Lez. 26)
Vedete come anche ieri è l'anzian regime.
20:00
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
in epoca borghese e da molto tempo borghese, ma come vedete il linguaggio delle corti rimane come un'inerzia anche in altri sistemi. Io che cominciavo a perfezionarmi nel linguaggio delle corti, invece di atticinarmi anche di un solo passo, mantenendo i 40 metri di distanza, mi inchinai profondamente.
20:24
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
Ma senza sorridere, come avrei fatto davanti a qualcuno che avessi appena conosciuto. Perché ovviamente sorridendo avrebbe rivelato un'intimità personale con il duca che gli faceva questi segnali. E poi continuai il mio percorso in senso opposto. Avrei potuto scrivere un capolavoro.
20:48
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
I Germont sono la famiglia aristocratica finzionale che viene immaginata dallo scrittore sull'esempio di famiglie effettive storiche come appunto i Montmorency, Polignac e altri di cui lui stesso aveva esperienza, che caratterizzano il panorama sociale mondano della Parigi di fin du siècle o inizi novecento.
21:15
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
Dunque, avrei potuto scrivere un capolavoro e i Germont non me ne avrebbero reso merito, non me ne avrebbero lodato più che per questo saluto. Non soltanto quel saluto non passò inosservato agli occhi del Duca, che pure quel giorno ebbe a rispondere a più di 500 persone, quindi questo è il numero degli invitati di questa festa.
21:43
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
Ma non passò inosservato nemmeno agli occhi della duchessa, la quale, avendo incontrato mia madre, glielo raccontò guardandosi bene dal dirle che avevo fatto male e che avrei invece dovuto avvicinarmi.
22:00
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
Lei le disse che suo marito era stato meravigliato dal mio saluto, che era impossibile farci entrare più cose. Non si smise di trovare a questo saluto tutte le qualità, senza esplicitare comunque, senza menzionare, senza esplicitare tuttavia quella che era sembrata la più preziosa. Vale a dire che era stato discreto.
22:29
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
Cioè, discreto perché in un contesto del genere, quando il primo aristocratico della Francia si trova in una situazione in cui ha un ospite ancora più illustre secondo il parametro aristocratico, cioè la regina di uno stato estero, ovviamente rivelare intimità con un soggetto borghese per di più sconosciuto alla regina sarebbe una cosa completamente inopportuna.
22:57
S…
Speaker 2 (EER 2025 Lez. 26)
E non smise nemmeno di farmi dei complimenti di cui io capii che erano meno una ricompensa per il passato che un suggerimento per il futuro.
23:13
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
al modo di quelli che vengono forniti agli studenti dal preside di un istituto scolastico. Non dimenticate, cari ragazzi, che questi premi sono meno per voi che per i vostri genitori, affinché vi rimandino, vi iscrivano di nuovo qui l'anno prossimo. Quindi i premi non sono una ricompensa per i meriti, ma sono un invito a ripetere l'azione che è uno. Vedete com'è.
23:40
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
Le dinamiche posizionali, ad esempio le dinamiche legate all'interesse, cioè il preside vuole avere le iscrizioni, ma non può chiedere le iscrizioni in maniera diretta. Lo fa in maniera indiretta regalando qualcosa, cioè dando agli studenti un premio. Quindi vedete come il premio, che sembra un'elargizione, è in realtà una richiesta.
24:08
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
E infatti questo per dire, quando una persona è esplicita nel dire quello che vuole, questa cosa in un certo senso è marcata. Io ricordo nell'ambiente degli antichisti c'è un aneddoto raccontato da un mio collega di Palermo, che però appunto me l'ha raccontato tanti anni fa, relativo a un professore di Urbino che era il barone dei baroni di tutta la grecistica italiana, che si chiamava Bruno Gentili per non fare nomi, ma solo cognomi.
24:38
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
E Bruno Gentili, che era appunto un uomo di grande potere ed era anche un uomo molto intelligente, ha anche scritto delle cose belle, era un esperto di metrica e di problemi, secondo me, aberranti, ma comunque era bravo, ma la sua qualità principale era la gestione del potere e ovviamente teneva anche al prestigio accademico. E lui aveva detto a questo mio collega, che ora è ordinario, all'epoca era...
25:00
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
a un giovane ricercatore, gli aveva detto tu mi devi dare ragione. Tu mi devi dare ragione significa nelle note che si scrivono negli articoli scientifici non solo mi devi citare, ma mi devi citare con l'ode. Chiaramente una cosa del genere è molto marcata, però come vedete una richiesta così
25:25
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
Una richiesta così aberrante rispetto alle norme sociali del linguaggio indiretto la può dare soltanto un soggetto che è gerarchicamente e autopercettivamente molto sovraordinato rispetto all'interlocutore. Quindi il professor Gentili poteva dire a quest'altro giovane
25:49
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
Non solo mi devi citare ma tu mi devi dare ragione con l'indirizzo di Valmontone che era il luogo d'origine di questa persona, con l'accento di Valmontone scusate. Insomma divertente perché...
26:05
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
Non sbutta via niente nei corsi universitari, cioè anche questi aneddoti insegnano qualcosa. La trasgressione dove la richiesta è formulata in maniera diretta è marcata, tanto è vero che viene raccontata come un elemento storiable.
26:23
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
in termini saxiani, cioè questa cosa qui non era ordinary, perché l'ordinary in esse è questa dissociazione posizionale e proposizionale per cui uno la richiesta la deve formulare in termini indiretti. In Proust, non l'ho selezionata ora, ma il libro di Proust, la recherche, è sostanzialmente tante cose, fra queste cose c'è anche l'essere un trattato di sociologia, infatti è strano che un libro
26:52
S…
Speaker 2 (EER 2025 Lez. 26)
Su Proust e Goffman si è stato scritto soltanto, mi sembra nel 2002, da questa Elisabeth Bidouza-Kagliassen che...
26:59
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
appunto vede l'enorme somiglianza fra la recherche e le teorie di Goffman. C'è da dire che Goffman adorava la recherche, quindi ovviamente molti principi che Proust aveva scoperto poi lui li sistematizza in ambito scientifico. Però ad esempio in altre pagine, anche questa cosa che vi ho detto sul dare e ricevere, Proust l'ha...
27:26
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
sostanzia di materia narrativa quando ad esempio racconta gli sforzi che un aristocratico diplomatico, Monsieur de Norquois, fa per ottenere un riconoscimento per la dama che era la sua dama del cuore, anche se insomma erano persone anziane.
27:49
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
Era una relazione così un po' a distanza e lui si rende conto che lui non doveva chiedere questa cosa, ma doveva offrire per primo qualche cosa affinché l'altra cosa che lui chiedeva gli venisse spontaneamente offerta. Quindi sostanzialmente Proust racconta, quindi sostanzia di materia narrativa,
28:15
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
una dinamica che l'antropologia aveva già scoperto prima di lui, e cioè la dinamica e il funzionamento del dono, una cosa che poi il sociologo francese Marcel Mauss ha sistematizzato in realtà un po' dopo la ricerca.
