Intervista Vittoria Ferraro
May 05, 2026 15:01
· 43:54
· Italian
· Whisper Turbo
· 2 speakers
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Speaker 1 (Intervista Vittoria Ferraro)
Bene, bene. Allora, è un'intervista, io non ti dirò di cosa parleremo subito. Prima partiamo da una cosa per sciogliere. Facciamo un po' di warm up, ok? Per capirci. Io seguo delle domande, però vorrei che fosse un...
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Speaker 1 (Intervista Vittoria Ferraro)
Cioè una chiacchierata, ecco, non sentirla come una domanda, risposta, è quello il fulcro di tutto. No, assolutamente no. Allora, io adesso ti ho fatto vedere una 6-7 foto che ho trovato e ho stampato. E tu prenditi qualche minuto. Sono tutte le foto dell'asilo dell'anno scorso anche.
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Speaker 1 (Intervista Vittoria Ferraro)
Se volano ti prendo un sasso. Guarda che c'è il sasso lì dietro. Ti prendi qualche minuto e ne scegli uno o due in cui vedi rappresentati i valori pedagogici più importanti di Cresco Fuori. Secondo te. Cioè in base alla tua esperienza Cresco Fuori ovviamente. Quindi solo due?
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Speaker 1 (Intervista Vittoria Ferraro)
Una o due, quelle che vuoi. Cioè, sentiti libera di, se ce n'è una terza, magari scegliene anche una terza, nel senso non c'è un limite. Era per contenere. Questa ne sceglierei tre. Ma vai. Questa. E questa. E questa. Ok. Ora, queste qua le metto via così. Ok. Fuori. Questa non è cresco fuori, questa è di sacco. Ah, ma dai. Però sembrava.
2:26
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Speaker 2 (Intervista Vittoria Ferraro)
Ok, adesso ti chiedo di spiegarmi perché hai scelto queste foto e quali sono ovviamente i valori pedagogici che tu hai visto in queste tre foto. Ok, allora, questa che è la foto dove c'è il bambino che attraversa grazie a una trave, un fosso pieno d'acqua, ci ho visto il valore dell'esperienza e del mettersi...
2:55
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Speaker 2 (Intervista Vittoria Ferraro)
nelle condizioni di affrontare un rischio che però non è un pericolo in questo caso perché le Travis che sono state posizionate sono state posizionate comunque da un educatore che le ha pensate e le ha probabilmente anche provate prima di far superare un bambino questa
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Speaker 2 (Intervista Vittoria Ferraro)
questo spazio, ma essendo una trave comunque molto fina, quindi che ci sta solo un piede davanti l'altro, mette anche il bambino nelle condizioni di doversi un po' sperimentare e confrontare con il suo stare all'interno di una dimensione che può essere una dimensione di rischio, in cui ho la possibilità di
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Speaker 2 (Intervista Vittoria Ferraro)
Trovarmi in uno stato di disequilibrio, di perdita del controllo della posizione, di cadere all'interno dell'acqua che può comunque creare fastidio e lo ritengo un valore pedagogico del servizio perché essendo un servizio di natura questo è possibile perché si è fuori.
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Speaker 2 (Intervista Vittoria Ferraro)
e qui è una possibilità che noi vediamo studiata probabilmente dalla figura dell'adulto però potrebbero essere benissimo in realtà rappresentata da questa immagine ma anche in un'altra situazione magari di un ramo che troviamo in natura già presente e non quindi posto dall'uomo che spinge il bambino a mettersi anche in relazione con i propri.
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Speaker 2 (Intervista Vittoria Ferraro)
le proprie capacità e quindi studiare anche un po' la propria margine, come si dice, la zona prossimale e potersi mettere in campo anche con le proprie abilità, le proprie capacità che poi vengono migliorate con l'esperienza. Questa invece è dove i bambini fanno fluttuare in aria dei sacchetti, la ritengo un valore.
5:00
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Speaker 2 (Intervista Vittoria Ferraro)
pedagogico del servizio perché un servizio all'aria aperta permette di fare esperienza inaspettatamente anche con quello che è il clima e quindi il clima
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Speaker 2 (Intervista Vittoria Ferraro)
Atmosferico, di stagioni attorno a noi, pioggia, vento, sole e tutto quello che ci va dietro e grazie a dei piccoli strumenti e quindi a dei piccoli...
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Speaker 2 (Intervista Vittoria Ferraro)
accorgimenti anche da parte dell'adulto che comunque è una figura che per quanto sembra non esserci perché viene considerato spesso un servizio liberitario quello che sta all'aria aperta in realtà è fondamentale l'occhio dell'adulto anche per poi indirizzare le esperienze dei bambini quindi il fatto che loro possano aver fatto esperienza del vento grazie a
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Speaker 2 (Intervista Vittoria Ferraro)
La traduzione utilizzata da un sacchetto che ci fa vedere visivamente cosa sta succedendo e cosa cambia se cambio direzione, cosa cambia se vado più forte, se vado più piano, se la corda è più lunga, se la corda è più corta, ci permette di prendere anche conoscenza del mondo. Invece la terza foto che ho selezionato e che non ho potuto escludere è quella a piedi nudi sulla terra.