28:33
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
Sulla logica del dono che è fondato sulla reciprocità e che quindi in un certo senso ha un carattere vincolante. È una delle tante leggi dell'interazione sociale che si vedono nella conversazione, Sachs ne illustra molte, ma si vedono anche, e lo vediamo oggi stesso, nella performance dei frame sociali, come leggi di vincolo.
28:57
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
all'azione, per cui compiere una certa azione X vincola i partecipanti a quel frame all'azione X' che può essere nel caso del dono alla reciprocità.
29:08
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
E' chiaro che esistono sempre le possibili trasgressioni, ci sono persone che ricevono doni e non li fanno, ma queste persone vengono, oppure ci sono i professori che dicono tu mi devi dare ragione, però queste sono eccezioni marcate e casi di questo genere diventano narrabili proprio perché sono infrazioni di norme non scritte.
29:33
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
Andiamo avanti. Ed è così che la signora de Marsant, che è un'aristocratica, tra l'altro sorella del duca di Vermont, nominato poco prima, ed è così che la signora de Marsant, quindi altissima aristocrazia, quando qualcuno di un livello sociale diverso entrava nel suo ambiente, vantava in sua presenza
30:00
S…
Speaker 3 (EER 2025 Lez. 26)
presenza le persone discrete che si trovano quando uno le cerca e che si fanno dimenticare il resto del tempo.
30:09
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
Come si avverte in maniera indiretta un domestico che ha un cattivo odore che l'uso dei bagni è perfetto per mantenersi in salute. Quindi sostanzialmente queste sono tutte forme del discorso indiretto. Ora, il discorso indiretto è una regola della comunicazione sociale interattiva nella recherche, ma...
30:33
S…
Speaker 2 (EER 2025 Lez. 26)
Il linguaggio indiretto noi lo possiamo analizzare come una costante delle interazioni sociali, delle pratiche sociali, basata su una dissociazione tra posizionale e proposizionale. Le cose che contano, la sostanza, ti voglio esprimere ostilità, una richiesta, un'offerta di alleanza,
31:01
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
Qualunque cosa non possono essere mai comunicate direttamente e si servono del linguaggio indiretto che è fondamentalmente un modo di dissociare il contenuto proposizionale di quello che viene detto dalla sostanza posizionale.
31:21
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
E a questo punto la conoscenza, in un certo senso, è una conoscenza esperienziale delle pratiche, che è diversa dalla logica o dalla ragione. Quindi la conoscenza si identifica con una, diciamo...
31:40
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
capacità di comportarsi che è funzionale al mantenimento dello status quo, cioè di nuovo come vedete tutte queste forme di dissociazione posizionale e proposizionale servono a garantire la conservazione dell'omeostasi sociale, cioè dei sistemi di ordine consolidato in un sistema. E quindi la conoscenza pura ha fondamentalmente una valenza in ultima analisi.
32:10
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
come posso dire, esornativa, e questo fa capire come l'ipocrisia, come vi ho già accennato una volta, non sia un benché, cioè l'ipocrisia non è l'eccezione, ma l'ipocrisia è la regola.
32:28
S…
Speaker 2 (EER 2025 Lez. 26)
Cioè il comportamento della comunicazione sociale ordinaria è basato su questa dissociazione, sulla dissimulazione e quindi in un certo senso sull'ipocrisia. La sincerità letterale è marcata, che si tratti del ragazzino autistico che abbiamo visto nel film analizzato nelle prime lezioni o che si tratti appunto del professore che dice tu me devi dar ragione.
33:01
S…
Speaker 2 (EER 2025 Lez. 26)
Questa dissociazione può essere utilizzata come criterio per determinare l'appartenenza di un soggetto al gruppo dei soggetti normali, quindi dei soggetti che performano in maniera corretta le norme non scritte che sono quelle che Sachs descrive come CBA delle categorie.
33:24
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
Cioè questo sdoppiamento fa sì che vengano riconosciuti come normali gli interlocutori che sono capaci di dissociare in maniera molto disinvolta posizionale e proposizionale e l'ipocrisia a questo punto diventa una specie di scibolette.
33:48
S…
Speaker 2 (EER 2025 Lez. 26)
che viene da un aneddoto, un episodio dei libri storici della Bibbia, in cui durante una guerra, siccome i nemici erano persone che parlavano la stessa lingua, ma erano al di là di un'isoglossa e quindi parlavano
34:11
S…
Speaker 2 (EER 2025 Lez. 26)
con un accento diverso, i vincitori fanno pronunciare ai prigionieri la parola shibboleth e quelli che la pronunciavano shibboleth venivano graziati perché erano dei nostri. Quelli che la pronunciavano shibboleth vengono decapitati perché semplicemente la competenza linguistica e anche dialettologica a volte è utile per salvarsi la vita, magari nell'Israele antico.
34:40
S…
Speaker 2 (EER 2025 Lez. 26)
però scibolette poi diventa un termine di uso comune non in italiano più nella lingua inglese per indicare un criterio di selezione cioè se tu hai lo scibolette dalla parte giusta allora sei dei nostri se no sei un nemico e in questo caso la gestione ipocrita della dissociazione
35:00
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
posizionale e proposizionale è uno scibolette della normalità fondamentalmente. Questa dissociazione permette di riconoscere i membri del club rispetto agli estranei. E questa metafora del club è importante perché la normalità, cioè l'appartenenza all'ordine costituito,
35:34
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
All'ordinarietà regolare in un determinato sistema sociale viene presentata, cioè viene culturalmente costruita come qualcosa di desiderabile, in termini girardiani quindi, e prestigiosa. Ovviamente il prestigio è una qualità eminentemente girardiana.
36:00
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
Se la ordinarietà normotipica venisse presentata come un vincolo capestro sarebbe molto più difficile mantenerla. Invece se io presento la normalità come un oggetto di desiderio ecco che è più facile spingere i soggetti sociali a agire in direzione della ordinarietà della normalità, cioè essere normali è un premio.
36:33
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
Ad esempio, questa è una parentesi che ci porterebbe troppo lontano e quindi la evitiamo, ma la cultura, questa è una cosa che vi riguarda tanto perché voi siete persone che hanno scelto un indirizzo di studi controcorrente nel mondo utilitaristico in cui ci troviamo immersi, però dovete sapere che tragicamente la cultura,
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S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
viene impiegata nello scambio sociale ordinario come un elemento di capitale, ovviamente di capitale simbolico, cioè la cultura spesso viene usata come oggetto di aggregazione epidittica.