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Speaker 2 (Intervista Vittoria Ferraro)
perché credo che all'interno di un servizio all'aria aperta come quello di Crescofuori i sensi siano alla base proprio dei valori pedagogici e quindi l'esperienza di essi possa arricchire i bambini, soprattutto con i piedi che li ritengo essere un secondo cervello.
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Speaker 2 (Intervista Vittoria Ferraro)
e quindi poter sperimentare con i piedi a piedi nudi in diverse consistenze anche del terreno che si trova naturalmente lavorato o pestato o coltivato o arato e quindi ci dà anche la possibilità di camminare sopra diverse consistenze permette al corpo e al cervello di maturare conoscenza del mondo
7:10
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Speaker 1 (Intervista Vittoria Ferraro)
Ok, allora io ho scelto queste foto perché io le avevo già un po' codificate a casa mia quando le ho scelte e sono tutte foto in cui io ritrovavo qualcosa di cresco fuori in questo caso, che mi piaceva, che secondo me era importante.
7:27
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Speaker 1 (Intervista Vittoria Ferraro)
E volevo vedere, senza andare a condizionare l'intervistato, facendo subito riferimento a di cosa avremmo parlato, perché volevo vedere se era un argomento che usciva. Cioè, quello che per me è interessante e un valore pedagogico prioritario nella mia idea, lo è anche per gli altri educatori, per quello che mi hai risposto sì, nel senso che noi ora...
7:55
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Speaker 1 (Intervista Vittoria Ferraro)
Andiamo a riferirci a questo perché io ho deciso di fare la mia tesi sul rischi play, quindi sul gioco del rischio e su tutto quello che concerne la sfera del rischio all'interno dell'agriasilo in questo caso, che poi verrà ovviamente legato all'agrimido andando a dividere le specificità, però comunque hanno una connessione secondo me che tra loro li unisce e li divide per altre cose.
8:24
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Speaker 1 (Intervista Vittoria Ferraro)
Quindi, nel senso, mi fa molto piacere che sia venuto fuori, perché effettivamente Mari, anche per te, è una cosa che è un valore pedagogico sostenuto all'interno del servizio. E ecco, a me farebbe piacere partire.
8:39
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Speaker 1 (Intervista Vittoria Ferraro)
Dalla società. Partiamo in generale. Io mi sono informata in queste settimane, ho letto, ma anche semplicemente ho pensato a quello che tutti i giorni i bambini vivono, cioè l'infanzia vive nella società attuale e si parla appunto di società del rischio.
8:59
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Speaker 1 (Intervista Vittoria Ferraro)
Quindi adesso ti voglio chiedere la tua opinione, secondo te il tema del rischio è un tema attuale, cioè si può parlare effettivamente di tema del rischio, come si esplicita nell'infanzia e in che modo influisce sull'infanzia secondo te?
9:18
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Speaker 1 (Intervista Vittoria Ferraro)
Quando ti faccio le domande, prenditi tutto il tempo che vuoi per pensarci. Ti ho anche portato foglio, carta e penna se vuoi segnarti delle cose. Nozioni? Sì, se vuoi confermare dei pensieri. Io ti ho portato tutto. Grazie. Ma qui ci stiamo discostando da quello che è un servizio per l'infanzia. E stiamo parlando della società. Stiamo parlando dell'infanzia. Dell'età.
9:41
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Speaker 2 (Intervista Vittoria Ferraro)
Sì, dell'età infanzia. Quindi non specificata all'interno di un servizio, ma di come viene vissuta nella società il periodo infanzia. Il periodo infanzia, esatto. Credo che non ci sia consapevolezza del rischio.
10:00
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Speaker 2 (Intervista Vittoria Ferraro)
ovvero che non ci sia consapevolezza di come il rischio possa essere una risorsa pedagogica che viene ancora confuso molto con il pericolo e che spesso i bambini non sono messi nella condizione di potersi
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Speaker 2 (Intervista Vittoria Ferraro)
Sperimentare ma anche testare con le proprie capacità già acquisite e quelle che possono essere invece quelle che possono acquisire. Ad esempio banalmente l'uso di un bicchiere di vetro mentre stiamo a tavola. Spesso i bambini usano o vengono aiutati.
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Speaker 1 (Intervista Vittoria Ferraro)
a utilizzare questi strumenti perché considerati strumenti pericolosi perché perché hanno un pericolo in realtà hanno un rischio a mio avviso quindi il bambino non è vero che non è in grado di poter utilizzare un bicchiere di vetro c'è il pericolo che possa accadere sì o è un pericolo è un rischio che possa cadere e cos'è il rischio e cos'è il pericolo allora credo che il rischio possa essere considerato anche
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Speaker 1 (Intervista Vittoria Ferraro)
Un range in cui gli adulti possono avere un margine di controllo. Quindi io posso sottoporti un bicchiere di vetro, dandoti delle indicazioni, e quindi ti do un confine nella quale ti metto in sicurezza. E ti do però la possibilità di sperimentarti con un oggetto che, se io non ti avessi dato un confine e un limite per poterlo utilizzare, sarebbe solo un pericolo. Quindi credo che nella società di oggi...
11:42
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Speaker 1 (Intervista Vittoria Ferraro)
Non si possa ancora parlare di rischio, ma perché bisognerebbe fare prima tutto un lavoro di educazione rispetto a quella che è la visione dell'adulto, rispetto a questo tema, rendere gli adulti capaci di vedere le potenzialità di un bambino e capaci di metterli nelle condizioni di poter provare in sicurezza anche sperimentandosi con la dimensione del rischio.
12:12
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Speaker 1 (Intervista Vittoria Ferraro)
Però la dimensione di pericolo rimane perché rimane un po' una situazione interna secondo me all'adulto. Quindi vedo il pericolo perché io adulto ne sono spaventato di quella che può essere la conseguenza e ho paura di non poterla gestire o di trovarmi in una situazione che poi crea un danno.
12:41
S…
Speaker 1 (Intervista Vittoria Ferraro)
Invece se io valuto il rischio come un'opportunità so che può andare a buon fine, può esserci una frustrazione da dover gestire, può essere che si trasforma in pericolo quando magari si va fuori dal confine che ci siamo dati.
12:58
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Speaker 1 (Intervista Vittoria Ferraro)
E quindi io adulto dovrò rimettermi in discussione per ricalibrare i confini e renderli più visibili, che comunque parliamo di confini verbali.
13:12
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Speaker 1 (Intervista Vittoria Ferraro)
E secondo te è una cosa che va via peggiorando? No, credo che esperienza anche di genitore, credo che adesso ci sia, anche se molto lentamente, la volontà dei genitori di essere più consapevoli. Quindi credo che i genitori di adesso, anche se con fatica, perché capisco che non è facile, cioè deve cambiare drasticamente il tuo modo di vedere.
13:42
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Speaker 1 (Intervista Vittoria Ferraro)
Però in qualche modo qualche domanda se la stanno ponendo, qualche possibilità stanno provando a darsela e quindi credo che siamo nella strada in cui se le informazioni arrivano nella maniera corretta, semplice, non giudicante, anche i genitori possano sentirsi un pochino più...
14:04
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Speaker 1 (Intervista Vittoria Ferraro)
capaci di provare così come sono molto influenti nella società di oggi i nonni o meglio non i nonni in un aiuto pratico perché purtroppo adesso come adesso tanti nonni lavorano ancora o magari sono troppo anziani perché magari tanti genitori che fanno il primo figlio hanno già comunque un'età matura e quindi magari l'aiuto dei nonni c'è non c'è però quello che rimane molto presente evidente molto petulante è il giudizio
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Speaker 1 (Intervista Vittoria Ferraro)
da parte dei nonni quello che i nonni dicono influisce molto sui genitori che stanno cercando di informarsi ma trovano l'ostacolo dei nonni e ancora fanno fatica a discostarsi dal giudizio di quello che ricevono per dire quello che in realtà sto cercando di fare è qualcosa di più importante qualcosa che va oltre però vedo che comunque c'è tanto lavoro da parte dei genitori
15:00
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Speaker 1 (Intervista Vittoria Ferraro)
fiduciosa, che si possa... Ok, molto bene.
15:05
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Speaker 1 (Intervista Vittoria Ferraro)
Ora entriamo nella dimensione dell'asilo, quindi tua esperienza cresco fuori, tua esperienza nell'outdoor education e dopo ti chiederò di fare una piccola presentazione, anzi falla subito, di chi sei, cosa fai, per quanti anni l'hai fatto, cosa hai studiato. Inerente all'educazione? Tutto quello che vuoi, mettici dentro tutto. Devo dire anche il mio nome e cognome.
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Speaker 2 (Intervista Vittoria Ferraro)
Se vuoi, se no ti tengo anonima. Ah, boh, differente. Vabbè, io sono Vittoria Ferraro, sono educatrice, laureata nel 2017 con la laurea L19. Prima di arrivare alla laurea ho fatto il diploma in liceo artistico. Ho fatto tanti anni animazione, quindi sono nel mondo dei bambini da quando praticamente ero bambina io.
15:58
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Speaker 2 (Intervista Vittoria Ferraro)
Quello che mi ha spinto poi a entrare nel mondo dell'educazione è questo grande desiderio di dare un'opportunità nuova ai bambini che avrei incontrato, perché ritenevo che la società fosse ancora molto limitata, quindi che l'infanzia avesse bisogno di essere sostenuta. Ho lavorato diversi anni al nido, quindi ho iniziato attraverso delle cooperative, all'interno dei nidi.
16:29
S…
Speaker 2 (Intervista Vittoria Ferraro)
In realtà la prima esperienza che mi ha avvicinato all'outdoor è stato il mio tirocinio universitario al nido Prati Colorati di Abano Terme, che aveva all'epoca una pedagogista.