37:20
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
Banalmente i notabili che fanno affari magari simpatizzano inizialmente dicendo quanto è bello il Davide di Michelangelo o quanto è importante Firenze per la cultura mondiale o quanto mi piace andare nei musei perché l'arte è la cosa più nobile che ci sia. Dopodiché si passa subito a fare i soldi e dell'arte non ci si importa più assolutamente, anzi magari dell'arte ci interessa semplicemente il collezionismo che ci permette di accumulare capitale economico facendo leva.
37:49
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
il capitale sociale dell'arte che invece produce i suoi oggetti per la fruizione estetica, cioè per una fruizione in linea di principio idonistica e gratuita. Quindi fondamentalmente l'arte, cioè la cultura, può essere demistificata in questa sua valenza.
38:10
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
Cioè la cultura è una forma di capitale che voi state conseguendo tra l'altro, cioè quando voi uscirete da questi studi, ma già adesso, voi avrete più capitale di altre persone che hanno meno istruzione rispetto a voi. E tenete presente che poi questi valori, c'è un borsino dei valori di capitale simbolico, per cui...
38:35
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
Il capitale simbolico, il capitale culturale è stato sempre molto importante perché non per millenni.
38:44
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
diciamo neanche per secoli, forse nell'epoca borghese, soltanto a partire dal primo, secondo dopoguerra, il capitale culturale è servito a fare il salto di classe, cioè se una persona di ceto sociale inferiore riusciva a procurarsi per merito un'istruzione superiore, questo era garanzia.
39:10
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
di un avanzamento sociale anche in termini economici. Questa cosa era del tutto normale nella generazione dei miei genitori, era ancora frequente ma non obbligata nella mia generazione. Nella vostra generazione non soltanto non è più la regola, ma a volte c'è addirittura un effetto contrario nel senso che la visione del mondo contemporanea è arrivata addirittura quasi a deprezzare la cultura, pensate al trumpismo.
39:40
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
Ma anche nel discorso mediatico odierno le persone colte vengono considerate con sospetto. Da Berlusconi in poi la cultura alta è stata sempre rappresentata come sospetta perché potenzialmente...
40:00
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
Sostanzialmente chi sa troppe cose è uno che ti può intortare, quando in realtà per intortare basta ovviamente l'istruzione elementare di un Berlusconi qualsiasi, ma la cultura alta, per esempio oggi nell'America di Trump questa cosa è evidentissima, cioè le eliti intellettuali vengono pesantemente sanzionate proprio perché...
40:21
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
Non sono funzionali alle dinamiche del potere e chiaramente questa cosa contribuisce però a un depreciamento del valore di mercato, diciamo, del capitale culturale. Cioè oggi come oggi avere una cultura superiore non è immediatamente garanzia di avanzamento sociale. Questo per una miriade di condizioni, eccetera.
40:50
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
La generazione che oggi ha 35-40 anni, quindi persone che hanno il doppio dei vostri anni, questa cosa non è più vera.
40:58
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
Tragicamente. E tra l'altro questa cosa della capitale culturale come risorsa che serve anche a facilitare il progresso economico è una nozione chiaramente studiata dalla sociologia, così come la sociologia studia altri valori simbolici del capitale culturale, che ancora non si chiamava così.
41:28
S…
Speaker 2 (EER 2025 Lez. 26)
del 1899, di questo sociologo americano che si chiama Thorstein Veblen, che si intitola The Theory of the Leisure Class, la teoria della classe agiata.
41:53
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
che è un capofila di quella corrente della sociologia che ancora oggi studia i ricchi. Ci sono molti sociologi che studiano proprio la classe sociale dei ricchi o dei superricchi, i loro consumi, il loro modo di pensare, insomma tutte cose abbastanza interessanti. Però evoco in questo momento la teoria di Weiblen per il concetto di consumo vistoso, il concetto che si applica benissimo ancora oggi.
42:29
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
Perché si applica ancora oggi? Perché il consumo vistoso è un modo di impiegare le risorse economiche per conseguire un bene che non è tecnicamente necessario direttamente in modo strumentale a conseguire altro vantaggio economico. E nella società che analizza Veblen il consumo vistoso sono tipicamente gli studi di latino e greco, insieme ad altre cose.
42:57
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
Perché? Perché il latino e il greco non hanno alcuna ricaduta pratica, sono semplicemente un modo con cui la classe agiata dimostra di potersi permettere di impiegare tot anni della propria vita a studiare qualcosa di inutile dal punto di vista pratico.
43:17
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
Così come è consumo vistoso quello di investire enormi quantità di risorse economiche, di denaro eccetera, per dei beni di cui viene fatto un uso minimo, tipo il grande panfilo da 500 milioni di dollari.
43:35
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
che viene usato, non penso che uno ci viva sopra, cioè Abramo, i giochi per lui, ci vanno sopra una settimana all'anno. Una mia ex allieva, formata in queste aule, ha poi lavorato per molti anni come
43:50
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
educatrice privata di italiano per i figli di un oligarca russo e lei viveva sulla nave con le posate e i piatti d'oro e tutta una serie di cose e le altre nennis perché ovviamente le figlie di questo oligarca avevano la nenni russa inglese francese e italiana e io dicevo ah però questi russi
44:13
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
I fedeli alla tradizione ottocentesca ancora credono nel valore dell'italiano come lingua di cultura, le fanno, no, no, perché sono molto amici di Dolce e Gabbana, vanno sempre a Milano per l'alta moda. E infatti appunto lei raccontava di questo vestito Dolce e Gabbana fatto per lei che era costato soltanto 450 mila euro.
44:33
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
L'oligarca non viveva con loro a Londra o a Nizza o sul Panfilo. L'oligarca stava sempre a Roma in un appartamento misero di sette stanze vicino al Cremlino perché lì doveva fare le sue trame, eccetera. Poi la sua famiglia viveva ovviamente in maniera principesca sui mari del sud. Questa mia studentessa mi mandava continuamente foto in bichini dai posti più esotici del mondo. Molto divertente.
45:01
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
è tornata in Italia, ha chiuso questa parentesi che lei non ricorda neanche volentieri, però è stato estremamente istruttivo, ovviamente io con lei ci ho parlato a lungo proprio per strizzare informazioni. Il consumo visto su quindi la cultura, cioè i vostri studi di belle lettere, arte, eccetera.
45:22
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
Per molti di voi, di noi, possono essere anche una forma strumentale, un capitale culturale simbolico che si ottiene però. Quindi vedete che questa dissociazione posizionale-proposizionale è sempre in acquato.
45:52
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
consorteria ristretta nella quale si deve lottare per essere ammessi. Quindi la normalità non è qualcosa con cui si nasce, ma come dice Sachs, la normalità, l'ordinarietà è qualcosa che ci si deve sforzare di performare, perché essere considerati normali dà dei vantaggi.
46:13
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
In effetti noi potremmo anche definire la normalità come una consorteria di complici iniziati. Abbiamo visto come la complicità è basata sulle dinamiche espiatorie, sull'umorismo, su altre forme di fatico epidittico violento. A questo punto mi sembra che sia interessante osservare come la teoria di girare è molto importante per capire le dinamiche.
46:43
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
di ammissione nella consorteria dei complici e dei normali perché è importante sia per la parte sul desiderio mimetico sia per la parte sulla dinamica espiatoria perché ovviamente la normalità deve diventare un oggetto di desiderio mimetico che tutti desiderano.
47:04
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
La dinamica espiatoria è il pericolo al quale ciascuno cerca di sottrarsi nel tentativo di performare tutte le pratiche che portano al riconoscimento di ordinarietà. Quindi ogni forma di ordinarietà prevede una cooptazione che inevitabilmente è anche un giudizio.
47:29
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
deve riconoscere questa ammissione e deve rendere pubblico che in qualche modo deve riconoscere il fatto che l'individuo, il soggetto sociale ha soddisfatto questi requisiti di ammissione. Allora voi avete presente quando si dice la vita è un esame e uno allude alle prove che uno deve superare, in una logica come quella che sto cercando di portare avanti e che...
47:54
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
Sto cercando di presentarvi, che è una logica, io stesso mi spavento quando la racconto, però in questa logica la frase la vita è un esame si riferisce a qualunque forma di interazione sociale, perché anche nell'interazione sociale con i propri amici il soggetto singolo si deve sforzare per essere accettato dai propri amici.
48:18
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
Quindi per essere ammesso in questo club ristretto che è quello, che ne so, dei compagni del pianerottolo della casa dello studente. Per fare questo il soggetto seleziona le proprie azioni. Alcune sono ammesse, in genere quelle che corrispondono alle CBA dello studente scazzato nella casa dello studente, e altre non sono ammesse.
48:45
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
E il gruppo, se ti chiama la volta successiva quando escono tutti insieme, ti ha ammesso e quindi è andata bene, la cooptazione è riuscita, l'esame è superato. Ma se gli amici escono senza di te, ci sono vignette umoristiche meravigliose sull'uscire. C'è una vignetta straordinaria di Asher che è un umorista americano abbastanza freddo a volte, però...
49:14
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
È una vignetta bellissima che adesso non ritrovo sui due piedi, ma ve la descrivo. Rappresenta l'uccisione di Cesare, le idi di marzo. Tutti che pugnalano Cesare e la caption sono le parole di Cesare. Questo vuol dire che voi siete usciti senza di me.
49:32
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
dove ovviamente la dinamica espiatoria è del tutto evidente e dove ovviamente si dimostra ancora una volta che gli artisti capiscono il funzionamento delle dinamiche sociali molto prima dei teorici, però questo fa anche il cortocircuito veramente agghiacciante fra la vita e un esame.
50:00
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
E la dinamica espiatoria, cioè ogni volta che noi cerchiamo l'assenso di una collettività di pari, stiamo cercando l'ammissione a un club che ci potrebbe anche respingere. E questa è la cosa che noi non vogliamo, perché essere respinti significa essere la vittima espiatoria, cioè occupare il posto del morto.
50:27
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
È interessante, no? Io non so, vi racconto queste cose cercando di concatenare questo ragionamento che è un po', come dire, ha la sua necessità logico-argomentativa, però ogni tanto mi rendo conto che non sono cose ovvie e sono cose in qualche misura, come dire, che illuminano aspetti della nostra esperienza diretta.
50:53
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
La normalità è la performance di un frame in cui la coerenza sostanziale non dipende dal livello superficiale del discorso ma dalla dimensione epidittica nascosta con cui...
51:07
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
Vengono trasmesse poi i dati posizionali. E, questa è l'altra cosa importante, l'integrazione del soggetto nel suo gruppo sociale avviene attraverso un apprendimento di frame complessi, che sono tutti set di regole, in cui la parte superficiale è in relazione indiretta, quindi dissociata, con le funzioni epidittiche profonde.
51:33
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
Quindi questo per quanto riguarda principi di prevalenza epilittica. A questo punto, quindi ci stacchiamo adesso dalla teoria del doing big ordinary di Sachs, che abbiamo non soltanto esaminato nel testo del suo articolo, ma anche sviscerato con degli sviluppi che vi ho proposto io, e cerchiamo di...
51:55
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
andare avanti e parlando dell'oggetto chiave di questo secondo modulo che riguarda, come recita il programma che io ogni tanto mi vado a rileggere perché non mi ricordo neanche più cosa ho scritto un anno fa, comunque il secondo modulo riguarda sostanzialmente le strategie di costruzione della soggettività, le strategie di soggettivazione e il ruolo dell'immaginario.
52:21
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
e della letteratura, quindi dell'immaginario letterario, nelle dinamiche di soggettivazione. A questo punto queste dinamiche secondo me per ora possiamo circoscriverle a due fenomeni estremamente interessanti.
52:58
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
La letteratura come gioco, come gioco e come frame. E il secondo è il dispositivo del realismo letterario. Sono due capitoli tematici che adesso sviluppiamo insieme in cui si vede molto concretamente come la letteratura
53:31
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
usa il suo scalpello per scolpire la soggettività dei soggetti sociali. Chiaramente lo scalpello è una metafora, la letteratura lavora molto più come un vasaio che plasma una creta morbida ancora e a seconda delle sollecitazioni delle mani del vasaio o dello scultore di creta la materia assume.
54:00
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
una certa forma. Allora, tanto per cominciare, io vi ho già parlato del frame, ne abbiamo parlato tante volte, frame analysis, Goffman, 1974, il concetto deriva da Bateson, bla bla bla, queste cose le abbiamo già dette. È interessante il fatto che c'è un passaggio a nord-ovest, quindi passaggio a nord-ovest, vi ricordate, ieri vi ho spiegato che cos'è,
54:31
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
Fondamentalmente quella zona di intersezione in cui teorie diverse in realtà stanno descrivendo lo stesso fenomeno. Passaggio a nord-ovest tra Goffman, Van Gennep e Girard. Sono, come direbbero i Monty Python, tutti i sociologi cominciano con la G. Sono tre sociologi antropologi.
55:00
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
che io vi ho già descritto, di cui conoscete le idee generali. Goffman, interazionista simbolico, analizza la dinamica della relazione faccia a faccia come una metafora teatrale e in particolare vede tutte le pratiche sociali come descrivibili, come singoli frame.
55:25
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
che vengono gestiti dai partecipanti con la consapevolezza delle regole, queste regole sono la competenza del DBO di Sachs, la stessa cosa, il DBO è un frame.