16:41
S…
Speaker 2 (Intervista Vittoria Ferraro)
molto molto attenta a tutto quello che succedeva nel mondo dell'educazione al di fuori e che avendo la possibilità di avere un giardino gigante aveva molto molto molto molto stimolato anche nelle educatrici la possibilità di andare fuori ed è lì che conosco la realtà anzi il metodo di Arno Stern e quindi è da lì che poi io scelgo dopo
17:06
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Speaker 2 (Intervista Vittoria Ferraro)
un anno dopo due anni quasi di lavoro all'interno di scuole dell'infanzia e asilo nido di fare la formazione per prendere la formazione per diventare servente del gioco del dipingere e quindi vado in Svizzera nel 2019
17:27
S…
Speaker 2 (Intervista Vittoria Ferraro)
Prendo l'abilitazione e oltre ad avvicinarmi e a cercare di portare un po' di outdoor all'interno dei servizi in cui ero, quindi parliamo di asili nidi comunali gestiti da cooperative, nella quale all'inizio, i primi due anni, sono stati...
17:43
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Speaker 2 (Intervista Vittoria Ferraro)
anni in cui ero un po' di gavetta e quindi facevo magari gli orari pomeridiani, i buchi, le sostituzioni, un po' di qua un po' di là. Questo forse mi ha permesso anche di entrare un po' in maniera rallentata e di poter osservare quello che condividevo e quello che non condividevo, per poi andare a scegliere sempre nei lavori successivi qualcosa che mi rappresentasse sempre di più. Fino a che sono arrivata al nido di conca d'albero.
18:10
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Speaker 2 (Intervista Vittoria Ferraro)
nella quale avevo margine di poter fare gestione autonoma, organizzazione autonoma del servizio, perché avevo molta possibilità, flessibilità nel muovermi all'interno delle scelte educative e avevo un'equip che in qualche modo mi veniva, mi sosteneva, mi vedeva il potenziale, mi lasciava spazio.
18:32
S…
Speaker 2 (Intervista Vittoria Ferraro)
e quindi pilotavo un po' anche con queste nuove possibilità, tant'è che abbiamo vinto un bando e abbiamo allestito il giardino esterno con una visione outdoor e ho portato all'interno del servizio il mio primo atelier di pittura, quindi avevo una stanza dedicata all'interno del quale i bambini molto piccoli, perché parlevamo comunque di bambini che ancora alcuni non camminavano,
18:59
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Speaker 2 (Intervista Vittoria Ferraro)
Hanno trovato però un forte stimolo anche per arrivare alla stazione eretta, per riuscire a raggiungere la tavolozza del centro della stanza alla parete. Quindi quello che Arnosten dice è che in un ambiente chiuso in realtà il gioco diventa liberatorio, perché tolti gli stimoli esterni il bambino è libero di far fluire.
19:23
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Speaker 2 (Intervista Vittoria Ferraro)
il flusso del gioco, la traccia e quindi di mettere in campo una serie anche di sperimentazioni personali che poi non hanno nessun fine a livello di giudizio, di risultato perché i disegni non vengono mai portati al di fuori.
19:42
S…
Speaker 2 (Intervista Vittoria Ferraro)
E quindi questo stimolo lasciato libero di essere il bambino acquisisce consapevolezza di sé. E questo si è visto fin da subito. Tra l'altro uno dei primi obiettivi al nido in realtà era quello che i bambini potessero distinguere che il pennello del rosso veniva usato solo per rosso e il pennello del verde veniva usato solo per verde.
20:00
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Speaker 1 (Intervista Vittoria Ferraro)
diventasse marrone era una conquista. Poi dal nido faccio un colloquio per una nuova posizione e mi vinco, non so se dice vincere o comunque selezionano me e passo invece dal nido, quindi operativa come educatrice, all'ufficio e divento coordinatrice.
20:29
S…
Speaker 1 (Intervista Vittoria Ferraro)
Non ero conoscente di questo passaggio. Sempre all'interno della cooperativa per la quale lavoravo come educatrice, passo invece dall'altra parte come coordinatrice. I nidi in gestione all'epoca erano sei, quindi si parlavano di sei nidi, di sei comuni diversi. La coordinatrice che c'era prima di me ha lasciato il posto dall'oggi al domani, quindi nel momento in cui sono entrata io...
20:57
S…
Speaker 1 (Intervista Vittoria Ferraro)
Panico. Panico. Non si sapeva dove girarsi, nessuno sapeva niente, lei aveva fatto sempre tutto da sola, le informazioni che mi aveva lasciate non erano aggiornate, quindi anche tutti i regolamenti. Insomma, faccio i miei primi casini perché non avevo probabilmente le informazioni sufficienti.
21:16
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Speaker 1 (Intervista Vittoria Ferraro)
Prendo consapevolezza del fatto che io in quelle condizioni non avrei potuto portare avanti il lavoro, quindi dopo i primi tre mesi in ufficio io dico o ci sosteniamo e creiamo un gruppo di lavoro o io mollo e loro non sapendomi come sostenere mi hanno fatto mollare e quindi io sono rientrata operatrice al nido come educatrice.
21:40
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Speaker 1 (Intervista Vittoria Ferraro)
Ma quella forse è stata una delle esperienze che mi ha toccato di più perché mi ha fatto un po' capire realmente dove sarei voluta andare e quindi tutto l'ambiente che era chiuso per me risultava veramente molto stretto e questa è stata la spinta più forte che mi ha fatto dire ok cerco altro.