55:41
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
Van Genep invece parla dei riti di iniziazione, dei riti di passaggio, il libro del 1909, Les Rites du Passage, e Girard ve l'ho ormai martellato nella testa in maniera fino alla nausea. Allora, quello che è interessante è un altro studio di Goffman, sempre relativo all'interazione faccia a faccia, ma in un caso particolare. Questo libro, molto bello tra l'altro, una volta l'avevo anche messo in programma tanti anni fa.
56:12
S…
Speaker 2 (EER 2025 Lez. 26)
Si intitola Stigma, no? Dai, ti prego. Stigma, 1963. Allora, che cosa... è un libretto piccolo piccolo e tra l'altro è anche quello di più facile lettura di Goffman. Di che parla Stigma? Come dice la parola, parla delle forme di handicap sociale. Goffman descrive vari problemi, vari aspetti di questa dinamica, ad esempio...
56:45
S…
Speaker 2 (EER 2025 Lez. 26)
A seconda del tipo di stigma Goffman parla di soggetti stigmatizzati e soggetti stigmatizzabili, cioè lo stigma della pelle nera in una società bianca razzista è chiaramente scusate lui parla di screditati e screditabili.
57:07
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
Un soggetto nero in una società bianca razzista è chiaramente un soggetto screditato perché il suo stigma, come dice la barzelletta, se sei nero non devi dirlo a tua madre, perché si vede da subito. Mentre ci sono alcuni tipi di stigma, come ad esempio l'identità ebraica, l'identità omosessuale e altre forme di stigma,
57:36
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
Una tara, che so io, sociale, reputazionale, un parente pazzo, un parente indemoniato, un parente criminale in prigione, eccetera, queste cose non si vedono immediatamente e quindi il soggetto sembra un soggetto potenzialmente normale, ma ha questo...
57:56
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
come dire, scheletro nell'armadio, in realtà lo scheletro dovrebbe essere una colpa, la metafora dello scheletro nell'armadio, ha questo stigma, questa forma di stigma che lo rende un soggetto non screditato ma screditabile. Quindi lo stigma non è visibile ma c'è e se viene fuori il soggetto è screditato. Questa cosa è, la relazione fra questi tre teorici è interessante perché l'interazione faccia a faccia
58:26
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
Si realizza con una forma di comunione fatico-epidittica, quindi la performance prevede questa dissociazione per cui sulla superficie proposizionale vengono dette cose di accordo generico comune.
58:44
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
Ma questo incontro, questa ricerca di alleanza non è affatto neutra perché questa alleanza avviene sempre come una forma di verifica. È quello che vi dicevo poco fa con l'esempio della casa dello studente, cioè se voi performate le CBA della coolness i vostri compagni vi inviteranno a passare la serata con loro.
59:12
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
Se voi invece fate il passo falso di performare una volta un'azione che è uncool, queste persone vi eviteranno e a quel punto anche per esempio la reputazione di uncool è uno stigma. Tra l'altro pensate a questa cosa.
59:33
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
Secondo me è abbastanza preoccupante, cioè del fatto che la maggior parte della letteratura di consumo, soprattutto serie tv eccetera, riguarda dinamiche della high school americana, che riguardano forme di bullismo terrificanti, cioè io stesso ho partecipato a cose di bullismo quando ero in collegio e prima, al primo anno subendole come vittima e poi facendole come c***o.
1:00:00
S…
Speaker 2 (EER 2025 Lez. 26)
carnefice ovviamente negli anni successivi, lo confesso, ebbene sì, rimane agli atti, fra tre anni verrà cancellata la registrazione, però per ora resta agli atti.
1:00:13
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
E queste cose, mi rendo conto adesso, sono cose assolutamente terrificanti proprio perché sono dinamiche iniziatiche, come vengono chiamate, cioè il nonnismo è una forma di dinamica iniziatica perché se uno accetta il sopruso poi avrà come privilegio poter passare dalla parte dei persecutori, da brivido, ma è così.
1:00:37
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
Vedete, lì ha un altro principio di prevalenza epidittica. Si dice, ma è solo un gioco. Io stesso, io stesso, ho difeso le pratiche di non mismo dicendo, ma sì, sono solo un gioco, tranne poi trovarmi a fare lezione sulla depragmatizzazione. Terrificante. Vabbè, questa lezione la devo cancellare, mi rendo oltre. Oversharing è il mio problema. Va bene.
1:01:03
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
E questo che cosa significa allora ragazzi? Che in ogni interazione avviene una forma di verifica. La vita è un esame significa ogni interazione sociale è un esame. Ecco perché a volte uno ha bisogno di stare da solo.
1:01:29
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
cioè staccare il telefono, tagliare completamente i ponti, togliersi le scarpe, i pantaloni, la cintura, eccetera, e svaccarsi, perché tutte le interazioni, anche quelle più cool, sono esami.
1:01:48
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
E questi esami si configurano come rito di passaggio, cioè si cerca di passare dalla condizione di membro isolato esterno a membro del gruppo, membro interno. Il rito di passaggio non è altro che una cooptazione dell'infante adolescente nel gruppo degli adulti.
1:02:16
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
Tutti i frame sono riti di passaggio. Goffman dice però delle cose veramente terrificanti. Lui dice nelle prime pagine di Stigma che la posta in gioco non è uno scherzo, perché la posta in gioco delle interazioni faccia a faccia delle persone stigmatizzate è letteralmente questione di vita o di morte. Cioè se una persona stigmatizzata viene trattata...
1:02:45
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
in relazione allo stigma, cioè lo scibolette la esclude, questa persona vede ridotte le sue chance di sopravvivenza. Visto che per tutti noi l'uomo è una creatura sociale, diceva Aristotele, l'uomo è creatura sociale traduce il greco zon politikon, ma è una creatura sociale significa che in un sistema
1:03:10
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
Iper sofisticato e iper integrato come il nostro, oggi veramente basta un demente alla Casa Bianca e ecco che anche le nostre vacanze sono rovinate. Cioè il nostro è un sistema super integrato e ciascuno di noi ha bisogno di tutta una serie di risorse che presuppongono appunto
1:03:30
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
Il contatto sociale e l'accettazione sociale. Per le persone stigmatizzate, poi Goffman scrive negli Stati Uniti degli anni 50-60, vi potete immaginare. Allora, se l'interazione è un rito di passaggio, ovviamente in questo contesto si verifica se l'interlocutore possiede o no la dotazione necessaria per la performance dell'ordinaria età.
1:04:03
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
In questo caso noi vediamo che il fatico epidittico, che è il modo di gestione del frame di ordinarietà, si può classificare come un rito di passaggio e si vede anche un'altra cosa che secondo me è profondamente originale, ci dovrei scrivere un articolo ma non l'ho mai fatto, e cioè si vede come la dinamica espiatoria non è altro che un rito di passaggio fallito.