21:58
S…
Speaker 1 (Intervista Vittoria Ferraro)
Nel momento in cui ho cercato altro, perché lì proprio non ce la facevo, era tutto molto limitante per me, ma anche per l'opportunità che i bambini avevano di stare. Arriva la possibilità di accedere a Cresco Fuori come educatrice, in realtà perché vedo l'annuncio, non conoscevo questa realtà.
22:20
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Speaker 1 (Intervista Vittoria Ferraro)
ma vedo l'annuncio tramite un'amica che portava il bambino lì e quindi mi candido e la prima sensazione che ho avuto è quella che spero di non essere in ritardo cioè spero che ci sia ancora posto che non abbiano già trovato qualcuno perché è una cosa troppo bella ecco da lì inizia il mio percorso cresco fuori dove però mi interfaccio con una fascia d'età completamente diversa dal nido quindi la prima fatica che incontro è quella
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Speaker 1 (Intervista Vittoria Ferraro)
della relazione, della comunicazione. Questo mi spinge a intraprendere un percorso di studi, di comunicazione efficace, di educazione generativa. Quindi mi faccio un bel po' di weekend su e giù in un'associazione che in fatalità in quel periodo organizzava proprio un percorso molto...
23:08
S…
Speaker 1 (Intervista Vittoria Ferraro)
incentrato anche su una carica emotiva interna insomma quindi lavoravi molto sul personale vengono fuori tanti altarini tante cose tue tante cose sulla quale devi lavorare quindi faccio percorsi crescita alla fine personale che mi porta però anche ad avere acquisito delle nuove competenze comunicative che in natura mi sono state fondamentali perché non possiamo considerare il gruppo come un gruppo unico
23:36
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Speaker 2 (Intervista Vittoria Ferraro)
ma in natura ognuno ha la possibilità di emergere per quello che è.
23:42
S…
Speaker 1 (Intervista Vittoria Ferraro)
e quindi tutti i bambini hanno bisogno di essere visti unici e essere gestiti nella loro unicità. Quindi non è possibile pensare di guardare un bambino e di poter gestire nella stessa maniera anche il bambino che gli è seduto di fianco. Quindi questo richiede una grandissima fatica a livello del lavoro dell'educatore perché oltre a dover mettere dei confini che non sono visibili e farli comprendere i bambini fuori, c'è anche tutto un carico emotivo che se non gestiamo,
24:12
S…
Speaker 1 (Intervista Vittoria Ferraro)
in questa fascia d'età 3-6 poi diventa un problema, diventano delle difficoltà. Quindi bisogna dare l'opportunità ai bambini di potersi sentire anche capaci di essere e non aver timore o paura di dire o comunque allo stesso tempo vanno anche capite e comprense delle dinamiche che non hanno ancora la maturazione cerebrale per poterle comprendere e quindi essere un fianco.
24:36
S…
Speaker 1 (Intervista Vittoria Ferraro)
un fianco, una spina un accompagnatore all'altezza dei bambini quindi quello che poi nella mia vita è rimasto come ruolo dell'educatore è quello di essere di mettermi sempre io al pari dei bambini e quindi poterli accompagnare senza sostituirmi ok e quando sei stata
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S…
Speaker 1 (Intervista Vittoria Ferraro)
La cresco fuori, ho iniziato subito dopo il covid, o comunque eravamo agli strascichi perché avevamo ancora le mascherine, quindi forse eravamo nel 2021, 2020-2021, adesso non ricordo con precisione, e attualmente. Ok, ok. Bene, allora, come definiresti tu personalmente il risky play?
25:25
S…
Speaker 2 (Intervista Vittoria Ferraro)
Cioè, il gioco del rischio da parte dei bambini, che definizione daresti tu se ne dovessi dare una come educatrizia? Difficile. Allora, devo immaginare di spiegarlo a qualcuno che non conosce questa cosa. Se dovessi dare una definizione, che sia essa breve, qualche parola, al tuo modo come ti senti di esprimerla, come definiresti il risky play?
25:56
S…
Speaker 1 (Intervista Vittoria Ferraro)
Se qualcuno ti chiedesse cos'è, tu come glielo spiegheresti? Spiegherei che ai bambini non possiamo vietare di fare niente, perché in realtà i bambini hanno un impulso. E non è che se noi gli diciamo non saltare dal tavolo, loro non saltano dal tavolo, anzi cercheranno di farlo molto di più. Quindi interpreto il gioco del rischio come...
26:37
S…
Speaker 1 (Intervista Vittoria Ferraro)
una possibilità di fare tutto a delle condizioni dell'adulto che non sempre sono delle condizioni che devo condividere con il bambino ma sono delle condizioni della quale io devo essere consapevole e quindi magari che metto anche in campo prima quindi creo il contesto perché possa avvenire
27:06
S…
Speaker 1 (Intervista Vittoria Ferraro)
il gioco in situazioni controllate non sono controllate però sono magari limitate ovvero il bambino vuole arrampicarsi in un albero può essere rischioso però ci sono delle indicazioni che io posso dare e quindi posso essere consapevole di quelle che sono le dinamiche in cui questa cosa può avvenire
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S…
Speaker 1 (Intervista Vittoria Ferraro)
Quindi non sto permettendo che avvenga tutto, ma permetto che nel momento in cui avvenga io ho chiaro cosa si può e cosa non si può invece fare. Ok, questa è la tua definizione. Io adesso ti leggo quella di Sam Setter, che è un autore su cui io sto basando alcune delle mie ricerche e lui definisce il risky play. Lo leggo perché non lo ricordo.
28:00
S…
Speaker 2 (Intervista Vittoria Ferraro)
Come forme di gioco avvincenti ed emozionanti che possono comportare il rischio di incorrere in incidenti e lesioni fisiche. Sansetter riconduce al gioco rischioso sei categorie di comportamenti ludici che trovi nella tabella. Ora, io ti ho portato una tabella che è la tabella a cui fa riferimento questa definizione. Lascio perdere questa parte qua perché ho dovuto fare la cosa del libro.
28:29
S…
Speaker 2 (Intervista Vittoria Ferraro)
Come puoi vedere qua ci sono le categorie, quindi giochi a grandi altezze, gioco ad alta velocità, giochi con strumenti pericolosi, giochi in prossimità, vabbè, insomma ci sono tutte le varie, le sei categorie, a cui è associato il rischio, quindi ogni categoria ha il suo rischio, e poi le sottocategorie, che includono proprio l'azione.
28:54
S…
Speaker 2 (Intervista Vittoria Ferraro)
Rispetto a questa tabella che puoi leggerti per quanto tempo vuoi, ti viene in mente qualche categoria che è connessa ovviamente alla tua esperienza educativa o qualche categoria che non è inclusa ma che vorresti includere? Ok, le leggiamo. Tu leggitele pure, le so a memoria. Allora, sicuramente cadere è inclusa nelle esperienze. Ok.
29:37
S…
Speaker 1 (Intervista Vittoria Ferraro)
Anche perdere il controllo della velocità e scontrarsi contro qualcosa o qualcuno può essere compresa nell'esperienza. Un gioco ad alta velocità, sì. Penso anche solo a quando troviamo delle palle di fieno in campagna e c'è la possibilità di salirci sopra e di poter correre.
30:00
S…
Speaker 1 (Intervista Vittoria Ferraro)
o camminare come uno preferisce fare sopra alle palle di fieno. Comunque parliamo di dimensioni anche molto grandi, quindi è come stare su marciapiede se non di più. Però in questo caso potrebbe scontrarsi con qualcuno che magari va nella direzione opposta. Quindi sì, accade. Ferirsi con utensili da taglio, coltelli, seghe, asce, strumenti con cui si può soffocare, esempio corde.
30:30
S…
Speaker 1 (Intervista Vittoria Ferraro)
Le sottocategorie forse già le abbiamo limitate, nel senso che già le abbiamo escluse a priori dalle possibilità di utilizzo, però magari i coltelli per tagliare le verdure, per andare in orto, per fare comunque esperienza al tavolo, sì, vengono valutati, ovviamente si scelgono coltelli adeguati, a volte invece si prova anche a chi magari crediamo possa avere delle competenze per poterli gestire bene a usare dei coltelli.
30:58
S…
Speaker 1 (Intervista Vittoria Ferraro)
in coltelli magari un pochino più affilati, però ferirsi si potrebbe benissimo aggiungere anche un ramo o magari un cespuglio di piante con spine. Nel ferirsi potrei aggiungere qualcosa, perché io che sono in natura potrei scegliere di utilizzare qualsiasi cosa per giocare.
31:28
S…
Speaker 1 (Intervista Vittoria Ferraro)
Qualsiasi strumento che io trovo fuori potrebbe ferire se è troppo duro, se è troppo lungo, se è spinoso o se ha delle caratteristiche che potrebbero risultare pericolose. Giochi prossimità di elementi pericolosi, cadere dentro o da qualcosa, l'abbiamo visto fatalità con una delle foto che abbiamo selezionato all'inizio, quindi sì ci potrebbero essere dei fossi pieni d'acqua alla quale si potrebbe cadere, ci potrebbero essere degli alberi molto alti dalla quale...
31:55
S…
Speaker 1 (Intervista Vittoria Ferraro)
si potrebbe scivolare è vero che ogni bambino ha la capacità di sperimentarsi in primis con se stesso quindi difficilmente va dove poi non riesce più a scendere però magari potrebbe perdere l'equilibrio ecco perché ci diamo magari un limite di altezza nella quale sappiamo che anche noi adulti possiamo intervenire
32:18
S…
Speaker 1 (Intervista Vittoria Ferraro)
Farsi male reciprocamente, fare la lotto, schermo con bastoni, giocare a combattere, allora sì, accade nei servizi outdoor che ho affrontato nella mia esperienza. È vero che anche qui abbiamo bisogno di porre delle condizioni prima di giocare e quindi abbiamo bisogno di concordare tra bambini le regole del gioco in modo tale che ci sia consapevolezza e accettazione.