1:04:30
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
Quindi il rito di passaggio e la dinamica espiatoria sono lo stesso fenomeno. Passaggio al nord-ovest piuttosto importante secondo me. La dinamica espiatoria e il rito di passaggio sono lo stesso fenomeno perché fondamentalmente la dinamica espiatoria in cui c'è un capro che viene espulso è la dinamica che abbiamo visto ieri nell'analisi del film Ridicule, cioè è la dinamica di un soggetto che ha cercato di entrare.
1:05:00
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
ed è stato tenuto fuori dalla porta. Se quel soggetto fosse entrato nella consorteria degli uguali, cioè nella consorteria complice dei normali,
1:05:13
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
il suo rito di passaggio sarebbe riuscito. Visto che si è realizzato un caso di espulsione simbolica del capro, ecco che noi abbiamo la prova di che cosa significa un rito di passaggio non riuscito. Capite? E questo collegamento
1:05:34
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
Fra rito di passaggio e dinamica espiatoria non è né in Van Genep, per ovvie ragioni, scrive 50 anni prima di Girard, né in Girard stesso. È una trouvaglie mia, non mi ricordo di un paio di anni fa ci ho pensato, ma a me sembra estremamente interessante, appunto ci dovrei scrivere qualcosa.
1:05:58
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
E a questo punto andiamo avanti a vedere la letteratura come gioco e come frame. Allora, letteratura come gioco. Gioco, rito, mimesi. Vediamo un po' che cosa significa. Prendiamo la parola play. La parola play ne leva in tutte le lingue europee, tranne l'italiano. Infatti in questo noi siamo un po'. Voi pensate alle parole, ve le metto nelle lingue che conosco io, play.
1:06:28
S…
Speaker 2 (EER 2025 Lez. 26)
E play è anche il verbo to play. E poi je, jouer, lusus, anche ludus, ludere, in latino. E poi aizo, aizo, non è un'altra cosa, no, lasciamo il sostantivo. Paizo, ma anche il cirillico, ho difficoltà a scriverlo, comunque i grat.
1:07:12
S…
Speaker 2 (EER 2025 Lez. 26)
in russo, anche qui il sostantivo igrushka vuol dire soltanto giocattolo, quindi grat, però anche in romeno giuca è il verbo più che altro, sì perché poi non si dice, però anche il tedesco spiel, spielen, sono
1:07:39
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
Tutti i termini che fanno vedere come l'attività del gioco sia la stessa cosa della recita, cioè dell'attività di rappresentazione teatrale, di mimesi teatrale. Queste parole, come vedete, non sono imparentate etimologicamente, quindi non hanno alcun tipo di relazione glottologica.
1:08:09
S…
Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
ma hanno semplicemente una forma di parallelismo semantico, cioè in tutte queste lingue l'ambito semantico dell'attività teatrale e l'ambito semantico dell'attività ludica coincidono. Recitare e giocare sono la stessa cosa. Che significa? In termini teorici questa cosa si spiega con una parola sola. Sia il gioco che il teatro sono frame.
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Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
E considerando che tutta la realtà si può descrivere come una somma di frame, cioè che tutta la realtà sociale, che tutta l'esperienza sociale, che tutte le pratiche sociali si possono descrivere come frame, io uso frame al singolare e al plurale perché lo considero una parola acclimatata, in inglese ovviamente dovrei dire frames, però diciamo che frame è una parola ormai acclimatata in italiano.
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Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
Allora, tutte queste pratiche sono frame e il gioco è semplicemente un frame sottoposto a King nei termini di Goffman, cioè il gioco è un frame di secondo grado. Quindi la realtà ordinaria è un frame di primo grado e il gioco è un frame di secondo grado.
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Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
Teorie e definizioni del gioco. Fra i miei progetti giovanili c'era un corso soltanto sulle teorie del gioco. Ci sono teorie del gioco estremamente interessanti, le più famose sono quelle di Huizinga 1928, Homo Ludens, però ci sono anche quelle di Roger.
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Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
Caillois, che è un filosofo francese che scrive Gli uomini e i giochi negli anni 50. Poi ci sono tanti contributi teorici su come funziona il gioco. Secondo me quello che li sussume e li descrive tutti nella maniera più appropriata è la teoria dei frame di...
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Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
di Goffman. Kaioua si limita a fare una tassonomia dei vari tipi di gioco per cui lui distingue cinque categorie diverse, ma adesso non ci interessa perché a noi ci interessa semplicemente il gioco come costrutto collettivo, quindi come pratica sociale che coinvolge più soggetti che cooperano interattivamente in maniera autoregolante.
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Speaker 2 (EER 2025 Lez. 26)
Quindi il gioco ha una funzione costruzionistica fondamentale e il gioco ha come elemento principale l'avere delle regole. Non esiste un gioco senza regole, cioè il bambino che corre sul prato urlando non sta giocando, sta pazziando se lo diciamo in dialetto napoletano, ma...
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Speaker 4 (EER 2025 Lez. 26)
Giocare presuppone organizzazione, presuppone un set di regole e quello che è interessante e che io ve l'ho già accennato cursoriamente in un'altra lezione ma questa è la sua posizione teorica più importante.
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Speaker 2 (EER 2025 Lez. 26)
Trombette, cioè fate la massima attenzione, questo è un contenuto importante, il punto del gioco infantile non è, come dicono i pedagogisti, imparare i contenuti dell'età adulta, perché è un luogo comune dire la bambina gioca con le bambole perché impara a fare la mamma quando sarà grande, il bambino però gioca con i fucili e impara a fare la guerra quando sarà grande e non torna, perché la maggior parte dei bambini non fanno la guerra poi.
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Speaker 2 (EER 2025 Lez. 26)
C'è una cosa che imparano tutti i bambini e bambine giocando non il gioco A o il gioco B ma qualsiasi gioco ed è una cosa indipendente da qualsiasi gioco. Che cos'è che imparano? Ve l'ho preparata. Imparano non le regole perché le regole sembra alcune regole. Imparano il fatto che esistono delle regole che vanno seguite.
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Speaker 2 (EER 2025 Lez. 26)
Cioè, fondamentalmente, lo scopo preparatorio del gioco infantile non è imparare i contenuti, ma imparare la logica del frame, in termini goffmaniani. Cioè, i bambini, quando giocano, si allenano per il mondo futuro, in cui la realtà sociale sarà una somma di frame, e ogni frame è un gioco, perché ogni frame è un play. Capite? Play in senso ambivalente. Gioco e recita.
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Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
Purtroppo l'italiano è l'unica lingua europea, ora non so in portoghese, ma in tutte le lingue slave è così, io conosco solo il russo ma do per scontato che anche in polacco il cieco sia così in serbo.
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Speaker 2 (EER 2025 Lez. 26)
Che sia così, cioè i gradi di gioco si riferiscono poi alla recita teatrale. Quindi fondamentalmente giocare serve a imparare che l'azione è organizzata in base a regole. Chiaramente il gioco si praticherà sempre, anche gli adulti giocano a monopoli, giocano ai giochi di ruolo, giocano a qualunque cosa.
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Speaker 2 (EER 2025 Lez. 26)
E il gioco sarà semplicemente un frame di secondo grado, ma nel gioco di primo grado il bambino impara la logica del frame, impara che la vita va avanti a situazioni analoghe al gioco, come frame. Naturalmente ci sono tantissimi elementi particolari che scaturiscono da questa definizione, e cioè il gioco è condivisione,
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Speaker 3 (EER 2025 Lez. 26)
Chi gioca condivide l'esperienza degli altri giocatori e quindi rende intercambiabile il proprio punto di vista.
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Speaker 4 (EER 2025 Lez. 26)
Poi c'è la condivisione dell'emozione e questa cosa permette una rivisitazione, secondo me, molto interessante della teoria aristotelica della catarsia. Anche su questo dovrei scrivere una cosa, non l'ho mai fatto. È un'idea mia che però ho sviluppato nell'altro percorso teorico che sto facendo in questo momento, l'altro libro che sto scrivendo sull'horror. Ve la dico in due parole.
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Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
La poetica Aristotele parla di sentimenti estetici di fronte alla tragedia che consistono in pietà e paura. E lui dice che poi l'esperienza estetica serve alla purificazione di questi tonto iuton patematon, cioè delle emozioni di questo tipo, delle affezioni di questo tipo.
1:15:21
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Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
La mia idea è un rovesciamento costruzionistico della teoria di Aristotele, perché Aristotele presuppone che queste emozioni esistano e siano date. Sono lì, semplicemente noi o le proviamo o non le proviamo a seconda della situazione. E lui pensa, in maniera secondo me sbagliata, ma comunque, che l'esperienza estetica serva a tenere sotto controllo.
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Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
eliminare, dice il greco, purgare via, catarsis, è un termine medico che significa purificazione in senso purgativo, queste emozioni quando uno le prova nella vita reale. In realtà, secondo me, il punto è esattamente l'opposto, cioè immaginatevi la situazione teatrale.
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Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
Nell'Atene classica tutta la cittadinanza, poi si discute se c'erano donne, se c'erano tutte le donne, se c'erano gli schiacchi, non importa, comunque tutta la cittadinanza partecipa a questo rituale collettivo che consiste nel esporsi simmetricamente tutti insieme a uno stesso oggetto estetico che è la tragedia che viene performata.
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Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
E reagire a questo oggetto. È chiaro che la reazione tenderà ad essere sintonizzata, cioè tutti gli spettatori tenderanno a fare ooooh nel momento in cui c'è uno stesso fenomeno in scena. È chiaro? Questo significa che le emozioni in quel luogo vengono costruite nella misura in cui vengono socializzate.
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Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
E quindi il teatro e in generale l'esperienza estetica si configura come una sorta di palestra emozionale, cioè come un luogo dove le emozioni vengono sviluppate e esercitate come i muscoli vengono esercitati in palestra.
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Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
Non un'interpretazione di quello che vuol dire Aristotele, è una risposta teorica di un altro tipo al problema che pone Aristotele, cioè come funziona l'estetica della tragedia. Lui dice questa cosa sulla purificazione purgativa. Secondo me il punto invece in una prospettiva costruzionistica è esattamente il contrario.
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Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
Le emozioni estetiche condivise servono a sintonizzare i soggetti sociali sullo stesso modo di provare emozioni. Capite? È una forma di socializzazione secondaria, per usare i termini di Berger e Luckman. È chiaro? Ecco. E a questo punto...
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Speaker 2 (EER 2025 Lez. 26)
Il terzo elemento, quindi la condivisione è un altro punto, il secondo, quindi intercambiabilità del punto di vista è uno, condivisione delle emozioni socialmente condivise, il terzo punto è la risposta agli stimoli, cioè giocando ci sono delle regole che ci impongono di rispondere.
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Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
In un certo modo, ad esempio, se io in un gioco che ha delle regole formalizzate faccio un'apertura di un certo tipo, l'altro giocatore deve rispondere in maniera appropriata. Cioè se io faccio giochi sociali, tipo indovinare la parola scritta in fronte, o mimare i titoli dei film, eccetera, io faccio un'azione.
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Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
x e il giocatore è obbligato a rispondere con l'azione y cioè l'altro giocatore b non mi può se io mimo il titolo di un film il giocatore deve dire il titolo di un film che gli sembra possa soddisfare congetturalmente quella regola non è che mi può dire andiamo a cena oppure sono le otto e mezza perché questo
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Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
infrangerebbe il gioco cioè il mancato rispetto delle regole del frame fra crollare il frame quando i giocatori non rispettano le regole ai miei tempi sapete che esiste una disciplina che si chiama child lore cioè no, il child lore è un repertorio culturale che riguarda i contenuti
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Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
culturali che vengono elaborati da bambini e trasmessi tra bambini, ad esempio le conte, un certo tipo, e naturalmente il child lore adesso in epoca di cartoni animati.
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Speaker 2 (EER 2025 Lez. 26)
dall'età di tre anni in poi è completamente sparito, perché i bambini si scambiano informazioni su Pikachu, capito? Cioè si scambiano informazioni su, com'è che si chiamano, quelli che si cercano per strada, aiuto, ne sono dimenticato. I Pokémon, esattamente, sì sì, non mi veniva la parola, però insomma ecco, queste non sono forme di child lore, cioè i bambini, a parte che i Pokémon lo fanno anche i cinquantenni, ma insomma, però...
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Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
Il Pokémon non è child lore perché circola tra i bambini ma è di origine esterna, mentre Ambarabacicicocco è una filastrocca infantile che viene, chissà chi l'ha creata, senza autore ma viene trasmessa dai bambini. E dalle mie parti, quando eravamo bambini e giocavamo,
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Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
Se qualcuno voleva fare o dire qualcosa strane al gioco, doveva dire buon gioco e tocco terra, facendo questo gesto rituale di toccare la terra, e quello creava una sospensione del frame. Se uno non faceva questo, era un infame, perché rovinava il gioco. Quindi questa cosa della partecipazione obbligata, cioè si risponde a stimoli,
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Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
Fa sì che la dinamica stimolo-risposta eserciti la competenza degli script sociali e genera quindi l'obbligo mimetico. Cioè io, conoscendo le regole, sono obbligato ad agire in un certo modo. E a questo punto io vi parlerò dei due testi di oggi, perché ovviamente...