32:44
S…
Speaker 2 (Intervista Vittoria Ferraro)
e anche che ci sia la protezione delle zone delicate del corpo.
32:50
S…
Speaker 1 (Intervista Vittoria Ferraro)
E anche i bastoni, sì, li possiamo utilizzare, però anche qui con dei limiti, con delle indicazioni precise da seguire. Uscire dalla supervisione di un adulto, perdersi, giocare a nascondersi, andare in esplorazione solitaria, giocare da solo in ambienti non familiari. È una cosa che potrebbe succedere, è una cosa che non facciamo succedere.
33:16
S…
Speaker 1 (Intervista Vittoria Ferraro)
Nel senso che anche qui quando parliamo di confini, il confine dello spazio è un confine che anzi forse è il primo, senza forse, è il primo confine che cerchiamo di mettere, di porre ben chiaro all'inizio quando i bambini si approcciano per la prima volta in una dimensione come quella outdoor. Perché abbiamo bisogno...
33:40
S…
Speaker 1 (Intervista Vittoria Ferraro)
Che ci sia sempre la supervisione di un adulto. Ci può essere che i bambini si giocano a nascondere, sì, però è limitato magari al tronco di un albero, a una zona comunque non troppo distante da dove siamo e dove abbiamo deciso di fare campo base. Cosi in più che si possono aggiungere potrebbero essere...
34:08
S…
Speaker 1 (Intervista Vittoria Ferraro)
Il soffocamento, se qualche elemento naturale che troviamo in natura può essere ingerito, quindi sassi, semi, bacche, quindi oltre al soffocamento che potrebbe essere un rischio.
34:28
S…
Speaker 1 (Intervista Vittoria Ferraro)
Potrebbe anche essere quello di non sapere cosa sto ingerendo. Quindi in qualche modo una specie di intossicazione o qualcosa che possa essere. Un pericolo di salute a livello esatto di veleno magari. Poi un altro rischio...
35:01
S…
Speaker 2 (Intervista Vittoria Ferraro)
Potrebbe essere quello di l'uso di stoviglie che forse però possiamo aggiungere nel ferirsi, cioè tra le sottocategorie del ferirsi potremmo aggiungere magari stoviglie di ceramica che potrebbero nel momento in cui cadono creare dei tagli o comunque delle cose infrangibili.
35:26
S…
Speaker 1 (Intervista Vittoria Ferraro)
E tra queste categorie mi sapresti indicare quella o quelle, se ce ne sono più di una, che a te mettono, che tu vivi con maggiore apprezzione? Quelle che a te suscitano uno stato emotivo più di allerta? Se ce ne sono, puoi anche dirmi che le vivi tutte alla stessa maniera? No, io mi sento abbastanza serena con tutte. Con tutte? Sì. Ok. Devo dire...
35:55
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Speaker 2 (Intervista Vittoria Ferraro)
Forse questa cosa a volte mi viene un po' rimproverata, ovvero di essere troppo permissiva magari, però credo che una buona comunicazione prima o nel momento in cui vedo che qualcosa non sta funzionando, fermare la situazione e riordinare in qualche modo la dinamica o eventualmente, se necessario, perché potrebbe anche capitare, interromperla.
36:20
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Speaker 2 (Intervista Vittoria Ferraro)
Però provo una grande fiducia rispetto ai bambini. Ok, quindi ti senti a... Mi sento... Forse ecco, forse una cosa che non c'è, che aggiungerei, che mi dà forse questa preoccupazione, sono le punture d'insetto. Ok. Quindi il rischio nel correre in...
36:44
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Speaker 1 (Intervista Vittoria Ferraro)
Come si dice? Punture di insetto. Sì, sì, sì. No? Per la reazione allergica? Ti fa paura la reazione allergica? Gioco con... Cioè se lo metto nella categoria è un gioco con...
36:59
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Speaker 2 (Intervista Vittoria Ferraro)
insetti e animali selvatici diciamo e quella che è il il rischio che potrebbe insorgere è quello che ci possa essere una lesione fisica e quindi la puntura oppure il morso oppure ecco quella è una cosa che mi dà più angoscia aspetta amore perché stiamo registrando come è andata tutto bene?
37:28
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Speaker 1 (Intervista Vittoria Ferraro)
Dopo ci parliamo un attimo. Finiamo, finiamo tra poco. Ecco, quindi il fatto che ci sia una velocità nel peggioramento di uno stato di salute. Ok. Mi può creare. Ok, ok. Questa qua mi hai già risposto prima.
37:52
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Speaker 1 (Intervista Vittoria Ferraro)
Questa mi hai già risposto. Ti chiedo, così dopo finiamo. Il rischio, secondo te, ha una connotazione solo negativa, solo positiva? O, secondo te, porta con sé delle componenti che vanno valorizzate? In che senso vanno valorizzate? Cioè, il rischio. È un'opportunità? Sì, è un'opportunità. È un'opportunità che va valorizzata? È un'opportunità che va...