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Speaker 2 (EER 2025 Lez. 26)
Volevo parlare di Jekyll e Hyde subito, in realtà ci metto degli altri testi in mezzo. Questi testi sono una fiaba di Anderson, fra le più famose, che quindi non c'è bisogno di leggere, ma ve la evoco soltanto e ve la assegno come lettura a casa, e due film bellissimi, uno dei quali io avevo anche preparato qui per farlo vedere oggi almeno in parte. Non si vede un tubo, ma...
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Speaker 3 (EER 2025 Lez. 26)
un po' meglio, che è un film del 2017, adesso ve li scrivo qua, allora sono un film del 1959 che si intitola Il generale della rovere e l'altro film si intitola The Hauptman, in inglese è stato tradotto The Captain, il capitano.
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Speaker 3 (EER 2025 Lez. 26)
e penso che si trovi, io l'ho visto alla Berlinale Festival di Berlino, ora vi faccio vedere le schede IMDB, Valle della Rovere, eccolo qua, e l'altro invece è IMDB, Hartmann, eccolo qua, questo. Allora, 1959, regista Rossellini, con Vittorio De Sica come protagonista.
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Speaker 2 (EER 2025 Lez. 26)
E entrambi sono film bellissimi. Non li ho messi in programma, ma sono, diciamo, sottintesine i testi esaminati a lezione. Se riuscite a piratarli, se riuscite a vederli in qualche modo, vedeteli, perché sono film estremamente belli, anche se io ve li spoilerò. Anzi, adesso, Generale della Rovere, non ve lo spoilerò, perché è un film...
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Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
fortemente anzi vi consiglio di vederlo senza guardare la trama perché fa parecchia impressione però invece The Captain ve lo spoilerò perché The Captain tra l'altro è basato su fatti realmente accaduti anche se ovviamente sono romanzati come sempre succede la trama di questo film è
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Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
quello che adesso ci interessa e cioè fondamentalmente possiamo vedere, no il trailer non c'è neanche il tempo perché abbiamo tre minuti, il trailer dura due minuti, comunque la trama riguarda la storia di un soldato ventenne che alla fine della seconda guerra mondiale trova una vettura abbandonata con dentro una valigia, con dentro un uniforme nuovo da capitano, lui che è un soldato semplice si mette l'uniforme da capitano e
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Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
Prosegue il suo viaggio e da un certo momento in poi lui viene preso per capitano e fondamentalmente lui comincia a recitare la parte del capitano, ma la sua recita diviene a tal punto intricata rispetto alle posizioni.
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Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
degli altri e rispetto alle attese, alle aspettative di tutti gli altri interlocutori, che in un certo senso lui non riesce più a uscire da questa identità. Lui non è più la persona che era prima di vestirsi da capitano, a tutti gli effetti lui è un capitano e si comporta come un capitano e fa anche cose atroci come capitano.
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Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
E quindi qui si vede che l'identità non è semplicemente una forma di dialettica fra una componente superegoica di repressione e una componente repressa di autenticità, ma l'identità è una costruzione che risente in primissimo luogo e in misura, anche se vogliamo, privilegiata,
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Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
di quella cosa che sono le rappresentazioni che gli altri hanno della nostra propria identità. È quello che nella logica, nella filosofia del primo interazionismo simbolico, quello di George Herbert Mead, l'abbiamo visto, Mead scrive questo libro che si chiama Mind, Self,
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Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
e ovviamente l'opposizione mind-self si riferisce a la mind come il nucleo dell'io, cioè la percezione del soggetto di se stesso, e il self invece è l'identità del soggetto come il soggetto la percepisce attraverso il feedback sociale che egli riceve. E questo film è una dimostrazione di come
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Speaker 2 (EER 2025 Lez. 26)
Il self abbia un ruolo preponderante rispetto alle dinamiche.
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Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
interne e alle dinamiche dell'io e questa cosa secondo me è estremamente interessante il film è molto molto bello e vi raccomando molto di vederlo io se riesco a caricarlo sulla pagina lo carico ma essendo di 2 giga non so se ce la faccio dovrei trovarlo in una versione più piccola il generale della rover su cui non vi dico niente perché
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Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
mi farebbe piacere che lo vedeste, è un film molto molto bello e anche molto importante per la storia del cinema, quindi è un film diciamo formativo, ha una dinamica dello stesso tipo, analoga ma assolutamente non sovrapponibile, ma comunque estremamente interessante, se volete, se lo vedete, poi mercoledì ne possiamo anche brevemente parlare. Il testo poi con cui concludo la lezione è I vestiti nuovi dell'imperatore, che voi ricorderete è sostanzialmente
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Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
Riguarda quello che vi dicevo poco fa sulla serietà, cioè ciò che noi impariamo con i giochi infantili paradossalmente non è la distinzione fra serio e gioco, perché il gioco è serio, il gioco è vincolante. Quello che noi impariamo è appunto che esistono delle regole che vanno performate in maniera seria.
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Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
E quanto siano arbitrarie queste regole viene mostrato dal racconto di Andersen.
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Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
I vestiti nuovi dell'imperatore, in cui chiaramente il racconto è un racconto ironico, allegorico, in cui ovviamente si prendono in giro delle persone che contraddicono. Andersen come autore, come artista, è uno spostato che ovviamente crede nell'identità fra valore proposizionale e azione. Quando vede che le persone dicono una cosa e fanno un'altra cosa è ferito dall'ipocrisia e scrive questo.
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Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
Fondamentalmente scrive questo racconto così come una sferzata ironica contro l'ipocrisia delle persone che concordano su contenuti evidentemente aberranti soltanto per amore del...
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Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
Soltanto per amore dell'accordo sociale di per sé. Come voi ricorderete tutti sono d'accordo che i vestiti dell'imperatore fatti di questo tessuto magico che non può essere visto dalle persone che sono stupide producono un effetto mimetico per cui tutti quanti per paura di essere...
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Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
esclusi come uncool, come stupidi, dicono a quanto sono belli i vestiti dell'imperatore, perché semplicemente questi vestiti sono stati presentati come un oggetto magico, visibile soltanto alle persone intelligenti.
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Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
Il bambino, che ovviamente è un soggetto che ha la delega, la salienza e quindi si può permettere di infrangere le regole del frame a cui lui non partecipa, finché il bambino non dice ma l'imperatore è nudo e a questo punto il frame viene interrotto e tutti quanti possono ammettere ciò che i loro sensi riconoscono. Ci fermiamo qui e riprendiamo mercoledì prossimo con...
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Speaker 1 (EER 2025 Lez. 26)
Questo discorso è il discorso sulla seconda modalità di influenza che è il realismo letterario per arrivare poi nella lezione successiva all'analisi di Jekyll e Hyde. Scusate di nuovo perché ho sforato ancora di qualche minuto.
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Summa
Haec pagina de scriptura explicat, quae ad scripturam translativam pertinet.
Summa...
De hoc translatio scripsit.
Quod ad hoc adscriptum est, quod ad hoc adscriptum est, et adscriptum est.