38:22
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Speaker 2 (Intervista Vittoria Ferraro)
valorizzata per chi però si sente competente nel poterlo fare quindi se io non sento di sentirmi a mio agio in una dimensione creo solo pericolo
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Speaker 1 (Intervista Vittoria Ferraro)
Però questo qua, adesso ti faccio una domanda, secondo te è una cosa che tutti dobbiamo porci di riuscire ad arrivare a quel punto oppure è solo veramente chi se lo sente? No, solo chi se lo sente. Ah sì? Ok, ok. È una posizione interessante. Tutti, secondo me, abbiamo le possibilità di poter proporre il gioco del rischio in maniera competente e che sia rischio e non pericolo.
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Speaker 2 (Intervista Vittoria Ferraro)
dando delle opportunità però se mi trovo nella fase della mia vita io adulto che non sono pronto o non riesco a non è che per forza ce lo devi fare cioè lascialo fare a chi in quel momento invece è in una dimensione in cui se la sente la può gestire perché nel momento in cui io ho una una restrizione una
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Speaker 2 (Intervista Vittoria Ferraro)
una rigidità di fronte a quello che sto vedendo intervengo anche impulsivamente in una maniera che può diventare allertante quindi creo anche nel bambino una conseguenza emotiva e quindi poi non sono in realtà di aiuto all'esperienza ma divento
40:00
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Speaker 1 (Intervista Vittoria Ferraro)
un interpretatore che però crea una condizione non sicura. Ok, ok. E secondo te, ultima domanda e poi abbiamo finito,
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Speaker 2 (Intervista Vittoria Ferraro)
Le scuole nel bosco, le scuole cosiddette dei selvaggi, gli agriasili, gli agrinidi, tutto quello che è outdoor education e che quindi ha una certa implicazione nella dimensione del rischio, perché la dimensione del rischio è un po' implicitamente contenuta in queste scuole. Secondo te hanno una percentuale di feriti maggiore rispetto ai nidi comunali e ai nidi tradizionali? No, vorrei dirti il contrario.
40:41
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Speaker 1 (Intervista Vittoria Ferraro)
Cioè secondo te i bambini si fanno più male negli ambienti chiusi? Negli ambienti chiusi che cercano di essere controllati. Ok. Perché in qualche modo... Sto parlando proprio a livello medico io. Sì, sì. Perché in qualche modo... Lesioni, tagli, tutto quello che... Allora se pensi, se fai caso a quando passi davanti alle scuole attuali, la maggior parte delle scuole non hanno più erba nei giardini, hanno sassi. Ok. Immagina un professore o un insegnante fuori con...
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Speaker 1 (Intervista Vittoria Ferraro)
una supervisione di un numero di decine di bambini e un bambino che ingerisce un sasso.
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Speaker 1 (Intervista Vittoria Ferraro)
Non è un rischio che tu hai valutato perché sono una situazione in cui tu sei fuori a far merenda. Immagina un bambino che in quella fascia oraria scivola perché sta giocando a pallone e prende la muretta. Oppure sta facendo il percorso in equilibrio sul bordo della staccionata.
41:43
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Speaker 1 (Intervista Vittoria Ferraro)
L'adulto si avvicina, gli chiede di scendere e si mette in mezzo. Il bambino perde stabilità. Il bambino probabilmente cade perché non conta più sulle sue diabilità ma su quelle dell'adulto. L'adulto non è un albero, non è fermo, non è stabile. Quindi in qualche modo l'intercettazione dell'adulto diventa in quel caso conseguenza di danno. Però sono tutte supposizioni rispetto alle esperienze viste e vissute.
42:13
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Speaker 1 (Intervista Vittoria Ferraro)
Però probabilmente essere in una condizione in natura ti permette anche di essere più a contatto con quelle che sono le tue effettive capacità e possibilità e valutazioni. I bambini sanno le loro abilità, conoscono il loro livello. Vedono un albero alto, salgono su, sanno quanto riusciranno. Ci sono i bambini che non salgono.
42:40
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Speaker 1 (Intervista Vittoria Ferraro)
Ci sono i bambini che non riuscendo fisicamente nel sviluppo motorio a raggiungere X ramo non salirà. Se io invece mi trovassi in una situazione in cui non ho consapevolezza del rischio, lo metto su.
42:56
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Speaker 1 (Intervista Vittoria Ferraro)
E quindi divento io il punto fulcro, ma non posso esserlo. Perché il bambino, il primo, non farà esperienza con le proprie capacità e anche con la frustrazione di dover aspettare e dover migliorare per raggiungere l'obiettivo. Ma allo stesso tempo fa affidamento su qualcosa che in realtà non è stabile. Quindi creo in realtà più danno che beneficio.
43:21
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Speaker 1 (Intervista Vittoria Ferraro)
Per non parlare di una consapevolezza personale di soddisfazione nel farcela e nel non farcela. Quindi secondo me nelle scuole outdoor i danni, chiamiamoli così,
43:39
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Speaker 1 (Intervista Vittoria Ferraro)
fisici per malattia per infortuni per cose che sono di percentuale minore minore ok rispetto alle scuole tradizionali rispetto alle scuole chiuse o anche all'ambiente domestico magari ok va bene grazie Vittoria grazie Giada una cosa che
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